COMUNE, ITALIA NOSTRA, WWF, GRILLINI… TUTTI CONTRO LO SCAVO DEL CONTORTA

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Le direzioni nazionali di Italia Nostra e del WWf hanno inviato una lettera a tre ministri del governo italiano per invitarli a impedire l’escavo di un nuovo, amplissimo canale artificiale nella Laguna di Venezia allo scopo di permettere il passaggio delle grandi navi da crociera (il canale Contorta Sant’Angelo progettato dall’Autorità portuale).
Il progetto, si legge nella lettera, “non tiene conto della legislazione vigente” né delle conseguenze dell’escavo, che “andrebbero pesantemente a incidere sul fragile equilibrio della Laguna”.

In particolare la lettera mette in guardia contro il proposito di inserire il progetto nella Legge Obiettivo (che riguarda le grandi opere necessarie al Paese), procedura che consentirebbe di evitare per l’opera una rigorosa valutazione d’impatto ambientale e un confronto con altre soluzioni possibili, inclusa quella di tenere le grandi navi del tutto fuori dalla Laguna.
In questo modo, scrivono le due direzioni nazionali, “i cittadini veneziani e italiani sarebbero anche defraudati del diritto di partecipare e dire la loro su un progetto contestato dagli ambienti scientifici, che deve essere valutato adeguatamente, confrontando tutte le possibili alternative”.

Per il testo completo seguire il link:

http://www.italianostra-venezia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1613%3Acanale-contorta-italia-nostra-e-wwf-scrivono-al-governo-italiano&catid=77%3Ale-navi-da-crociera&Itemid=154&lang=it

E ancora del sito di ITALIANOSTRA.ORG/VENEZIA

“Non è facile districarsi nei meandri delle strutture azionarie delle società pubbliche e private, specialmente quando le informazioni sono fornite dagli stessi interessati. Per questo ci limitiamo a riferire senza commenti una notizia che riguarda la Venice Terminal Passeggeri (società che gestisce il traffico crocieristico in laguna). Risulta infatti che l’Autorità portuale (presidente Paolo Costa) e la Regione Veneto (presidente il leghista Luca Zaia), già proprietarie separatamente di grosse quote della Vtp, hanno stretto un patto societario

per il controllo della medesima, formando una nuova società per gestire appunto quelle quote. Dopo l’operazione, la proprietà della Vtp risulta così suddivisa:

55 per cento alla nuova compagnia (di cui 34% al Porto e 21 % alla Regione);
12 per cento circa alla Save, la società aeroportuale di Enrico Marchi;
15 per cento a una società di agenti marittimi;
“altre briciole” disperse tra privati.

Presidente della Vtp è l’avvocato Sandro Trevisanato, già parlamentare di Forza Italia. Con Costa ex deputato ed ex ministro, Zaia presidente della regione e Trevisanato ex deputato, il traffico crocieristico è saldamente in mano alla politica veneziana, in modo trasversale e probabilmente inoppugnabile. La stessa politica è poi quella che dovrà decidere se e come scavare un nuovo canale lagunare per il passaggio delle grandi navi. Sembra lecito allora dubitare che i progetti alternativi presentati da cittadini estranei a quei gruppi abbiano la minima possibilità di successo.”

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  1. Scrive Alberto Vitucci su La Nuova Venezia di oggi: 18.12.13: “Le navi da crociera inquinano. E a Venezia il livello massimo stabilito dall’Unione europea viene superato 90 giorni l’anno. A certificarlo adesso è uno studio concluso in questi giorni dalla tedesca Nature and Biodiversity Conservation Union e dall’amerciana Friends of the Earth, due grandi organizzazioni ambientaliste internazionali. A rendere noti i dati il professor Giuseppe Tattara, docente di Ca’ Foscari, autore di uno studio sui costi e benefici del transito delle grandi in laguna, insieme al Comitato «No Grandi Navi». I rilevamenti, compiuti anche lo scorso 16 settembre quando era in vigore l’accordo Blue Flag 2 sono secondo i comitati «sconvolgenti». La concentrazione di polveri sottili arriva a 200 mila particelle per centimetro cubo. Stesso livello degli altri porti esaminati, tra cui Manhattan, Amburgo e Rostock. «Polveri cncerogene che entrano nei polmoni», spiega Tattara, «con effetti paragonabili a quelli dell’amianto. Questi dati fanno giustizia di chi da settimane dice che il problema non esiste e ci accusa di essere nemici dei lavoratori. Essrre amici dei lavoratori nascondendo i problemi è la cosa peggiore da fare, Taranto insegna», dice il professore.

