FUORI LE MAXI NAVI DAL BACINO DI SAN MARCO!

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Egr. Ministro alla Cultura  Dott. Giancarlo Galan

Egr. Presidente della Regione del Veneto Dott. Luca Zaia

Gent. Presidente della Provincia di Venezia Dott.a Francesca Zaccariotto

Egr. Sindaco del Comune di Venezia Dott. Giorgio Orsoni

Egr. Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia Dott. Paolo Costa

Egr. Presidente Venezia Terminal Passeggeri Dott. Sandro Trevisanato

Egr. Comandante Capitaneria di Porto di Venezia C.A. Tiberio Piattelli

A mezzo Raccomandata A. R.

 TENETE LE MAXI-NAVI FUORI DAL BACINO DI SAN MARCO.

Ci rivolgiamo a Voi, ognuno per le specifiche competenze, perché riteniamo sia necessario che procediate quanto prima alla bonifica del Bacino di San Marco dal traffico delle navi-traghetto e delle navi da crociera. Riteniamo che il passaggio per il Bacino di San Marco di navi enormi (629 nel 2010), fuori scala, comporti gravi danni ai suoi abitanti, alla città ed alla laguna compromettendone la salute, il patrimonio monumentale e l’equilibrio ambientale. 

DANNI ALLA SALUTE DEI CITTADINI.

Non ci rassicurano le dichiarazioni dell’Autorità Portuale in merito ai fumi emanati dalle navi da crociera e, soprattutto, dalle navi-traghetto. Chiediamo vengano pubblicati i dati dei controlli effettuati dalla Capitaneria di Porto in “attuazione della direttiva 2005/33/CE in relazione al tenore di zolfo del combustibile marittimo” a partire dalla data della pubblicazione del Decreto Legislativo 205 del 9/11/2007.

Quando questi navigli sono ormeggiati in Marittima la qualità dell’aria nella zona ovest della città peggiora drasticamente, siamo quindi ancora ben lontani dall’aver raggiunto una situazione meno che accettabile. Chiediamo perciò un’applicazione più rigida del decreto.

Le misurazioni, ufficiali ma di parte, tranquillizzanti sulla rumorosità, sulle vibrazioni e sull’inquinamento da fonti elettromagnetiche non sono compatibili con il reale vissuto dei nostri concittadini e ospiti. Ancorché la riduzione della qualità della vita non sia commensurabile con alcuna strumentazione chiediamo verifiche da parte di organi indipendenti su tutti questi effetti della portualità.

Poiché è la concentrazione di navi contemporaneamente all’ormeggio che peggiora le condizioni ambientali chiediamo al Sindaco di pretendere una programmazione di arrivi maggiormente distribuiti nella settimana.

Conosciamo le iniziative (“Porto Verde”) che l’Autorità Portuale ha in progetto per minimizzare l’impatto ambientale delle attività portuali, ma non possiamo più accettare la tempistica che viene prospettata. Troppi i tre anni di recente annunciati per il trasloco del traffico traghetti verso il terminal di Fusina (385 navi nel 2010, anno della crisi greca, che hanno trasportato 162.000 veicoli transitanti sul Ponte della Libertà) senza che qualcosa venga fatto subito, per migliorare almeno la qualità dell’aria e la rumorosità, sia al passaggio che all’ormeggio.

Inaccettabile che la messa in sicurezza ambientale del porto non sia priorità emergenziale in un ecosistema come quello lagunare ed abbia invece scadenze inarrivabili. Chiediamo invece sia data priorità immediata ai finanziamenti per le finalità ambientali,troppo spesso le necessità economiche sono portate a giustificare qualsiasi scempio! 

DANNI ALLE STRUTTURE E AGLI EDIFICI CITTADINI ED IMPATTO VISUALE.

Vi è un gravissimo problema di moto ondoso: non si tratta dei treni d’onda minuziosamente misurati dal sistema di monitoraggio “stereo-fotogrammetrico” messo in funzione dall’Autorità Portuale ben sapendo che queste navi non fanno onde, ma degli effetti subacquei del risucchio (dissesto ed erosione) che ogni loro passaggio comporta; gli esiti sono devastanti, anche se non sempre immediatamente visibili, e coinvolgono tutte le strutture architettoniche sommerse, non solo in Bacino e in Canale della Giudecca, ma anche i molti canali afferenti, oltre che fondali e gengive di canali lagunari, velme e barene (ricordiamo qui solo la rottura dei quattro cavi d’ormeggio in acciaio di un ferry boat tranciati al passaggio di una nave da crociera proprio a causa del risucchio provocato nel novembre 2009).

Chiediamo, alla Capitaneria di Porto ed alle Autorità competenti, un immediato divieto ai passaggi con maree inferiori allo zero marino, livello sotto il quale i fenomeni di erosione aumentano enormemente.

