SETTEMBRE, ANDIAMO, È TEMPO DI REAGIRE…

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VENEZIA 23-24 SETTEMBRE 2017

APPELLO EUROPEO AI MOVIMENTI PER LA DIFESA DEI TERRITORI, LA GIUSTIZIA AMBIENTALE E LA DEMOCRAZIA

Venezia è, da oltre mille anni, città simbolo dell’equilibrio tra uomo e natura, la sua magia origina e vive nella e della straordinaria compenetrazione di artificio e natura, pietra e acqua, città e Laguna.

Questo fragile equilibrio è seriamente minacciato dalla macchina del turismo di massa, di cui le grandi navi da crociera sono una delle peggiori espressioni: navi fuori scala, inquinanti, pericolose per l’incolumità di una città patrimonio Unesco, simboli galleggianti dell’arroganza delle multinazionali e della corruzione di una classe politica piegata alla difesa dei profitti privati a scapito del bene comune.

Ma Venezia è viva, contrariamente a ciò che vorrebbero le compagnie croceristiche, il ministro dei trasporti Del Rio, l’autorità portuale e il sindaco Brugnaro. 

Da molti anni la città, grazie al Comitato No Grandi Navi, combatte contro il passaggio nella Laguna -e si sottolinea nella Laguna- di questi mostri e contro l’ipotesi di scavo in questa di nuovi canali (immaginate la costruzione di un’autostrada in una riserva naturale). 

Il caos istituzionale è totale! In questi ultimi anni sono stati presentati diversi progetti che il Comitato ha contrastato in tutti i modi e che sono stati bocciati dalla commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Nonostante questo il ministro dei trasporti, l’autorità portuale e il sindaco insistono nella presentazione di due progetti, ipotesi assurde e devastanti volte a mantenere le grandi navi da crociera dentro la Laguna: il progetto del Canale Vittorio Emanuele che prevede di scavare fino a raddoppiare larghezza e profondità di un vecchio canale del 1925 -abbandonato da più di 30 anni- per far arrivare le navi da crociera, ancora una volta, all’interno della città, ed il progetto di nuovi approdi per le grandi navi da crociera nell’area industriale di Porto Marghera. V’è poi l’ipotesi di una soluzione mista tra le due sopra descritte.

Ambedue i progetti comporterebbero lo scavo di oltre sei milioni di metri cubi di fanghi inquinati ed inquinanti, il rischio di incidenti chimici con il passaggio delle navi da crociera in zone (l’area industriale di Porto Marghera) sottoposte ai piani di Protezione Civile e alle Direttive Seveso.

Ambedue i progetti interferiscono in maniera negativa con le attività produttive e le attività portuali commerciali presenti a Porto Marghera e nel Canale Malamocco –Marghera.

Ambedue i progetti erano stati presentati in passato e furono travolti da una marea di pareri tecnici negativi da parte di diversi enti ed istituzioni.

Ambedue i progetti innescheranno nuovi effetti devastanti nel delicatissimo ecosistema lagunare. 

Il comitato si opporrà con tutte le sue forze a queste ennesime vergogne e come sempre dirà: fuori le grandi navi da crociera dalla Laguna!!

La nostra Laguna è stata già coinvolta in un’altra grande opera inutile e devastante che, per di più, ha creato un vortice infinito di tangenti e corruzione: il sistema MOSE!

Venezia è una città unica, certo, ma è al contempo un simbolo globale. 

Vorremmo che la nostra città divenisse per due giorni la cassa di risonanza di tutte quelle lotte che oggi, in Italia e in Europa, sono condotte per la difesa dei territori, per la giustizia ambientale e per la democrazia decisionale. 

Non mancano certo le opere inutili e dannose, ma non mancano nemmeno meravigliosi esempi di resistenza: ci si batte contro linee ferroviarie ad alta velocità, la costruzione di aeroporti, le trivellazioni e le industrie del petrolio, contro l’inquinamento del suolo, dell’aria, dell’acqua, contro la cementificazione del territorio, l’uso speculativo di terremoti e altre catastrofi, l’estrazione del carbone e l’industria mineraria e molto altro ancora. Ci si batte, quindi, di fatto, anche per un modello di sviluppo che tenga conto della giustizia climatica e per un’idea diversa di società, basata sul rispetto della volontà di chi abita i territori e non sul soddisfacimento degli appetiti di chi li vuole sfruttare a costo di distruggerli per profitto o calcolo politico.

Il 18 giugno abbiamo indetto un referendum popolare autogestito che in nove ore ha visto la partecipazione di oltre 18.105 persone: un successo clamoroso di cui hanno parlato tutti i media nazionali ed internazionali come esempio di democrazia diretta dal basso! 17.874 persone hanno votato SI all’estromissione delle grandi navi da crociera dalla Laguna e al divieto di nuovi scavi in Laguna. 

Il 23 e il 24 settembre Vi aspettiamo dunque a Venezia per incontrarci, per confrontarci, per costruire una strategia comune, per agire, perché da qui può partire un nuovo ciclo europeo di lotte.

