HOLLYWOOD CONTRO LE MAXINAVI, MA…

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Nonbasta

Di recente grandi star del cinema internazionale e vip vari – persino Calvin Klein – hanno firmato un appello per l’estromissione delle maxinavi dal bacino di San Marco e dal Canale della Giudecca, ma Italia Nostra ha giustamente rimarcato quanto segue:

http://www.italianostra-venezia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1823%3Acontro-le-grandi-navi-appello-potente-ma-ambiguo&catid=77%3Ale-navi-da-crociera&Itemid=154&lang=it

“… l’appello contiene un grave anche se involontario equivoco. In esso si chiede “che venga affrontato urgentemente il problema del passaggio delle grandi navi nel bacino di San Marco e nel canale della Giudecca, mettendo fine per sempre a questo scempio che tocca il cuore di Venezia”. Ma via da San Marco non significa via dalla Laguna, e sarebbe sicuramente difficile far capire a Michael Douglas, Vidia Naipaul e Calvin Klein che passare per il Canale Contorta sarebbe altrettanto e forse più dannoso che passare per San Marco, aggiungendo magari che anche la Laguna è parte del Patrimonio dell’Umanità approvato dall’Unesco, e che le navi portano immmense potenzialità d’inquinamento, altri milioni di turisti in una città che ormai ne scoppia, paralisi delle altre attività produttive schiacciate da un turismo di massa che impoverisce tutti per arricchire pochissimi.”

Già nell’aprile scorso Silvio Testa aveva inviato all’associazione dei Comitati Privati per la Salvaguardia di Venezia la seguente precisazione:

“Il Canale Malamocco – Marghera, detto anche Canale dei Petroli, è responsabile della trasformazione della laguna in un braccio di mare: cent’anni fa la laguna aveva una profondità media di 40 cm. mentre oggi è di 1,50 m. per la perdita di quasi un milione di metri cubi di sedimenti all’anno provocata dagli effetti idraulici del canale e dal passaggio nel suo alveo di oltre 4 mila navi all’anno. Tra cinquant’anni, se non si porrà freno a tale devastazione, la profondità media sarà di 2,50 m., cioè non ci sarà più una laguna.
Ma la laguna non è solo uno straordinario valore ambientale, storico, culturale, che meriterebbe tutela di per sé; è anche il baluardo fisico per la città, che non è costruita per stare sul mare ma appunto per essere protetta da una laguna. Cercare di proteggere San Marco aggravando il dissesto morfologico della laguna è dunque una contraddizione in termini, e sconta un pesante errore di prospettiva. E’ come, scusate l’ardire dell’esempio, se per risolvere i problemi del traffico di Firenze qualcuno proponesse di interrare l’Arno per farne una strada a otto corsie, visto che in fondo l’Arno non è né Piazza della Signoria né Santa Maria del Fiore.
Eppure è ciò che il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, col suo progetto di scavo del Canale Contorta Sant’Angelo, e il sindaco, Giorgio Orsoni, con la sua idea di creare un nuovo terminal croceristico a Porto Marghera, vogliono fare. Entrambe le proposte comportano un carico aggiuntivo di almeno 7 – 800 transiti di grandi navi nel Canale dei Petroli e, nel caso del progetto dell’Autorità Portuale, la realizzazione di un nuovo canale artificiale lungo 5 km, profondo 10 m., largo 200 m, laddove ora una barca a remi farebbe fatica a transitare.
Entrambi i tracciati andrebbero arginati. Con false “barene” il Contorta; con una scogliera di pietre fino a 3 tonnellate di peso, larga 26 m. e lunga 11 km il Canale dei Petroli. Il progetto è già stato presentato dall’Autorità Portuale. Di fatto, è la divisione della laguna in due bacini idraulici separati, cosa vietata dalla legge e culturalmente inaccettabile.
Per risolvere il problema del crocerismo a Venezia, dunque, tenuto conto anche di tutte le altre criticità connesse alle navi come il pesantissimo inquinamento, che nuoce alla salute e danneggia case e monumenti, i rumori, le vibrazioni, la soluzione è una sola: estromettere dalla laguna le navi incompatibili.
L’Autorità Portuale ha già presentato un progetto di un terminal off shore per le petroliere e le portacontainer, dunque non si vede perché non ci si possa pensare anche per le navi da crociera. Oltretutto, il crescente gigantismo navale e l’aumento ormai conclamato del livello del mare che costringerà il Mose a chiusure frequentissime, comprometteranno nel volgere di pochi anni la portualità lagunare. Dunque, l’unico modo per salvare ambiente, economia e lavoro, è cominciare a guardare fin d’ora a nuovi scenari marittimi fuori dalla laguna.

Per il Comitato,
Silvio Testa”

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  1. Ma un centinaio di vecchiotti assieme ad un manipolo di teppisti non possono pretendere di cancellare 5000 posti di lavoro in porto più altrettanti nel circondario. Ve ne dovrete fare una ragione.

  2. Mauro, quando la laguna di Venezia avrà tirato gli ultimi, forse una lacrima sfuggirà anche a te, malgrado tu abbia la sensibilità ecologica di un paracarro.

  3. Illustrissimo Silvio & Co., quando vi renderete conto che questo Stato italiano nei confronti di Venezia, ma anche dei Veneti, è peggio di napoleone o della peste di antica memoria, sarà sempre troppo tardi. Vorremmo vi convinceste che l’unica soluzione non è, NÈ lo sblocca italia, NÈ la speranza, NÈ cambiaversi di turno. L’unica Vera Via da intraprendere per salvere il Veneto e la sua ex Capitale è l’Indipendenza Marciana dall’Italia, presto e bene !!!

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