Il tenore di zolfo emanato ancora dalle navi, come accennato, non smette di intaccare i marmi e le pietre della città contribuendo alla loro distruzione con il fenomeno della solfatazione.

Da approfondire e verificare anche l’effetto reale delle vibrazioni subite dagli edifici al passaggio delle navi; in special modo i traghetti provocano rumori e vibrazioni percepibili con diversi minuti d’anticipo anche a notevole distanza, effetti che sembrano tutt’altro che rassicuranti e sullo studio dei quali è necessario un approfondimento da parte di ente autonomo.

Non da ultimo pensiamo che le dimensioni di queste navi siano eccessive creando un impatto visuale estremamente negativo, un salto dimensionale che de-valorizza lo skyline urbano, che deprime il patrimonio architettonico e svilisce il paesaggio naturale e naturato. Su questi assunti chiediamo un pronto e doveroso intervento del Ministro alla Cultura, con la Sovraintendenza, per garantire la conservazione e la “tutela del patrimonio culturale” in base ai primi tre articoli del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio.

Pensiamo sia necessario che la città si riappropri della Marittima e che questa abdichi al ruolo di grande porto passeggeri limitandosi al piccolo cabotaggio e al già richiesto porticciolo per yacht.

 DANNI ALLE ACQUE ED ALLA MORFOLOGIA DELLA LAGUNA.

Abbiamo già accennato agli effetti della sottopressione, delle correnti di risucchio, che il passaggio di navi di forte sezione immersa provoca sui margini dei canali urbani; tanto maggiori sono gli effetti negativi sui fondali e sulle gengive dei canali lagunari. Assistiamo quotidianamente ad un incessante lavoro di erosione di velme e barene che stanno scomparendo a velocità più che preoccupante. L’escavo dei canali per consentire e migliorare il passaggio a navi sproporzionate ed il moto ondoso anche da esse provocato comportano annualmente la perdita di milioni di metri cubi di sedimenti dalla nostra laguna che, così, sta velocemente trasformandosi in un braccio di mare.

Chiediamo anche verifiche da parte di organi indipendenti sull’inquinamento delle acque della laguna provocato dagli scarichi e dal rilascio di particelle di prodotti antivegetativi presenti sulle enormi superfici delle navi; non dimentichiamo poi i rischi continui di fuoriuscite di carburante e altri inquinanti.

Pensiamo perciò che l’intera laguna non possa più essere attraversata da navi di dimensioni inaccettabili per il suo equilibrio. 

Non vogliamo che Venezia rinunci alla componente economica proveniente dalla portualità ma pretendiamo che ciò avvenga nel rispetto, se non nel miglioramento, dell’ambiente e della qualità della vita in città!

In questo senso chiediamo un’approfondita verifica dei reali benefici economici portati all’economia ed all’Amministrazione cittadina da questo traffico, sempre in aumento. Una recente esternazione del Sindaco di Jesolo, che vede le crociere come antagoniste al turismo balneare, ci spinge anche a chiedere se il tornaconto economico derivante dall’indotto del traffico crocieristico non sia concorrente a una diversa gestione di un turismo di qualità; se la quantità di fugaci visite non sia dannosa all’immagine di una città da scoprire, lentamente, per le sue intrinseche e numerose qualità

Quale stimolo al trasloco del Terminal dalla Marittima, proponiamo che venga studiata una tassa da far pagare quanto prima ai crocieristi perché pensiamo che essi debbano versare un contributo anche alla città, oltre alle imposte portuali incassate dall’Autorità Portuale senza ricadute sulla salvaguardia di Venezia, delicato organismo urbano e sociale inserito in un fragile ambiente lagunare.

Chiediamo infine a Comune e Provincia di avviare da subito con l’Autorità Portuale e la città un dibattito pubblico per un nuovo modello di sviluppo dell’attività portuale, finalmente compatibile con l’ambiente.

Saverio Pastor Venezia Civiltà Anfibia Associazione Arzanà 40xVenezia Io Decido Associazione Settemari Circolo Culturale Olivolo Pax in aqua Associazione Vela al Terzo eccetera…

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  1. i nostri tempi sono un po’ lenti e quindi non abbiamo ancor ainviato il documento ai destinatari!
    contiamo di farlo tra oggi e domani.
    poi, probabilmente, faremo una conferenza stampa… nei prossimi giorni
    Saverio Pastor

  2. Non avete una pagina facebook? Sono totalmente d’accordo, ma una pagina facebook sarebbe un modo molto efficace di divilugare e aggiungere sostenitori….! Quando la farete (perché la dovrete…fare…) chiedetemi amicizia cosi’ staimao in contatto, di mail ne ricevo anche troppe. Grazie!

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