STRALCI DI DOCUMENTI SULLE GRANDI NAVI

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Le Associazioni: AmbienteVenezia, Medicina Democratica, Associazione Gabriele Bortolozzo, NOMOSE con gli interventi di Armando Danella e Luciano Mazzolin nel corso delle audizioni delle Commissioni Consiliari del Comune di Venezia il 28 giugno hanno ribadito quanto segue :

Sull’estromissione delle navi da crociera dalla laguna di Venezia e su un nuovo tipo di portualità esistono prese di posizione e proposte avanzate da alcune associazioni e comitati in questo ultimo decennio che condividiamo . Riportiamo alcuni stralci di documenti :

da “Appello all’UNESCO per la salvezza di Venezia mediante interventi efficaci e sostenibili alternativi al MoSE “ del Comitato “Salvare Venezia con la laguna” datato 16 novembre 2002

dopo aver espresso alcune considerazione su progetto MoSE vengono elencate alcune alternative al MoSE efficaci e sostenibili, in grado di difendere la città dalle acque alte e di riequilibrare e risanare la laguna…..

al punto 3) si dice “ Estromettendo il traffico petrolifero dalla laguna, come prescritto fin dal 1973, e costruendo un avamporto fuori della bocca di porto del Lido per le grandi navi da crociera, si potrebbe garantire la portualità, ridurre ulteriormente la profondità delle bocche di porto e dei canali portuali, consentendo così un ulteriore riequilibrio idrogeologico della laguna e abbattendo sostanzialmente le “acque alte”.

Queste azioni e gli altri essenziali interventi…… (…..)…. possono finalmente arrestare e invertire il dissesto e il degrado della laguna, eliminandone le cause. “

Il documento si chiude con la firma del Comitato “Salvare Venezia con la laguna” e con l’elenco delle Associazioni che aderiscono e lo compongono: WWF; Italia Nostra;VAS; Sinistra Ecologista; Medicina Democratica; Camera del Lavoro Metropolitana/CGIL-Venezia; Associazione Airis; Associazione Rocchetta per la difesa dei Murazzi; Circolo Margaret Thatcher, Comitato Certosa e S.Andrea; Ecoistituto del Veneto Alex Langer; Estuario Nostro; Gruppo per la difesa del Litorale Cavallino; Gruppo Salvaguardia Ambiente “La Salsola”.

Dalla Petizione Popolare Contro il Progetto MoSE sottoscritta da 12.600 persone e presentato a tutte le istituzioni nazionali e alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo a Febbraio del 2006…. Tra le proposte alternative e gli interventi si proponeva: …Creare l’alternativa al passaggio delle grandi navi a S.Marco (avamporto galleggiante a mare e/o terminal a Fusina) ridurre la dimensione ambientalmente devastante del canale dei petroli, estromettendo il traffico petrolifero dalla laguna con un sistema a boa galleggiante in Adriatico per l’attracco delle petroliere.

Dal documento “ecco La Citta’ e il territorio che vogliamO” che viene presentato in diverse occasioni dal marzo 2010 ad oggi dalle associazioni: AmbienteVenezia; Medicina Democratica, Associazione Gabriele Bortolozzo, NOMOSE

Riportiamo solo la prima parte del documento :

Venezia e la laguna sono un bene comune del mondo intero e non una merce e come tale va sottratto alla privatizzazione ed a ogni speculazione. Per la salvaguardia della laguna, oggi soggetta ad un drammatico processo erosivo, che le opere del MoSE rischiano di rendere irreversibile, va redatto un nuovo piano per un riequilibrio idrogeologico e morfologico che inverta i processi in atto che altrimenti a breve la trasformeranno in un braccio di mare.

Il Parco dell’intera laguna potrebbe esserne lo strumento di gestione attiva.