PROGRAMMA

23 settembre 2017 –  dalle ore 17 alle ore 20

Sala San Leonardo – Cannaregio 1584

Workshop and Plenary Session

“La Difesa dei Territori, la giustizia ambientale, la democrazia”

24 settembre 2017 – dalle ore 15 alle ore 21

Rive e Canale della Giudecca

Action Day! Blockade!

Blocchiamo le grandi navi da crociera! Chiediamo giustizia ambientale per tutti i territori d’Europa!

Venezia, 15 luglio 2017

COMITATO NO GRANDI NAVI – LAGUNA BENE COMUNE

Per adesioni: 

   

VENICE  23rd. – 24th. September 2017

 

APPEAL TO EUROPEAN MOVEMENTS FOR THE DEFENCE OF TERRITORIES,

ENVIRONMENTAL JUSTICE AND DEMOCRACY

For more than a thousand years Venice has been the city symbol of the balance between Man and Nature; its magic comes from and lives in the extraordinary co-penetration of art and nature, stone and water, city and Lagoon.  This fragile equilibrium is seriously threatened by the industry of mass tourism, of which the mega cruise ships are one of the worst aspects: over-sized polluting ships, dangerous for the safety of the city which is Unesco heritage.  They are floating symbols of the arrogance of multi-national companies and of the corruption of a political class enslaved in the defense of private profit to the detriment of the common good.

But Venice is alive, quite differently from the wishes of the cruise companies, the Minister of Transport, Mr. Delrio, the Port Authorities and the Mayor, Mr. Brugnaro.  Thanks to the Committee ‘No Grandi Navi’, the city has been fighting for many years against the passage of these monsters in the Lagoon – and ‘in the Lagoon’ is specifically emphasized – against the hypothesis of excavations in the Lagoon of new canals (imagine the construction of a motorway in a nature reserve.)

Institutional chaos is absolutely total!  In these last few years several different projects have been presented which the Committee has opposed in every possible way; all these projects have been rejected by the VIA Commission (Environmental Impact Assessment).  In spite of this, the Minister of Transport, the Port Authority and the Mayor insist on the presentation of two projects – absurd and devastating hypotheses aimed at keeping the mega cruise ships inside the Lagoon: the Vittorio Emanuele Canal project which foresees excavations so as to double the width and depth of an old canal dated 1925, abandoned more than thirty years ago , to allow the mega cruise ships to arrive, once again, within the city; and the project of new wharves for the mega cruise ships in the industrial area of Porto Marghera.  There is also the hypothesis of a mixture of the two solutions just described.

Both projects  would necessitate the excavation of more than six million cubic metres of  polluted and polluting mud, the risk of chemical accidents with the passage of the mega cruise ships in zones (Port Marghera industrial area) subject to Civil Defense Plans and the Seveso Directives.  Both projects interfere very negatively with the productive activities and the commercial port activities present in Porto Marghera and in the Malamocco-Marghera Canal.  Both projects have already been presented in the past and were crushed by an oceanic torrent of negative expert, technical opinions given by several agencies and institutions.  Both projects would trigger new and devastating effects in the truly delicate Lagoon eco-system.

The ‘No Grandi Navi’ Committee will oppose this umpteenth shame with all its strength, and – as always – will say Mega Cruise Ships Out of the Lagoon!!

Our Lagoon has already been involved in another useless and devastating Public Work which, moreover, created an unending vortex of bribes, rake-offs and corruption: the MOSE system!

Venice is a unique city, certainly, but at the same time it is a global symbol.  We want our city to become the sounding box for two days of all those battles, in Italy and in Europe, which are being fought for the defense of territories, for environmental justice and democratic decisions.  Most surely, useless and damaging works exist but also wonderful examples of resistance exist: the battles against the high-speed railway lines, the construction of airports, drilling and the petrol industries,  against pollution of the ground, the air and water, against the cementation of the land, the speculative use of earthquakes and other natural disasters, the extraction of coal and the mining industry, and many others as well.  The fight, therefore, is real, also for a model of development which keeps in mind climatic justice, for a different idea of society, one based on respect of the wishes of those who inhabit the territory and not on the satisfaction of the appetites of those who only want to exploit and destroy for profit or political return.

On 18th. June 2017 we held a popular referendum, organized by volunteers, which in only nine hours saw the participation of more than 18,105 people – a clamorous success –  taken up by national and international media as an example of direct, grass-roots democracy!  17,874 people voted ‘SI’ to the banning of the mega cruise ships from the Lagoon, and to the banning of new excavations in the Lagoon.

The 23rd. and 24th. September, therefore, we shall be waiting for you in Venice, to meet you, to talk to you, to construct a common strategy, to act and react, because it is from here that a new European cycle of battles will begin.

PROGRAMME

23rd. September, 2017  17.00 – 20.00  Sala San Leonardo, Cannaregio 1584

Workshop and Plenary Session

‘The Defense of Territories. Environmental Justice, Democracy’

24th. September, 2017   15.00 – 21.00

Giudecca Canal and canal banks

Action Day!  Blockade!

We will block the mega cruise ships! We will demand environmental justice for all the territories of Europe!

