NUOVO INTERVENTO DI SILVIO TESTA

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“Ogni ragionamento sulla portualità veneziana dovrebbe partire dalla risposta a una semplicissima domanda: è il Porto a servizio della comunità o è la comunità a servizio del Porto? La risposta sembrerebbe scontata ma non è così perché la storia degli ultimi anni dimostra che il Porto è sempre cresciuto secondo logiche autoreferenziali, facendo i suoi piani e i suoi progetti di sviluppo magnifico e progressivo senza mai tenere conto della città e della laguna. Oggi, col Pat (Piano di assetto del territorio) e con le osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale sul progetto del terminal delle autostrade del mare a Fusina, il Comune, cioé la collettività, può finalmente cominciare a mettere dei paletti.
Si parla degli avamporti in mare per i traffici petroliferi e commerciali e ora anche l’ipotesi di un avamporto per le navi da crociera è entrato nel dibattito cittadino, ma prima di tutto bisognerebbe definire che porto vogliamo. Il Comune, cioé, dovrebbe per prima cosa fare una vera e attenta analisi dei costi e dei benefici, finora mai affrontata, che tenga conto anche dei prezzi ambientali e sanitari che si pagano per la presenza del Porto. Secondo il presidente dell’Autorità portuale, Paolo Costa, essi non esistono, ma sarà bene che ce lo dica qualcuno super partes. E dopo si dovrà assolutamente definire una soglia di sostenibilità per i petroli, per le merci, per le crociere. Qualità e quantità.
Ma limitiamoci alle crociere: le vogliamo? Quante? Con che navi? Dobbiamo continuare ad accettare che se domani un tour operator cinese si sveglia male dopodomani ci arrivano in città dieci navi in più, oppure stabiliamo noi quante navi e soprattutto quanti turisti Venezia può sopportare? In altre parole, dobbiamo definire una soglia di sostenibilità turistica complessiva e all’interno di questa soglia assegnare una quota invalicabile anche alla portualità. Non può essere che a Venezia arrivino sette condomini galleggianti contemporaneamente e che in un giorno scarichino 35 – 40 mila turisti in più rispetto alle migliaia che già ci sono, come è successo la scorsa estate.
Qualcuno, però, dirà che la comunità che vive sul Porto è più ampia di quella veneziana. Bene: con questo si arriva al tema dei costi degli avamporti, compreso quello croceristico, che spinge il consigliere Beppe Caccia, con delle dichiarazioni incredibili in bocca a un consigliere comunale ambientalista, a continuare a sostenere la tesi dello spostamento del terminal crociere a Marghera. Evidentemente pensa che esso avvenga gratis, con uno schioccare di dita: banchine, accoglienza a terra, trasporti, scavo dei fondali avverranno da soli, in una notte! E’ evidente che i costi per attrezzare il Vega saranno tali che una volta affrontati (se affrontati!) non si parlerà più di avamporti croceristici in mare. Ma se davvero la comunità che vive sul porto è ampia, ai costi degli avamporti, unico modo per iniziare un percorso di riequilibrio della laguna, ci pensi lo Stato, oppure in progetto di finanza ci pensino tutti coloro che sulla portualità veneziana guadagnano, e lautamente.”

Silvio Testa
giornalista
autore di “E le chiamano navi” (Corte del Fontego ed.)

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Una risposta »

  1. Possibili scenari futuri per la Crocieristica Triestina.

    Forse per rilanciare questo comparto e guardare serenamente al futuro sarebbe il caso che anche a Trieste si meditasse sulla necessità d’individuare e predisporre nuove aree adeguatamente dimensionate ed attrezzate, “poiché bisogna essere ben coscienti che le nostre datate infrastrutture” non sono certamente più in grado di supportare quelle che sono le notevoli ed ineludibili variegate esigenze di questa particolare tipologia di Traffici.

    Le carenze sono da imputare essenzialmente alla particolare collocazione della nostra Stazione Marittima, inserita com’è in un area limitata e gia di per se particolarmente congestionata, condizioni queste che non sono in grado di assicurare un razionale espletamento delle operazioni di sbarco imbarco, le perplessità investono principalmente la logistica in quanto considerata l’esiguità degli spazi a disposizione “peraltro purtroppo non facilmente espandibili” non si potranno acrescere la qualità e la quantità dei servizi a disposizione delle migliaia di turisti che queste navi solitamente trasportano e neppure parcheggiare convenientemente i Pulman o i Tir per le forniture di bordo o sistemare temporaneamente (per la durata della vacanza) le autovetture dei Croceristi, senza andare a compromettere in modo significativo sia il decoro del nostro bellissimo lungomare che la normale fruibilità delle Rive Triestine.

    Per sopperire alle citate carenze, bisognava individuare un sito alternativo in cui poter realizzare una nuova Stazione Marittima, ed uno dei Siti potenzialmente in grado di assecondare le particolari esigenze degli Hub Croceristici, ma senza andare ad incidere negativamente sul tessuto urbano cittadino “ penso potrebbe essere il Porto Vecchio ”.

    Non penso comunque che l’opzione Porto Vecchio possa risultare nel complesso più problematica e costosa rispetto all’insieme delle varie opere “ parcheggi sotterranei ed aree di sosta per Pulman e Tir ” che sono assolutamente indispensabili e che bisogna realizzare per poter adeguare almeno parzialmente l’attuale assetto infrastrutturale della Stazione Marittima agli standard minimali normalmente richiesti da questa particolare tipologia di Traffici.

    Sarebbe anche il caso di tenere in debita considerazione che il sito del Porto Vecchio ci consentirebbe di sfruttare anche una nostra straordinaria opportunità >>> poter riunire in un unico ambito logistico funzionale <<< le varie tipologie di trasporto legate alla mobilità delle persone “Stazione Ferroviaria – Stazione Autocorriere – Terminal Crociere” ed il tutto adeguatamente supportato da notevoli aree a disposizione da poter adibire anche a parcheggi d’interscambio.

    Per concludere penso che non si debba neppure sottovalutare il fatto “ che la realizzazione di un moderno Terminal Passeggeri in Porto Vecchio ” sarebbe anche in grado di allentare le tensioni che attualmente aleggiano sul futuro delle Aree soggette al Regime di Porto Franco, situazione questa che di fatto impedisce una razionale riconversione in chiave cittadina di questo nostro magnifico Sito.

    BRUNELLO ZANITTI Giuliano

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