L’attività e lo sviluppo portuale, in un sistema di rete con gli altri porti dell’alto Adriatico in virtù di una selezione dei traffici e delle carattersiche-dimensioni degli scafi, vanno sempre rapportati con il riequilibrio lagunare. Navi crociera, petroliere, porta containers, molte delle quali con stazze già incompatibili con la laguna, diventeranno sempre più grandi e non possono più attraversarla perché richiedono lo scavo di canali che aumenteranno l’erosione e distruggono la morfologia dei fondali.

In un quadro di differenziazione portuale delle tre bocche ( Lido passeggeri, Malamocco commerciale , traghetti ,Chioggia pescherecci ) è auspicabile la realizzazione di un sistema di strutture a mare con basso impatto ambientale per quelle navi che richiederebbero profondità di canali incompatibile con l’equilibrio lagunare ( un apposito terminal passeggeri in prossimità della bocca di Lido e boe galleggianti a mare con collegamento pipelines per petroliere e gasiere evitando così attraversamenti lagunari pericolosissimi ).

(…….)

Ed ora parliamo del progetto De Picccoli

Il progetto De Piccoli per una nuova struttura portuale nella Bocca di porto del Lido è stato formalmente presentata alle autorità competenti ;

– è stato presentato durante un incontro pubblico il 31 gennaio 2013 a San Lorenzo dove Cesare De Piccoli ha illustrato al Comitato NoGrandiNavi – Laguna Bene Comune il suo progetto;

– è stato presentato il 1° giugno in un’assemblea pubblica organizzata dal Gruppo Misto nella sede del Comune di Venezia;

– è stato presentato il 20 giugno alle Commissioni Consiliari del Comune di Venezia che stanno affrontando il problema delle grandi navi

Come è stato sottolineato in tutte queste presentazioni pubbliche si tratta di uno studio di prefattibilità. Riteniamo che sia il progetto che si avvicina di più a quanto le associazioni chiedono da diversi anni; riteniamo inoltre che può essere migliorato ed integrato con proposte ed idee che lo rendano ancora più compatibile con l’ambiente.

I punti di forza di questo progetto sono:

E’ l’unico progetto tra quelli presentati che permette di tenere fuori dalla laguna le navi da crociera

Poiché la nuova struttura portuale è esterna (lato mare) e del tutto indipendente dalle strutture del MoSE, sarebbe possibile ridurre i fondali della restante bocca di porto del Lido (lato laguna) e dei canali portuali , consentendo così un ulteriore riequilibrio idrogeologico della laguna e abbattendo sostanzialmente le “acque alte”

La struttura portuale è totalmente fatta con moduli prefabbricati (zatteroni in acciaio/vetro autoaffondanti) che si posano sul fondale e che possono essere rimossi senza alcun problema; rispondono quindi al requisito della Reversibilità

Sulla struttura è prevista la produzione di energia da fonti rinnovabili con il posizionamento di pannelli fotovoltaici su tutte le superfici dei tetti , il posizionamento di apparecchiature mini eolico e turbine in acqua per sfruttare le correnti e le maree ;

Nel nostro intervento del 31 gennaio abbiamo proposto a De Piccoli :

– di prevedere un sistema di fornitura di energia elettrica da terra (banchina) e tutte le navi attraccate per eliminare del tutto la produzione di inquinanti atmosferici e l’eliminazione del problema della rumorosità e vibrazioni . L’energia elettrica di cui hanno bisogno le navi è possibile fornirla direttamente dalle rete elettrica pubblica senza prevedere alcuna nuova centrale elettrica dedicata, (contrariamente a quanto afferma il Porto di Venezia) perché l’energia elettrica prodotta nell’area di Marghera è di gran lunga superiore rispetto alle richieste di consumo derivante dalla produzione industriale locale e dai consumi civili; le eccedenze di produzione elettrica prodotte in loco vengono da sempre inviate in rete nazionale e consumate ora in altre aree. (nella presentazione del 1° e del 20 giugno sembra che sia stato recepito in parte e si parla di collegare la struttura portuale con la centrale Mose dell’isola del Bacan )

