C’È POSTA PER ORSONI DA KEY WEST

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Egregio Signor Sindaco
Giorgio Orsoni,
mi chiamo Giovanni Novara, ho 64 anni, sono un cittadino italo-americano che circa un mese fa ha avuto l’idea di mettere in contatto il comitato No Grandi Navi di Venezia con il comitato di Key West “Per un turismo responsabile” (Responsible Tourism for Key West), isola in cui risiedo e lavoro ormai da piu’ di otto anni. Key West e’ l’ultima di un lungo rosario di isolette che dalle paludi delle Everglades (Florida) si dipanano in una grande virgola verso Ovest, nel mezzo del Golfo del Messico. Tutte collegate tra loro da una strada che corre in mezzo al mare su ponti vertiginosi. Noi siamo il punto piu’ a Sud degli Stati Uniti. Ventimila abitanti circa in bassa stagione, cento e passa mila nel pieno dell’inverno: quando altrove fa freddo, qui da noi l’acqua dell’oceano e’ ancora tiepida per fare un bel bagno. E’ l’isola amata e vissuta da Hemingway, da Tennessee Williams, da Henry Truman, da un sacco di artisti e dal bel mondo. Tuttora gli americani ricchissimi vengono qui a svernare in bellissime ville nascoste in stupendi giardini tropicali (of course!). Ma da una decina d’anni l’economia turistica fondata sui presupposti storici e culturali appena accennati, e dunque di stampo elitario e snob, capace di richiamare nuove generazioni di eccentrici e danarosi personaggi, e’ piano piano cambiata: le condizioni di vita per i locali non sono delle piu’ attraenti e facili per via di esorbitanti prezzi del mercato immobiliare. Di conseguenza anche gli affitti sono salatissimi e una famiglia tipo con due figli, il padre piccolo imprenditore (facciamo idraulico) e la madre segretaria o addetta ai servizi in qualche hotel non ce la fa ad arrivare a fine mese. Non parliamo di nuclei familiari con un solo genitore che lavora! I giovani sono sempre piu’ attratti dalle lusinghe della terraferma e appena diplomati scappano il piu’ lontano possibile, per continuare gli studi in qualche college o per trovare subito un lavoro. Si viene dunque depauperando il tessuto connettivo sociale e ad approfittare di negozi e bar chiusi, di appartamenti sfitti e disgrazie altrui, sono stati passo passo i russi e gli israeliani, che vendono la piu’ ignobile paccottiglia di souvenirs come ormai accade in tutto il resto del mondo. Le lobbies dei proprietari delle navi da crociera hanno sferrato il colpo fatale: da anni sbarcano sull’isola migliaia di turisti “mordi e fuggi” che in poche ore di visita fanno la felicita’ dei proprietari dei trenini che portano le comitive a conoscere l’isola, dei proprietari dei moli di attracco (una famiglia di gia’ ricchissimi imprenditori) che ad ogni arrivo di uno scafo si mettono in tasca migliaia di dollari. Questo nuovo fenomeno economico comporta che l’isola debba adeguare i servizi (acqua soprattutto, che viene pompata giorno e notte dalla terraferma lungo condotte sottomarine, energia elettrica anch’essa inviata da Nord, sistemi di depurazione che tengano conto delle deiezioni di una massa turistica schizofrenica, nettezza urbana e smaltimento rifiuti…tutto moltiplicato per migliaia) ma senza riceverne un corrispettivo apporto finanziario poiche’ il reale guadagno pro capite che questo nuovo flusso turistico apporta e’ assolutamente modesto. I soldi in parole povere finisco in mano di pochi (si fanno i nomi di sole sei famiglie!).
Adesso vengo al dunque: le Grandi Navi! Sissignore, anche qua. Come da voi a Venezia. Siamo piu’ fortunati di voi poiche’ le sei famiglie insieme ai proprietari delle compagnie turistiche e delle crociere hanno cominciato soltanto da pochi anni a ipotizzare l’arrivo dei mega scafi a Key West: prima si dovrebbe preparare un profondissimo e larghissimo canale che sfondi la preziosissima barriera corallina che protegge l’isola dai marosi dell’Oceano Atlantico e che giunga fino a ridosso dei moli attuali. Senza canale e bacino adeguato, quegli scafi fuori scala non potrebbero neppure sognarsi di entrare pena disastrosi incidenti. Faccio notare che l’intera zona delle Keys e’ protetta dal Governo centrale con speciali norme di tutela.
Occorreva dunque sensibilizzare l’opinione pubblica alla necessita’ di uno scavo ciclopico dicendo che senza grandi navi si preannuncia lo sfacelo economico di Key West non piu’ in grado di competere alle altre localita’ turistiche come le altre zone caraibiche, Bahamas, Cuba, Barbados, Puerto Rico, Jamaica, Caymans..che si trovano le tasche piene di soldi “grazie alle grandi navi!”. Occoreva far apparire ogni intento come sacrosanto, in piena regola e in buona fede. Come fare? Bastava dire a tutti che innanzi tutto si fara’ uno severo studio di impatto ambientale e che lo si affidera’ non ai privati che ci mangiano sempre sopra ma nientemeno che alla Marina Militare. Un gruppo di cittadini amanti di Key West “vecchia maniera”, tende le orecchie e comprende che l’affare e’ torbido e in mano a pochi e potenti personaggi. Comincia una lotta a suon di sedute pubbliche, interviste sui media locali, proiezioni di filmati in cui si dichiara la bonta’ del progetto o se ne dice peste e corna.