 

Venice, 15th. July, 2017

 

COMITATO NO GRANDI NAVI    LAGUNA BENE COMUNE

 

VENEZIA 23-24 SETTEMBRE 2017

APPELL EUROPEEN AUX MOUVEMENTS  POUR LA DEFENSE DES TERRITOIRES, LA JUSTICE ENVIRONNEMENTALE ET LA DEMOCRATIE

Depuis plus de mille ans Venise est la ville symbole de l’équilibre entre les hommes et et la nature. Sa magie naît et vit dans l’extraordinaire harmonie entre artifice et natura, terre et eau, ville et Lagune

Cet équilibre très fragile est gravement menacé par l’industrie du tourisme massif et ces immenses paquebots, très polluantes, et dangereux pour la préservation d’une ville classée patrimoine mondiale de l’Unesco. Les paquebots sont le symbole de l’arrogance de multinationales et de la corruption d’une classe plotique cédée à la sauvegarde de profits privès au détriment du bien commun.

Venise est toutefois vivante, contrairement à ce que veullent les compagnies de croisière, le ministre des transports Del Rio, l’autorité portuaire et le maire Brugnaro.

De plusieurs années, les Venitiens se réunis avec le collectif “Comitato No Grandi Navi” pour se battre contre le transit des ces monstres à l’interieur de la Lagune et contre les projets de croisement et de développements des nouveaux canaux à l’interieuer de la Lagune même (il faut s’imaginer qu’on puisse batir une nouvelle autoroute dans une réserve naturelle).

Le chaos institutionnel est total! Depuis quelques annés plusieurs projet on été présentés. Tous entravés par le “Comitato” et rejetés par la Commission EIE (Estimation d’impact environnemental).

Malgré tout cela, le ministre des transports, l’autorité portuaire et le maire persistent dans la presentation de deux projets absurds et dévastateurs avec le but de garder les paquebots à l’interieur de la Lagune: 1) elargir et creuser le vieux Canal Vittorio Emanuele, daté au 1925 et inutilisé depuis plus de trente ans, pour permettre, encore une fois,  aux paquebots d’arriver à l’interieur de la ville; 2) le  projet de construction du nouveau port des croisière dans la zone industrielle de Porto Marghera.

Et aussi un trosième projet qui combine les deux décrits ci-dessus.

Le conséquences écologiques et humanies de ces deux projets sont très graves:

  • creusement des plus de six million de mètres cubes de boues pollués et polluants;
  • menace d’accidents chimiques avec le transit des navires dans les zones soumies à la protection civile et aux Directives Seveso;
  • interférence négative pour les activités productives et portuaires commerciales de Porto Marghera;
  • production de nouveaux effects devastatuers pour le très délicat écosystème de la Lagune.

En effet, les deux projets, présentés auparavant, ont été rejetés par nombreux espertises techniques negatives.

Contre ces projets le “Comitato” continue à s’opposer et à répéter: “Sortez, les paquebots de la Lagune!”

Notre Lagune a été deja compromise par un projet autant superflue et dommageable, celui du MOSE arrosé de corruption et de pots-de-vin.

Venise est une ville uniqe, et aussi un symbole mondial.

Rejoignez le “Comitato” le 23 et 24 semptembre 2017 pour que Venise devienne la caisse de résonance des luttes d’aujourd’hui, en Italie comme en Europe, pour protéger nos territoires, et obtenir justice environnementale et democratie.

S’il ne manque pas des travaux publiques superflues et dommageable, il ne manque pas non plus de merveilleux examples de resistence: contre le réseau ferroviaire à grande vitesse, la construction d’aéroports, le forage et l’industrie pétrolière, la pollution des sols, de l’aire et de l’eau et la dégradation du territoire avec son bétonnage effréné. Lutte contre l’exploitation du territoire après un tremblement de terre ou après d’autres catastrophes, l’extraction du charbon et l’exploitation minière et bien plus encore.

Lutte pour un nouveau modèle de développement qui tienne compte de la justice climatique et pour une idée différente de société, qui se fonde sur le respect des vouloirs de citoyens et non pas sur l’accomplissement des appétits des ceux qui veulent exploiter les territoires au prix du profit ou du calcul politique.

Le 18 juin le “Comitato” a organisé un référendum populaire autogéré. Le succes a été massif et immédiat. En neuf heures seulement, plus de 18.105 citoyens ont participé. Tous les media nationaux et internationaux ont parlé de cette journée comme exemple de démocratie directe. 17.874 citoyens on voté OUI à l’éviction des paquebots de la Lagune et à l’interdiction des nouveaux creusements et élargissements dans la Lagune.

Le “Comitato” vous attende le 23 et le 24 septembre à Venise pour se rencontrer, débattre des revendications et concevoir une stratégie. Ensemble nous serons plus forts. Commençons une nouvelle saison européenne de lutte et de mobilisation.

PROGRAMME

23 septembre 2017 – de 17h à 20h

Atelier et session plénière

“La Difesa dei Territori, la giustizia ambientale, la democrazia”

24 septembre 2017 – de 15h à 21h

Rive et Canal de la Giudecca

Action Day! Blockade!

Bloquons nous les paquebots! Et demandons justice environnementale pour tous les territoires d’Europe!