Naturalmente per ridurre ulteriormente gli inquinanti prodotti dalle navi in fase di navigazione di avvicinamento o manovra abbiamo già chiesto e continuiamo a chiedere che vengano emanati ordinanze e norme che obbligano l’uso di carburanti con contenuti di zolfo inferiori allo 0,1% , l’applicazione della miglior tecnologia antiinquinamento e lo spegnimento obbligatorio di tutti gli apparati radar all’ormeggio ed in navigazione e manovra (a meno che non sia obbligato nelle giornate di nebbia) (nella presentazione del 1° giugno sembra che sia stato recepito tutto )

Per quanto riguarda le problematiche relative ai collegamenti acquei con l’aeroporto di Tessera e con Venezia ( riva 7martiri o altri punti cittadini) per evitare problemi di moto ondoso e di inquinamento atmosferico prodotto da natanti di collegamento con la nuova struttura portuale; anche altri interventi nell’incontro del 31 gennaio hanno proposto che vengano istituite e gestite linee pubbliche tramite ACTV con utilizzo esclusivo di mezzi ad alta capacita di trasporto di passeggeri (Catamarani di nuova generazione e/o di nuove motonavi e/o hovercraft)

Sottolineiamo che l’uso per il collegamento di centinaia di lancioni granturismo ventilata da alcuni a partire dalla Capitaneria di Porto è il maldestro tentativo di affossare il progetto e farne passare altri…..

Ribadiamo quanto detto anche in altre occasioni ….. per trasferire i croceristi in arrivo, partenza e in visita turistica a Venezia si possono utilizzare mezzi pubblici con alta capacità di trasporto passeggeri e ricordiamo solo alcuni numeri :

Una Motonave grande ……………….. può portare 1200 persone

Una Motonave piccola ……………….. può portare 400 persone

Un battellone tipo (Venezia 4 o Vignole) può portare 330 persone

Un Catamarano di ultima generazione può portare 350 persone

Il traffico derivante dall’uso di mezzi nuovi con queste capacità di trasporto sarebbe completamente differente agli scenari catastrofici ipotizzati …..

(nella presentazione del 1° e del 20 giugno sembra che sia stato recepito si parla infatti di utilizzare per il trasporto acqueo dei passeggeri motonavi grandi da 1.200 persone gestite da ACTV)

Si potrebbe pensare all’istituzione di linee pubbliche di collegamento che assorbano anche il traffico del pendolarismo e del turismo che oggi usa l’approdo di Punta Sabbioni con mezzi pubblici super affollati ed eliminando anche qualche centinaio di lance, lancioni e imbarcazioni varie (molte volte abusive) che trasbordano gruppi di turisti che arrivano dal litorale e che vanno a fare il tour turistico giornaliero a Venezia.

La rete stradale del Comune di Cavallino Treporti è sempre stata carente anche per le esigenze attuali e quindi deve essere rivista, ridisegnata e migliorata anche alla luce di un aumento di traffico derivante dai passeggeri che opteranno per i collegamenti via terra e per le forniture e approvvigionamento alle navi (queste ultime possono essere effettuate con viaggi notturni ed i camion dovrebbero essere in numero limitato); la costruzione della nuova struttura portuale alla bocca di porto e l’avvio delle procedure per la realizzazione della Treviso/Mare possono essere l’occasione per realizzare una nuova viabilità che soddisfi anche le esigenze di tutela ambientale e di sicurezza per le persone .

Complessivamente il progetto della costruzione di una nuova struttura portuale alla bocca di porto del Lido anche dal punto di vista occupazionale dovrebbe essere considerata un’occasione di aumento e di mantenimento di posti di lavoro si dovrebbero considerare inoltre anche i nuovi posti di lavoro temporanei (tre anni) per la costruzione e il posizionamento delle strutture portuali e la costruzione di nuove imbarcazioni dedicate ai collegamenti acquei che potrebbero essere fatti tutti nei cantieri navali veneziani e di Marghera ….. etc …. etc…..

