Archivio mensile:luglio 2014

HOLLYWOOD CONTRO LE MAXINAVI, MA…

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Nonbasta

Di recente grandi star del cinema internazionale e vip vari – persino Calvin Klein – hanno firmato un appello per l’estromissione delle maxinavi dal bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca, ma Italia Nostra ha giustamente rimarcato quanto segue:

http://www.italianostra-venezia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1823%3Acontro-le-grandi-navi-appello-potente-ma-ambiguo&catid=77%3Ale-navi-da-crociera&Itemid=154&lang=it

“… l’appello contiene un grave anche se involontario equivoco. In esso si chiede “che venga affrontato urgentemente il problema del passaggio delle grandi navi nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca, mettendo fine per sempre a questo scempio che tocca il cuore di Venezia”. Ma via da San Marco non significa via dalla Laguna, e sarebbe sicuramente difficile far capire a Michael Douglas, Vidia Naipaul e Calvin Klein che passare per il Canale Contorta sarebbe altrettanto e forse più dannoso che passare per San Marco, aggiungendo magari che anche la Laguna è parte del Patrimonio dell’Umanità approvato dall’Unesco, e che le navi portano immmense potenzialità d’inquinamento, altri milioni di turisti in una città che ormai ne scoppia, paralisi delle altre attività produttive schiacciate da un turismo di massa che impoverisce tutti per arricchire pochissimi.”

Già nell’aprile scorso Silvio Testa aveva inviato all’associazione dei Comitati Privati per la Salvaguardia di Venezia la seguente precisazione:

“Il Canale Malamocco – Marghera, detto anche Canale dei Petroli, è responsabile della trasformazione della laguna in un braccio di mare: cent’anni fa la laguna aveva una profondità media di 40 cm. mentre oggi è di 1,50 m. per la perdita di quasi un milione di metri cubi di sedimenti all’anno provocata dagli effetti idraulici del canale e dal passaggio nel suo alveo di oltre 4 mila navi all’anno. Tra cinquant’anni, se non si porrà freno a tale devastazione, la profondità media sarà di 2,50 m., cioè non ci sarà più una laguna.
Ma la laguna non è solo uno straordinario valore ambientale, storico, culturale, che meriterebbe tutela di per sé; è anche il baluardo fisico per la città, che non è costruita per stare sul mare ma appunto per essere protetta da una laguna. Cercare di proteggere San Marco aggravando il dissesto morfologico della laguna è dunque una contraddizione in termini, e sconta un pesante errore di prospettiva. E’ come, scusate l’ardire dell’esempio, se per risolvere i problemi del traffico di Firenze qualcuno proponesse di interrare l’Arno per farne una strada a otto corsie, visto che in fondo l’Arno non è né Piazza della Signoria né Santa Maria del Fiore.
Eppure è ciò che il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, col suo progetto di scavo del Canale Contorta Sant’Angelo, e il sindaco, Giorgio Orsoni, con la sua idea di creare un nuovo terminal croceristico a Porto Marghera, vogliono fare. Entrambe le proposte comportano un carico aggiuntivo di almeno 7 – 800 transiti di grandi navi nel Canale dei Petroli e, nel caso del progetto dell’Autorità Portuale, la realizzazione di un nuovo canale artificiale lungo 5 km, profondo 10 m., largo 200 m, laddove ora una barca a remi farebbe fatica a transitare.
Entrambi i tracciati andrebbero arginati. Con false “barene” il Contorta; con una scogliera di pietre fino a 3 tonnellate di peso, larga 26 m. e lunga 11 km il Canale dei Petroli. Il progetto è già stato presentato dall’Autorità Portuale. Di fatto, è la divisione della laguna in due bacini idraulici separati, cosa vietata dalla legge e culturalmente inaccettabile.
Per risolvere il problema del crocerismo a Venezia, dunque, tenuto conto anche di tutte le altre criticità connesse alle navi come il pesantissimo inquinamento, che nuoce alla salute e danneggia case e monumenti, i rumori, le vibrazioni, la soluzione è una sola: estromettere dalla laguna le navi incompatibili.
L’Autorità Portuale ha già presentato un progetto di un terminal off shore per le petroliere e le portacontainer, dunque non si vede perché non ci si possa pensare anche per le navi da crociera. Oltretutto, il crescente gigantismo navale e l’aumento ormai conclamato del livello del mare che costringerà il Mose a chiusure frequentissime, comprometteranno nel volgere di pochi anni la portualità lagunare. Dunque, l’unico modo per salvare ambiente, economia e lavoro, è cominciare a guardare fin d’ora a nuovi scenari marittimi fuori dalla laguna.

