IL COMITATO NOGRANDINAVI INCONTRA LUIGI DE MAGISTRIS

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2018 01 31 LUIGI DE MAGISTRIS-1

2018 01 31 incontro con LUIGI DE MAGIS2018 01 31 incontro con LUIGI DE MAGISTRIS 

[Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, incontra il Comitato NO Grandi Navi di Venezia.

Modera: Egidio Giordano: Stop Biocidio – Coordinamento demA

Abbiamo intitolato questo incontro “dalla città oltre la città”, perché i temi che hanno incarnato l’esperienza municipalista partenopea sono quelli cari al comitato no grandi navi e a quanti si battono per la giustizia sociale ed ambientale. Parliamo di tutela dei beni comuni, del primato dei diritti sociali e di un’idea di gestione del territorio che ha sposato le battaglie della rete Stop Biocidio. DemA si è tenuto alla larga dalla prossima tornata elettorale, ma non rinuncia a parlare al paese. Un libro di recente uscita, “Demacrazia” (Fandango Libri), del giornalista Giacomo Russo Spena, racconta il progetto di de Magistris, quello del prossimo lancio del suo movimento (previsto per le elezioni europee del 2019) su scala nazionale. L’incontro sarà dunque l’occasione giusta per incalzare il sindaco sui contenuti di questo progetto e sulla sfida dell’allargamento del modello di co-gestione che ha caratterizzato il recente “rinascimento partenopeo”. ]

 

 

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  1. Buongiorno, purtroppo non sarò presente ma mi farebbe davvero piacere rimanere aggiornato su come andrà l’incontro.
    Grazie e complimenti per il lavoro che state svolgendo.

    Claudio

  2. Grande successo. Sala strapiena. Luigi de Magistris «Io vi conosco, seguo le lotte dei comitati. Dalla battaglia no navi, a quelle contro l’inquinamento e per una città non diseguale. Quando mi sono candidato nel 2011 è stata un’idea per follia e per amore.
    Sono sindaco in una città tra le più difficili, e voglio ricordarvi che le mafie – senza tritolo – non sono da considerarsi meno pericolose, anzi entrano nelle istituzioni e diventano più forti. Noi abbiamo bisogno di un cambiamento sociale e culturale forte, che rovesci l’idea che chi si mette di persona ad operare il cambiamento sia considerato “folle” o “sovversivo”, ma che diventi la “normalità”.
    Noi siamo una città che resiste, a partire dalla resistenza antifascista per arrivare alla resistenza per la salvaguardia della salute, dei diritti. E i movimenti territoriali, sociali, sono bravi in questo. Perché stanno nei territori quotidianamente. Se populismo significa strumentalizzare le paure e il popolo io non lo sono. Ma se significa stare in mezzo alla gente, ascoltare, essere a servizio, allora sì. Questa è l’esperienza napoletana.»

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