Luciano Mazzolin di AmbienteVenezia

—-

Ecco anche il testo dell’intervento fatto da Armando Danella nella seduta delle COMMISSIONI CONSILIARI del Comune di Venezia AUDIZIONE ASSOCIAZIONI NO MOSE e AMBIENTEVENEZIA –

28 giugno 2013

Le associazioni NO MOSE ed AMBIENTE VENEZIA che rappresento in questa sede si sono sempre interessate a vario titolo dell’ambiente lagunare, della laguna come bene comune, laguna come bene collettivo, un bene che in quanto tale non può e non deve essere disponibile per interessi e tornaconti particolari.

Un territorio quello lagunare peraltro altamente tutelato anche dalla legislazione speciale per Venezia , quella vigente e quella presente nei vari disegni di legge recentemente depositati .

Parto da qui perché tutti devono avere la consapevolezza che ci troviamo in presenza di una drammatica situazione della laguna che, se non si ricorre ad urgenti rimedi, il processo erosivo in corso la trasformerà in breve tempo in un braccio di mare. E la salvaguardia di Venezia passa inevitabilmente attraverso la salvaguardia della sua laguna.

Regola generale dovrebbe essere che qualsiasi intervento in laguna deve non solo dimostrare che non produce erosione, non solo che arresti il processo di degrado, ma che crei anche le condizioni per invertire tale processo.

Il transito delle grandi navi crociera nei canali lagunari provoca in continuazione la sospensione di migliaia di metri cubi di sedimenti fini che privati della loro struttura colloidale vanno poi dispersi in mare attraverso le correnti di marea, alimentando così il processo erosivo.

La navigazione delle grandi navi crociera per la loro dimensione in termini di dislocamento, forma delle carene e pescaggio va correlata con i campi di moto locali riferiti ai fondali, alle scarpate ed ai bassifondi che affiancano i canali lagunari di percorrenza: è soprattutto da questa interazione che emerge l’incompatibilità tra queste grandi navi crociera e la ristretta sezione dei nostri canali lagunari. La grande nave crociera non regge con l’idrodinamica e la morfodinamica lagunare.

Sarebbe sufficiente solo questo elemento legato alla morfodinamica a giustificare l’allontanamento dalla laguna delle grandi navi crociera.

Naturalmente sono anche altri i fattori negativi ( quali inquinamento , sicurezza ecc) evidenziati e denunciati dal Comitato No Grandi Navi che impongono la fuoruscita delle grandi navi crociera dalla laguna.

E’ da tempo, molto tempo prima dei tragici incidenti dell’isola del Giglio e di Genova, che nell’ottica della fuoruscita dalla laguna delle grandi navi crociera si indicava come soluzione la collocazione del terminal crocieristico alla bocca del Lido.

Ed a noi sembra che il progetto De Piccoli nella sua elaborazione vada in quella direzione. Pertanto lo condividiamo, naturalmente con tutti i dovuti rigorosi approfondimenti e verifiche di legge che qualsiasi progetto di tale natura comporta. Progetto su cui non mi soffermo dal momento che lo stesso De Piccoli ha illustrato a queste commissioni e presentato alle autorità ministeriali competenti.

Tra l’altro va ricordato che anche il Comune di Venezia , all’epoca dei confronti con i progetti alternativi al Mo.s.e., considerava valida una simile soluzione per le grandi navi crociera. E questo progetto può anche avvalersi di quel valore aggiunto legato a studi effettuati allora sull’idrodinamica, lo scambio mare laguna, velocità di correnti ecc.

Inoltre risulta che anche il Comune di Mira propende per questa soluzione.

Per correttezza devo dire che questa indicazione di merito non è quella del Comitato No Grandi Navi di cui tutti noi siamo parte attiva ed integrante, perché esso sostiene l’allontanamento delle grandi navi crociera dalle laguna senza esprimersi sulla loro allocazione.

