LA LAGUNA MARTORIATA

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contorta2

Sabato 16 novembre ore 12
presso il Centro culturale CittAperta
via Col Moschin n.20 (angolo Felisati) a 300 m da stazione di Mestre

FERMIAMO LE OPERE PAZZESCHE IN PROGRAMMA IN LAGUNA PER LE GRANDI NAVI

Due “Scogliere” di 7,5 Km, larghe 26 metri,
a fianco del Canale dei Petroli, da porto S.Leonardo a Fusina

Due Casse di Colmata da quasi un milione di metri cubi,
per fanghi inquinanti, con sponde alte 1,50 m. sul medio mare

Tre “Barene traslate” da 4,6 milioni di metri cubi per i fanghi
dello scavo di un nuovo canale (Contorta-S.Angelo) per far arrivare, ancora, le Grandi Navi in Marittima

Intervengono:

– Michele Boato portavoce AmicoAlbero

– Carlo Giacomini per Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”

– Cristiano Gasparetto vice-presidente di Italia Nostra

– Silvio Testa portavoce No Grandi Navi in Laguna di Venezia

—–

Da http://www.eddyburg.it/2013/11/30-novembre-tutti-venezia-per-il-veneto.html?spref=fb

30 novembre tutti a Venezia per il Veneto

No grandi opere – No consumo di suolo per la democrazia e i beni comuni per il diritto di respirare, lavorare, vivere in Veneto

Giornate di mobilitazione regionale in difesa della qualità della vita
Sabato 16 novembre : iniziative di sensibilizzazione nei Comuni del Veneto
Sabato 30 novembre ore 14 – stazione FS di Santa Lucia – manifestazione regionale a Venezia

La Terra non ce la fa più: ha bisogno di un anno e mezzo per recuperare quello che le viene sottratto in un anno. “Il clima impazzito sconvolgerà il pianeta. Siamo vicini al punto di non ritorno” (Ipcc-Onu 2013). E il Veneto è una delle regioni più inquinanti e inquinate d’Europa.

L’inquinamento atmosferico, prodotto da traffico, inceneritori, cementifici, centrali termoelettriche, industrie nocive, grandi navi, avvelena l’aria: la peggiore d’Europa.
Cementificazione e asfaltatura del suolo impoveriscono le campagne, provocano frane e alluvioni, distruggono il paesaggio e un patrimonio storico ed ambientale di valore inestimabile.
Eccessivi prelievi d’acqua inaridiscono i fiumi, provocando l’avanzamento del cuneo salino, e l’abbassamento delle falde acquifere.
Col sistema del “project financing” banche e grandi imprese succhiano miliardi di risorse pubbliche. Per i cittadini questo significa solo debito, aumenti di tariffe per i servizi e per pedaggi speculativi.
I cittadini e i Comuni non contano più nulla poiché la Regione ha azzerato la pianificazione urbanistica riducendola ad un incredibile delirio di autostrade e “progetti strategici” (mega-poli commerciali direzionali), mentre le verifiche ambientali sono ridotte a pura formalità.

Gli abitanti del Veneto sono da anni impegnati in una moltitudine di vertenze locali, volte a salvaguardare la vivibilità del territorio. Cittadine e cittadini di buona volontà si sono finalmente riuniti per chiedere una urgente inversione di rotta:

– Fermare subito le “grandi opere” inutili e dannose (nuove autostrade e linee TAV, carbone nella centrale di Porto Tolle, MOSE, scavo nuovi canali in laguna, nuove scogliere e false barene-discariche).

– Allontanare definitivamente le “grandi navi” dalla Laguna.

– Liberare il territorio dalle servitù militari.

– Finanziare i Comuni, anche con la Cassa Depositi e Prestiti a tasso agevolato, per manutenzione, messa in sicurezza, riqualificazione energetica di edifici pubblici e territorio – vera grande opera necessaria – dando lavoro alle piccole e medie imprese.

– Riconversione ecologica delle città, delle industrie e dell’agricoltura per creare buona e stabile occupazione.

– Gestione pubblica e partecipata, senza profitti in bolletta, di acqua e servizi pubblici – No allo sfruttamento indiscriminato delle risorse idriche.

– Fermare la privatizzazione della sanità: i “project financing” ospedalieri sottraggono risorse pubbliche alla prevenzione e alle prestazioni sanitarie di cura.

– Stop al consumo di suolo agricolo : cambiare la legge urbanistica regionale e il nuovo PTRC – Piano Territoriale Regionale – per tutelare il patrimonio storico, culturale e paesaggistico, attuando finalmente e per intero il Codice nazionale del Paesaggio.

– Basta con il ricorso alla “legge obiettivo” e ai commissari straordinari .

– Basta con inceneritori, cave e discariche – Incentivare riduzione, riuso e riciclo dei rifiuti.

– Stop a nuove autostrade, strade, raccordi e poli commerciali che desertificano i nostri centri, distruggendone il tessuto sociale e le attività economiche: investire per recuperare aree ed edifici da bonificare e riqualificare (a partire da Porto Marghera) per attività innovative.

– Investire non in autostrade e Alta Velocità, ma in rinnovo e potenziamento delle ferrovie esistenti con un piano integrato di vera intermodalità. Favorire il trasporto pubblico locale e regionale (SFMR). Favorire la mobilità ciclo-pedonale. Spostare il trasporto merci dalla gomma ad acqua e rotaia.

– Ricostruire gli organismi di valutazione e controllo ambientale per renderli indipendenti dai poteri politici ed economici: eliminare i conflitti d’interesse e di competenze e la concentrazione di tutti i poteri (di Piano, progetto, valutazione, attuazione e controllo) in una sola figura.

– Garantire pubblicità e trasparenza ai lavori delle Commissioni d’inchiesta del Consiglio regionale sulla “finanza di progetto” e le aziende regionali, innanzitutto su Veneto Strade SpA.

– Smantellare l’intreccio politica-affari oggi all’attenzione della Magistratura.

– Difesa della Costituzione e delle assemblee elettive, contro ogni tentazione presidenzialistica. – Partecipazione piena dei cittadini alle decisioni e ai controlli.

I comitati e i movimenti, le associazioni e i gruppi di cittadinanza attiva operanti in Veneto invitano tutte e tutti a far sentire la loro voce e a partecipare alle iniziative programmate.

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