VENEDIG 23.-24. SEPTEMBER 2017
AUFRUF AN DIE EUROPÄISCHEN BÜRGERBEWEGUNGEN FÜR DIE VERTEIDIGUNG VON
TERRITORIEN, UMWELTGERECHTIGKEIT UND DEMOKRATIE
Seit mehr als tausend Jahren ist die Stadt Venedig ein Symbol für das Gleichgewicht zwischen
Mensch und Natur; ihre Magie entsteht und lebt von der außergewöhnlichen Verbindung
zwischen dem Künstlichen und der Natur, zwischen Stein und Wasser, zwischen Stadt und
Lagune.
Ernsthaft bedroht wird dieses fragile Gleichgewicht durch die Maschinerie des
Massentourismus; und einer ihrer schlimmsten Aspekte sind die Mega-Kreuzfahrtschiffe:
überdimensional große, umweltverschmutzende Schiffe, welche die Unversehrtheit der
UNESCO-Welterbe-Stadt bedrohen. Es sind schwimmende Symbole der Arroganz der
multinationalen Konzerne und der Korruption einer Politikerklasse, welche persönlichen Profit
über den Schutz des Gemeinguts stellt.
Aber Venedig lebt, im Gegensatz zu dem, wie die Kreuzfahrtgesellschaften, der
Verkehrsminister Del Rio, die Hafenbehörde und der Bürgermeister Brugnaro die Stadt gerne
hätten.
Seit vielen Jahren kämpft die Stadt mithilfe der Bürgerbewegung „Comitato No Grandi Navi –
Keine grossen Schiffe“ gegen die Durchfahrt dieser Monster durch die Lagune – mit besonderer
Betonung auf die gesamte Lagune – und gegen mögliche Grabungen neuer Kanäle in derselben
(vergleichbar mit dem Bau einer Autobahn in einem Naturschutzgebiet).
Bei den zuständigen Institutionen herrscht totales Chaos! In den letzten Jahren wurden
verschiedene Projekte vorgestellt, gegen die die Bürgerbewegung mit allen Mitteln opponiert
hat und die von der VIA-Kommission (Kommission zur Bewertung von Umweltauswirkungen)
allesamt abgelehnt worden sind.
Nichtsdestotrotz bestehen der Verkehrsminister, die Hafenbehörde und der Bürgermeister auf
der Präsentation zweiter Projekte – absurde und zerstörerische Hypothesen, deren Ziel es ist,
die Mega-Kreuzfahrtschiffe in der Lagune zu behalten: das Projekt Kanal Vittorio Emanuele, das
vorsieht, einen alten, seit mehr als 30 Jahren ungenutzten Kanal aus dem Jahr 1925 in doppelter
Breite und Tiefe auszuheben, um die Kreuzfahrtschiffe erneut in der Stadt ankommen zu lassen,
sowie ein Projekt für neue Anlegestellen für die großen Kreuzfahrtschiffe im Industriegebiet des
Hafens von Marghera. Zudem gibt es die Hypothese einer gemischten Lösung aus den beiden
oben beschriebenen Projekten.
Beide Projekte würden Grabungen von mehr als 6 Millionen Kubikmetern verunreinigtem und
umweltverschmutzendem Schlamm erfordern und bergen außerdem das Risiko chemischer
Unfälle durch die Durchfahrt der Kreuzfahrtschiffe durch Zonen (Industriegebiet des Hafens von
Marghera), die Zivilschutzplänen und der Seveso-Richtlinie unterliegen.
Beide Projekte hätten negative Auswirkungen auf gewerbliche und Handels-Geschäfte im Hafen
von Marghera und im Kanal Malamocco-Marghera.
Beide Projekte wurden bereits in der Vergangenheit präsentiert und von einer Riesenwelle
ablehnender Expertisen und Meinungen von Technikern verschiedenster Behörden und
Institutionen hinweggespült.
Beide Projekte würden neue zerstörerische Auswirkungen auf das empfindliche Ökosystem der
Lagune haben.
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Die Bürgerbewegung „No Grandi Navi“ wird sich mit ganzer Kraft gegen diese neuerlichen
Schandtaten wehren und wie immer sagen: große Kreuzfahrtschiffe raus aus der Lagune!!
Unsere Lagune wurde bereits in ein anderes großes, unnützes und zerstörerisches, öffentliches
Bauvorhaben involviert, welches vor allem einen unendlichen Strudel an Bestechungsgeldern
und Korruption verursacht hat: das MOSE-System!
Venedig ist eine einzigartige Stadt, das steht fest; sie ist aber gleichzeitig auch ein globales
Symbol.
Wir wünschen uns, dass unsere Stadt für zwei Tage zum Resonanzboden wird für all jene
Widerstandskämpfe unserer heutigen Zeit, die in Italien und in Europa für die Verteidigung der
Territorien, für ökologische Gerechtigkeit und Basisdemokratie ausgefochten werden.
Es gibt mehr als genug unnütze und gefährliche Projekte, aber zugleich fehlt es auch nicht an
wundervollen Beispielen des Widerstands: gekämpft wird gegen HochgeschwindigkeitsBahnstrecken,
gegen den Bau von Flughäfen, gegen Bohrungen und die Erdölindustrie, gegen
Boden-, Luft- und Wasserverschmutzung, gegen die Zubetonierung der Landschaft, gegen die
spekulative Ausnutzung von Erdbeben und anderen Naturkatastrophen, gegen den Kohleabbau
und die Bergwerksindustrie und gegen vieles mehr.
Gekämpft wird also in der Tat auch für ein Entwicklungsmodell, welches Klimagerechtigkeit und
eine andere Vorstellung von Gesellschaft beinhaltet, welches den Willen der Bewohner der
betroffenen Gebiete respektiert und nicht nur die Profitgier und politische Berechnung
derjenigen, die diese Gebiete ausbeuten wollen und sie dadurch zerstören.
Am 18. Juni 2017 haben wir eine selbstorganisierte Volksabstimmung durchgeführt. In 9
Stunden haben mehr als 18.105 Personen teilgenommen: ein überwältigender Erfolg, über den
in allen nationalen und internationalen Medien berichtet wurde, als Beispiel für direkte
Basisdemokratie! 17.874 Personen haben mit Ja gestimmt für eine Verbannung der großen
Kreuzfahrtschiffe aus der Lagune und für ein Verbot neuer Grabungen in der Lagune.
Am 23. und 24. September erwarten wir Euch daher in Venedig, um uns zu treffen, uns
auszutauschen, eine gemeinsame Strategie zu entwickeln und um zu handeln, denn von hier
kann ein neuer europäischer Zyklus des Widerstand ausgehen.
PROGRAMM
23. September 2017 – von 17 bis 20 Uhr
Sala San Leonardo – Cannaregio 1584
Workshop and Plenary Session
„Verteidigung von Territorien, Umweltgerechtigkeit, Demokratie“
24. September 2017 – von 15 bis 21 Uhr
Canale della Giudecca und Kanalufer
Action Day! Blockade!
Wir blockieren die Mega-Kreuzfahrtschiffe! Wir fordern ökologische Gerechtigkeit für alle
Territorien in Europa!
Venedig, 15. Juli 2017 COMITATO NO GRANDI NAVI – LAGUNA BENE COMUNE
Um teilzunehmen, schreiben Sie bitte eine E-mail: nobigship@gmail.com

