Archivio mensile:febbraio 2014

INTIMIDAZIONI A SUON DI MULTE…

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multe

DAL CORRIERE DELLA SERA.
Venezia, Italia Nostra e il diritto di critica

di Gian Antonio Stella 20 Febbraio 2014

Secondo la soprintendente di Venezia Renata Codello, funzionaria Mibac, nella Repubblica delle cui istituzioni lei è esponente, la critica è vietata. Per punire chi si permette di criticarla usa i legali dei poteri forti che dominano sulla città. Pensare che la volevano Sindaco. Corriere della Sera 19 febbraio 2014

La soprintendente di Venezia Renata Codello ha chiesto 200.000 euro di danni a chi scrive, a Italia Nostra e alla Lipu per le critiche ai suoi silenzi sul raddoppio dell’hotel Santa Chiara (vetro, cemento e acciaio: sul Canal Grande) e sulle immense navi da crociera che sfilano davanti a San Marco.
Sulle faccende nostre non entriamo: deciderà il giudice. Sulla causa a Italia Nostra, però, a costo di infastidire la signora, è impossibile tacere. L’associazione è accusata infatti d’avere chiesto l’esonero della sovrintendente in una lettera resa pubblica, scrivono i difensori, «con l’effetto di gettare enorme discredito» sulla loro cliente. Diceva l’Ansa: «La sezione di Venezia di Italia Nostra ha scritto al ministro dei Beni culturali Massimo Bray per chiedere (…) una ispezione urgente, ritenendo la soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici Renata Codello “non all’altezza dell’incarico”». Seguiva una lista di denunce sulla «distruttiva lottizzazione di Ca’ Roman», lo «scandaloso progetto di “restauro” del Fontego dei Tedeschi», il raddoppio del Santa Chiara, «i progetti al Lido che hanno ridotto l’isola a spettro di se stessa»… Tutte cose che la funzionaria, secondo Italia Nostra, non aveva colpevolmente bloccato. Vero? Falso? Non importa: era un atto d’accusa «così violento e sproporzionato», scrivono i legali, «da risultare illecito quand’anche riportasse affermazioni veritiere». Sic. E dunque parte di «un’ingiustificata aggressione» basata soprattutto su un video di YouTube dove la soprintendente, nel 2008, parlava «incidentalmente» delle Grandi Navi in laguna con toni niente affatto preoccupati.

Tema: un’associazione che da mezzo secolo si batte per il patrimonio italiano può o non può dire la sua su una persona che non ritiene all’altezza di Venezia? Ma non è tutto. Per dar battaglia in tribunale la Codello ha scelto l’avv. Adriano Vanzetti di Milano. Cioè il legale del Consorzio Venezia Nuova nella causa (persa) contro Vincenzo Di Tella, Paolo Vielmo e Giovanni Sebastiani, tre ingegneri rei di aver criticato il costosissimo progetto del Mose, sempre contestato dagli ambientalisti. «Si trattava, da parte del Consorzio, di una iniziativa dall’evidente sapore intimidatorio», ricorda l’avvocato ed ex deputato Massimo Donadi. Al punto che l’allora sindaco Massimo Cacciari saltò su: «Voglio esprimere tutta la mia solidarietà all’ingegnere Di Tella. Fargli causa è stata una scelta insensata. Lui non ha mai offeso nessuno ma esposto con grande competenza le sue tesi alternative al Mose, che il Comune peraltro condivide».
Ora, fermo restando il diritto di ciascuno di scegliersi l’avvocato che vuole, è opportuno che chi è delegato a tutelare Venezia scelga contro Italia Nostra proprio un legale di fiducia di quel Consorzio tanto contestato dagli ambientalisti? Lecito è lecito, ovvio. Ma opportuno? Di più: sapete chi firmò nel 2012 il ricorso di «Terminal Passeggeri» contro il decreto («penalizzante») del ministro dell’Ambiente sui rifiuti dei traghetti e delle navi da crociera? L’avvocato Francesco Curato. Marito della soprintendente che rivendica il diritto di non esprimersi su quelle navi perché, alla romana, «nun je spetta». Tutto lecito, ovvio. Ma opportuno?

LUCIANO MAZZOLIN SU ECO-MAGAZINE

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Da http://www.eco-magazine.info/grandi-navi/4019/luciano-mazzolin-non-ci-sono-soluzioni-alternative-allavanporto-al-lido.html

Luciano Mazzolin è uno storico portavoce dell’associazione AmbienteVenezia e aderente al Comitato NO GrandiNavi -Laguna BeneComune

Domanda.
Grandi Navi e laguna, sono due cose assolutamente incompatibili?

Risposta.
Sì, senza dubbio alcuno!