Alla fine il sindaco, che tutto sommato non vede di cattivo occhio le grandi navi a Key West e preferisce essere amico dei potenti dell’isola, decide appunto di indire un referendum per dire si’ o no allo studio di impatto ambientale da affidare alla Marina. E’ cosi’ sicuro che il SI’ vinca, che gioca d’azzardo insieme ai magnifici sei recitando la parte dell’uomo super partes. Piano piano io mi interesso della cosa. Sono contrario alle Grandi Navi non solo a Key West ma dappertutto poiche’ le ritengo, ovunque vadano, uno stupro alla Natura, il simbolo dell’arroganza omicida del consumismo. Mi metto in contatto con il comitato che comincia a formarsi per dire NO al Referendum. E mi viene l’idea di mettere in contatto le due isole: Key West e Venezia. L’Unione fa la forza e la notizia di due localita’ turistiche e culturali cosi’ famose al mondo che lottano per combattere lo stesso sopruso, penso che abbia una buona possibilita’ di finire sui media di tutto il globo.
Contatto il mio carissimo e “vecchio” collega di quando lavoravo al Gazzettino, Gianluca Amadori per sapere chi chiamare del Comitato veneziano e lui mi fa il nome di un altro caro collega ex Gazzettino come me, Silvio Testa. Spiego a Silvio in due email il mio intento. Lui comprende al volo. Cosi’ metto in contatto, traducendo messaggi e testi, Silvio e il capo comitato keywestiano ed e’ fatta! I due stilano e sottoscrivono in due lingue un accordo e la notizia finisce dappertutto.
Ieri, primo ottobre, grazie anche al fatto che siamo alleati con Venezia, abbiamo vinto il referendum!!! Silvio Testa ci aveva mandato una breve email ieri pomeriggio per augurarci il suo “In bocca al lupo!” e quel pensiero ci ha portato tanta fortuna: il 73 per cento (settantatre!) dei votanti ha detto NO all’indagine conoscitiva e quindi e’ chiaro che le navi giganti a Key West non verranno!!!! Le foto e i filmati allucinanti che mostrano Venezia assediata dalle grandi navi hanno spaventato e convinto la gente di Key West a dire NO!
E’ una grande notizia che adesso andra’ spiegata con dolcezza anche a chi voleva le grandi navi credendo che avrebbero sollevato l’economia dell’intera popolazione. Key West puo’ farcela rinnovando e proteggendo l’esistente, puntando ancora ad accogliere un turismo di massa ma soprattutto di elite: maggior attenzione alla protezione dell’ambiente, creazione di un marchio ambientale che dimostri Key West come isola di eccezionale purezza…ci sono ancora le possibilita’ per farne una perla ecologica. Non tutto e’ perduto.
La notte scorsa ho scritto a Silvio testa per ringraziarlo e ringraziare tutto il Comitato No Grandi Navi. Stamane lui mi ha risposto contraccambiando e confessandomi la sua tristezza nel vedere che tanti sforzi compiuti non portano a nulla di positivo per Venezia e che anzi, la situazione sta aggravandosi sempre piu’.
Ecco, Signor Sindaco della citta’ che amo di piu’ al mondo anche per ragioni bellissime della mia vita, io mi permetto di scriverLe per chiederLe, senza cattiveria ma con grande commozione e rispetto, come Lei vive questo triste momento di violenza inflitto alla Nostra citta’. Come mai non puo’ far nulla per dire basta a questo scempio? Ha le mani legate? Altre autorita’ sopra la Sua sono colpevoli di una ignavia vergognosa? Mi perdoni se Le chiedo una cosa molto intima: come si sente, Sindaco della Nostra citta’, quando la notte spegne la luce e tenta di dormire in pace? Venezia sta tremando sotto la pressione gigantesca di quell’acqua spostata da giganti senza senso, le pareti dei palazzi si sgretolano, tutto sotto la presenza assurda di queste mostruosita’ e’ destinato a soccombere. Secoli di storia, di cultura, di arte se ne vanno nell’onda fetida del consumismo…capisco che le cose non siano cosi’ semplici come lo sono state per noi, fortunata e determinata gente di Key West, ma faccia qualcosa, per carita’! Prima che sia troppo tardi e succeda il disastro! Ho parenti amatissimi e tanti amici veneziani Doc che stanno seriamente progettando di abbandonare Venezia e andare a vivere in terraferma, altrove!!! Ma desidero anche dirLe di non sentirsi solo: io, e tanta gente come me, La pensiamo continuamente e preghiamo per Lei, ognuno a suo modo, perche’ Lei possa risolvere questo problema pazzesco e assurdo come assurde sono tante cose della Nostra amatissima Italia. Non si senta solo, Sindaco!
Mi sono permesso di scriverLe questo romanzo perche’ non posso credere che Venezia non si ribelli a tanto scempio messo in atto esclusivamente da gente potente, avida di denaro. Aiuti in qualche modo visibile e risolutivo, per quanto il Suo ruolo Le consente, i veneziani e gli italiani che vogliono cambiare questo stato di cose. Basta un Suo cenno perche’ il popolo di Venezia, quello che vuole la Venezia di prima, Le apra il proprio cuore!
Il suo cognome mi ricorda carissimamente una meravigliosa persona che conobbi quando ero studente al liceo Pio X di Borca di Cadore, primissimi anni ’70: il mio professore di chimica e fisica si chiamava Umberto (credo di ricordare Umberto) Orsoni, mitico personaggio di grandissima cultura, grande educatore, uomo onestissimo e generoso. Mi piacerebbe che foste parenti!
Cordialmente le porgo i miei piu’ sinceri auguri per il suo impegno.
Giovanni Novara