Per il Comitato,
Silvio Testa”

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LETTERA A RENZI IN VISTA DELL’APPUNTAMENTO VENEZIANO DELL’8 LUGLIO 2014

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RENZI

Venezia, 8 luglio 2014

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Matteo Renzi

Lei oggi è presente in una città decapitata, priva di quegli organismi politici che consentono l’espletamento delle garanzie democratiche di tutti noi; pertanto Le chiediamo di colmare questo vuoto garantendo fin da subito lo svolgimento delle elezioni amministrative da effettuarsi già in autunno.
Le recenti vicende giudiziarie che hanno investito il sistema Mose stanno rivelando quanto una grande opera pubblica progettualmente sbagliata (da più parti peraltro invano denunciata) concepita quale fonte di lucro a vantaggio di interessi privati (lo slogan in città era “il MOSE serve solo a chi lo fa”), necessiti di articolate azioni malavitose e di corruzione volte a garantirsi pareri e motivazioni favorevoli in tutte le fasi istruttorie ed esecutive.
Una brutta storia italiana densa di connivenze a tutti i livelli, gestita in un regime di monopolio con una concessione unica al Consorzio Venezia Nuova (C.V.N.) il quale, pur in presenza di una legislazione vigente che la rende illegittima e di precisi atti di accusa sulla non funzionalità del sistema Mose, continua nel suo operato come nulla fosse accaduto nel frattempo.
E tocca a Lei, ora, Presidente, dimostrare concreti segnali di discontinuità.
In tale contesto, arricchito da esposti – denunce alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica che all’uopo alleghiamo, confidiamo in Sue azioni immediate per:
1) sospendere i lavori in corso alle bocche di porto in attesa delle risultanze a cui dovrà pervenire un adeguato consesso di esperti scientificamente terzo, autorevole ed indipendente per verificare le eventuali modifiche in corso d’opera per superare tutte le criticità che il sitema Mose presenta.
Ciò anche in relazione alla formazione di quel debito pubblico che la costosa manutenzione e gestione del sistema Mose contribuirà ad alimentare, condannando per cento anni le generaizioni future
2) revoca immediata della concessione al C.V.N.
3) bloccare, nel frattempo, tutti i fondi stanziati dal CIPE per il sistema Mose, prevedendo il trasferimento di una parte di essi verso la comunità veneziana in presenza dei nuovi organismi eletti.
Un’altra questione riguarda il transito delle grnadi navi crociera che qualcuno, erroneamente, crede di risolvere non facendole più passare per il bacino di San Marco ed il canale della Giudecca, prospettando scavi di nuovi canali navigabili o allargamento e cemenrificazione di quelli esistenti, tutti interni alla Laguna.
Tutte soluzioni che omettono di constatare il grave processo erosivo che ormai da tempo interessa l’intera Laguna di Venezia, che compromettono il delicato ecosistema lagunare, che contrastano con i principi fondanti dell’idraulica e della morfodinamica lagunare rendendo incompatibile la grande stazza di queste navi con la navigazione interna alla laguna.
Tra l’altro non va dimenticato che tali soluzioni tutte interne alla Laguna saranno verosimilmente oggetto di infrazione da parte della Comunità Europea ai sensi della direttiva dulle aque che interessa tutta la nostra Laguna.
E insistere per queste soluzioni tutte interne alla Laguna appare tanto più incomprensibile dal momento che esistono soluzioni alternative fuori della Laguna che prevedono l’attracco delle grandi navi crociera alla bocca di Lido (peraltro una di queste soluzioni ha già avuto un parere tecnico preventivo positivo della commissione nazionale V.I.A., a differenza delle criticità emerse per tutte quelle altre soluzioni interne alla Laguna).
E’ ormai dimostrato che queste grandi navi crociera alla bocca di Lido, mentre non intaccano minimamente l’equilibrio lagunare, salvaguardano pienamente l’occupazione e, anzi, la aumentano, valorizzano gli investimenti finora effettuati in marittima, prevedono tempi e costi di realizzazione inferiori a tutte quelle soluzioni prospettate all’interno della Laguna, nonchè eliminano la ricaduta del pesante inquinamento atmosferico in città. Inoltre consentono il passaggio dei croceristi (che le soluzioni dei transiti interni alla Laguna non possono prevedere) per il bacino San Marco ed il canale della Giudecca attraverso apposite navette di trasferimento dalla Marittima al nuovo terminal della bocca di Lido.
Alla luce di quanto sopra, va pertanto respinto ogni tentativo o colpi di mano di pretestuose riunioni tecniche o presunti Comitatoni senza che prima non siano garantite presenze e procedure trasparenti, asicurando l’allontanamento di tecnici ed esperti già compromessi col C.V.N.
Infine un’ultima raccomandazione: accelerare i lavori parlamentari e governativi per l’approvazione di quel disegno di legge oggi in Senato sulla revisione della legislazione speciale per la salvaguardi di Venezia della sua Laguna i cui contenuti, se fossero stati vigenti, avrebbero verosimilmente evitato questo squallido degrado che Lei è tenuto a superare.
Associazione Ambiente Venezia
Comitato No Grandi Navi
P.s. al fine di verificare il Suo iinteressamento ai problemi esposti, gradiremmo da Lei date e tempi certi di risposta.

