KEY WEST E VENEZIA UNITE NELLA LOTTA

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Il 16 luglio scorso il portavoce del Comitato No Grandi Navi ha ricevuto la seguente proposta:

“Ciao Silvio, ho ricevuto il tuo indirizzo email dall’amico e collega Gianluca Amadori. L’altro giorno gli avevo chiesto lumi sui responsabili del comitato veneziano contrario all’ingresso delle meganavi nel bacino di San Marco e in laguna, per sapere chi contattare per un singolare caso di “emergenza”. Io sono Gianni Novara, ero cronista al Gazzettino di Treviso fino al 2003. Ti ricordo bene, nonostante tanto tempo sia passato. Spero che anche tu abbia una vaga idea di me. Sono ancora giornalista ma ormai dal 2005 vivo e lavoro negli Stati Uniti, precisamente a Key West, in Florida. Poi caso mai ti racconterò i dettagli. Sono cittadino italo-americano. Non sapevo che tu sei il portavoce del comitato contro le grandi navi, me lo ha detto Gianluca. Questa lunga mail la scrivo per chiederti un importante aiuto che forse potrà giovare anche a Venezia. Qui a Key West cerco sempre di partecipare alla vita locale e in questi ultimi mesi si è presentata la necessità di schierarsi pro o contro l’arrivo delle meganavi, esattamente come a Venezia. Key West è un’isola piccola (6 Km e mezzo per 2 scarsi), più piccola di Venezia, che già oggi a stento sopravvive all’assalto spropositato di una fiumana di turisti che vi giungono attraverso una lunghissima strada fatta di ponti, o in aereo, o via mare con yacht privati o con le navi da crociera. Si dice che tra poco l’embargo che ci separa da Cuba, distante da noi solo 150 chilometri, verrà magnanimamente tolto da Obama. Dietro questo gesto di paterna bontà, atteso da troppo tempo da tutti per i più svariati motivi, ci sono interessi miliardari, progetti commerciali devastanti già perfettamente studiati a tavolino, mire di potere, riscatto dall’onta dei giorni della Baia dei Porci. Cuba rimane un importantissimo nodo strategico sul lato Nord Est del Centro America e America Latina. Se la si potrà di nuovo “americanizzare”, si creerà un percorso via mare, protetto, che come una grande virgola condurrà fino a Panama. E’ una corsa capitalista importante per vincere i Cinesi, da anni interessati pure loro al dominio sul canale panamense. I cubani scappati da Cuba, quelli arricchiti e ormai padroni di Miami, hanno già ricevuto un incarico non scritto: saranno probabilmente loro a gestire il primo assalto del consumismo più sfrenato che si scatenerà sull’isola del Che, appena Obama, bontà sua, ci concederà di essere liberi di andarci. In mezzo a questo affare da grandi potenze e da nababbi, ci sono guarda caso le meganavi: Key West sarà una tappa di sogno per questi tour fuori scala, che potranno così puntare la prua anche su Cuba dove ad attenderli ci saranno casino con e senza accento, mega parchi di divertimenti come a Orlando, resorts, villaggi vacanze, ogni sorta di attrazioni “made in Usa”. Cuba non sarà piu’. Key West sarà sempre di meno.
L’equilibrio ecologico di questa nostra isola è proprio in questi tempi delicatissimo: Key West è la penultima perla di un rosario di isole che si protende nel Golfo del Messico, protetto dalla barriera corallina più famosa d’America. Ma i coralli e la fauna stanno morendo a causa dell’assalto malamente gestito dei flussi turistici, a causa dalla pesca indiscriminata, dall’inquinamento dell’aria e dell’acqua. Da novembre a maggio qui è alta stagione: quando nel resto del mondo fa freddo, da noi si viene a svernare. L’isola conta circa 25mila abitanti residenti. In alta stagione ci sono più di 100mila persone senza contare i turisti mordi e fuggi delle navi da crociera. La presenza turistica annua si aggira sui 2 milioni e mezzo di visitatori. Un assalto che porta denaro ma che mette a dura prova l’ecosistema, l’equilibrio psicofisico degli isolani, la salute, i ritmi circadiani di chi ci crede ancora. Potrebbe essere una perla esclusiva dei Tropici dove si viene in vacanza perché il rispetto per l’ambiente e per l’uomo è così alto che pare di essere in Paradiso, una sorta di Accademia ambientale. Invece c’è soltanto una sete di denaro pazzesca e l’economia è stravolta da nuove istanze, capricci: si costruisce ovunque nonostante la crisi del 2008 non sia ancora cessata. Il flusso quotidiano delle grandi