VENEZIA IN SVENDITA. UNA LETTTERA DI EDOARDO SALZANO

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Lettera ai miei amici veneziani

di EDOARDO SALZANO   05 Dicembre 2014

Ora basta. Una lettera aperta per  cercar di capire se Venezia è ancora una città: se oltre all’Urbs c’è anche una Civitas (e può esserci anche una Polis). 

Lettera ai miei amici veneziani: Alberto, Giampaolo, Stefano, Gianni, Mariarosa, Lidia, Michele, Maria Pia, Michela, Franco, Nicola, Alessandra, Luigi, Sergio, Andrea, Marina, Pierre, Francesco, Armando, Jacopo, Andreina, Salvatore, Edgarda, Laura, Marco, Davide, Paolo, Anna, Silvio, Tommaso,  Manuela, Ciro, ecc. ecc.
E anche a tutti gli altri miei amici interessati alla sopravvivenza di una Venezia che sia una città, nella pienezza dei suoi attributi.

Vi state accorgendo di ciò che stanno facendo anche alla nostra città? Stanno divorando tutto, nella città e nella sua Laguna. I monumenti e le barene, gli spazi pubblici e i palazzi, la cultura e la salute, i campi e le isole. Da Poveglia a villa Hériot, dall’Arsenale alle Procuratie nove, da Ca’ Soranzo agli alberi del Lido….

Nessuno reagisce, nessuno scende in piazza per contrastare qualcosa che non è una serie di iniziative estemporanee da criticare su punti marginali, ma un disegno di saccheggio della città quale non s’era mai visto nei secoli.

Abbiamo almeno tentato di raccogliere un dossier, o almeno un elenco sommario, del patrimonio che è stato affidato alle generazioni cui apparteniamo? La nostra città è davvero diventata un maiale da vendere a pezzi al miglior offerente in omaggio al “patto di stabilità? E per di più, negli ultimi mesi, da parte un funzionario non eletto da nessun cittadino.

La chiusura dell’anno sembra a chi comanda una buona occasione per svendere al miglior offerente ciò che resta della città. Se lo lasciamo fare (oggi, non domani) potremo finalmente condividere la tesi secondo cui Venezia è una città morta. Anzi, più esattamente, la tesi che Venezia non è una città, poiché non è Città un insieme di spazi che non siano abitati, vissuti, trasformati da cittadini, consapevoli e responsabili, per sé e per i propri posteri.

Venezia, 5 dicembre 2014

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