 

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  1. L’alternativa non è portando le mega navi fuori dal porto o in qualsiasi luogo in laguna che si risolve il problema; quella VERA è composta da punti nodali: 1) Riequilibrare la pestifera economia del turismo di massa innestando nuove economie generatrici di residenti di tipo permanente; 2) Ridurre, qualificare, gestire, tassare i flussi turistici.

    ; “Economia da Mar”, il futuro che non rinuncia al passato, per una Vera Rinascita Marciana

    PROGETTO ARZANA’

    Sono duecento anni che si continua a commettere errori & orrori, volendo progettare una Città economicamente diversa (prima con la chimica industriale, poi con il turismo di massa) da quella che ben funzionò per molti secoli. Si deve ritornare alla fonte economica primaria, quella scientificamente soppressa dalle occupazioni napoleoniche e austriache, ma che fu “dimenticata” anche con l’unità d’Italia e pure con la Repubblica Italiana: “Il Mare”.
    Persistere nel non vedere e nel non comprendere le infinite prerogative che tale indirizzo economico significò per lo Stato Veneto e, le eccezionali potenzialità che la sua riabilitazione potrebbe ancora concederci (non solo quale specchio del passato, ma quale immagine del futuro), sono da considerarsi una gravissima ottusità politica.

    C’è chi, scandalosamente per interesse o per demenza, vorrebbe oggi destinare l’Arsenale (ben trentatré ettari soggetti al Demanio militare, in gran parte inutilizzati da oltre sessant’anni), per ingrassare, ancora una volta, il becero ed effimero business legato al turismo globale, mascherandolo con attività culturali come il grande “Museo del Mare” o la concessione di nuove aree alla “Biennale”.

    Ripetiamo, becero ed effimero perché poco porterà nelle casse pubbliche, vuoi per la colossale evasione fiscale radicata in tutte le attività economiche che ruotano attorno a questa economia, vuoi per il lavoro nero che inevitabilmente produce, vuoi perché l’accordo tra Stato e Comune, prevede che gli introiti del business siano ad esclusivo beneficio dell’Agenzia del Demanio (51%) mentre al Comune veneziano (49%) rimarrebbe la sola gestione degli addetti alla futura area museale (ovvero voti al sistema).

    Non solo, l’area in questione, come un nuovo Cavallo di Troia, richiamerebbe migliaia di turisti, escludendo per sempre il sogno di una restaurata talassocrazia veneziana. Ciò contrasta non poco, con la volontà dei pochi ahimè lasciatecelo dire, saggi e pochi Venexiani, eredi e custodi della Storia millenaria di questa ex Capitale, che reclamano il diritto dovere di indicare soluzioni produttive, che creino le basi per un serio ripopolamento della Città, dando soluzioni alternative alle scellerate, indecenti e arroganti proposte dei politicanti che porterebbero alla fine della Civiltà anfibia e seconda definitiva resa della Città d’acqua agli interessi del nefasto turismo globale.

