UNA LETTERA A MATTEO RENZI

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Se il governo decide per il contorta sant’angelo, l’opposizione della città sarà generalizzata.
Non si può trasformare la laguna in un braccio di mare per soddisfare il gigantismo navale.
La questione delle grandi navi da crociera manifesta una coazione a ripetere gli stessi errori perpetuati nel novecento.
Anche le mega-petroliere che negli anni 60-70 portavano il greggio a Marghera per gli impianti della chimica di base erano incompatibili con la laguna e, ciò nonostante, si realizzò il “canale dei Petroli” che è stato ed è la causa della distruzione morfologica della laguna centrale, nonché concausa del fenomeno di aumento delle acque alte.
Oggi si intende ripetere lo stesso errore, manomettendo la laguna all’insegna del profitto: scavare un altro canale per un’industria – quella del gigantismo crocieristico – che è tanto insostenibile per Venezia e la sua laguna quanto all’epoca si è dimostrata la mortifera industria chimica.
Anche se le grandi navi non passeranno più per il bacino di San Marco, continueranno a solcare la laguna e a sostare in Marittima a due passi dai quartieri urbani di Santa Marta e Sacca Fisola, in pieno centro storico, contribuendo in maniera pesante all’inquinamento acustico, elettromagnetico e aereo dell’ambiente cittadino.
Lo scavo del canale contorta è un’altra grande opera inutile e dannosa, vantaggiosa solo per le solite imprese che hanno il monopolio delle opere in laguna, e che sono tra l’altro al centro di indagini e inchieste su fondi neri e malversazioni.
Lo scavo del canale contorta non gioverà nemmeno all’industria crocieristica e al porto, che nei prossimi anni dovrà fare i conti con l’innalzamento del livello del mare e la chiusura sempre più frequente delle paratoie del MO.S.E. Un avanporto in mare è l’unica salvezza per l’attività futura del porto.
Sul tavolo dei ministeri sono giunti progetti che prevedono l’estromissione delle navi dalla laguna, collocandole alla bocca di porto del Lido. Sono soluzioni poco costose e realizzabili in meno tempo, che consentirebbero di mantenere in marittima le attività di interscambio e l’arrivo delle navi più piccole, oltre a recuperare spazi urbani al suo interno.
Perciò il comitato nograndinavi invierà una lettera direttamente al capo del governo Matteo Renzi per fargli sentire la voce di tutta la città e invitarlo a prendere in considerazione anche gli altri progetti e per far presente che una decisione così delicata va presa ascoltando non i ministri di turno, ma gli studiosi e gli esperti che da anni studiano l’idrodinamica lagunare.
La città è pronta alla mobilitazione e indice
Assemblea pubblica a San Sebastiano mercoledì 23 aprile ore 17.

Lettera aperta del Comitato NOGrandi Navi –Laguna Bene Comune
al Presidente del Consiglio Matteo Renzi

Venezia 21 aprile 2014

Il Comitato No Grandi Navi confida nella Sua volontà di rinnovamento e vuole credere in un Presidente del Consiglio autorevole in grado di attivarsi fin da subito per poter esprimere la soluzione definitiva delle grandi navi crociera a Venezia, ponendo fine ad un balletto di manovre confuse, diversive, dilatorie e prive di trasparenza gestite da varie autorità ministeriali e locali la cui credibilità si sta rivelando quanto mai discutibile ed al limite della legalità.

Oggi si delinea una concreta possibile soluzione finale che, recependo lo slogan del Comitato No Grandi Navi: “fuori le grandi navi dalla laguna”, individua nella bocca di Lido il sito del terminal crocieristico il quale, escludendo ogni qualsiasi scavo di nuovi canali in laguna, riesce a conciliare il delicato equilibrio lagunare con la salvaguardia dell’occupazione e con il mantenimento della attuale stazione Marittima, ottemperando altresì al decreto Clini-Passera rimasto disatteso dall’ormai lontano marzo 2012.

Verrebbero così a cadere tante argomentazioni ( alcune prive di fondamento e artatamente diffuse) che supportano i sostenitori delle varie ipotesi progettuali che tracciano i percorsi delle grandi navi crociera all’interno della laguna quali il nuovo canale Contorta-S. Angelo, il nuovo canale dietro alla Giudecca , l’allargamento del canale Vittorio Emanuele , nuovi approdi a Marghera.

In tale contesto auspichiamo che la soluzione finale possa venire esplicitata anche sulla base di una apposita commissione tecnica di valutazione da Lei opportunamente designata laddove l’equilibrio idraulico e morfodinamico della laguna , nonché la legislazione europea e nazionale che la tutelano, assumano un peso dirimente ed i cui membri siano caratterizzati da terzietà e privi di possibili sospetti di connivenza ed interessi di parte.

Con un Suo intervento fattivo in tal senso Lei potrà così fornire una esauriente risposta:

•a quel composito movimento cittadino documentato da oltre 12.500 firme raccolte in pochi mesi in una petizione che pretende la fuoruscita motivata delle grandi navi crociera dalla laguna
•a quella vasta opinione pubblica internazionale e nazionale ed a quelle prese di posizione di elevato spessore culturale che le ripetute manifestazioni cittadine hanno contribuito ad esprimersi con drastici pareri negativi sul transito delle grandi navi crociera in città
•- a quelle convinzioni del mondo scientifico che dimostrano l’incompatibilità delle dimensioni di queste grandi navi crociera con la sezione di canali navigabili all’interno della laguna che ne alterano irrimediabilmente l’equilibrio
•ad una sostenibilità economica ed ambientale di lungo periodo, anche alla luce dell’ innalzamento in atto del livello del mare nord adriatico
•a quel prezioso patrimonio lavorativo ed imprenditoriale la cui operatività non solo sarà mantenuta, ma verosimilmente incrementata
• alla esigenza della rapidità di esecuzione e del perseguimento del minor costo.

Inoltre con un comportamento siffatto la Presidenza del Consiglio garantisce la traduzione di quell’ordine del giorno del Senato con gli scenari che alcuni suoi Ministri e l’Autorità Portuale veneziana sembrano ignorare

La invitiamo infine ad adoperarsi onde evitare che dichiarazioni e comportamenti di autorità da Lei gerarchicamente controllate alimentino. l’acuirsi di un conflitto in città. Il Comitato, finché si prospettano interventi distruttivi della Laguna bene comune, non demorderà e continuerà ad organizzare mobilitazioni sempre più consapevoli ed eclatanti.

Una Sua disponibilità per un incontro con rappresentanti del sottoscritto Comitato viene ritenuta occasione gradita

Il Comitato NOGrandiNavi – Laguna Bene Comune”

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  1. Pingback: Con ogni mezzo | winckelmann in venedig

  2. Questa Italia sarebbe opportuno darle la dolce morte. Tutto quello che questo Stato ha compiuto in termini socio-economici a Venezia è disastroso per non dire nefasto (peggio della peste di antica memoria). L’unica nostra UNICA speranza non è certo né Renzi, né Re Giorgio ma l’Indipendenza delle terre di San Marco.

  3. Circa l’indipendenza nulla da dire, sono d’accordo.
    Ma senza lavoro non si magna. A meno che non si sia mantenuti da qualcuno o dallo stato (che sia Italiano o Veneto poco cambierebbe). Ma, senza lavoro, la cuccagna potrebbe durare ben poco e si salverebbero solo quelli nati con la camicia piena di schei (non sghei come dice quel pirla di Crozza). Ma sono parole scritte al vento. A chi ha i soldi poco gliene frega di quelli che, per vivere, devono lavorare.

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