CHE VADA PURE A ROMA!!!

Standard

a4

Venezia. Ieri 5 marzo in sala San Leonardo Lidia Fersuoch di Italia Nostra ha raccontato dell’atteggiamento della sovrintendente Codello (appena migrata a Roma) verso l’associazione. Ne aveva già parlato G. Antonio Stella in questi termini: “La soprintendente di Venezia Renata Codello ha chiesto 200.000 euro di danni a chi scrive, a Italia Nostra e alla Lipu per le critiche ai suoi silenzi sul raddoppio dell’hotel Santa Chiara (vetro, cemento e acciaio: sul Canal Grande) e sulle immense navi da crociera che sfilano davanti a San Marco. Sulle faccende nostre non entriamo: deciderà il giudice. Sulla causa a Italia Nostra, però, a costo di infastidire la signora, è impossibile tacere. L’associazione è accusata infatti d’avere chiesto l’esonero della sovrintendente in una lettera resa pubblica, scrivono i difensori, «con l’effetto di gettare enorme discredito» sulla loro cliente. Diceva l’Ansa: «La sezione di Venezia di Italia Nostra ha scritto al ministro dei Beni culturali Massimo Bray per chiedere (…) una ispezione urgente, ritenendo la soprintendente per i beni architettonici e paesaggistici Renata Codello “non all’altezza dell’incarico”». Seguiva una lista di denunce sulla «distruttiva lottizzazione di Ca’ Roman», lo «scandaloso progetto di “restauro” del Fontego dei Tedeschi», il raddoppio del Santa Chiara, «i progetti al Lido che hanno ridotto l’isola a spettro di se stessa»… Tutte cose che la funzionaria, secondo Italia Nostra, non aveva colpevolmente bloccato. Vero? Falso? Non importa: era un atto d’accusa «così violento e sproporzionato», scrivono i legali, «da risultare illecito quand’anche riportasse affermazioni veritiere». Sic. E dunque parte di «un’ingiustificata aggressione» basata soprattutto su un video di YouTube dove la soprintendente, nel 2008, parlava «incidentalmente» delle Grandi Navi in laguna con toni niente affatto preoccupati.

Tema: un’associazione che da mezzo secolo si batte per il patrimonio italiano può o non può dire la sua su una persona che non ritiene all’altezza di Venezia? Ma non è tutto. Per dar battaglia in tribunale la Codello ha scelto l’avv. Adriano Vanzetti di Milano. Cioè il legale del Consorzio Venezia Nuova nella causa (persa) contro Vincenzo Di Tella, Paolo Vielmo e Giovanni Sebastiani, tre ingegneri rei di aver criticato il costosissimo progetto del Mose, sempre contestato dagli ambientalisti. «Si trattava, da parte del Consorzio, di una iniziativa dall’evidente sapore intimidatorio», ricorda l’avvocato ed ex deputato Massimo Donadi. Al punto che l’allora sindaco Massimo Cacciari saltò su: «Voglio esprimere tutta la mia solidarietà all’ingegnere Di Tella. Fargli causa è stata una scelta insensata. Lui non ha mai offeso nessuno ma esposto con grande competenza le sue tesi alternative al Mose, che il Comune peraltro condivide».
Ora, fermo restando il diritto di ciascuno di scegliersi l’avvocato che vuole, è opportuno che chi è delegato a tutelare Venezia scelga contro Italia Nostra proprio un legale di fiducia di quel Consorzio tanto contestato dagli ambientalisti? Lecito è lecito, ovvio. Ma opportuno? Di più: sapete chi firmò nel 2012 il ricorso di «Terminal Passeggeri» contro il decreto («penalizzante») del ministro dell’Ambiente sui rifiuti dei traghetti e delle navi da crociera? L’avvocato Francesco Curato. Marito della soprintendente che rivendica il diritto di non esprimersi su quelle navi perché, alla romana, «nun je spetta». Tutto lecito, ovvio. Ma opportuno?”

Si ricorda anche l’interrogazione a risposta in commissione 5/00521 presentata da Marco Villa del Movimento 5 stelle in data 03.07.2013, da cui:

