PAOLO COSTA, LO SCASSALAGUNE

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QUANDO IL LUPO SI TRAVESTE DA AGNELLO

Il presidente dell’Autorità Portuale, Paolo Costa, prima le tenta tutte nelle segrete stanze romane, con la complicità del ministro Lupi, per far passare il suo devastante progetto di un nuovo canale artificiale nell’area del Contorta Sant’Angelo in barba alla città e a dispetto di leggi, regolamenti, piani regolatori, prescrizioni del Parlamento; poi finge grande attenzione alla trasparenza e alla partecipazione indicendo davanti alla sua claque una presentazione pubblica del progetto che scimmiotta nella forma ma non nella sostanza le procedure che egli sta cercando in tutti i modi di aggirare.

Quando Costa dice una cosa bisogna leggerla al contrario:

  • Quando parla di adeguamento del Contorta propone una immensa autostrada marittima artificiale al posto di un piccolo canale naturale che non ha mai visto una nave;
  • Quando parla di ricostruzione morfologica prepara un disastro ambientale: il Canale dei Petroli fin dentro la città;
  • Quando parla di velme e di barene intende argini, palificate, burghe, pietrame per mantenere all’interno del nuovo canale gli effetti erosivi prodotti dal passaggio di centinaia di navi. Lì barene non ne sono mai esistite!
  • Quando dice che i fanghi scavati sono puliti non sa di che cosa parla: nell’area del Contorta non è mai stata fatta alcuna analisi;
  • Quando azzarda tempi e costi del suo progetto spara a caso. Dovrà spostare un oleodotto dell’Eni, le strutture del Progetto Integrato Fusina, una linea dell’Enel, una linea di Terna, due gasdotti, dovrà interrare l’elettrodotto dell’Enel: deve ancora iniziare a parlare coi loro gestori;
  • Quando tace è ancora peggio. Costa non dice che una volta fatto e arginato il Contorta si dovrà arginare anche l’intero Canale dei Petroli: ci ha già provato due volte proponendo una diga di pietre immense lunga 8 chilometri e larga 25 metri, il terzo tentativo è dietro l’angolo. Significa dividere in due la laguna, a dispetto della legge che lo vieta.

CARO COSTA, QUA NO’ SE IMBARCA CUCCHI

Le sue bubbole Costa le racconti a qualcun altro, a chi le vuol sentire, ai suoi amici del Consorzio Venezia Nuova, a Giancarlo Galan, a Renato Chisso che ha proposto la delibera regionale per inserire il progetto del Contorta nella Legge Obiettivo. Chi non ha altri interessi che il benessere della città e della laguna sa qual è la verità, sa che

L’UNICO MODO PER SALVARE PORTUALITA’ E LAVORO

E’ ESTROMETTERE LE NAVI INCOMPATIBILI DALLA LAGUNA

Ambiente Venezia, Comitato NO Grandi Navi – Laguna Bene Comune, Gruppo 25 Aprile, Italia Nostra,

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  1. Svegliamoci!! Stanno organizzando un altro affare di grandissimo impegno economico che servira’ oltre a devastare la laguna, a sottrarre risorse alla citta’ e al nostro paese in gravi difficolta’.

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