navi da crociera è di due-tre al giorno nei periodi di punta (più o meno 850mila persone all’anno). Il fondale è basso e con le eliche e lo spostamento della massa d’acqua che gli scafi producono, il danno è costante, quotidiano. I trenini vanno ad accogliere i turisti al molo (non esiste un porto vero e proprio) dove le navi, ormeggiate davanti agli hotel del centro, rigurgitano la fiumana. Esattamente come a Venezia il centro storico pullula paccottiglia: magliette, souvenir, bar, buona parte in mano a russi e israeliani che non hanno certo a cuore la Natura. Solo considerando la produzione di escrementi, pur filtrati e depurati, che una popolazione di oltre centomila persone riversa quotidianamente in mare, si ha l’idea di quanto sia enorme la massa di elementi chimici che si disperde ovunque e copre lentamente i fondali! È possibile, in nome dell’arricchimento (di pochi), accettare un simile dramma?
Il primo ottobre i residenti come me diranno con il voto se desiderano accogliere anche le meganavi. Dire di sì significa autorizzare lo scavo di un profondissimo bacino che sfonderà il basamento di calcare su cui poggia l’isola, e lo scavo di un canale che condurrà dal nuovo porto sino alla barriera corallina, lungo 6 chilometri circa. Va da sé che anche il valico della barriera dovrà essere approfondito ed ampliato per consentire il passaggio di quei bestioni. Va altrettanto da sé l’aumento dello scempio dei coralli e della micro fauna e flora che già adesso sono in pericolo di vita perché ammalati di inquinamento. Un altro gravissimo danno è attuato già oggi contro la laguna e le mangrovie, piante acquatiche protette dalle leggi perché svolgono un importantissimo compito di filtraggio dell’acqua e che con le loro complesse radici che si avvinghiano sul fondo della laguna proteggendola in modo insostituibile dalle devastazioni degli uragani: molte di esse sono ormai malate. Tutta questa lunga premessa per spiegarti la mia idea: io vorrei che tra i due comitati che si prodigano contro le meganavi, quello veneziano e quello di Key West, si istituisse una sorta di gemellaggio, a significare che le stesse problematiche, le stesse istanze inderogabili, sono percepite con grande ansia e spavento in due parti del globo molto distanti tra loro ma molto simili nelle emergenze. A Key West la corsa contro il tempo è frenetica: il referendum del 1. ottobre segna il confine che ancora si può porre contro la presenza delle meganavi. Se non riusciremo a sensibilizzare la popolazione a votare NO, questo piccolo gesto di espressione democratica verrà ovviamente sfruttato dalla controparte e non ci sarà più nulla da fare. Chi vuole le meganavi dice che esse sono l’unica salvezza dell’isola che altrimenti scomparirà dalle liste delle offerte turistiche di tutto il mondo perché non più competitiva!
Ti chiedo molto seriamente di pensare alla mia proposta: l’idea del gemellaggio l’ho spiegata al portavoce del Comitato locale. È stata subito accolta favorevolmente anche se tutti si domandano come sia possibile mettere le nostre istanze di un’isola così piccola e in fondo poco nota, al fianco di una realtà di fama mondiale come Venezia. Ma mi hanno autorizzato a contattarvi. Hanno capito la semplicità e la bontà del mio sogno. Io credo fermamente che un gesto come quello che ti propongo sarebbe di grande, positivo impatto non soltanto per Key West ma anche per Venezia stessa. Ci sarebbe al vostro fianco una voce in più che grida e si batte contro lo stesso tipo di scempio. Sarebbe una importante occasione dal punto di vista pubblicitario: i media sarebbero certamente interessati dall’intesa che esiste tra le due isole incredibilmente simili in quanto a laguna, fondali, mole di inquinamento, impatto turistico, ecc. Sarebbe un gesto in più per conclamare ai quattro venti l’incommensurabilità del danno irreversibile che questo tipo di insano turismo può causare ovunque nel mondo.
Ti rubo del tempo prezioso e me ne scuso. Ma questo contatto con te, adesso, per noi è di vitale importanza. Spero molto che tu sia in grado di fare qualche cosa. Intanto grazie per aver avuto la pazienza di leggermi.
Ti sono vicino nelle tue battaglie.
In ogni caso, positivo o negativo, ti prego di farmi avere una risposta.
Un cordiale saluto e in bocca al lupo per le tue iniziative!
Gianni Novara.”

