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NO GRANDI NAVI, IL NUOVO APPUNTAMENTO

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7-8 GIUGNO 2014. TUTTI A VENEZIA!!!

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7giugno

7-8 GIUGNO TUTTI A VENEZIA PER FERMARE LE GRANDI NAVI.
GIORNATE DI MOBILITAZIONE PER SALVARE LA LAGUNA BENE COMUNE
CONTRO LE GRANDI OPERE

La battaglia contro le Grandi Navi a Venezia è arrivata a un punto cruciale.

Da quando due anni fa è nato il movimento di cittadini che si batte contro i mostri del mare, numerose indagini hanno dimostrato come queste “grandi opere galleggianti” danneggino irreparabilmente un ecosistema fragile come quello della laguna veneziana, attentando ogni giorno alla nostra salute: dall’inquinamento atmosferico causato dalle polveri sottili, pari alle emissioni di 14.000 automobili, a quello elettromagnetico, provocato dai radar costantemente accesi delle navi attraccate nel cuore del popolato quartiere di Santa Marta, dall’erosione dei fondali, che avviene al loro passaggio, allo spostamento di masse d’acqua enormi, che danneggiano rive e palazzi e molto altro ancora.

Ma numerose sono state anche le battaglie che ci hanno visto protagonisti e con le quali abbiamo tentato in tutti i modi di interrompere questo disastro, utilizzando le nostre barche e i nostri corpi, opponendoci a chi da Roma voleva decidere del destino della nostra città.

Tutto questi sforzi sono riusciti a far emergere la drammaticità di questa situazione veneziana, non solo sul piano nazionale, ma anche su scala internazionale. Siamo riusciti a ottenere che l’amministrazione locale si schierasse e a costringere il governo centrale a occuparsi del problema. Ma le cosiddette “soluzioni” attorno alle quali si stanno accordando il ministro delle Infrastrutture Lupi, quello dell’Ambiente Galletti e le lobby della crocieristica sono tra le peggiori che ci potessimo aspettare. Lo scenario potrebbe addirittura essere quello dell colpo di grazia per la Laguna veneta, già resa fragile dal passaggio delle navi da crociera e da cinquant’anni di politiche di sviluppo insostenibili e azzardate.

Come tutte le grandi opere, il previsto scavo del canale Contorta-Sant’Angelo è imposto da quei poteri forti che vogliono mantenere la centralità dell’attuale Terminal Passeggeri alla Marittima, e che si coagulano attorno alla figura di Paolo Costa (ex rettore di Ca’ Foscari, ex sindaco di Venezia, ex ministro delle Infrastrutture e Trasporti, ex commissario governativo per la realizzazione della base USA Dal Molin a Vicenza). Quando Costa parla di “ricalibrare” il canale Contorta-Sant’Angelo, attualmente già esistente, profondo meno di 2 metri e largo circa 4, cerca in realtà di vendere un’operazione invasiva e distruttiva: uno scavo che lo porterebbe a 10 metri di profondità e una larghezza di 200, nel bel mezzo della laguna. Sarebbe come “ricalibrare” un sentiero di montagna in un’autostrada! Le conseguenti erosioni dei fondali, e il collegamento diretto tra il canale dei Petroli e il cuore del centro storico di Venezia, renderebbero la città un vero e proprio braccio di mare, sempre più vulnerabile alle ondate di marea.

Tutto questo quando le alternative per vietare subito il transito in laguna delle grandi navi incompatibili e per portare fuori dalle bocche di porto il loro approdo, mantenendo e anzi creandi nuovi posti di lavoro, sarebbero a portata di mano!

Di fronte a questa situazione, a un passaggio fondamentale della battaglia di un’intera città, Venezia, per il proprio futuro di comunità, invitiamo tutte e tutti a una nuova straordinaria mobilitazione: non solo per riaffermare che le grandi navi devono stare fuori dalla Laguna, ma anche per dare più forza a tutte le lotte che ci vedono impegnati, per ribadire che i beni comuni non possono essere svenduti o messi a profitto, per contrastare la logica della distruzione del territorio e quella delle grandi opere che favoriscono l’intreccio tra affari e politica, cioè sempre le stesse lobby che, dal Passante al project financing ospedaliero, dalla Pedemontana al Mo.S.E., dall’autostrada Mestre-Orte fino allo scavo del Contorta grandi navi, sostengono questi progetti inutili e devastanti, fino ad alimentare le cosiddette “economie criminali”.

