DER SPIEGEL SULLE GRANDI NAVI DA CROCIERA

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(Dal Gazzettino di oggi)
 
“La denuncia del settimanale tedesco ‘Der Spiegel’, il più diffuso nei paesi di lingua tedesca (un milione di copie e sei milioni di lettori), è pesantissima: Venezia sta marciando inesorabilmente verso la sua fine, strangolata da una massa di turisti mordi e fuggi e dai passeggeri delle grandi navi da crociera che ne turbano la bellezza e mettono continuamente a rischio la sua fragile costituzione. Mentre i veneziani stanno inermi a guardare, il mondo culturale internazionale si preoccupa per il futuro di questa città super sfruttata che sta diventando un museo sovraffollato piuttosto che una città abitabile. L’articolo “Das Leben einer Toten” di Fiona Ehlers (febbraio 2011) con una scrittura chiara e vivace accompagna il lettore nel prendere coscienza dell’importanza e della vastità di ciò che oggi Venezia e il suo ambiente si trovano ad affrontare e il quadro che ne emerge non è dei più confortanti. Che fare? Una soluzione arriva da un’inchiesta del giornalista veneziano Enrico Tantucci, “Venezia merita di essere Venezia”, pubblicata da “Il giornale dell’arte” (giugno 2011): la città può sopravvivere se abbandona la monocultura turistica di massa e sviluppa la produzione culturale, con un turismo di qualità. Del resto, la strada è già imboccata: secondo una ricerca del Coses sono seimila le persone che vivono direttamente o indirettamente di cultura a Venezia, cioè circa un decimo della popolazione totale, e la Biennale ne è un prestigioso esempio da seguire e sviluppare. Questi due giornalisti con i loro articoli denuncia sono i vincitori ex-aequo dell’edizione 2011 del Premio giornalistico per Venezia dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, che ieri è stato consegnato a palazzo Franchetti dal presidente Gian Antonio Danieli alla presenza di numerose autorità, tra cui l’assessore comunale Pier Francesco Ghetti e il presidente della Biennale Paolo Baratta. «I problemi di Venezia – ha affermato Danieli – sono ormai diventati guai ed è spaventoso il ritardo delle risposte delle istituzioni politiche. La città avrà un futuro soltanto se le istituzioni culturali veneziane sapranno raccogliere la sfida della necessità di aprirsi al confronto internazionale. Come la Biennale che ci fornisce una possibile alternativa allo squallido turismo delle grandi navi».
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