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Il sito http://www.unaltrolido.com ha ripreso un paio di mie vecchie lettere. Questa del 23 giugno scorso:

https://salviamovenezia.wordpress.com/2011/06/23/supplica-agli-amministratori-veneziani/  

(SUPPLICA AGLI AMMINISTRATORI VENEZIANI)

«Dopo aver presenziato a un’infinità di convegni, confronti, assemblee sui
futuri progetti per Venezia e il Lido (buon ultimo quello di ieri pomeriggio
all’aeroporto Nicelli), sono giunto a una semplice conclusione: meglio sarebbe
per tutti i veneziani e per i lidensi in particolare che amministratori vecchi e
nuovi la smettessero di progettare alcunché e si occupassero della semplice
manutenzione dell’esistente. Dovunque mettano le mani, infatti, creano danni
irreversibili con ingente sperpero di danaro pubblico.
Ora cercano di far passare per RILANCIO DEL LIDO la mera svendita dell’isola
all’Est Capital, il cui solo scopo sarà massimizzare i profitti degli investitori
privati senza alcun riguardo per le esigenze dei residenti. Riassumo: al Lido si
viene soprattutto a fare il bagno d’estate. La nuova darsena e le dissennate
cementificazioni concepite dall’agenzia del nuovo Attila professor Mossetto
inquineranno inesorabilmente le acque di balneazione con reflui d’ogni sorta,
che il giro anti-orario delle correnti spingerà su tutto il litorale fino all’Excelsior
e oltre. A quel punto ciò che inizierà sarà non già il rilancio, bensì il progressivo
decadimento dell’isola, in cui nessuno verrà più a trascorrere alcuna vacanza.
L’assessore Micelli – specializzato nell’indorare qualsiasi tipo di pillola gli venga
impartito di far ingurgitare a chi lo va ad ascoltare – non ha mancato
nemmeno oggi di magnificare il progetto di un nuovo Palazzo del Cinema per
rilanciare la Mostra, come se in quattro anni non fossero già stati sperperati
quaranta milioni di denaro pubblico con il solo risultato di aver creato una
voragine.
Amministratori vecchi e nuovi, vi supplico: non progettate più nulla! Se vi resta
un po’ d’amore per Venezia, smettetela di aggiungere schifezza a schifezza
(nuovi imbarcaderi del Lido, Blue Moon, Grande Buco nel piazzale del Casinò),
limitatevi alla mera conservazione dell’esistente. Farete migliore figura e vi
risparmierete le maledizioni dei posteri.»
——————-

… e questa del 21 ottobre scorso:

https://salviamovenezia.wordpress.com/2011/10/21/venice-ou-les-malheurs-de-la-vertu/

VENISE OU LES MALHEURS DE LA VERTU

«Se il marchese De Sade fosse un veneziano del nostro tempo, anziché
“JUSTINE OVVERO LE DISGRAZIE DELLA VIRTÙ” scriverebbe senz’altro
“VENEZIA OVVERO LE DISGRAZIE DELLA VIRTÙ”. Come Justine, infatti, anche Venezia è bella e virtuosa, ma fatta “zimbello della scelleratezza, bersaglio di tutte le depravazioni, in balia dei gusti più barbari e mostruosi”, costretta agli stupri più inverecondi da parte della cricca di amministratori e speculatori privati che la violano ogni giorno, unicamente interessati al proprio effimero piacere personale (= Profitto Immediato da ottenersi con cementificazioni, trasformazione della laguna in porto di mare e via discorrendo). Il progetto della sublagunare da infilare nelle viscere della laguna, poi, mi fa pensare al passo in cui l’avventuriero Roland, dotato di un membro di dimensioni ipertrofiche, pretende di introdurlo nel delicato altare posteriore della ragazza “dovessi squarciarti in due per questo”. Se penso che la nostra generazione ancora vive dei lasciti monumentali e urbanistici delle generazioni precedenti, non posso non inorridire all’idea che quelle future potranno solo maledirci per aver ucciso per ingordigia l’intera Gallina dalle Uova d’Oro (se posso passare da De Sade a La Fontaine) anziché accontentarci di un prezioso piccolo uovo al giorno. Venezia piace ed è celebrata in tutto il mondo per come è, non per come la si vorrebbe trasformare e snaturare. L’unica preoccupazione dei nostri amministratori dovrebbe essere quella di conservarne le caratteristiche e le tradizioni il più a lungo possibile, contrastando l’esodo della popolazione e praticando una seria politica della casa. Al diavolo le opere faraoniche: puntiamo piuttosto sulla manutenzione!»

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