La battaglia per allontanare definitivamente i “mostri del mare” dalla Laguna è arrivata ad uno snodo decisivo: la posta in gioco è alta e deve essere compresa da tutti sia a livello nazionale sia internazionale. A tutte le realtà sociali e a tutti i cittadini di Venezia, ma non solo, chiediamo quindi di costruire e partecipare insieme a noi a due giornate d’iniziativa per fermare una volta per tutte le grandi navi, per impedire che queste “grandi opere galleggianti”, i poteri forti e gli interessi parassitari che le governano, continuino a entrare nella nostra città. Perché la laguna torni a essere un bene comune per chi la vive e la difende.

Sabato 7 e domenica 8 giugno vi invitiamo tutte/i a manifestare con noi a Venezia!

Assemblea NoGrandiNavi

Venezia, 14 maggio 2014

INTANTO, ALLE SALE DOCKS, MOSTRA COLLETTIVA “YOU ARE NOT WELCOME”

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5 giugno – 13 luglio 2014

Dal giovedì alla domenica h 15-19

S.a.L.E. Docks, Dorsoduro 265, Venezia

YOU ARE NOT WELCOME è una mostra collettiva che raccoglie il lavoro di Gli Impresari, Elena Mazzi, Outofline Photo Collective, Claudia Rossini, Luca Pucci, Eleonora Sovrani, Zerozak intorno al tema del passaggio delle grandi navi in laguna.

Lo scorso anno 548 navi da crociera hanno attraversato Venezia per un totale di 1.815.823 passeggeri. L'inquinamento prodotto da queste navi che è in media 2700 volte superiore a quello di un mezzo terrestre, rappresenta una seria minaccia per la salute dei cittadini e per la sopravvivenza dell’ecosistema lagunare. Oltre alla questione ambientale il transito delle grandi navi racchiude in sé numerose problematiche: dal modello di turismo che propongono alla messa a rischio del patrimonio storico monumentale. Il loro formato fuori scala ha un impatto profondo non solo sulla vivibilità della città, ma anche sull’immaginario collettivo dei suoi abitanti e di coloro che la visitano, modificandone definitivamente la percezione comune.
Questo cambiamento, colto dagli artisti in mostra, è stato affrontato in tempi e modalità differenti. Video, installazioni, serie fotografiche mettono in luce i molteplici aspetti dell'attraversamento delle navi da crociera, e i loro effetti su una città fragile come Venezia.
La mostra, che diventa terreno di discussione sulla sostenibilità (o meno) del modello crocieristico, offre uno spunto di riflessione sul parallelismo che intercorre tra grandi navi e grandi opere, entrambe occasione di profitto e rapina dei territori, entrambe sostenute dall'intreccio tra politica ed affari, entrambe segnate dalla negazione del diritto dei cittadini di poter decidere sulla propria terra e sulle proprie acque.

Da sempre S.a.L.E. Docks vede nelle pratiche artistiche uno strumento di analisi e di intervento e di fronte a un fenomeno di questa portata non può far altro che provare a darne una lettura critica, perché parlare di grandi navi significa parlare della città che viviamo e di come vorremmo fosse.

Per info e contatti saledocks@gmail.com

SOLO MENTI CONTORTE POSSONO CONCEPIRE LO SCAVO DEL CANALE CONTORTA IN LAGUNA

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D'Alpaos

Da ‘La NuovaVenezia’ online del 21 nov. 2013:

