MARCO GASPARINETTI. RIFLESSIONI DI UN VENEZIANO ILLUMINATO

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Rubo dalla pagina FB di Marco Gasparinetti, giurista presso European Commission.

L’ingordigia ci rovinerà, la miopia ci seppellirà.

Quando l’unica bussola sono gli utili trimestrali, non si costruisce nulla di duraturo. Venezia è ancora in piedi (dopo secoli!) perché i suoi mercanti sapevano guardare più in là del proprio naso.

Gli edifici che ci hanno lasciato in eredità non erano costruiti con materiali scadenti, la manodopera utilizzata era la migliore dell’epoca, le navi troppo pesanti erano tenute per legge ad alleggerire il carico prima di entrare in laguna.

Se al posto di quei mercanti ci fossero stati dei bottegai, la venezia che conosciamo non esisterebbe nemmeno. I mercanti sapevano fare “sistema”, consapevoli che il buon funzionamento della cosa pubblica crea le condizioni migliori per l’arricchimento individuale. i bottegai guardano solo ai loro interessi contingenti di bottega, e i risultati si vedono.

Potremmo essere un’isola di eccellenza nella mediocrità generale, ma c’è chi preferisce sprofondare in un mare di paccottiglia.

Qualcuno dice che il passaggio delle maxinavi a venezia non fa danni, solo perché non vede onde di superficie? è come dire che l’amianto è innocuo perché non provoca danni cutanei. Se volete la verità chiedetela ai polmoni, chiedetela ai pali di legno che sorreggono questa città unica al mondo.

Ai ministri che si incontreranno il 25 luglio: se sperate nel silenzio della stampa assopita dalle vacanze estive, non avete capito niente: il mondo ci guarda, e i contribuenti vi pagano per decidere, non per passare il cerino acceso ai prossimi che verranno. il 25 vogliamo chiarezza, grazie.

“when big ships pass by, windowpanes tremble and vibrations lead to cracks in the walls of old buildings”. quando la gente si trova le crepe in casa, potrebbe anche cominciare a perdere la pazienza, non credete?

quelle navi non fanno onde di superficie, è vero: la massa d’acqua che spostano (“dislocamento”) si sposta sotto il pelo dell’acqua e preme all’altezza delle nostre fondamenta. Per quanto tempo potranno sopportare una pressione di questo tipo, fondamenta erette su milioni di pali in legno?

e all’estero continuano a chiedersi come sia possibile, avere una città unica al mondo e ridurla a una banale disneyland per turisti pigri, che venezia vogliono “vederla” dall’ottavo piano di un ospizio galleggiante:
http://www.arte.tv/sites/de/yourope-de/2013/07/05/italien-blos-nicht-mit-dem-kreuzfahrtschiff-nach-venedig/

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  1. Letto articolo e guardato il video che è eloquente anche se il tedesco non è di mia competenza penso che Venezia è all’attenzione per il suo futuro e fa piacere. Certo bisogna considerare che quando ha avuto quelle fasi di massimo splendore delle quali si parla nell’articolo l’obiettivo non era la fruizione della città a livelo mondiale ma solo lasciare ai posteri delle testimonianze. Poi la storia consegna messaggi e altro anche come arte e tutto il resto e oggi almeno idealmente s’intende Venezia è patrimonio dell’umanità. Per la tutela della città occorrono nuove regole e di soggiorno e come visite lampo. Non vi è dubblio che l’ingresso alle grandi navi dovrebbe essere vietato e ci vuole una legge nazionale. In loco non si decreterà alcun divieto.

  2. Il problema Vero ė il nefasto turismo di massa. Finché non si provvederà a riequilibrare la mono-economia del turismo con altra in grado di richiedere residenzialità permanente, il processo di disintegrazione della Civiltà Anfibia non si arresterà.

  3. Proponete una detassazione degli utili di tutte le aziende extraeuropee di tecnologia che metteranno la propria sede amministrativa ed i dipendenti relativi a Venezia città, con certi limiti minimi di base. Così Google potrebbe trasferirsi dall’Irlanda in laguna e portare l’unica cosa che permette di fare a meno del turismo di massa: una vera economia.

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