NUOVO APPUNTAMENTO: TUTTI DA RENZI L’8 LUGLIO 2014!

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MARTEDÌ’ 8 luglio 2014
TUTTI DA RENZI

Piazzetta dei leoni – Arsenale – ore 10.00

RESOCONTO RIUNIONE ORGANIZZATIVA DI VENERDÌ’ 4 LUGLIO

Il premier Renzi sarà a Venezia martedì prossimo ad inaugurare “Digital Venice” presso la Torre di Porta Nuova all’Arsenale.
INVITIAMO TUTTI ALLE ORE 10.00 per un presidio di massa in C.po dell’Arsenale alla Porta dei Leoni.

Dobbiamo contrastare quanto sta avvenendo con lo scandalo Mose: far passare il tutto solo come una questione di corruzione e concussione.
Le malversazioni e il ladrocinio sono avvenuti per sostenere un progetto sbagliato, una grande opera INUTILE E DANNOSA, che serve solo a chi la fa e che ha sottratto e sottrae risorse alla città, reddito e servizi ai cittadini.

Dobbiamo anche contrastare l’ipotesi dello scavo del canale Contorta S. Angelo per le grandi navi da crociera.

Abbiamo questi CINQUE obiettivi imprescindibili da imporre a Renzi:

. Scioglimento della concessione unica al Consorzio Venezia Nuova;
. Moratoria dei lavori alle bocche di porto;
. ispezione tecnica sui lavori del sistema Mose affidata ad una Autority indipendente che studi la possibilità di riconversione del sistema, mediante una variante in corso d’opera;
. No ad altri scavi in laguna, né il Contorta né altri canali;
. grandi navi fuori della laguna in un avamporto alla bocca di porto del Lido.

Nessuna decisione contro Venezia e la sua Laguna, tanto più con il governo della città commissariato, sarà accettata.

Elezioni subito, nel mese di ottobre.

INVITIAMO TUTTE LE ASSOCIAZIONI E COMITATI DELLA CITTA’ E DEL VENETO, ANCH’ESSO MARTORIATO DA GRANDI OPERE E PROJECT FINANCING DEL SISTEMA GALAN.

PRESIDIO E MICROFONO APERTO A TUTTI E A TUTTE E SUCCESSIVO CORTEO AUTORIZZATO FIN DENTRO ALL’ARSENALE, ATTRAVERSO L’INGRESSO DELLA BIENNALE, FINO ALLE GAGGIANDRE DI FRONTE ALLA TORRE DI PORTA NUOVA, DOVE RENZI SARA’ IN TELECONFERENZA CON IL RESTO DELLA CONVENTION “DIGITAL VENICE”.

DA QUI DOBBIAMO IMPORRE CHE UNA NOSTRA DELEGAZIONE VENGA RICEVUTA DAL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO.

COMITATO NO GRANDI NAVI – LAGUNA BENE COMUNE

ASSOCIAZIONE AMBIENTEVENEZIA

RETE VENETA CONTRO LE “GRANDI OPERE”
per la difesa del territorio e dei Beni Comuni