    E’ in questa prospettiva di rilancio economico, che vorremmo la restaurazione dell’Arsenale, quale fulcro strategico e formativo dell’economia del “Mare” ed eccezionale volano propulsivo in grado di innescare lavoro e benessere in tutto il Triveneto. In definitiva, vorremmo per tale area, storicamente “Fucina di galee”, potesse diventare “Fucina delle intellighenzie & delle idee”, chiave di volta: un ambizioso progetto per l’attivazione di una realtà multi-disciplinare d’eccellenza, tutta declinata sull’Economia del “Mare” e articolata in sette comparti:

    *** POLO UNIVERSITARIO, riutilizzando l’attuale sede del Museo Navale, perfettamente adatta all’insediamento dell’Università del Mare con tutte le facoltà del settore: Ingegneria navale, Scienze per la progettazione di waterfront, Architettura navale, Domotica navale, Economia della Navigazione, Trasporti marittimi e fluviali, Sicurezza e Diritto internazionale marittimo, Scienze della conservazione alimentare in ambiente marino, Scienze zootecniche (acquacoltura), Logistica portuale e navale, Sistemi portuali intermodali, Biotecnologie marine, Robotica navale, Scienze e materiali per l’ambiente marino, Scienze delle previsioni meteorologiche, Scienze delle energie dinamiche marine (idrodinamica: onde – correnti – maree), Informatica navale, Geografia del mare, Archeologia navale, Tecniche di trasporto e restauro in ambiente marino ecc., per porsi quale Centro Studi d’eccellenza del futuro “Porto diffuso dell’Adriatico”.

    *** POLO RICERCHE, piattaforma tecnologica per la ricerca scientifica avanzata gestita da un Consorzio pubblico-privato costituito tra Università del Mare e Associazioni Industriali del settore (nuovi materiali marini, biologia marina, motori marini ibridi, meccatronica, green economy: sole, onde, correnti, maree, alghe), il tutto rigorosamente rivolto al mare.

    *** POLO CULTURALE, l’insediamento di un ridotto Museo del Mare (solo imbarcazioni veneziane, con sezione specifica di archeologia umida; concentrazione nel sito, delle varie raccolte librarie e documenti presenti in Città della storia navale veneziana “Stato da Mar”, ecc.) e nient’altro. Questo luogo deve ritornare produttivo per il futuro della Città.

    *** POLO PROFESSIONALE, area specifica, per l’insediamento di Istituti professionali per il Mare (Studi Alte Strategie Militari della Marina Italiana e l’Istituto Statale Nautico Venier ex Cini).

    *** POLO INDUSTRIALE, improntando uno spazio logistico, base operativa indispensabile per la manutenzione del “Mose”, e per qualsiasi altra attività manutentiva marittima (dagli argini alle barene, dai canali di navigazione marittima alla periodica escavazione dei canali interni, la Città).

    *** POLO ARTIGIANALE, destinando spazi sufficienti per la piccola cantieristica di nicchia, si ritiene, infatti, fondamentale non perdere le conoscenze delle arti costruttive e di riparazione delle imbarcazioni tipiche veneziane, gondole in primis, comprendendo una sezione speciale dedicata alle tecniche di restauro per l’archeologia umida navale.

    *** POLO SPORTIVO, nella considerazione della notevole concentrazione del mondo giovanile che verrebbe a costituirsi, è intuitiva l’opportunità di insediare un Centro Sportivo dedicato a tutte le molteplici discipline che hanno a che fare con l’acqua (canottaggio, vela, associazioni remiere alla veneta con scuole annesse, nuoto – ovviamente compresa la presenza di piscina olimpionica).

    Il progetto inoltre, dovrebbe comprendere spazi da destinare a sottoservizi quali: mense, aule, sale convegni ecc., con particolare attenzione alla residenza degli studenti, docenti e operatori del Centro multi-disciplinare, per non ricadere nel grave errore di scaricarne la domanda sul mercato immobiliare privato veneziano contribuendo a elevarne stupidamente il valore come già accaduto.

    Lo scopo essenziale di quest’area strategica, sarà la formazione della futura classe dirigente, ben preparata, per la necessaria riconversione e bonifica delle aree oggi soggette alla chimica-industriale presenti in gronda lagunare; in buona sostanza ponendo le condizioni per la creazione di posti di lavoro mirati alla gestione economica del più esteso water front europeo e in grado di attivare qualsiasi realtà industriale, artigianale, commerciale e del terziario avanzato che con il “Mare” avesse a che fare.

    PROGETTO GRONDA LAGUNARE

    *** CANALE DEI PETROLI
    Fondamentale la sua arginatura (anche con semplici burghe), ciò fermerebbe l’attuale smottamento delle gengive all’interno di questo canale artificiale, provocato dal notevole traffico navale lungo il suo percorso (onde e risucchio), determinando la sua continua e costosa escavazione per mantenerlo navigabile.

