Archivio mensile:maggio 2017

NO AL VITTORIO EMANUELE!!!

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(Immagine: il canale Vittorio Emanuele III, che congiunge Marghera con la Marittima, diverrebbe la parte finale di un percorso di 24 km dentro la Laguna che le grandi navi dovrebbero affrontare per raggiungere gli ormeggi a Venezia). I dati che seguono sono importanti e vanno riportati. Secondo una comunicazione di due docenti universitari veneziani l’adattamento del canale Vittorio Emanuele ai bisogni del transito delle grandi navi da crociera (come proposto dall’attuale sindaco e dal ministro delle Infrastrutture) creerebbe gravissimi danni alla laguna, danni già ritenuti eccessivi dalla commissione Via (Valutazione d’impatto ambientale) quando riferiti al canale Contorta, che pure era d’impatto minore. In particolare, segnaliamo che il canale Vittorio Emanuele (lungo circa 4 km) dovrebbe passare da una profondità di circa 6 metri a una di almeno 10,50 e da una larghezza di 20 – 30 metri a una di 160 (con una cunetta di almeno 100 metri). Altre gravi alterazioni sono messe in luce nell’articolo della Nuova Venezia che riportiamo qui sotto.

[Da: http://www.italianostravenezia.org/2017/05/17/perche-non-si-dica-che-nessuno-lo-sapeva/ ]

 

REFERENDUM DEL 18 GIUGNO 2017: QUESITO RIFORMULATO

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TUTT* A VOTARE!

Sono passati 5 anni da quando il decreto Clini-Passera ha teoricamente “vietato” il passaggio alle navi superiori alle 40.000 tonnellate di stazza lorda.
Era il 2 marzo 2012. Da allora nulla è cambiato.
Le compagnie armatoriali hanno dimostrato di contare ben più dei ministri e dei loro decreti, della Città e della salute dei suoi abitanti, del buon senso.

Ogni giorno Venezia continua ad essere violentata dal passaggio di navi (se così vogliamo chiamare quei palazzoni ambulanti) che superano le 100.000 tonnellate di stazza. Rive e fondali sono danneggiati, la Laguna erosa inesorabilmente ad ogni passaggio, l’aria avvelenata.

In questi 5 anni la mobilitazione di migliaia di donne, uomini e bambini ha imposto il tema all’opinione pubblica nazionale ed europea spaventando soprattutto i galoppini locali della lobby crocieristica mondiale, preoccupati di perdere la lucrosa concessione delle banchine in marittima.

È solo questo, infatti, il motivo di tanta animosità contro l’ovvia soluzione di tenere questi giganti fuori dalla nostra Laguna: la paura di perdere la rendita garantita da un monopolio. Prima il “Contorta”, poi il “Tresse” (entrambi clamorosamente bocciati) ed ora il “Vittorio Emanuele”. Non sono soluzioni: mantengono le navi nel cuore della Città Storica, a pochi metri dalle case ed hanno tutti in comune il fatto di prevedere enormi scavi. Collegando il “canale dei petroli” al cuore della città questi progetti mettono ancora più a rischio il nostro già provato equilibrio idro-morfologico.

Il governo dice di aver “già deciso”. Ancora una volta, come fu per il Mo.S.E., la politica romana decide senza chiedere l’opinione dei cittadini. Per questo abbiamo deciso di indire un referendum popolare, per far sentire chiara la voce di chi Venezia la vive e la ama, per impedire nuovi scavi e tenere i mostri galleggianti lontano dalla Città.
Una voce di cui il governo dovrà tener conto.

18 GIUGNO: DUE REFERENDUM IN UNO

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A mio modestissimo e ininfluente avviso, il testo del referendum (che in realtà chiede un unico sì a due quesiti differenti) è piuttosto azzardato:

1.Vuoi che le navi da crociera restino fuori dalla Laguna di Venezia

e

2. .. .si fermino in un nuovo terminal alle bocche di porto del Lido?

Vota SÍ!

Molti potrebbero essere d’accordo solo sulla prima richiesta e non sulla seconda… (per esempio preferire che i Condomini Galleggianti vadano a Trieste o comunque altrove)… e di conseguenza negare l’assenso o astenersi… Mah, bah, vediamo un po’ come va a finire. Speremo ben…

 

AGGIORNAMENTO

Pare che il quesito verrà così riformulato:

“Vuoi che le navi da crociera restino fuori dalla Laguna di Venezia e che all’interno della stessa non vengano effettuati ulteriori scavi?”