Venezia, 4 luglio 2014

ANCHE TU…

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ANCHE TU
Cara cittadina e cittadino,
ti chiediamo la cortesia e la pazienza di leggere fino in fondo questo volantino.
Senza la tua partecipazione non riusciremo a raddrizzare la gravissima situazione in cui ci troviamo.
Come certamente saprai, i soldi, anche nostri, li han rubati e tanti, in forma continuativa e sistematica per oltre vent’anni. Le cosiddette “Grandi Opere” sono state il pozzo senza fondo di una corruzione così ramificata e organizzata che possiamo dire “mafiosa”.
Assieme a grandi gruppi imprenditoriali, vede coinvolti politici e uomini delle Istituzioni: Governo, Regione, Comune, Magistrato alle Acque, T.A.R., Consiglio di Stato, Corte dei conti, Guardia di Finanza, Università, perfino il Patriarcato.
Siamo riconoscenti ai magistrati che hanno aperto il coperchio, ma per noi il furto più grave non è quello dei soldi , quanto quello della democrazia.
I comitati, che in tutti questi anni hanno provato a richiedere trasparenza e legalità, hanno sempre trovato il rifiuto a ogni tipo partecipazione e persino l’impedimento ad accedere agli atti pubblici dei vari progetti.
Di fronte a quanto svelato dalla magistratura, tutti si sono affrettati a scaricare la responsabilità e il danno solo sugli indagati, ma… “ le opere devono continuare”. Anche il Governo è su questa linea. Ma come? Se le opere sono nate avvelenate, in vista della corruzione e stanno producendo danni enormi al territorio devono continuare?
Noi crediamo sia ragionevole e urgente sì chiedere la restituzione del maltolto, ma soprattutto riparare i danni e cambiare atteggiamento e scelte nei confronti del territorio.
Gli strumenti usati in questi anni per consolidare le cordate di interessi di privati sono stati:
– la legge obiettivo che porta direttamente a Roma la possibilità di decisione per opere importanti sul territorio senza possibilità di partecipazione e di intervento delle Amministrazioni locali e dei cittadini;
– il “project financing”, la cosiddetta “finanza di progetto”, che avrebbe dovuto garantire investimenti privati per il bene pubblico, nei fatti è diventato il più grande indebitamento pubblico mascherato a danno delle future generazioni e a favore di interessi e gruppi privati;
– il commissario straordinario: le leggi nazionali ed europee prevedono concorsi, appalti regolari, verifiche e controlli. Esse sono state violate sistematicamente, affidando la realizzazione delle opere più importanti e più impattanti a un unico concessionario (per es. al Consorzio Venezia Nuova per il Mose ) e la loro gestione pubblica a un’unica persona, magari contemporaneamente controllore e controllato, come l’ing. Silvano Vernizzi per l’Autostrada Pedemontana Veneta, il Passante di Mestre e tanto altro ancora.
Secondo te è giusto chiedere una “moratoria”, cioè la sospensione delle grandi opere, per verificare se servono veramente alla popolazione e al territorio o sono invece dannose in forma irreversibile? Quindi fermare il Mose, tutti i progetti di strade e autostrade e tutte le opere in concessione e in finanza di progetto?
Come giudichi il fatto che tutti, proprio tutti, si siano affrettati a dire che le persone responsabili vanno punite, ma che le opere devono andare avanti per la crescita? Crescita di che cosa, di chi e per chi? Niente come l’epidemia dei tumori fa crescere il PIL.
Sappiamo che il lavoro costituisce il problema più cruciale e drammatico, ma può rimanere quello a servizio di pochi ricchi, quello che in questo momento sta affamando la maggioranza della gente del mondo e che sta soffocando il pianeta?
Vogliamo in prospettiva condividere con te una doppia responsabilità:
– verso il Veneto. Negli ultimi 30 anni abbiamo perso 38 ettari al giorno di terreno coltivabile. Viviamo con un tenore di vita che ha bisogno di 6.43 ettari/anno di terreno biologicamente attivo per persona. Il Veneto dispone di 1.62 ettari/anno per persona.
Ha senso continuare a perdere autonomia alimentare con opere che sottraggono in forma irreversibile il suolo alla sua funzione vitale di produzione di cibo per chi ci vive e ci abita? Che eredità e che prospettive di vita lasciamo ai figli e ai nipoti? Non mangeranno soldi;
– verso il Pianeta. Non è un allarme, è un dato: la Terra non ce la fa più a rinnovarsi in tempo reale con i nostri consumi e rifiuti. Riscaldamento globale, cambiamenti climatici e conseguente innalzamento dei mari non sono un’opinione. Città come Venezia, come tutte le fasce litorali, rischiano di essere cancellate.
La produzione di anidride carbonica continua a crescere senza sosta. Nessuno ne parla e nessuno ne tiene conto nelle scelte che vengono fatte, ma il Pianeta non è più quello di 40 anni fa.
Il Veneto con la Pianura Padana è una delle regioni più inquinate e inquinanti d’Europa; è ormai una gruviera di cave, discariche, capannoni e strade, tante strade. Stiamo costruendo la nostra distruzione con le nostre stesse mani. Perché non ha grande dignità politica un programma che si proponga di rendere più pulita l’aria che respiriamo, più sicura l’acqua che beviamo, più garantito e sano il cibo che mangiamo, più bello il paesaggio dove viviamo? Invece che lavoro concentrato e a strappi, come nelle grandi opere, scegliere il lavoro diffuso e continuativo per riparare, conservare e aver cura del territorio.
Dopo l’intervento della magistratura, l’unica risposta pratica che stiamo vedendo dalla politica è: accelerare i lavori in corso e proseguire con le opere, in pratica continuare a devastare il territorio, quando invece non dovremo più togliere neanche un metro quadrato alle aree verdi e al terreno coltivabile.
Ora comprendi perché anche questo appello vale poco se non riusciamo insieme a condividere la responsabilità di scelte e decisioni veloci e diverse dalle attuali. Mobilitiamoci assieme!

Rete Veneta contro le “Grandi Opere” per la difesa del Territorio e dei Beni Comuni