Un altro elemento che può interagire con le grandi navi crociera è rappresentato dalla profondità della bocca del Lido fissata dal progetto definitivo del Mo.s.e. a –12 metri. Non voglio in questa occasione ricordare la vertenza ancora aperta in Europa sul progetto Mo.s.e. ed in particolare sulla presenza della risonanza e dell’instabilità dinamica delle paratoie; vorrei però segnalare che quella quota di profondità al varco di S. Nicolò è stata decisa a suo tempo per garantire il transito di queste grandi navi crociera. Dal momento però che queste grandi navi non transiteranno (comunque ) per quella bocca , va rimosso quel vincolo della profondità riportando i fondali ad una quota ( -7 metri ) più funzionale al riequilibrio idromorfologico della laguna .

Detto questo sappiamo che per il transito delle grandi navi crociera, anche per ottemperare al decreto Clini-Passera, circolano, in aggiunta a quella di De Piccoli, altre ipotesi quali quelle dell’Autorità Portuale: canale Contorta, S. Maria del Mare, del Sindaco: Marghera ; tutte ipotesi progettuali ( non condividiamo ovviamente quelle proposte che non allontanano per niente le grandi navi crociera dalla laguna ) con vari gradi di conoscenza e con documenti allegati che al massimo si presentano allo stato di prefattibilità; e si sa che è in programma a Roma il 25 luglio una riunione ministeriale che affronterà la questione .

Noi chiediamo che l’argomento delle grandi navi crociera a Venezia rientri nelle normative del Codice dell’Ambiente di cui al decreto legislativo n. 152 del 2006 relativamente alle disposizioni in materia di Valutazione Ambientale Strategica ( VAS ), di Valutazione di Impatto Ambientale in sede statale ( VIA ), di Valutazione di Incidenza (VINCA ), di Autorizzazione Integrativa Ambientale ( AIA ), e che allo scopo vengano garantiti i relativi finanziamenti, anche ricorrendo per la copertura a quei 100 milioni di euro che il Cipe nel 2012 ha stanziato per il porto off-shore la cui fattibilità è ancora tutta da definire.

Chiediamo inoltre che nelle analisi articolate di confronto dei parametri ambientali e socio-economici tra le varie ipotesi dei sopraindicati progetti vengano tenuti nel debito conto e portati a conoscenza della cittadinanza per ogni progetto:

-la connessione esistente tra l’abnorme dimensionamento degli scafi ( dislocamento, pescaggio e stazza ) e la sezione dei canali navigabili interni alla laguna da rapportare con l’equilibrio idromorfologico dell’intera laguna;

-il grado di inquinamento atmosferico, delle acque ed elettromagnetico con la ricaduta sulla salute della popolazione, il grado di sicurezza a bordo per incendi, esplosioni e spandimento carburanti nonché il rischio di incidenti

-una analisi socio-economica sui costi-benefici che un’attività portuale crocieristica di tale natura attuale e di sviluppo rappresenta per la città, con particolare riguardo al dato occupazionale locale;

-la soglia del carico massimo turistico del crocierismo legata a quella complessiva e compatibile per la città di Venezia;

-l’impatto della mole dei meganatanti con la tipologia urbanistica ed architettonica della città, anche ai sensi di quel codice dei beni culturali e del paesaggio che può a pieno titolo autorizzare gli organi preposti ( in primis la Sovrintendenza ) ad esercitare le conseguenti azione di tutela e garanzia;

-le strategie che tale fenomeno prevede sulla pianificazione del territorio.

