IL MANIFESTO DELLE TRE GIORNATE DI GIUGNO

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DEFINITIVISSIMO INFO

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  1. Carissimo Luan:
    Due cose che m’interessano. Prima, ti prego veramente di farmi arrivare il risultato dei vostri punti di vista doppo il giorno 9. Resto attenta.
    Due. Quando il Manifesto dice No alle grande opere. A che cosa vi referite?

    Mi faresti questi piaceri per cortesía?

    Un saluto da cittá del México.

  2. Ciao. Per gli aggiornamenti, ti conviene seguire il sito del comitato No Grandi Navi-Laguna Bene Comune.

    http://www.nograndinavi.it/

    Per Grandi Opere si intendono tutti quegli interventi supercostosi e di nefasto impatto ambientale, approvati senza alcun rispetto per il parere degli abitanti dei territori coinvolti, ma con puntuale deferenza verso gli interessi e i capitali degli speculatori privati. *-°

  3. La prima cosa che abbiamo pensato alle dieci del mattino in piazzale Roma, la porta terrestre di Venezia, davanti a tremila persone venute da un po’ dappertutto per la manifestazione nazionale contro le Grandi Navi e la Grandi Opere in generale, era: abbiamo già vinto la battaglia, indipendentemente da quanto accadrà.

    I partecipanti hanno, infatti, dimostrato ancora una volta che il metodo migliore per affrontare le bande prezzolate di un potere costituito che non rappresenta la volontà popolare è prenderle in giro. Che cosa avrà pensato quello schieramento compatto di soldatini in blu all’ingresso dell’area portuale veneziana vedendo avanzare una folla che schierava in prima linea salvagenti colorati, canotti gonfiabili con le stelle marine e, in testa, una foca e il pesciolino Nemo?

    Questi signori avrebbero dovuto sorridere e lasciar passare il corteo ma sappiamo bene che le cose non vanno mai come buon senso vorrebbe. Pensateci, uno dei personaggi con la radio in mano avrà dovuto dare quell’ordine, sudato, sotto il casco blu, con la bocca impastata e consapevole (forse) di aver già perso la battaglia con l’immaginario, avrà dovuto dirlo: «Caricate le stelle marine e i pesciolini, anche Nemo e la foca». Mi piace pensare che qualcuno di loro, interpretando alla lettera l’ordine del superiore, abbia per un momento pensato di buttarsi in acqua con lo scudo di plastica e il manganello.

    Alcune cariche hanno sgonfiato a morte qualche salvagente ma non sono riuscite a bucare il subcomandante Nemo, che ha continuato a prendere in giro l’assurda comicità di quell’azione di forza ridicola e avvilente.

    Non si può entrare in porto? Benissimo, se non c’entriamo noi non ci entra nessuno e, in pochi minuti, tutti gli ingressi alle zone d’imbarco per le crociere vengono bloccati e con essi centinaia di turisti italiani e stranieri che si apprestavano a risalire sulle navi per ripartire e vedere quella che in molti considerano la piazza più bella del mondo, San Marco, dall’alto. Alcuni crocieristi s’incazzano, non comprendono le ragioni del ritardo, ma in tanti sembrano appoggiare il movimento e pazientano mentre i partecipanti al corteo, studenti e persone attive di ogni età, spiegano loro le ragioni della protesta…

    IL RESTO QUI:

    http://www.blareout.it/no-grandi-navi-il-subcomandante-nemo-blocca-i-mostri-dacciaio-a-venezia/

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