UN ALTRO INCHINO DELLA CITTÀ ALLA CROCIERISTICA

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Lettera aperta alla cortese attenzione di
Corrado Clini Ministro all’ambiente
Corrado Passera Ministro ai Trasporti e infrastrutture
Renata Codello Sopr. BAPPSAE di Venezia e Laguna
Luca Zaia Presidente della Regione del Veneto
Francesca Zaccariotto Presidente della Provincia di Venezia
Giorgio Orsoni Sindaco del Comune di Venezia
Paolo Costa Presidente dell’Autorità Portuale di Venezia
Sandro Trevisanato Presidente Venezia Terminal Passeggeri
Tiberio Piattelli Comandante Capitaneria di Porto di Venezia
mezzo e-mail

CANALE CONTORTA S. ANGELO, un altro inchino della città alla croceristica.

Solo la tragedia del Giglio e il conseguente intervento di un ministro leggermente più coscienzioso hanno posto al centro della politica veneziana il problema di un traffico navale non più compatibile con la città e la laguna di Venezia.
La soluzione proposta dalle Autorità, con sospetta velocità, è quella di far entrare l’ormai imbarazzante ospite non dalla porta principale ma dal retro, senza ridurre i negativi effetti che le navi comportano per la salute dei cittadini e la salvaguardia della città ed aumentando quelli per l’ambiente lagunare. È dato unanimemente acquisito il fatto che la laguna centrale sia stata trasformata in braccio di mare dai fenomeni di erosione causati dal Canale dei Petroli; una pesante ripercussione di questi fatti è lo spostamento dello spartiacque della bocca di Malamocco fino ai margini stessi della città, con conseguenze ancora non del tutto chiare sulla fragile idrodinamica dei suoi canali. Altrettanto evidenti sono anche i danni provocati dallo scavo del canale Vittorio Emanuele. Ora, invece di provvedere alla difesa della laguna, si vuole scavare il Canale Contorta-S.Angelo che non fa che aggravarne il già compromesso equilibrio. Il Presidente dell’Autorità Portuale afferma poi che un simile lavoro potrebbe costare 30 milioni ed essere eseguito in pochi mesi. Una dubbia discrepanza tra questo preventivo e le tabelle sui costi dei dragaggi dei canali portuali forniti dalla stessa A.P. non ci permette di credere che questa realizzazione richieda così pochi soldi e tempo.

Il vero problema è la posizione della stazione marittima, troppo arretrata rispetto al mare ma anche troppo vicina al centro abitato. Si impone la creazione di nuovo terminal passeggeri sui margini esterni della laguna; esso dovrà permettere un semplice ormeggio ed essere anche raggiungibile, via terra, dai mezzi di rifornimento oltre che dai passeggeri, magari con treni di superficie veloci. Per questo anche l’idea di adattare la grande banchina realizzata a Santa Maria del Mare per il Mose non è accettabile. La soluzione tout court del porto off-shore spaventa per gli stessi motivi: l’imponente impiego di mezzi acquei di trasbordo merci e passeggeri che richiederebbe. Nel vivace dibattito cittadino si sono prospettate varie ipotesi alternative. Di queste siamo pronti a discutere con le autorità competenti. Ad ogni modo, siamo consapevoli del fatto che i tempi per una soluzione definitiva non possono essere che dell’ordine di alcuni anni, mentre i rischi che corriamo sono immediati e continui.

Nel frattempo, quindi chiediamo: al governo di intervenire con decreto per vietare, a titolo precauzionale e con effetto immediato, l’ingresso in laguna delle navi più grandi; alle autorità locali la revoca delle autorizzazioni in deroga accordate per l’ormeggio delle maxi-navi in riva dei sette martiri e un più puntuale monitoraggio degli effetti del traffico portuale, nel suo complesso, sulla salute dei cittadini e sul patrimonio monumentale; alla capitaneria di porto di intensificare la sua meritoria attività ispettiva e di vigilanza al fine di garantire la sicurezza della navigazione e il rispetto assoluto (verificando non solo i documenti sul combustibile) della normativa sull’utilizzo di combustibili meno inquinanti. Esigiamo che si inizi da subito un percorso condiviso con i cittadini, per arrivare a soluzioni realmente rispettose delle persone, della città e della sua laguna e perciò non si proceda allo scavo di qualsiasi nuovo canale, né alla realizzazione del nuovo terminal passeggeri così come proposto di recente.

Ringraziamo dell’attenzione, Emilio Ballarin, Gianni Darai, Alessandro Ervas, M. Gasparinetti, Saverio Pastor, Ugo Pizzarello, Michela Scibilia, Matteo Secchi, Alberto Toso Fei, Alfredo Zambon a nome di singoli ed associazioni aderenti anche al gruppo di discussione “Fuori le maxi-navi dal bacino San Marco”.
Per gradite risposte rivolgersi a: Saverio Pastor, Dorsoduro 341, Venezia, savepastor@libero.it, 329 0903528

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