INARRESTABILE EMORRAGIA DI ABITANTI A VENEZIA…

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NEL 2012 PERSI ALTRI 722 ABITANTI
DA CITTA’ VISSUTA A PARCO TURISTICO

“All’inizio del nuovo anno, le statistiche ufficiali forniscono i dati demografici del 2012. A Venezia si è registrata ancora una perdita di residenti, passati dai 58.991 di un anno fa ai 58.269 di oggi.
L’amministrazione comunale non sembra preoccupata del fenomeno, come si evince dal fatto che non fa nulla per arrestarlo o invertirlo.

Essa sembra soddisfatta, anzi entusiasta, dall’aumentare della “popolazione equivalente” (come la chiamano gli uffici del centro di ricerche comunale COSES), calcolata in circa 80.000 persone al giorno già nel 2007 (dei quali circa 50.000 turisti al giorno di media). Secondo i nostri dati, le presenze turistiche sono salite a 83.000 al giorno nel 2011 e sono probabilmente vicine alle 90.000 nel 2012. Rispetto ai 52.000 abitanti, tali presenze provocano la vendita di molti cappuccini e bottigliette d’acqua, un certo numero di pasti a prezzo fisso contrattati con i tour operator e poi una serie di nefaste conseguenze.
I negozi cosiddetti di vicinato stanno scomparendo: non esiste più la massa di “vicini” da rifornire. La vera massa è quella dei turisti “escursionisti”, sempre nuovi e sempre in cerca di ricordini: la maglietta, il vetrino di Murano, la mascherina. Cambiano ogni giorno, perciò non occorre servirli bene: domani ne verranno altri. Invece che opporsi a questo fenomeno, l’amministrazione, votata in gran parte da piccoli commercianti e altri operatori che vivono di piccolo turismo, favorisce il prolificare di bancarelle e terrazze di bar e ristoranti; quando può, vende addirittura cinquecenteschi palazzi sul Canal Grande perché siano trasformati in centri d’acquisto per turisti di passaggio.
I giovani preferiscono, quando mettono su casa, trasferirsi a Mestre. La casa ereditata dai genitori preferiscono affidarla a un’agenzia perché venga affittata a settimana (ma spesso a giornata), a un prezzo che va dai cento euro in su per ogni notte. I turisti che vi abitano non hanno bisogno di negozi “di vicinato”, che continuano a scomparire.
Poiché tutto s’impernia sul turismo di massa, il fenomeno si autoalimenta e fa valanga. Non ha senso abitare in una città, per quanto bella (un tempo), le cui strade centrali sono perennemente intasate da curiosi, i cui mezzi di trasporto sono superaffollati con abbondanza di zaini pronti a colpire i vicini sulla faccia.
Basta fare due passi in questi (peraltro benedetti) giorni di Gennaio, in cui il turismo rallenta leggermente la presa, per vedere un numero strabiliante di finestre chiuse e di case deserte: sono le seconde case e i moltissimi reali o finti bed & breakfast. Da abitanti ormai ce ne sono pochissimi.
Il turismo ha soffocato anche le possibilità lavorative. Chi abitando a Venezia ha dei figli all’Università li vede abbandonare la città subito dopo la laurea. Qui c’è posto solo per camerieri, commessi, lavapiatti, cuochi, tassisti, gondolieri, piloti di lance gran turismo, rivenditori di paccottiglia turistica. Ma se siete laureati in fisica, in biologia o in ingegneria meglio andarsene a Udine o Trieste; città che senza tanto turismo sono riuscite a diventare molto più prospere della sempre più misera Venezia, che con tutte le sue navi da crociera e le sue “autostrade del mare” non riesce da molti anni a chiudere i conti neppure in pareggio.
Nell’articolo della Nuova Venezia che accludiamo qui sotto troverete anche un utile quadro statistico che riepiloga i dati sulla popolazione dal 1931 ad oggi.
Leggi l’articolo completo sulla Nuova Venezia.”

(Articolo di Paolo Lanapoppi, pubblicato qui:

http://www.italianostra-venezia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1284%3Avenezia-lagonia-continua&catid=53%3Acat-lesodo-e-come-arrestarlo&Itemid=76&lang=it )

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