[La lobby della croceristica, dopo la clamorosa bocciatura del progetto Contorta, ora propone di allargare e approfondire i resti del Canale Vittorio Emanuele, abbandonato da anni, per far arrivare le grandi navi alla Marittima, attraverso la bocca di Malamocco e il canale dei Petroli,
un progetto già bocciato dalla Capitaneria di Porto e dalla stessa Autorità Portuale.

Diciamo no ad un progetto che prevede:
– Lo scavo di oltre 6 milioni di metri cubi di fanghi tossici;
– L’attraversamento della zona industriale di Marghera, area a rischio di incidenti rilevanti (direttive Seveso);
– Una commistione di traffici che andrebbero a penalizzare le attività del Porto commerciale di Marghera; 
– Un percorso lungo 25 chilometri, con effetti devastanti per la morfologia della Laguna, a causa delle erosioni dei bassi fondali prodotto dal dislocamento del passaggio delle navi; 
– Un progetto che non potrà mai essere approvato dalla commissione VIA e per questo i proponenti cercheranno di evitare la valutazione di impatto ambientale e far passare la questione come una semplice “manutenzione”.

E tutto questo mentre il Ministro Del Rio non fa quello che dovrebbe fare:
BLOCCARE QUESTA PROPOSTA E DAR CORSO ALLE CONCLUSIONI DELLA COMMISSIONE VIA CHE HA BOCCIATO IL CONTORTA E PROMOSSO IL TERMINAL ALLA BOCCA DI LIDO, CON PRESCRIZIONI CHE MIGLIORANO IL PROGETTO.]

 

 

RENDIAMO ANCHE VENEZIA PARCO PROTETTO

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PARCO

Ricevo e pubblicizzo:

Se pensi di andare prima o poi in Karakorum al K2, ai Gasherbrum, al Broad Peak ed al Nanga Parbat (che sorge dove si incontrano nelle profondità della Terra le faglie che spingono e modellano le tre grandi catene dell’Hindu Kush, dell’Himalaya e del Karakorum); se vuoi visitare Chitral e le sue profonde valli, o il Parco Nazionale del K2 (CKNP) o quello del Deosai con il suo immenso altipiano verde, le marmotte e gli orsi… allora il 5 maggio, ore 16.00  al MUSE, non devi mancare al convegno “Mountains, energy for the planet: the K2 region” a sentire il Chief Minister della provincia del Gilgit Baltistan, i suoi collaboratori e gli amici italiani che in questi anni hanno aiutato il Pakistan e questa regione a diventare la zona a maggiore densità di aree protette al mondo: il 47% del proprio territorio.

Come non molti sanno, da quelle parti è nata da pochi anni la Provincia Autonoma del Gilgit Baltistan, con regole e norme speciali anche per il turismo che sta diventando una realtà importante soprattutto per l’afflusso internazionale asiatico e quello interno. In 5 anni i turisti pakistani che hanno visitato le montagne di casa loro sono passati da 30.000 a un milione e la crescita è esponenziale.

Lì, dove la storia e la leggenda vuole che Alessandro Magno abbia portato i suoi macedoni, una cultura millenaria si è radicata, mutando nella forma, ma rimanendo ancorata alla sostanza di una natura possente e severa che ha modellato i visi e il carattere dei popoli che vi abitano. Da quelle parti vive la popolazione Hunza, leggendaria per la sua longevità. Quella è la terra dell’Agha Khan, che ha certamente scoperto e valorizzato la Costa Smeralda, ma che a casa sua ha costruito ospedali, università, resort turistici di grande prestigio, come la catena degli hotel Serena recuperando egregiamente forti e castelli tra le montagne del Karakorum.

Ad introdurre il dibattito le suggestioni di Kurt Diemberger, che racconterà il suo amore per i ghiacciai del Baltoro, insieme all’alpinista Daniele Nardi.

Alpinisti, trekker, appassionati di viaggi e cultura internazionale delle montagne quello del 5 maggio al Film Festival di Trento è un appuntamento da non perdere.

 

Info: “Mountains, energy for the planet: the K2 region”
venerdì 5 maggio, ore 16.00
presso il MUSE, Corso del Lavoro e della Scienza 3 – Trento
www.trentofestival.it/mountains-energy-for-the-planet-the-k2-region