    Dati che riaprono la polemica, peraltro mai sopita nonostante adesso il traffico in porto sia ridotto quasi a zero per via dei lavori del Mose a San Nicolò. A partire da aprile dovrebbe entrare in vigore l’ordinanza della Capitaneria che riduce il transito delle grandi navi superiori alle 40 mila tonnellate. Provvedimento giudicato «insufficiente» dal Comune, dato che i transiti complessivi passeranno da 800 a poco più di 700. Nel 2015 il limite imposto ai passaggi davanti a San Marco riguarderà le navi con stazza lorda superiore alle 96 mila tonnellate, in attesa della soluzione alternativa.

    Ma agli operatori del Porto sembra troppo. E stamattina il comitato Cruise Venice ha chiamato tutti a raccolta alle 9.30 alle Zattere. Corteo che si dirigerà poi a palazzo Balbi per protestare contro il taglio delle navi. «Saranno licenziati 3500 lavoratori, quasi tutti giovani», si legge in un volantino, con una perdita di 350 milioni di euro di spesa diretta e indotto. Tutto a causa di decisioni affrettate sull’onda emotiva dettata da un inutile senso di emergenza. Noi il lavoro ce l’abbiamo e vogliamo tenercelo». Spinte contrapposte, mentre la soluzione del problema non si vede. Intanto la regione ha costituito insieme all’Autorità portuale una Newco, una nuova società che ha messo insieme le quote della Venezia terminal passeggeri, la società che gestisce le crociere, possedute da Veneto Sviluppo, la Finanziaria regionale (21 per cento), e Apvs, la finanziaria dell’Autorità portuale (34 per cento). In questo modo la nuova Newco detiene le quote di maggioranza della società. Operazione definita i sviluppo da Vtp e da molti operatori. Che però preoccupa altre realtà lavorative in ambito portuale. Secondo alcuni l’operazione potrebbe essere preludio a una cessione a privati delle quote di proprietà della Vtp – come già successo anni fa con la Save – vera gallina dalle uova d’oro che accumula utili crescenti. «Restiamo una società pubblica», garantisce il presidente di Vtp Sandro Trevisanato.”