D. Con una ipotetica chiusura della marittima, i lavoratori e le Compagnie di navigazione temono ricadute occupazionali nel settore crociere. Che ne pensi?

R. Se si chiude l’accesso della marittima alle Grandi Navi e si costruisce un avanporto per il crocierismo in Bocca di Porto del Lido il numero complessivo dei lavoratori occupati aumenterebbe sicuramente.

D. Salvaguardare occupazione e ambiente insieme. E’ possibile?

R. Certo che è possibile ci sono molte cose da fare! Ma è possibilissimo!

D. Lo scavo del Contorta e il dirottamento delle Grandi Navi lungo il canale dei Petroli potrebbe rivelarsi una soluzione accettabile entro determinate condizioni?

R. Assolutamente non va bene e non è accettabile a nessuna condizione!

D. Un porto offshore come nel progetto De Piccoli potrebbe essere una risposta o semplicemente scarica il problema sul Cavallino?

R. E’ una buonissima soluzione la localizzazione dell’avanporto nella bocca di porto del Lido (come previsto non solo dal progetto De Piccoli, ma anche dai progetti presentati da Luciano Claut , da Boato- Giacomini-Vittadini, da Gianni Fabbri, dall’albergatore veneziano Beggiato). Non si scarica assolutamente nessun impatto ambientale supplementare all’attuale sul Cavallino se si fanno tutte le cose previste negli ultimi aggiornamenti dei progetti e se si introducono ulteriori cautele e modifiche migliorative.

D. In caso contrario, dove potrebbero ormeggiare le Grandi Navi?

R. Non ci sono altre soluzioni alternative che possono garantire ambiente lagunare e occupazione se non l’avanporto in bocca di porto del Lido. Se si vuole penalizzare coscientemente l’occupazione (soluzione che non condivido) si possono depistare su Trieste

D. Che ne pensi della soluzione porto Marghera?

R. La soluzione non mi convince assolutamente! Ci sono moltissimi lati negativi per laguna e ambiente. Ad esempio, l’allargamento obbligatorio del canale dei petroli, spostamento dei molti problemi ambientali dalla Marittima a Porto Marghera… Si favoriscono inoltre alcuni progetti speculativi sulle aree interessate dai progetti di Alessio Vianello. Non si capisce come rendere compatibile il crocierismo e i crocieristi con un’area ancora soggetta alla direttiva Seveso e successive leggi sui grandi rischi industriali…

D. Come giudichi le politiche delle diverse istituzioni, ad ogni livello, comunale, regionale e nazionale?

R. Sulla vicenda portualità e Grandi Navi, del tutto insufficienti, ondivaghe e poco chiare… si gioca con i cittadini alle tre scatolette… Sono rarissime e purtroppo in via di totale estinzione le persone che dall’interno dei vari livelli istituzionali lavorano seriamente e in continuo contatto con i cittadini e i movimenti.

D. Che futuro sogni per la laguna di Venezia?

R. Lo abbiamo scritto in maniera sintetica e distribuito molte volte e non lo ripeto. Trovate tutto sul documento di AmbienteVenezia “Ecco la città ed il territorio che vogliamo”

SINDACATI, NON IN MIO NOME!

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procontorta

NON IN MIO NOME

Spett. organizzazioni Sindacali dei lavoratori e dei lavoratori autonomi.
Rispetto alle vostre posizioni sulla supposta crisi della crocieristica e sul vostro auspicio che si faccia quanto prima il Canale Contorta -Sant’Angelo per superare i limiti alla navigazione imposti da Ministri della Repubblica nello scorso novembre 2013, vi chiedo di non considerarvi supportati dalla maggioranza dei vostri iscritti o, per lo meno sappiate che non parlate in mio nome.
Infatti, se è pur vero che le Amministrazioni trascurano una politica legata al lavoro,
NON si può essere ambigui:
NON è possibile sdoganare una crocieristica fortemente impattante con l’ambiente ma anche con la nostra economia; infatti al di là di qualche, poco convincente, dato positivo numericamente essa crea forti squilibri nel commercio andando ad appesantire un turismo di bassa qualità e scarso interesse. Il ritorno economico per la città è veramente tutto da dimostrare; altrettanto da dimostrare è l’ipotesi che trasferendo le navi più grandi altrove si prospetti realmente la catastrofe da voi immaginata.
NON si può tornare indietro sui timidi passi di salvaguardia della città che il governo, col sindaco, dopo anni di tentennamenti hanno finalmente fatto di recente: la salute dei cittadini, la conservazione del patrimonio edilizio e monumentale, il mantenimento del precario e fragile equilibrio idrodinamico della laguna NON consentono ulteriori trascuratezze.
NON si può assolutamente consentire, con il solito ricatto dell’occupazione, un ulteriore scempio della laguna quale sarebbe l’insostenibile (in tutti i sensi) nuovo canale proposto: il Contorta. Già l’effetto di erosione della laguna centrale causato dal canal dei petroli l’hanno trasformata in un braccio di mare; ulteriori scavi non sono tollerabili.
Il dibattito è necessario e non ci possono essere fughe in avanti: in molti chiediamo con fermezza che vengano effettuati studi seri e rigorosi per valutare le possibili concrete alternative a quella crocieristica che ha continuato a sfruttare la nostra città, indifferente agli evidenti problemi di inquinamento, moto ondoso, insostenibilità economica e ambientale; si segua la strada dell’approfondimento scientifico senza compromettersi in dichiarazioni corporative che trovano me, e molti colleghi, fortemente contrari.
NON condivido quindi le posizioni apparse sulla stampa locale da parte di quella che appare una conventicola di associazioni di sindacalisti e padroncini che, su queste tematiche, non rappresentano il complesso dell’economia e della cultura veneziane