Mio commento:

Quando tradussi “Oggetti di reato” di Patricia Cornwell, Mondadori Editore, mi venne una voglia pazza di andare a vivere a Key West, la location del giallo. Ora scopro che Gianni Novara l’ha fatto davvero… e figuriamoci se non mi intriga la proposta di gemellaggio Key West – Venezia, malgrado i motivi di base siano tutt’altro che allegri:-/

cornwell

La cosa è andata avanti e il giorno 30 luglio è apparso nel gruppo google il seguente nuovo comunicato:

Il Comitato NO Grandi Navi di Key West – chiamiamolo così per capirci tra di noi vista l’identica battaglia che sta conducendo – ci propone di sottoscrivere una risoluzione congiunta che secondo me può portare a positivi sviluppi e, nella peggiore delle ipotesi, ci permetterebbe di sfruttare la cosa in termini mediatici. La risoluzione sarebbe molto importante per loro, impegnati allo spasimo, a quanto ho capìto, in vista di un referendum pro o contro le grandi navi che si terrà a ottobre e che temono di perdere per le stesse campagne di disinformazione che sperimentiamo anche qui e contro gli stessi poteri forti che lì come a Venezia mirano solo al loro utile indifferenti all’ambiente e alla salute dei cittadini.
Ci hanno inviato una bozza, con la traduzione italiana che allego qui sotto. Mi pare che in linea di massima possa andare bene, ma chiunque abbia suggerimenti da dare risponda a questa mail, confermando preliminarmente l’opportunità o meno di aderire alla richiesta di risoluzione congiunta. Poi non so chi la possa firmare, perché noi non abbiamo né segretari né presidenti né rappresentanti ufficiali, ma in caso ci penseremo…
Silvio

Bozza per una risoluzione congiunta tra il Coordinamento “No Grandi Navi” di Venezia (Italia) e il “Comitato Per Un Turismo Responsabile” di Key West, Florida, USA
al fine di coordinare le proprie attivita’ per limitare la misura dei vascelli nei porti marittimi storici.

CONSIDERATO CHE le citta’ di Venezia Italia e Key Est Fl sono destinazioni conosciute a livello internazionale che affrontano simili minacce e sfide per mantenere la propria unica integrita’ storica mentre allo stesso tempo producono una fiorente economia per dare supporto economico ai bisogni dei propri residenti,

CONSIDERATO CHE le attrazioni di entrambe le citta’ marinare, quelle naturali e quelle costruite nel tempo, combinate con il proprio significato storico, hanno fatto si’ che quei luoghi diventassero destinazioni estremamente attrattive per generazioni di turisti al punto tale che il turismo oggi rappresenta la piu’ grossa risorsa di guadagno per le loro rispettive economie,