Per le associazioni NO MOSE e AMBIENTEVENEZIA

Armando Danella

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  2. Credo che il sig. Luciano Mazzolin non conosca bene la laguna di Venezia quando dice:”La rete stradale del Comune di Cavallino Treporti è sempre stata carente anche per le esigenze attuali e quindi deve essere rivista, ridisegnata e migliorata anche alla luce di un aumento di traffico…… forniture e approvvigionamento alle navi (queste ultime possono essere effettuate con viaggi notturni ed i camion dovrebbero essere in numero limitato)….” ha idea di cosa parla? non sa che il litorale è una striscia di terra a difesa della laguna? distruggerlo vuol dire togliere le difese stesse alla laguna e comunque rendere invivibile un territorio che ha una sua valenza ambientale e un suo target turistico basato su vacanze tranquille all’aria aperta che in breve tempo verrebbe sconvolto. Cavallino non potrebbe mai sostenere un simile traffico e di notte magari…vorremmo poter dormire…senza poi contare quanto Cavallino è lontano da snodi autostradali, sarebbero molte le località che dovrebbero subire un traffico così pesante. Mi spiace ma vedo “Ambiente Venezia” poco attenta ed edotta verso “Ambiente Cavallino” mi pare una visione ambientalista molto miope!

  3. Copio-incollo la risposta di Flavio Cogo:

    Noi abbiamo già detto la nostra, invito a leggersi i nostri documenti
    Abbiamo sostenuto da sempre, in documenti sottoscritti da molte associazioni, ben prima del disastro del Giglio e del decreto Clini-Passera la necessità improrogabile di spostare le navi di grosso tonnellaggio (mercantili e turistiche) fuori dalla laguna
    Non abbiamo sposato il progetto de piccoli, abbiamo però sostenuto l’idea di portare fuori dalla laguna le navi, e che situare un approdo reversibile e perfettibile per le grandi navi permetterebbe ANCHE di migliorare la viabilità del Cavallino (attualmente insufficiente persino per i campeggiatori) e di costruire infrastrutture utili anche al turismo del camping, e oltre a conservare gli attuali posti di lavoro legati alla crocieristica (meno di mille, indotto incluso, non i 7000 sparati da Costa) non solo li manterrebbe, ma permetterebbe di aumentarli, liberando la marittima per decine di imbarcazioni più piccole come stazza, ma più remunerative per l’economia locale, visto che comprerebbero tutto quanto serve loro in loco e non tramite i grandi distributori di Ancona e Napoli che attualmente riforniscono le grandi navi di tutto. Invito tutti a informarsi sull’idea di progetto De Piccoli, che ha già subito drastiche revisioni proprio a fronte di dure critiche e serie osservazioni di molti cittadini e associazioni (fra cui AmbienteVenezia), invito altri cittadini a fare altrettanto
    Qualcuno dovrebbe spiegarmi però perché Venezia città storica con i suoi 2000 anni di storia e arte e la sua laguna (area da sempre “protetta” da leggi italiane ma regolarmente manomessa e distrutta) debbano subire impunemente da anni la distruzione dei fondali e delle fondamenta, e non si possa pensare a un progetto alternativo, criticabile ma perfettibile finché si vuole nel rispetto degli abitanti e dell’ambiente, che ne permetterebbe la salvezza per gli anni a venire

    Flavio Cogo, AmbienteVenezia

  4. Qualcuno mi spieghi perchè bisogna rispettare gli abitanti e l’ambiente di Venezia e non di Cavallino. Capisco benissimo che Venezia ha 2000 anni di storia e Cavallino-Treporti solo 15 , ma le persone vivono fino a circa 90 anni sia a Venezia che a Cavallino ed hanno la stessa dignità. Flavio Cogo (da come scrive conosce poco il litorale del Cavallino) dice : “….. Invito tutti ad informarsi sull’idea di progetto di de Piccoli ….. ” Magari !!! E’ che è stato presentato sempre a Venezia e mai , dico MAI a Cavallino!! De piccoli ( mai cognome è stato così appropriato) non si è mai degnato di sentire gli abitanti di Cavallino-Treporti. Bene volete le navi fuori dalla laguna? Fatevi gli approdi dalla parte di san Nicoletto e/o Alberoni, a casa vostra e non in casa degli’altri. Stupisce poi come sia Flavio Cogo e Ambiente Venezia e altri difendevano a denti stretti dai lavori del MOSE l’area sic/zps di Ca’ Roman e se ne fregano dell’altrettanto area sic/zps di Punta Sabbioni.