    *** AREA SAN LEONARDO (Terza cassa di colmata)
    Logisticamente perfetta allo scopo, in questo scenario, strategico ipotizzare la costruzione di un nuovo porto intermodale e crocieristico veneziano più vicino al mare come Porto S. Leonardo (fronte porto Malamocco, terza cassa di colmata – distante solo 5 km dal mare e non venti come l’attuale Porto Marghera), ciò significa una minor manutenzione ed escavo canali, soprattutto, meno tempo di percorrenza per raggiungere lo scalo per gli armatori; tutto questo determinerebbe vantaggi concorrenziali con altri porti dell’Adriatico e comunque una soluzione meno invasiva del territorio lagunare di quella oggi prospetta dall’Autorità portuale e cioè di ormeggiare le mega navi da crociera a Porto Marghera. Inoltre, il retro-porto, costituirebbe una piattaforma logistica di sostegno al futuro distretto marittimo che si dovrebbe attivare lungo tutto il waterfront lagunare sud, creando possibili interazioni con la vicinissima idrovia PD – VE e con la futura nuova autostrada Romea, non dimenticando per quest’ultima di collegarla con una bretella stradale al nuovo Porto San Leonardo, decisivo poi, interconnetterlo con Marghera, Mestre e Venezia attraverso il sistema metropolitano comunale di superficie.

    *** ANTICO ARGINE “SAN MARCO”
    Si prevede la sua ricostituzione (di alcune parti) al fine di separare fisicamente le acque dell’attuale canale di navigazione (da porto San Leonardo a Porto Marghera), dalle acque della laguna. Così facendo, le sostanze inquinanti, in caso di dilavamento delle aree industriali, sarebbero canalizzate direttamente a mare (anticamente invece, la funzione dell’Argine, consisteva nel dirottare le acque melmose provenienti dai vari fiumi al fine di non alterare e interrare le barene limitrofe). Inoltre l’argine potrebbe meglio preservare le barene limitrofe dal traffico navale per raggiungere Porto Marghera.

    *** ALTRE AREE TRA LA TERZA CASSA DI COLMATA E FUSINA
    Da destinarsi all’insediamento agevolato di qualsiasi attività industriale, artigianale, commerciale, di servizi del terziario che con il “Mare” avessero a che fare (Cantieristica specialistica per la nautica da diporto, compresi grandi yacht; Alimenti specifici per la navigazione; Accessoristica e Arredamento navale; Attrezzature per la pesca; Biotecnologie marine; Abbigliamento per l’ambiente marino; Cavi speciali sottomarini; Cordami; Dissalatori di nuova generazione; Forniture elettroidrauliche; batterie navali: Forniture di bordo; Impianti elettrici-navali; Impianti fotovoltaici marini; Impianti radar e satellitari; Mareografi; Motori marini; Pompe idrauliche; Piattaforme sottomarine; Pontoni galleggianti modulari; Ponti fluviali; Prodotti alimentari specifici in ambiente marino; Sistemi informatici navali; Radar navali; Robot e Robotica navale; Sottomarini; Sistemi antinquinamento marini e portuali; Sistemi meccatronici marini; Sistemi di segnalazione tsunami–maremoti; Sistemi di dragaggio lagunare e fluviale; Sistemi di movimentazione merci areo-portuali: Sistemi di sicurezza per la navigazione; Sistemi di comunicazione marittima, GPS e radiotelefonia mobile; Sistemi informatici navali e Meteo; Sistemi propulsivi marini bio-compatibili; Vernici speciali per l’ambiente marino.

    *** AREA FUSINA
    Quale nuova porta d’ingresso dei flussi turistici per Venezia in sostituzione del Tronchetto: garage, parcheggi, alberghi, ristorazione, porticciolo, camping, stazione della metro di superficie, di navigazione lagunare veloce (Hovercraft) e ferry-boat per il Lido.

    *** PORTO MARGHERA
    La riconversione dell’area, da destinarsi allo sviluppo della cantieristica navale, rimorchiatori, mezzi di navigazione per il trasporto pubblico e tutte le attività economiche sinergiche di contorno che sono tantissime.
    Avendo disponibili notevoli superfici perfette allo scopo (terra – acqua), e considerando la probabile concentrazione di attività marittime nell’area, auspichiamo l’insediamento di un polo fieristico per la nautica veneziana (dalle barche all’accessorio, dall’alimentazione all’abbigliamento specifico).
    Potremmo insediare una Cinecittà Veneta per la produzione televisiva e cinematografica nella considerazione che a due passi esiste il più fantastico palcoscenico del mondo.
    Positiva l’idea del prospettato progetto “Cittadella della Moda di Cardin”, a Marghera anche nella considerazione delle interazioni e possibili sinergie che ne scaturirebbero con l’area industriale calzaturiera posta nella vicina Brentana.