CONSIDERATO CHE entrambe le destinazioni danno alloggio a una grande varieta’ di turisti: da quelli “semi permanenti” che possono soggiornare nelle proprie case, a turisti che stanno a lungo e prenotano la propria permanenza per varie settimane, a turisti a termine breve che possono stare da uno a pochi giorni, fino ai visitatori giornalieri che arrivano nei due luoghi suddetti principalmente con l’autobus (bus e treno a Venezia) o con la nave da crociera. Questo ultima tipologia di clienti generalmente ha solo poche ore a disposizione per fare una esperienza diretta con la destinazione prescelta,

CONSIDERATO CHE in uno sviluppo relativamente recente entrambe, Key West e Venezia, hanno visto un aumento sproporzionato del volume del turismo di massa a breve tempo, il cui maggior impatto e’ stato associato alle navi da crociera,

CONSIDERATO CHE la tendenza della attivita’ del turismo navale e’ stata quella di aumentare la stazza dei natanti in modo da poter contenere sempre piu’ passeggeri ed equipaggio in tempi piu’ brevi possibile e che questo sviluppo e’ stato finalizzato esclusivamente in funzione della convenienza e del profitto dell’industria delle crociere, senza riguardo verso il potenziale impatto negativo creato ai porti e sui porti,

CONSIDERATO CHE le pressioni create dalla massa e dalla potenza di questi massicci scafi producono forze che danneggiano e minacciano la sostenibilita’ dell’ambiente sia naturale che edificato, luoghi che mai erano stati concepiti per sopportare cosi’ ricorrenti e concentrati assalti,

CONSIDERATO CHE la proporzione di queste nuove grandi navi eccede di gran lunga qualsiasi pur larga ipotesi di accoglienza per cui questi porti fossero stati progettati, e che la misura fuori scala delle nuove dimensioni opprime e sconvolge l’assetto storico dei due siti storici diminuendo il piacere visivo e il senso stesso del luogo,

CONSIDERATO CHE le emissioni di quest grandi navi costituiscono una significativa fonte di inquinamento,

CONSIDERATO CHE che il numero di passeggeri ed equipaggio che sbarcano dalle grandi navi puo’ intasare e sconvolgere le strette e storiche calli e strade e diminuire quindi, a scapito del tradizionale ben piu’ alto valore economico, la positiva che i turisti amanti della natura e del rispetto avevano prima di questo nuovo evento,

CONSIDERATO CHE la sedimentazione causata dalle massicce spinte sott’acqua di questi scafi minaccia l’ecosistema della laguna di Venezia e la salute dei coralli e della barriera corallina di Key West,

SI E’ DUNQUE DECISO che le due organizzazioni “No Grandi Navi” di Venezia (Italia) e “Comitato per il turismo responsabile di Key West” si accordano da oggi per coordinare insieme i propri sforzi nell’intento di educare il pubblico riguardo all’estremo bisogno di limitare il volume delle navi e il numero dei passeggeri che e’ possibile sbarcare giornalmente nei porti marittimi storici e nell’intento di avanzare l’istanza di una buona regolamentazione delle risorse in modo da promuovere la sostenibilita’ ed incoraggiare un uso bilanciato dei luoghi e scoraggiare la presenza di una sovrappopolazione che svilisce le tradizionali esperienze vissute dai turisti e dai residenti.

SI DECIDE inoltre che il segretario di ciascuna delle organizzazioni preparera’ delle copie di questa risoluzione da distribuire agli organi di informazione per rendere nota la posizione mantenuta insieme e il proprio impegno a lavorare insieme per raggiungere gli scopi di cui sopra.

Firma del presidente del Comitato “No Grandi Navi”

Firma del presidente del KW Committee for Respnsible Tourism

Data del giorno in cui si stabilisce l’accordo.

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