NO MAXI NAVI IN LAGUNA

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(Vero Candreva)

Da Il Manifesto di oggi (intervista al ministro per l’ambiente CLINI):

“… [cut]

Quali misure pensate di adottare, invece, per risolvere il problema delle rotte delle grandi navi che solcano mari protetti o si avvicinano alle coste?
Pensare ad una normativa nazionale per modificare le regole internazionali di navigazione sarebbe troppo problematico. Invece si può fin da subito intervenire nelle acque interne per regolamentare il traffico navale, in presenza di rischi ambientali. Le capitanerie di porto possono stabilire le rotte delle navi che solcano i loro mari. In particolare, per quanto riguarda le acque interne dell’Arcipelago toscano, abbiamo affidato ad un gruppo di lavoro la formulazione in tempi molto brevi di una proposta per regolamentare il traffico.
Navi come la Concordia entrano addirittura in città come Venezia, solcando più volte al giorno il canale della Giudecca.
So che a Venezia hanno già cominciato a lavorare. C’è un progetto in corso per un porto fuori dalla laguna e il problema di trovare itinerari diversi sarà affrontato anche tenendo conto delle limitazioni introdotte dal Mose. Sono convinto che il passaggio delle navi da crociera nel bacino di San Marco ha moltissime controindicazioni e pochissimi vantaggi, anche dal punto di vista turistico. 
Ma non c’è modo di fermare questi bisonti del mare, al di là della volontà delle autorità locali?
Il modo c’è, ed è uno dei temi a cui stiamo lavorando. La legge 51 del 2001 per il controllo del traffico marittimo prevede, all’articolo 5, che il ministro dei Trasporti possa limitare il transito e la sosta di navi mercantili nei mari territoriali, di concerto col ministro dell’Ambiente, per motivi di protezione del mare. Ecco, dopo quello che è successo, penso che questa norma si debba utilizzare e ne parlerò col ministro Passera. Vorrei però arrivare anche ad un accordo con le compagnie di navigazione, in modo da gestire in maniera sostenibile le rotte nelle zone di interesse ambientale.
Cosa chiederete loro?
I tagli delle risorse pubbliche a disposizione del ministero dell’Ambiente hanno limitato la nostra capacità di intervento. Sappiamo che nel Mediterraneo la densità media di catrame che tappezza i nostri fondali è di 38 milligrammi al metro quadro, mentre nel Mar dei Sargassi ce ne sono 10 e nel mare del Giappone ce ne sono 3,8. In Italia abbiamo una movimentazione annuale di circa 1,2 milioni di tonnellate di prodotti petroliferi. Se le compagnie che li trasportano – non i consumatori finali – potessero versare un contributo di solidarietà per ogni tonnellata che movimentano, sarebbe un modo per poter applicare, in maniera volontaria, il principio di chi inquina paga. 
Volontaria? E perché non obbligarli?
Si potrebbe anche fare. Ma preferirei promuovere una responsabilizzazione delle compagnie.”

(Eleonora Martini, Un popolo di navigatori, Il Manifesto 17/1/12)

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