UN APPELLO PER IL LIDO DI VENEZIA

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dell’interesse collettivo su quello privato, esponendosi anche a gravi rischi finanziari. Ha promosso l’invio a Venezia, da parte del governo, di un commissario straordinario cui sono stati attribuiti poteri estesissimi, eludendo così trasparenza e confronto democratico. Ha abbattuto la
storica pineta del Piazzale Casinò, svenduto l’ex Ospedale al Mare (patrimonio di Enti pubblici e frutto anche donazioni filantropiche). Ha previsto, inoltre, l’abbattimento del Monoblocco, autorizzato pesanti interventi di speculazione edilizia in altre zone del Lido (tra cui il monumentale Forte di Malamocco) e la costruzione di un mega darsena nell’area di S. Nicolò, destinata a diventare  “il porto turistico più grande d’Europa”.  L’isola, interamente sottoposta a vincolo paesaggistico, sarà investita da una spaventosa colata di cemento con gravissimi danni paesaggistici e ambientali. Danni che, come ha scritto recentemente lo storico Salvatore Settis, “uccidono la memoria storica, feriscono la nostra salute fisica e mentale, offendono i diritti delle generazioni future”.
Per rilanciare la Mostra del Cinema non c’è bisogno di una nuova, ingombrante struttura. Sono sufficienti, invece, mirati interventi di restauro e riqualificazione degli edifici utilizzati dalla Mostra, accompagnati da un deciso miglioramento dei servizi (tutte operazioni facilmente attuabili e poco
dispendiose). Il Lido può tornare ad essere una località vivibile per i suoi abitanti e piacevole da visitare in ogni periodo dell’anno. Per realizzare questo obiettivo è necessario invertire l’attuale tendenza. Occorre varare, come proposto dall’urbanista Pier Luigi Cervellati, una moratoria almeno decennale sulle nuove costruzioni che prevedano consumo di suolo vergine e puntare sulla conservazione del patrimonio storico e artistico e sulla tutela delle ancora grandi peculiarità paesaggistiche e ambientali del Lido (l’ecoturismo cresce, ogni anno nel mondo del 20% ed è uno dei pochi settori che in Italia non è in crisi). Occorre migliorare la qualità della vita insulare curando l’arredo urbano e creando nuove zone pedonali, nuove piste ciclabili, nuove aree verdi. Si possono, infine, avviare iniziative culturali di ampio respiro, capaci di attrarre flussi costanti di visitatori realizzando, ad esempio, una esposizione/archivio permanente che metta in luce il prezioso patrimonio documentale e filmico della Mostra del Cinema veneziana oggi ampiamente sottoutilizzato e disperso e istituendo un parco archeologico delle fortificazioni militari che si snodi attraverso l’ampio complesso difensivo esistente nell’isola. La Mostra e il Lido avranno un futuro solo liberandosi di una mentalità miope e reazionaria capace solo di concepire l’idea di un “Rinascimento” isolano fondato sul consumo del territorio e di attribuire una funzione salvifica alle Grandi Opere. Facendo vincere la leggerezza delle idee contro la pesantezza del cemento.
Si è ancora in tempo per evitare di imboccare una strada senza ritorno.”
Primi firmatari:

Prof. AMERIGO RESTUCCI

– Rettore dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia.

Prof. EDOARDO SALZANO

– Urbanista

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  2. Ma dove era prima l’istituto di architettura ed il suo rettore ! Che oggi sembrano stupiti degli stupri perpetrati sul nostro territorio del Lido di Venezia ,meravigliati per la realizzazioni incomplete o deturpanti la nostra isola .Tante restano le realizzazioni mai ultimate come il piazzale S.Maria Elisabetta ,o in attesa di una necessaria ristrutturazione o di una nuova progettazione perché così come sono stat realizzate rimangono inaccettabili ,e peggio ancora fulgidi esempi di investimenti sbagliati sul nostro territorio ,e causa di sperpero di pubblico denaro, da parte di questa amministrazione comunale dimissionaria,naturalmente , con l’avvallo degli altri organi istituzionali ,consiglieri e compagnia cantante ancora da scoprire .Oggi che questo Rettore propone di fermare le costruzioni per un decennio ,a buco aperto del costruendo palazzo del cinema , per il quale lo stesso istituto di architettura aveva concorso premiando chi l’aveva progettato Quando l’ex albergo Des Bains oggi con il suo bellissimo parco é diventato sede per tane di topi ed allevamento di zanzare ,recintato ed nascosto da una indecorosa recinzione che nasconde il degrado del territorio con moria generalizzata di alberi di alto fusto. Come l’ex ospedale al mare transennato perché dichiarato pericolante ,ma diventato covo e dormitorio di drogati e di sbandati .Ma dove viveva in questi anni questo rettore che vorrebbe lasciare al Lido tutto così come é stato degradato da questa passata fallimentare Amministrazione comunale , forse con un tacito suo consenso o dei consiglieri comunali suoi collaboratori….. …….

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