GIOVANNI NOVARA
3314, Northside Drive 152
Key West, FL 33040 U.S.A.

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COMITATO NO GRANDI NAVI – LAGUNA BENE COMUNE
(www.nograndinavi.it)

Venezia, 7 ottobre 2013

Una località stupenda stravolta da un turismo oppressivo, una comunità depauperata di residenti e di lavoro che non sia a servizio dei visitatori mordi e fuggi, le strette e antiche viuzze invase da orribile paccottiglia di cattivo gusto, un crocerismo protervo che scarica turisti poco attenti e velenoso inquinamento, le compagnie da crociera e le autorità che propongono lo scavo di un devastante canale all’interno di un ambiente fragilissimo per portare in mezzo alle case navi sempre più grandi e sempre più numerose.
E’ Venezia? No, è Key West, splendida isoletta della Florida, negli Stati Uniti, amata da Hemingway, da Tennessee Williams, da Henry Truman, che da 15 anni combatte una dura battaglia per conservare la sua storica identità, la sua bellezza, la barriera corallina che la circonda tutta e che è una delle meraviglie ambientali del mondo a rischio per l’inquinamento che un modello deleterio di “sviluppo” riversa nelle acque un tempo cristalline del Golfo del Messico.
A Key West, però, la gente ha vinto la sua battaglia contro i potentati locali, contro le lobby delle crociere, contro le autorità tiepide verso disegni devastanti se non nascostamente complici coi nemici di quella Comunità. Sono state le autorità, infatti, convinte d’avere la vittoria in tasca, a proporre un referendum cittadino per sottoporre o meno a un dubbio studio di impatto ambientale lo sviluppo del crocerismo e lo sbancamento della barriera corallina per scavarvi un canale per portare fin nel cuore dell’isola le grandi navi, invece il 1.ottobre la gente ha seppellito la proposta sotto una valanga di no.
Fatti i conti, il 73 per cento dei votanti ha bocciato crociere e nuovi canali mettendo la pietra tombale su progetti inaccettabili: a Key West le grandi navi non verranno, nonostante le sirene di quanti si appellavano all’incremento del turismo, ai certi guadagni, allo sviluppo economico. La gente ha festeggiato nelle strade, ringraziando anche il Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune che ha dato il suo piccolo contributo per la vittoria, mostrando con foto e documenti la vera faccia dello “sviluppo”, offrendo dati sull’inquinamento, dando sostegno morale, firmando col locale Comitato per un Turismo responsabile (Key West Committee for Responsible Tourism) un protocollo comune per condurre assieme campagne informative sui danni di un turismo non governato e di un crocerismo incompataibile con la fragilità di alcune delle più belle località del mondo.
Ora tocca a Key West mobilitarsi per Venezia, le prime proposte operative sono già state recapitate al Comitato NO Grandi Navi: la battaglia per la Serenissima e per la sua laguna diventa sempre più internazionale. “Se una piccola isola come la nostra è riuscita a farsi rispettare – hanno scritto Eliot Baron e Jolly Benson, dirigenti del Comitato di Key West – anche l’isola più famosa del mondo ce la può fare a vincere la battaglia contro la prepotenza”.