    PROGETTI INSULA VENEZIANA

    *** TRONCHETTO
    La creazione di una grande piattaforma logistica agroalimentare. Quest’area strategica, perfetta allo scopo di ottimizzare gli alti costi di distribuzione dei consumi alla Città d’acqua, e quelli al sistema aeroportuale locale, dovrebbe comprendere oltre ai Mercati Generali di ortofrutta e ittico, anche la carne già macellata e la florovivaistica. Supportato da un polo grossisti che riunisca tutte le categorie merceologiche sull’esempio di Padova e Bologna; completo di banchine coperte di carico e scarico (gomma – acqua) per l’inter-scambio merci (comprese quelle specialistiche per il materiale edile, lo imporrebbero le continue e numerosissime opere di manutenzione nella Città d’acqua). Inoltre non dovrebbe mancare un magazzino del freddo e un grande deposito unitario custodito per le merci in transito. Aspetto fondamentale, la movimentazione unitaria delle merci, che potrebbe essere gestita da consorzio pubblico-privato con lo scopo funzionale di riunire in un’unica consegna le varie ordinazioni merceologiche fatte da uno stesso cliente nella piattaforma; opportunità questa che aprirebbe la strada per una pianificazione strategica delle merci in Città con una notevolissima riduzione del moto ondoso e meno inquinamento aereo e da solfatazione della Pietra d’Istria. Per finire: 1) La vicinanza della piattaforma alla Città, il nuovo collegamento teleferico con Piazzale Roma (People Mover) la rende comodamente e velocemente raggiungibile; 2) La possibile rapidità della consegna; 3) L’esercente otterrebbe rifornimenti “just in time” con conseguente riduzione dello stock merci destinato a magazzino; 4) La gestione razionalizzata delle merci e conseguentemente la consegna unica, consentirebbe al consumatore finale un grosso risparmio nelle spese di trasporto.

    *** MARITTIMA
    La riconversione dell’area in una Cittadella per la nautica da diporto, darsene specialistiche per grandi yacht e la nautica da diporto (sia per ospiti che residenti), e quelle da destinare alle barche a remi, offrirebbe finalmente ai veneziani e al turismo nautico una piattaforma per l’assistenza e/o appoggio alla nautica a 360° gradi. Dotata di cabina elettrica di trasformazione (necessaria all’alimentazione delle imbarcazioni alla fonda presenti in darsena abbattendo fonti inquinanti aeree e sonore), fosse settiche di drenaggio acque nere e di sentina; officine cantieristiche per la manutenzione di barche e motori; distributori di carburanti; albergo, ristoranti; istituto bancario; ufficio postale; ufficio turistico; servizi igienici pubblici; pronto soccorso; internet-point; megastore commerciale specializzato per la nautica; supermercato specializzato per alimenti dedicati alla nautica; area riservata per uffici amministrativi e assicurativi; darsene per Autorità Portuale e Capitaneria di Porto; VVFF; Sanità Marittima; Guardia di Finanza; stazione Carabinieri ecc.. Finalmente riqualificheremmo il turismo nautico offrendo un Centro nautico degno della millenaria Città marinara.

    *** ISOLA CERTOSA, IDROSCALO, FORTE SANT’ANDREA
    A due passi dal porto di San Nicolò e dall’aeroporto Nicelli di Lido, queste località sono considerate aree strategiche a tutti gli effetti. Infatti, riutilizzare l’Isola della Certosa e quella del Forte Sant’Andrea costituiscono, assieme al possibile riutilizzo dell’Idroscalo aereo, un polo d’interconnessione areo-anfibio (idrovolanti & mezzi nautici) di notevole potenzialità economiche e di prestigio. Inoltre, lo sviluppo di un porticciolo nautico potrebbe rivitalizzare anche il vicinissimo Forte di Sant’Andrea che potrebbe essere trasformato in un ambiente ricettivo-culturale, ideale come (museo delle difese marittime dello Stato da Mar Veneziano), sostenuto da attività economiche di controllo dei territori quali: albergo, bar e ristorazione.

    *** PROGETTO MOBILITA’ PUBBLICA
    Per meglio coordinare questo insieme di progetti economici, è fondamentale innovare l’attuale sistema ottocentesco di navigazione pubblico. Potrebbe ben assolvere tale compito, l’Hovercraft per cinque validi motivi:

    *Interconnette esternamente e velocemente la Città anfibia con le sue isole e la terraferma, collegando la laguna nord con quella sud attraverso una sopraelevata pedonale a scavalco la stazione ferroviaria di Santa Lucia.

    *Consente di percorrere tracciati rettilinei (non intralcia la navigazione tradizionale non essendo condizionato dal percorso dei canali), inoltre la navigazione può avvenire contemporaneamente sia sull’acqua, che sulla barena.

    *Unico sistema di navigazione marittima in caso di laguna ghiacciata.

    *Ben distribuisce i flussi in entrata della città d’acqua (pendolari e turisti – attraverso tre Stazioni centrali d’interconnessione: Ferrovia S. Lucia area nord e sud (collegate attraverso passaggio sopraelevato con tapis roulant) – Sant’Elena – Lido S.M. Elisabetta).

    *Rivitalizza sotto il profilo socio-economico tutte le isole minori della Laguna attraverso Reti locali di sostegno (interconnettendo velocemente le numerose isole minori poste in laguna nord e laguna sud).

    COMITATO ULTIMI VERI VENEXIANI
    ultimiverivenexiani@gmail.com
    Portavoce: Pietro Alvise Gaggio

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