  2. VOLANTINO DIFFUSO OGGI DAI NO NAV:

    Salviamo la Laguna: un bene comune! Patrimonio dell’umanità!
    Il Canale Contorta-Sant’Angelo un’opera inutile, dannosa e impattante
    ancora una volta calata di forza sulla laguna e sulla città.
    Autorità Portuale, Magistrato alle Acque, Capitaneria di Porto, Ministero delle Infrastrutture,
    Regione Veneto vogliono imporre questo progetto con la solita “scorciatoia truffaldina” della Legge
    Obiettivo, per continuare a far arrivare alla Stazione Marittima di Venezia tutte le grandi navi da crociera,
    mantenendo in questo modo tutte le criticità connesse alla presenza dei giganti del mare a ridosso di
    quartieri densamente popolati: inquinamento dell’aria, elettromagnetico ed acustico.
    Lo scavo del mastodontico canale avviene in una laguna il cui equilibrio è profondamente compromesso e
    con processi erosivi in corso che hanno importanti riflessi sull’intero sistema e ne condizionano
    l’idrodinamica, il ricambio delle acque, la stessa morfologia.
    Tutto ciò mette in pericolo la sua salvaguardia che, non bisogna dimenticare, è prevista, voluta e
    normata da un’apposita Legge Speciale!!!
    Lo scavo di un nuovo canale lungo 4.800 metri, largo in media 200 metri, profondo 10 metri (nella parte
    centrale una cunetta di navigazione larga 80 metri e profonda 10 metri e scarpate laterali degradanti); lo scavo segue
    il tracciato del preesistente canale Contorta Sant’Angelo largo in media 30 metri e con profondità variabili
    da 1,5 metri ai 3 metri, a ridosso di bassifondi di meno di un metro.
    Si calcola che si dovrebbero scavare 5.600.000 metri cubi di fanghi variamente inquinati.
    Il costo preventivo stimato intorno ai 170 milioni di euro …..
    Questo nuovo canale avrebbe una conseguenza devastante sulla delicata e precaria morfologia lagunare
    modificandola radicalmente e inesorabilmente perchè alimenterà il tragico processo erosivo con intensi
    fenomeni di risospensione dei sedimenti dal fondo, aumenterà le correnti e accentuerà la propagazione delle
    correnti di marea.
    Un disastro annunciato che ripeterà il copione del canale dei Petroli!!! A nulla varranno le eventuali
    opere di mitigazione per neutralizzare il quadro di artificializzazione del corpo lagunare con la conseguente
    perdita di un patrimonio ambientale unico al mondo.
    Lo scavo, inoltre, deve risolvere diversi e complessi problemi tra i quali: l’interramento dell’elettrodotto,
    realizzazione di un sifone per lo scarico a mare dei reflui di depurazione a 16 metri di profondità, scavo di
    un tratto del canale di Fusina e della parte terminale del canale della Giudecca, lo smaltimento dei fanghi,
    sostituzione dell’elettrodotto S Giobbe-Sacca Fisola, interramento del Canale Vittorio Emanuele, ecc .
    Un ‘opera così impattante viene proposta con una incosciente leggerezza priva di ogni considerazione
    tecnico/scientifica
    Un’opera dettata dal profitto privato a danno di un bene comune e con costi elevatissimi a carico della
    comunità. Un’opera di cui i soliti noti (Consorzio Venezia Nuova e l’impresa capofila Mantovani Spa che da
    decenni hanno il monopolio dei lavori in Laguna), già inquisiti in più di un’inchiesta, che ne ha portato i
    vertici aziendali in carcere, si apprestano a gestire gli appalti.
    Per combattere e sconfiggere questo scenario di devastazione bisogna indicare la soluzione alternativa
    definitiva individuando la localizzazione del nuovo terminale croceristico alla Bocca di Porto del Lido.
    Una soluzione che si realizza in tempi minori (18 mesi) a quelli del Contorta, garantendo e anzi aumentando
    i posti di lavoro, con costi più contenuti e con opere che, essendo, fuori dalla laguna non contrastano con il
    suo equilibrio dinamico e morfologico eseguita con strutture tecnologicamente innovative e che posseggono,
    in parte, i requisiti di gradualità, reversibilità e sperimentalità’ e basso impatto ambientale.
    Fermiamo la devastazione e distruzione della laguna!!!!
    Fermiamo il progetto e la realizzazione del canale Contorta Sant’Angelo e di altri nuovi canali
    Fermiamo la trasformazione della laguna centrale in un’immensa discarica diffusa
    disseminata da finte barene e lunghissime muraglie di massi!
    LE GRANDI NAVI SONO INCOMPATIBILI
    CON L’ AMBIENTE LAGUNARE E CON LA NOSTRA CITTA’ !
    DEVONO RIMANERE FUORI DALLA LAGUNA
    E FERMASI IN UN AVANPORTO NELLA BOCCA DI PORTO DEL LIDO
    NO alla truffa della legge obiettivo !!!
    SI ad una VERA Valutazione di Impatto Ambientale !!!
    Comitato NOGrandiNavi – Laguna Bene Comune 18 dicembre 2013

    • vorrei fare un grido dall”arme al sindaco ORSONI a tutti componenti del comitato per la salvezza di VENEZ IA e della sua laguna perché mentre si discute del passaggio delle grandi navi in laguna ci sono chi sta cancellando 161,70 ah di laguna all interno del parco naturale della laguna portando migliaia e migliaia di mq di pietre di ghiaia e di terra, ha già bonificato gran parte di questa area cancellando canali e barene, dove fino qualche anno fa andavamo a pescare ora ci sono terreni coltivati altri sono pronti ad esserlo, ha chiuso l”intera area costruendo un argine e istallando delle grandi cancellate su argini demaniali, delle stradine una bellissima baita un boschetto alberi da frutto e liberando numerosi animali da cortile. il tutto per avere ottenuto una concezione di (azienda faunistica venatoria ) pagando tale concezione al magistrato delle acque la irrisoria cifra €1670,00 milleseicentosettanta) annui, IL TUTTO è DOCUMENTATO. dove noi cittadini portavamo i nostri bambini con la bici ad conoscere ed amare le bellezze della nostra laguna,si e preferito sodisfare i capricci di qualche ricco signore in barba alle numerose leggi di tutela della cara laguna.
      Rinnovo un grande appello alle persone che amano veramente la nostra laguna facciamo aprire gli argini rimettiamo l”acqua salata al”interno affinché le barene ancora esistenti rimangono altrimenti si sgretolano cosa che il concezionario sta attendendo.
      VALLE CA ZANE PORTEGRANDI QUARTO D”ALTINO VE ( si può raggiungere anche con l”auto conca di Portegrandi proseguire lungo argine destro del sile per un km

      • Segnalerò la situazione che descrivi al Comitato. Grazie. Apprendere di sempre nuove ferite inferte alla laguna è una sofferenza.

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