ANCHE TU…

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ANCHE TU
Cara cittadina e cittadino,
ti chiediamo la cortesia e la pazienza di leggere fino in fondo questo volantino.
Senza la tua partecipazione non riusciremo a raddrizzare la gravissima situazione in cui ci troviamo.
Come certamente saprai, i soldi, anche nostri, li han rubati e tanti, in forma continuativa e sistematica per oltre vent’anni. Le cosiddette “Grandi Opere” sono state il pozzo senza fondo di una corruzione così ramificata e organizzata che possiamo dire “mafiosa”.
Assieme a grandi gruppi imprenditoriali, vede coinvolti politici e uomini delle Istituzioni: Governo, Regione, Comune, Magistrato alle Acque, T.A.R., Consiglio di Stato, Corte dei conti, Guardia di Finanza, Università, perfino il Patriarcato.
Siamo riconoscenti ai magistrati che hanno aperto il coperchio, ma per noi il furto più grave non è quello dei soldi , quanto quello della democrazia.
I comitati, che in tutti questi anni hanno provato a richiedere trasparenza e legalità, hanno sempre trovato il rifiuto a ogni tipo partecipazione e persino l’impedimento ad accedere agli atti pubblici dei vari progetti.
Di fronte a quanto svelato dalla magistratura, tutti si sono affrettati a scaricare la responsabilità e il danno solo sugli indagati, ma… “ le opere devono continuare”. Anche il Governo è su questa linea. Ma come? Se le opere sono nate avvelenate, in vista della corruzione e stanno producendo danni enormi al territorio devono continuare?
Noi crediamo sia ragionevole e urgente sì chiedere la restituzione del maltolto, ma soprattutto riparare i danni e cambiare atteggiamento e scelte nei confronti del territorio.
Gli strumenti usati in questi anni per consolidare le cordate di interessi di privati sono stati:
– la legge obiettivo che porta direttamente a Roma la possibilità di decisione per opere importanti sul territorio senza possibilità di partecipazione e di intervento delle Amministrazioni locali e dei cittadini;
– il “project financing”, la cosiddetta “finanza di progetto”, che avrebbe dovuto garantire investimenti privati per il bene pubblico, nei fatti è diventato il più grande indebitamento pubblico mascherato a danno delle future generazioni e a favore di interessi e gruppi privati;
– il commissario straordinario: le leggi nazionali ed europee prevedono concorsi, appalti regolari, verifiche e controlli. Esse sono state violate sistematicamente, affidando la realizzazione delle opere più importanti e più impattanti a un unico concessionario (per es. al Consorzio Venezia Nuova per il Mose ) e la loro gestione pubblica a un’unica persona, magari contemporaneamente controllore e controllato, come l’ing. Silvano Vernizzi per l’Autostrada Pedemontana Veneta, il Passante di Mestre e tanto altro ancora.
Secondo te è giusto chiedere una “moratoria”, cioè la sospensione delle grandi opere, per verificare se servono veramente alla popolazione e al territorio o sono invece dannose in forma irreversibile? Quindi fermare il Mose, tutti i progetti di strade e autostrade e tutte le opere in concessione e in finanza di progetto?
Come giudichi il fatto che tutti, proprio tutti, si siano affrettati a dire che le persone responsabili vanno punite, ma che le opere devono andare avanti per la crescita? Crescita di che cosa, di chi e per chi? Niente come l’epidemia dei tumori fa crescere il PIL.
Sappiamo che il lavoro costituisce il problema più cruciale e drammatico, ma può rimanere quello a servizio di pochi ricchi, quello che in questo momento sta affamando la maggioranza della gente del mondo e che sta soffocando il pianeta?
Vogliamo in prospettiva condividere con te una doppia responsabilità:
– verso il Veneto. Negli ultimi 30 anni abbiamo perso 38 ettari al giorno di terreno coltivabile. Viviamo con un tenore di vita che ha bisogno di 6.43 ettari/anno di terreno biologicamente attivo per persona. Il Veneto dispone di 1.62 ettari/anno per persona.
Ha senso continuare a perdere autonomia alimentare con opere che sottraggono in forma irreversibile il suolo alla sua funzione vitale di produzione di cibo per chi ci vive e ci abita? Che eredità e che prospettive di vita lasciamo ai figli e ai nipoti? Non mangeranno soldi;
– verso il Pianeta. Non è un allarme, è un dato: la Terra non ce la fa più a rinnovarsi in tempo reale con i nostri consumi e rifiuti. Riscaldamento globale, cambiamenti climatici e conseguente innalzamento dei mari non sono un’opinione. Città come Venezia, come tutte le fasce litorali, rischiano di essere cancellate.
La produzione di anidride carbonica continua a crescere senza sosta. Nessuno ne parla e nessuno ne tiene conto nelle scelte che vengono fatte, ma il Pianeta non è più quello di 40 anni fa.
Il Veneto con la Pianura Padana è una delle regioni più inquinate e inquinanti d’Europa; è ormai una gruviera di cave, discariche, capannoni e strade, tante strade. Stiamo costruendo la nostra distruzione con le nostre stesse mani. Perché non ha grande dignità politica un programma che si proponga di rendere più pulita l’aria che respiriamo, più sicura l’acqua che beviamo, più garantito e sano il cibo che mangiamo, più bello il paesaggio dove viviamo? Invece che lavoro concentrato e a strappi, come nelle grandi opere, scegliere il lavoro diffuso e continuativo per riparare, conservare e aver cura del territorio.
Dopo l’intervento della magistratura, l’unica risposta pratica che stiamo vedendo dalla politica è: accelerare i lavori in corso e proseguire con le opere, in pratica continuare a devastare il territorio, quando invece non dovremo più togliere neanche un metro quadrato alle aree verdi e al terreno coltivabile.
Ora comprendi perché anche questo appello vale poco se non riusciamo insieme a condividere la responsabilità di scelte e decisioni veloci e diverse dalle attuali. Mobilitiamoci assieme!

Rete Veneta contro le “Grandi Opere” per la difesa del Territorio e dei Beni Comuni

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Una risposta »

  1. vI INVITO A VISIONARE QUESTO BREVE VIDEO CON L’INTERVENTO DEL SENATORE FELICE CASSON nel convegno sulla Nuova Legge Speciale per Venezia. Sala San Leonardo, Venezia, 30 giugno 2014:

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