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  1. Ottima iniziativa di Giovanni Novara di scrivere al sindaco di Venezia e spero che si avvii un nuovo corso con una svolta vera per risolvere questo problema delle Grandi Navi nella laguna. Certo almeno il referendum in Key West è stato fatto e a Venezia per quanto ne sappia io neanche se ne è mai parlato.

    Purtroppo al di là delle emozioni bisogna che si prenda atto che non si vuole risolvere il problema da parte delle istituzioni. Il Comune di Venezia oltre a fare comunicati di maniera quando l’evidenza salta agli occhi dei media come il recente quasi sfioramento di piazza San Marco da parte di una Grande Nave non fa. Il guaio dell’Italia è che l’opposizione in parlamento è quasi inesistente con la costituzione del governo Letta del quale fanno parte centrodestra e centrosinistra.

    Key West, splendida isoletta della Florida, negli Stati Uniti, ci ha dato una lezione che spero con il contributo di Giovanni Novara quì pubblicato possa costituire un quadro di interesse per l’Italia.

    Venezia appartiene all’umanità e tutti dobbiamo difenderla.

  2. Complimenti a Giovanni Novara e Silvio Testa ma il vero problema a Venezia si chiama TURISMO DI MASSA O GLOBALE, infatti questo tipo di economia ė peggio della peste di antica memoria e sta annientando la Millenaria Civiltà Anfibia e nessuno fa nulla mentre basterebbe istituire il numero chiuso, la prenotazione obbligatoria e attivare una vera tassa di scopo sul turismo di massa (il sistema ci sarebbe, altro che tassa di soggiorno).

  3. Cari Signori,

    vorrei vedere, se tutte queste disquisizioni rischiassero di andare a toccare il vostro stipendio o la vostra pensione, se sareste ancora della stessa opinione.

    E’ che, purtroppo, il problema è dei 5000 lavoratori del settore portuale di Venezia.

    Key West non perderà gli attuali posti di lavoro.
    in realtà, con il referendum, ha deciso di rinunciare a possibili nuovi posti di lavoro.

    Dispiace che persone della vostra età non abbiano il minimo rispetto per il lavoro altrui, in particolare nel momento di crisi che si sta attraversando.

    Ma temo che non sappiate nemmeno cosa significhi lavorare.

    Il menefreghismo impera, purtroppo. Altro che razzismo.

    Distinti saluti
    Mauro – Venezia

    • Signor “Mauro – Venezia” credo che lei dovrebbe (E, se vuole, s’intende!) quanto meno relazionare e con analisi mirate le sue legittime osservazioni al quadro ordinario di Venezia che dal crocerismo riceve impulsi certo ma non tali da pregiudicare eventuale ( E, purtroppo!) un non ingresso delle Grandi Navi in laguna. I 5000 lavoratori dei quali presenta nel suo commento spieghi come sarebbero azzerati con operazioni che si chiede per Venezia ormai a livello internazionale.
      Un saluto.

  4. Sig. Felice,

    certo, non tutti i 5 mila lavoratori del porto rischierebbero il loro posto di lavoro, ma certamente una parte consistente di essi. La soluzione NON può assolutamente essere quella di ELIMINARE il traffico crocieristico come vorreste, a parte le navi fino a 40 mila tonnellate di stazza. Questa Vostra proposta è quantomeno un controsenso se pensiamo che “quelle” navi sono le più vecchie e inquinanti oltre ad essere anche (stando ai Vostri assurdi timori) quelle maggiormente “pericolose” per ovvii motivi di obsolescenza (non se ne costruscono più da anni di navi crociera di quella stazza).
    Sono convinto che i reali motivi (vogliamo chiamarli “interessi privati”?) di queste proteste siano altri… A molti fa comodo “cavalcare” il problema “della laguna”. Ed è meglio lasciar perdere. Comunque le mie osservazioni sono abbondantemente riportate in risposta a questi articoli. Se vuole può andarsi a leggere quelli precedenti.

    Distinti saluti.
    Mauro – Venezia

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