VENEZIA E LA VELOCITÀ

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Dal sito di Italia Nostra:
http://venezianostra.org/patrimoni-umanita-venezia-declassata

Patrimoni dell’umanità, Venezia bocciata

“Al primo posto, quale sito meglio gestito e meglio preservato, si trovano i meravigliosi Fiordi della Norvegia Occidentale (http://www.fjord-tours.com). Al secondo e al terzo, si sono classificati dei siti più vicini per natura a una città come Venezia: rispettivamente Vézelay in Francia e Granada in Spagna. Vézelay è a due ore da Parigi in Borgogna, regione di forte interesse turistico, e i veneziani che vorrebbero una metropolitana sublagunare saranno interessati a sapere che lo slogan della regione proclama: “Beati i lenti, perché di essi è la Borgogna”. A Venezia, invece, sembra che si cerchi in tutti i modi la velocità.

Su novantaquattro siti esaminati e valutati per conservazione e gestione del territorio, Venezia è risultata quartultima. Peggio di lei solo le isole Galapagos, Portobello ( Panama) e la valle di Kathmandu (Nepal).

La sezione di Venezia di Italia Nostra ritiene molto importante segnalare ai media e alla popolazione i risultati di questa ricerca, svoltasi in modo assolutamente indipendente e con tutti i crismi di scientificità e obiettività.

I siti dichiarati dall’Unesco Patrimonio dell’umanità sono in totale 830. Dopo circa quarant’anni dall’esistenza della denominazione, si è ritenuto opportuno eseguire un’ispezione per valutare i modi in cui essi vengono amministrati. L’idea è stata della rivista National Geographic Traveler, che si è unita al National Geographic Center for Sustainable Destinations e alla George Washington University per nominare un comitato di quattrocentodiciannove esperti ai quali è stato chiesto di stilare una classifica che includesse i 94 siti giudicati più importanti.

La classifica consiste in una scala da 1 a 100, accompagnata dalle osservazioni degli esperti, da essi presentate in modo anonimo. Nessun sito ha ottenuto un punteggio superiore a 90 e nessuno inferiore a 20.

Italia Nostra ritiene molto grave il fatto che alla città di Venezia sia andato un punteggio tra i più bassi: soltanto 46. Ecco come vanno interpretati i punteggi:

0-25: Catastrofico. Tutti i criteri molto negativi.
26-45: In grave difficoltà.
46-65: In moderata difficoltà: tutti i criteri o medio-negativi o mescolanza di negativi e positivi.
66-85: Difficoltà non importanti.
86-95: Autentici, non rovinati e probabilmente destinati a rimanere tali.
96-100: Ottimi in tutto e per tutto.

Si noti che per un solo punto Venezia ha evitato di essere inclusa nel gruppo dei malati ancora più gravi.

Le cause più importanti di preoccupazione per gli esperti (come da anni per Italia Nostra e per molti veneziani) sono il sovraffollamento dovuto alla cattiva gestione dei flussi turistici e la generale impressione che la città non abbia più una sua vita specifica, legata a caratteristiche locali, ma sia diventata solo un grande contenitore per visitatori di passaggio.

“Quasi ci si pente di esserci venuti,” arriva a scrivere uno degli autori del giudizio, “perché la nostra presenza aumenta l’affollamento e ci rende complici del deterioramento progressivo cui assistiamo.” “Non c’è una vita “vera” degli abitanti,” continua. Per un altro, Venezia è “un bel gioiello che sta scomparendo, che è diventata solo il museo di se stessa.” “Nessuno ci vive salvo i turisti.” lamenta un altro. “La visita, scrive un altro ancora, si limita alle calli, alle chiese e ai canali.” Solo la mattina presto un commentatore ha trovato un po’ di vera vita locale, prima che i turisti uscissero dagli alberghi o peggio ancora dagli autobus e dai lancioni gran turismo.

Italia Nostra giudica queste valutazioni un grave segnale d’allarme, che va ad aggiungersi alle forti preoccupazioni espresse molto recentemente dal “Rapporto su Venezia” pubblicato in inglese dal comitato privato “Venice in Peril”. Si tratta infatti di fonti di giudizio chiaramente non legate ad interessi specifici salvo quello di veder preservati una città e un modo di vivere che per secoli il mondo ha ammirato e che ora vede tristemente avviarsi per la strada del declino, forse nella fallace illusione di volersi adeguare a modi e ritmi di vita che sembrano più efficienti e più redditizi. Ma che in realtà, a chi sa ben guardare, non sono né l’una cosa né l’altra.”

Vd anche:

http://www.unfaropervenezia.eu/bognews/101-nessuno-ci-vive-tranne-i-turisti#jacommentid:4

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