GRANDI NAVI = GRAVI DANNI ALLA SALUTE

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Dal Gazzettino di oggi, rubrica delle Lettere:

Martedì 4 Ottobre 2011, Grazie ad un premio giornalistico conferito dall’Istituto Veneto di Lettere, Scienze ed Arti, ricompare il problema decennale sull’impatto delle grandi navi da crociera sulla laguna e soprattutto sulla salute dei cittadini. Leggevo, giorni addietro, le dichiarazioni del direttore dell’Ulss 12, Padoan, che, visto il fenomeno dell’incremento dei malati da tumore nel nostro territorio, giustificava la scelta del mega progetto per la costruzione del centro protonico per la cura dei tumori a Mestre.
Il riferimento al centro protonico è dovuto perché si difendono a spada tratta dei progetti per la cura di mali che si potrebbero, anzi si devono, prevenire con un’attenta gestione del territorio, visto che l’inquinamento ambientale gioca un ruolo fondamentale.
Con cadenza annuale i quotidiani s’interessano della problematica “navi”, dopo qualche giorno non fa più notizia e tutto va a finire nel cassetto. È invece un argomento che incide pesantemente sul territorio e sarebbe infatti opportuno che politici e amministratori (primo tra tutti proprio il direttore di un’azienda sanitaria) lottassero per regolamentare queste navi da crociera, con la stessa veemenza con cui difendono progetti sanitari che costano milioni di euro. Proprio queste navi, come citato anche nei recenti articoli dei quotidiani, sono additate come una delle maggiori responsabili per l’emissione delle polveri sottili.
Inoltre non solo utilizzano un carburante scadente e “sporco” (altamente inquinante), ma lascio immaginare la quantità di inquinante rilasciato dai motori che rimangono accesi per tutto il tempo della sosta in laguna e ricordo che la soluzione non può essere un trasferimento a Marghera, perché si sposterebbe solamente il problema in altre zone, sempre abitate. Inoltre ricordo che queste navi si muovono con i radar sempre accesi, con l’emissione di onde elettromagnetiche che bene non fanno. Tralasciamo poi il danno idrodinamico che provocano con lo spostamento di tonnellate d’acqua. Le finestre della mia abitazione si affacciano sul canale della Giudecca e quando transitano queste navi e soffia lo scirocco, devo chiudere gli infissi per evitare che i fumi di scarico entrino in casa, però il Comune mi chiede il bollino annuale per la caldaia: un’assurdità delinquenziale! Per ovvie ragioni la maggior concentrazione delle polveri sottili viene a ritrovarsi in prossimità della zona portuale, quindi traggo la conseguenza che chi abita in prossimità delle zone dove attraccano queste navi, avranno più probabilità di contrarre qualche tumore nel tempo rispetto a chi risiede da altre parti. Dovremmo però stare tranquilli, visto che potremo rivolgerci, per le cure, al centro protonico della nostra ULSS 12!
                                                         Dario Gallotti

 

RISPOSTA

Sabato 8 Ottobre 2011,
L’indagine sull’inquinamento ambientale ed atmosferico non è compito delle aziende sanitarie, ma dell’Arpav, l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale del Veneto attiva dal 1997. L’organismo è stato istituito dopo che nel 1993 un referendum popolare ha abrogato le competenze in tema di inquinamento del Sistema sanitario nazionale e delle Ulss. La missione fondamentale dell’Arpav è il controllo dell’inquinamento e la promozione della salute collettiva. L’azienda sanitaria veneziana, semplicemente, non ha modo di accertare l’eventuale pericolosità delle navi da crociera sostenuta dal signor Dario Gallotti. Il rilevamento dell’emissione di polveri sottili e l’indagine sulla qualità del carburante impiegato e scaricato in acqua spettano all’Arpav. Qualora i dati fossero trasmessi all’Ulss 12, l’azienda potrà intervenire a pieno a titolo per analizzarli e valutarne l’impatto su ambienti e persone. E’ evidente che una cattiva cultura dell’ambiente danneggia tutti noi. Nel frattempo, continuiamo ad occuparci del nostro compito istituzionale, che è garantire la tutela della salute, incluse le cure più avanzate per i tumori come nel caso del Centro protonico.
Antonio Padoan

Direttore generale Ulss 12

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