“L’attuale «reggente» la Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Venezia e della laguna, l’architetto Renata Codello, ha reso numerosi pareri favorevoli in questi ultimi anni che hanno suscitato notevoli polemiche in città, in ragione della dubbia tutela dei beni culturali e del paesaggio. Basti qui ricordare i seguenti casi, tenendo a mente che sussiste un vincolo paesaggistico sull’intero ecosistema lagunare (laguna, isole e fasce di gronda): a) le future villette che saranno costruite nell’oasi di Ca’ Roman (area SIC) al Lido; b) i maxi-imbarcaderi per vaporetti, di colore grigio, al Lido e in Riva degli Schiavoni che ostruiscono la vista della laguna; c) le maxi-pubblicità su edifici di rilevante pregio architettonico (Palazzo Ducale, Procuratie di San Marco e altro) apparentemente senza gara e, in parte, senza segnaletica di lavori in corso; d) il progetto dell’architetto Koolhaas sul Fontego dei Tedeschi (rivisto ma pur sempre impattante per le scale mobili che andranno a «bucare» i vari piani dell’immobile); e) il raddoppio dell’hotel Santa Chiara, prospiciente il Canal Grande; f) il via libera al progetto del nuovo ponte dell’Accademia, proposto dall’impresa Schiavina, poi bloccato dal Ministero; g) il via libera di massima al progetto di una mega villetta in vetro e cemento (di proprietà, a detta della stampa locale, di un deputato) nell’isola di Torcello, poi bloccata dal sindaco per le proteste a livello nazionale; h) approvazione del «gabbiotto» in Piazza San Marco ma anche di altre installazioni temporanee sempre impattanti per il paesaggio veneziano; i) parere favorevole a tutti i progetti presentati dal dottor Spaziante nell’isola del Lido, in qualità di «Commissario delegato per la realizzazione del Nuovo palazzo del cinema e dei congressi di Venezia», ottenendo peraltro magrissimi risultati (l’estinzione della sanità al Lido, creazione del «buco» da 37 milioni di euro al posto della splendida pineta preesistente e dell’immaginato Nuovo Palazzo del Cinema, distruzione della gradinata del Palazzo dell’ex Casinò, la non tutela dei resti del Forte austriaco rinvenuto) e con l’espropriazione di tutte le funzioni urbanistiche del comune; l) approvazione di villette ed albergo nel Forte Malamocco (vincolo monumentale) al Lido; m) demolizione di alcuni padiglioni dell’ex ospedale al mare nonché realizzazione di parcheggi a raso e maxi-darsena al Lido; n) costruzione di villette e torri (bloccate da ENAC) sul parco della Favorita al Lido; o) nuove costruzioni con garage sotterraneo e distruzione del patrimonio arboreo esistente al Parco delle Rose al Lido; p) trasformazione parziale dell’hotel Des Bains al Lido da albergo ad alloggi; q) autorizzazione della pulizia delle pietre del Ponte di Rialto con spazzole di ferro (notizia finita pure sul sito http://www.repubblica.it ); r) nessun intervento (pur possibile) in merito alle questioni del moto ondoso, della continua trasformazione di palazzi storici in hotel e centri commerciali nonché del passaggio delle Grandi Navi in laguna e bacino San Marco. Va segnalata, a tal proposito la video-intervista della signora Codello, rilasciata ad una emittente austriaca (su Youtube ), in cui minimizza l’impatto del passaggio delle grandi navi, giungendo a dichiarare che «…nessuna nave entra nel canale della Giudecca con i motori accesi, al contrario viene semplicemente trascinata da dei rimorchiatori e quindi la sua mole non crea autonomamente una serie di fenomeni meccanici in profondità …non hanno le eliche accese e non provocano grandi fenomeni di erosione…» e, ad avviso degli interroganti, rasentando il ridicolo, che le navi sarebbero «trainate» anche se i rimorchiatori, come accade spesso, sono posizionati posteriormente ad esse (qui, in realtà, i rimorchiatori frenano la nave che ha i motori accesi ma viaggia molto lentamente); a seguito del rilievo formale, fatto dalla sezione regionale di controllo della Corte dei conti per il Veneto, n.1722 del 18 marzo 2013, in merito ai vizi dell’attribuzione dell’incarico alla suddetta soprintendenza (e di molte altre), il Ministero per i beni e le attività culturali ha avviato il procedimento d’interpello per la riassegnazione della funzione con la circolare n.179 del 13 maggio 2013. In tale bando si specifica che, nella valutazione comparativa dei curricula presentati, «si dovrà tenere conto …delle attitudini e delle capacità professionali del singolo dirigente, dei risultati conseguiti in precedenza nell’amministrazione di appartenenza e della relativa valutazione…» e ancora, nell’allegata «scheda di valutazione» si rinviene tra gli obbiettivi la «tutela del paesaggio con particolare riferimento all’attività di co-pianificazione paesaggistica»–: se e quali iniziative il Governo intenda adottare al fine di garantire realmente la tutela dei beni culturali e del paesaggio in una città preziosissima ed unica come Venezia; se il Governo non ritenga opportuno e necessario revocare/riesaminare l’attribuzione dell’incarico all’attuale soprintendente, Renata Codello, alla luce del procedimento d’interpello in corso, dei numerosi casi di scarsa tutela dei beni culturali e paesaggistici sommariamente sopra ricordati ed infine delle dichiarazioni imbarazzanti rilasciate nell’intervista richiamata.”

Aggiungo un link:

http://www.eddyburg.it/2015/03/la-nuova-soprintendente-di-roma.html

Di recente la Codello è stata difesa da Massimo Cacciari, che invece ha rifilato un colpo basso di dubbio gusto al candidato sindaco FELICE CASSON. Vedi articolo qua sotto:

cacciari

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...