LETTERA A RENZI IN VISTA DELL’APPUNTAMENTO VENEZIANO DELL’8 LUGLIO 2014

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RENZI

Venezia, 8 luglio 2014

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Matteo Renzi

Lei oggi è presente in una città decapitata, priva di quegli organismi politici che consentono l’espletamento delle garanzie democratiche di tutti noi; pertanto Le chiediamo di colmare questo vuoto garantendo fin da subito lo svolgimento delle elezioni amministrative da effettuarsi già in autunno.
Le recenti vicende giudiziarie che hanno investito il sistema Mose stanno rivelando quanto una grande opera pubblica progettualmente sbagliata (da più parti peraltro invano denunciata) concepita quale fonte di lucro a vantaggio di interessi privati (lo slogan in città era “il MOSE serve solo a chi lo fa”), necessiti di articolate azioni malavitose e di corruzione volte a garantirsi pareri e motivazioni favorevoli in tutte le fasi istruttorie ed esecutive.
Una brutta storia italiana densa di connivenze a tutti i livelli, gestita in un regime di monopolio con una concessione unica al Consorzio Venezia Nuova (C.V.N.) il quale, pur in presenza di una legislazione vigente che la rende illegittima e di precisi atti di accusa sulla non funzionalità del sistema Mose, continua nel suo operato come nulla fosse accaduto nel frattempo.
E tocca a Lei, ora, Presidente, dimostrare concreti segnali di discontinuità.
In tale contesto, arricchito da esposti – denunce alla Commissione Petizioni del Parlamento Europeo, alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica che all’uopo alleghiamo, confidiamo in Sue azioni immediate per:
1) sospendere i lavori in corso alle bocche di porto in attesa delle risultanze a cui dovrà pervenire un adeguato consesso di esperti scientificamente terzo, autorevole ed indipendente per verificare le eventuali modifiche in corso d’opera per superare tutte le criticità che il sitema Mose presenta.
Ciò anche in relazione alla formazione di quel debito pubblico che la costosa manutenzione e gestione del sistema Mose contribuirà ad alimentare, condannando per cento anni le generaizioni future
2) revoca immediata della concessione al C.V.N.
3) bloccare, nel frattempo, tutti i fondi stanziati dal CIPE per il sistema Mose, prevedendo il trasferimento di una parte di essi verso la comunità veneziana in presenza dei nuovi organismi eletti.
Un’altra questione riguarda il transito delle grnadi navi crociera che qualcuno, erroneamente, crede di risolvere non facendole più passare per il bacino di San Marco ed il canale della Giudecca, prospettando scavi di nuovi canali navigabili o allargamento e cemenrificazione di quelli esistenti, tutti interni alla Laguna.
Tutte soluzioni che omettono di constatare il grave processo erosivo che ormai da tempo interessa l’intera Laguna di Venezia, che compromettono il delicato ecosistema lagunare, che contrastano con i principi fondanti dell’idraulica e della morfodinamica lagunare rendendo incompatibile la grande stazza di queste navi con la navigazione interna alla laguna.
Tra l’altro non va dimenticato che tali soluzioni tutte interne alla Laguna saranno verosimilmente oggetto di infrazione da parte della Comunità Europea ai sensi della direttiva dulle aque che interessa tutta la nostra Laguna.
E insistere per queste soluzioni tutte interne alla Laguna appare tanto più incomprensibile dal momento che esistono soluzioni alternative fuori della Laguna che prevedono l’attracco delle grandi navi crociera alla bocca di Lido (peraltro una di queste soluzioni ha già avuto un parere tecnico preventivo positivo della commissione nazionale V.I.A., a differenza delle criticità emerse per tutte quelle altre soluzioni interne alla Laguna).
E’ ormai dimostrato che queste grandi navi crociera alla bocca di Lido, mentre non intaccano minimamente l’equilibrio lagunare, salvaguardano pienamente l’occupazione e, anzi, la aumentano, valorizzano gli investimenti finora effettuati in marittima, prevedono tempi e costi di realizzazione inferiori a tutte quelle soluzioni prospettate all’interno della Laguna, nonchè eliminano la ricaduta del pesante inquinamento atmosferico in città. Inoltre consentono il passaggio dei croceristi (che le soluzioni dei transiti interni alla Laguna non possono prevedere) per il bacino San Marco ed il canale della Giudecca attraverso apposite navette di trasferimento dalla Marittima al nuovo terminal della bocca di Lido.
Alla luce di quanto sopra, va pertanto respinto ogni tentativo o colpi di mano di pretestuose riunioni tecniche o presunti Comitatoni senza che prima non siano garantite presenze e procedure trasparenti, asicurando l’allontanamento di tecnici ed esperti già compromessi col C.V.N.
Infine un’ultima raccomandazione: accelerare i lavori parlamentari e governativi per l’approvazione di quel disegno di legge oggi in Senato sulla revisione della legislazione speciale per la salvaguardi di Venezia della sua Laguna i cui contenuti, se fossero stati vigenti, avrebbero verosimilmente evitato questo squallido degrado che Lei è tenuto a superare.
Associazione Ambiente Venezia
Comitato No Grandi Navi
P.s. al fine di verificare il Suo iinteressamento ai problemi esposti, gradiremmo da Lei date e tempi certi di risposta.

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