    Gianluigi del COMITATO NO GRANDI NAVI A PUNTA SABBIONI

  5. Ecco la risposta di FLAVIO COGO:

    “una breve risposta al sig Gianluigi Bergamo

    Qualcuno mi spieghi perché non bisogna ragionare sopra all’unico progetto che vuol portare fuori dalla laguana le grandi navi
    progetto che può essere criticabile e aggiustabile, ma che è L’UNICO che pone le grandi navi fuori dalla laguna
    che il progetto non sia stato presentato al Cavallino non lo so, chiedilo a lui, lo è stato con la Municipalità di Venezia.
    “Fatevi gli approdi a casa vostra”… li abbiamo già a casa nostra, e stanno distruggendo la laguna e Venezia, e,
    dato questo suo esempio classico di “nimby”, oso affermare dal canto mio che si, Venezia con la sua millenaria storia ha già dato (e non solo con le grandi navi, ma col Petrolchimco, con lo scavo indiscriminato dei canali, con il Canale dei Petroli, ecc ecc)
    Sposando il suo campanilismo potrei inoltre dire: dove sono state le “grandi proteste” a Punta Sabbioni non solo contro il Mose (me le ricordo solo dal 2004 al 2005, con grande apporto di veneziani, fra l’altro…) ma anche contro il crescente passaggio delle grandi navi dirette a Venezia? Ma lasciamo da parte queste facili polemiche.
    AmbienteVenezia si è sempre occupata del Mose dei suoi danni in tutta la laguna, Cavallino incluso, da quando è nata nel dicembre 2006, e prima con i suoi soci mentre militavano nell’Assemblea Permanente NoMose e prima ancora in tutte le associazioni che dal 1984 si son battute contro il Mose e il CVN, anche quando il sig. Bergamo è scomparso all’orizzonte, mentre qualcuno si cuccava denunce e processi dal Consorzio Venezia Nuova e continuava ad attaccare i Consorzio Venezia Nuova e il Mose (e Costa, e l’autorità portuali, e le Grandi Navi) con convegni, documentari, esposti, interpellanze al parlamento europeo…
    Noi crediamo che, effettivamente, il progetto De Piccoli sia il “meno peggio” e il più presentabile, proprio in quanto emendabile e “REVERSIBILE” e adattabile alle strutture esistenti del Mose.
    Per noi non è comunque la Bibbia e quindi ciò non toglie che opereremo affinché questo progetto, l’unico presente e alternativo agli altre due orrende ipotesi, che darebbero un colpo mortale a Venezia e alla sua laguna, venga attuato, in mancanza di altro.
    Il progetto de piccoli è stramodificabile, e non è colpa nostra se il ministro Lupi ha dato la data capestro del 25 luglio, e alternative non ci sono all’orizzonte, come quella fattibile, ma da nessuno mai progettata, di un porto galleggiante.
    Oso farle una domanda: quanti aderenti ha questo neo nato Comitato No Grandi Navi a Punta Sabbioni? Ha degli esperti che hanno attentamente vagliato le alternative?
    Sono curioso di conoscerne il parere.
    Da sempre aperti al dialogo e al confronto.
    cordiali saluti
    per l’Associazione AmbienteVenezia
    Flavio Cogo
    p.s.: all’amico Lucio che tanto gentilmente ci invia queste mail costruttive dal Cavallino invito a postare nella sua pagina non solo la mia risposta, ma anche l’allegato progetto De Piccoli.

    • “Noi crediamo che, effettivamente, il progetto De Piccoli sia il “meno peggio” e il più presentabile, …….”
      Dobbiamo sempre accontentarci delle mezze tacche?? Il principio del progetto de piccoli non è male ma è incompleto e fa pesantemente alludere ad altri disastri, decentrandoli in altri luoghi (leggi litorale di Cavallino) anzichè a Venezia….non è così che si risolvono le cose! abbiamo già dato, grazie!

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