AL MINISTRO DELL’AMBIENTE

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COMITATO NO GRANDI NAVI – LAGUNA BENE COMUNE
(www.nograndinavi.it)

Venezia, 11 settembre 2013

Nella sua intervista di oggi alla Stampa sul tema delle grandi navi a Venezia (Francesco Grignetti a pag. 18), il ministro dell’Ambiente, Andrea Orlando,

ORLANDO2

sembra dimenticare completamente un soggetto che viceversa dovrebbe stargli fortemente a cuore: la laguna, che un secolo di pesanti adattamenti a una portualità ormai incompatibile sta trasformando in un braccio di mare.
Il ministro, infatti, sembra credere che l’unico problema connesso con questo crocerismo fuori scala sia il rischio di un incidente in Bacino San Marco, e scorda tutte le altre criticità connesse con le grandi navi: in primis il gravissimo inquinamento (lo studio europeo Apice – Common Mediterranean strategy and local practical Actions for the mitigation of Port, Industries and Cities Emissions –, appena pubblicato, ha dimostrato che a Venezia le navi da crociera emettono tante polveri sottili quanto l’intero traffico automobilistico di Terraferma) e l’erosione della laguna, che ogni anno a causa della portualità perde in mare un milione di metri cubi di sedimenti.
La soluzione, allora, non è trovare nuovi percorsi in laguna attraverso lo scavo di devastanti canali o indicare nuovi terminal croceristici, come si orienta a fare il Governo, mantenendo tutti i rischi e tutte le altre criticità nel cuore di un’area fortemente urbanizzata e ambientalmente delicata. La vera soluzione è cambiare modello, rifiutare il gigantismo che fa solo gli interessi delle compagnie armatoriali e puntare a un crocerismo che per stazze, dimensioni, carburanti delle navi sia compatibile con la città e con la laguna, lasciando fuori dalle bocche di porto tutte le navi che non abbiano le caratteristiche adatte. Sul come esistono tante possibilità, ma se la stessa Autorità Portuale ha proposto la realizzazione di un attracco in mare aperto per le petroliere e per le portacontainer dimostra che se si vuole si può.
Il Comitato ha presentato un ricorso alla Commissione Europea chiedendo l’immediata applicazione del decreto Clini – Passera che vieta l’accesso in Bacino San Marco delle navi oltre le 40 mila tonnellate di stazza lorda proprio per rovesciare la logica con la quale il Governo e le Autorità locali stanno affrontando la questione (in fondo sarebbe questo l’unico sensato numero chiuso, se davvero Orlando ci crede): per prima cosa si elimini ogni rischio e ogni danno e poi ci si prenda tutto il tempo che serve per trovare, magari attraverso un concorso internazionale d’idee, una soluzione ambientalmente sostenibile che risolva “tutti” i problemi, contemperando sicurezza, salute dei cittadini, lavoro.

Silvio Testa

Portavoce del Comitato
NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune

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  1. Silvio Testa ben mette in evidenza che “cambiare modello” a Venezia e per la mobilità nella laguna il governo Letta non ha intenzione. Pensavo che anche per come era nato questo governo almeno il “ricorso alla Commissione Europea” del Comitato No Grandi Navi potesse essere una sollecitazione forse poco eloquente ma quanto meno per cambiare politiche ambientali.

    Naturalmente il rilancio dell’immediata applicazione del decreto Clini – Passera che vieta l’accesso in Bacino San Marco delle navi oltre le 40 mila tonnellate di stazza lorda è diventato solo una richiesta.

    Cosa vuole fare ministro dell’Ambiente Andrea Orlando mi sembra chiaro. Il ministro vuole solo che si faccia una gestione ordinaria del traffico in laguna. Inutile dire che al riguardo le osservazioni sono tutte politiche in quanto politiche sono le scelte del ministro. Diciamola tutta! Un governo costituito senza un programma di tutela dell’ambiente votato dagli elettori non può gestire una problematica così delicata quale è quella di Venezia che è sì ambientale ma anche sociale ed economica.

  2. Basta Italia, basta partitocrazia corrotta e del malaffare italiota figlia degenere della Democrazia rappresentativa l’unica via d’uscita è l’Indipendenza del Veneto e restituire a Venezia la Sua millenaria prerogativa di Capitale. Solo cosi potremo fermare l’attuale disastro socio-economico.

    • Indipendenza del Veneto? Siamo in piena globalizzazione. Essere indipendenti è un’aspettativa e non una vocazione. Il problema vero è che anche se si realizzasse l’indipendenza (E, nelle diverse forme!) questa dovrebbe di fatto sempre sempre essere sostenuta da un sistema di partiti.

      Purtroppo! Nonostante che stiamo attraversando una crisi economica epocale non è ancora chiaro che bisogna avere dai partiti e dal sistema che li supporta un’autonomia di giudizio.

      Personalmente reputo che sia ottimo che a Venezia si ragioni in termini anche di indipendenza. E, sia chiaro, Venezia appartiene all’umanità in senso di valori s’intende.

      Nella dialettica del confronto la faccia tosta del ministro dell’Ambiente Andrea Orlando è quella che è. Il ministro non tiene conto che le Grandi Navi in laguna non debbono entrare. Questo traffico sta compromettendo equilibri ambientali che sono stati tali per secoli. Siamo sicuri che è un ambientalista?

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