Grazie,

Saverio Pastor, Alberto Toso Fei, Giuliana Longo, Marco Gasparinetti, Stefano Bravo, Michela Scibilia.

[Ovviamente mi aggiungo volentieri: Lucio Angelini]

INTIMIDIRE CON MULTE SALATE CHI SI BATTE PER LA CONSERVAZIONE DELLA LAGUNA…

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flavio
[Flavio Cogo]

Copio-incollo dalla pagina FB di Ambiente Venezia:

DA CHE PARTE STANNO FORZE DELL’ORDINE
E MAGISTRATURA?

Il giudice per le indagini preliminari Andrea Odoardo Comez ha emesso un decreto penale di condanna nei confronti di quattro componenti del Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune, imputati dal sostituto procuratore Lucia D’Alessandro del reato di cui all’art. 18 del Testo unico di Pubblica sicurezza in quanto il 10 maggio 2013 avrebbero promosso e organizzato una pubblica manifestazione contro il passaggio delle navi da crociera omettendo di comunicarlo almeno tre giorni prima al questore. Il decreto è stato notificato nei giorni scorsi a uno dei quattro componenti del Comitato, che sono Niccolò Bocenti, Flavio Cogo, Cristiano Gasparetto, Silvio Testa; la pena è stata determinata in un’ammenda di euro 3.950 ciascuno.
Come i colleghi giornalisti potranno facilmente verificare consultando gli archivi delle loro testate, il 10 maggio 2013 non c’è stata nessuna manifestazione del Comitato. Semplicemente quel giorno i quattro condannati hanno portato con tre barche una troupe televisiva tedesca che voleva fare delle riprese in canale della Giudecca al passaggio di una nave da crociera. L’atto così eversivo dell’ordine pubblico è stato messo in atto con una pattanella a motore, una sampierota con motore elettrico, un sandoletto a remi con motore elettrico ausiliario.
A riprese praticamente concluse, è passato in Canale della Giudecca un mezzo della Polizia, non sappiamo se per caso o allertato da qualcuno, che, a domanda, è stato rassicurato su quanto stava avvenendo, tanto che se ne è andato via per la sua strada.
La vicenda potrebbe quasi far sorridere, non fosse che in realtà è gravissima perché attiene alla libertà delle persone e dimostra, temiamo, che le Forze dell’Ordine e la Magistratura non sono neutrali nella complessa partita del crocerismo a Venezia. Praticamente ogni manifestazione del Comitato NO Grandi Navi ha registrato interventi repressivi da parte delle Forze dell’Ordine ma qualche fan della portualità o qualche benpensante potrà pur sempre sostenere che dal punto di vista della Questura esse compromettessero davvero l’ordinato vivere civile: la condanna penale inflitta ai quattro del Comitato dimostra purtroppo che così non è e che le Forze dell’Ordine e ora anche la Magistratura sono pregiudizialmente ostili verso quei cittadini che si sono mobilitati per difendere ambiente, salute, sicurezza, cultura, e cercano ogni pretesto per coartarne la libertà d’espressione.
“Evidentemente – commenta Cristiano Gasparetto – dietro a questa vicenda c’è il preciso disegno di elevare la tensione attorno al tema del crocerismo, magari nella speranza che qualcuno perda la testa e compia qualche atto inconsulto, così da giustificare poi pesanti interventi repressivi, esattamente come sta avvenendo in Val di Susa”.
“Da qui è solo un passo – aggiunge Flavio Cogo – per accusare di manifestazione non autorizzata anche chi esporrà sul proprio balcone di casa una bandiera col logo del Comitato”.
I quattro hanno già dato mandato all’avv. Giuseppe Romano di proporre opposizione al decreto penale di condanna.”