“Il monito di Cristoforo Sabbadino, primo proto del Magistrato alle Acque, ha attraversato i secoli per giungere ai nostri giorni nelle parole dell’ingegnere Luigi D’Alpaos: «La laguna ha tre nemici: i fiumi, il mare e gli uomini. Apri gli occhi e alle voglie ingorde degli uomini poni un limite». È iniziato così il primo dei tre interventi sul tema dell’ambiente, organizzato dal Lions Club Venezia Host martedì sera nella sala affrescata di Ca’ Sagredo, a Santa Sofia.
Al docente padovano sono seguite le relazioni del direttore del Museo di Scienze Luca Mizzan e quella del rettore dello Iuav Amerigo Restucci, in linea con lo spirito della serata che si può riassumere nell’urgenza di difendere Venezia, prima di tutto da molti veneziani. Dai cambiamenti morfologici della laguna alle specie che si sono insediate e che stanno scomparendo fino ad arrivare al paesaggio, le relazioni si sono intrecciate seguendo il filo conduttore della tutela dell’ambiente e della necessità che il territorio venga governato bene, ascoltando i bisogni della comunità. D’Alpaos ha raccontato la fragilità della laguna, a partire dagli effetti devastanti che l’intervento umano ha avuto nei secoli, come dimostra la riduzione drammatica delle barene.
Il professore si è soffermato su tre aspetti per spiegare la sommersione innaturale a cui stiamo andando incontro: l’abbassamento dei fondali centrali, la pesca devastante dei molluschi e lo scavo delle bocche di porto. «Se si vuole scavare un nuovo canale per le Grandi Navi», ha concluso, riferendosi al Contorta, «bisogna essere consapevoli degli effetti morfologici inesorabili».
«La maggior parte dei veneziani vive Venezia come se non ci fosse la laguna», ha concluso Mizzan, mostrando gli esemplari in via di estinzione come i caparossoli e le palostreghe, «ma noi siamo veneziani proprio perché c’è la laguna». Eppure «Venezia ha un’ossatura profonda», ha detto Restucci, «fatta di una stratificazione di tradizioni che la elevano a capitale del mondo, più che a capitale europea della cultura».
Il rettore ha restituito al pubblico l’unicità del volto della laguna, descrivendo alcuni scorci come il profilo della Giudecca, segnato dall’intervento del Palladio che trasforma l’isola in una stupenda scenografia teatrale. Ancora una volta l’uomo sembra dimenticarsi del paesaggio, come dimostrano i nuovi approdi dell’Actv definiti dal docente «ammassi di ferraglia» che disturbano lo sguardo. «La nostra missione», ha ribadito il presidente Mario Novarini, «è difendere la venezianità, specie ora che non è sufficiente lo sforzo delle istituzioni locali e nazionali».

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Sempre a proposito di LUIGI D’ALPAOS, accreditatissimo studioso della morfologia lagunare, si veda anche l’articolo di Vitucci apparso su La Nuova Venezia il 13 ottobre scorso:

“«Le grandi navi devono andare fuori dalla laguna. Potremmo accettare soluzioni temporanee solo se questo viene dichiarato l’obiettivo strategico. E a patto di studiarne bene gli effetti dal punto di vista idrodinamico». Luigi D’Alpaos, insigne ingegnere idraulico dell’Università di Padova, ribadisce la sua teoria. Un nuovo canale in laguna aggraverebbe la già precaria situazione dell’erosione e della perdita dei sedimenti. Si potrebbe accettarne l’idea solo a patto che sia una via provvisoria. Che ne siano neutralizzati gli effetti distruttivi. E, soprattutto, che «studi e controlli siano affidati a enti diversi da coloro che hanno avallato scelte sbagliate negli ultimi cento anni». Si riapre la polemica sulle grandi navi in laguna e le possibili alternative. A giorni il governo dovrà convocare le parti per prendere una decisione.
E stamattina L’Istituto veneto di Scienze, Lettere e Arti, mette a confronto le varie posizioni. Cercando di riprendere il cammino interrotto nel 1980 dela commissione scientifica di esperti che studiava la laguna. Oltre a D’Alpaos parleranno di portualità il presidente dell’Autorità portuale Paolo Costa, l’economista Ignazio Muso, l’idraulico Andrea Rinaldo, il professor Gherardo Ortalli e il professor Giuseppe Tattara. Quest’ultimo, docente di Ca’ Foscari, è autore dello studio che contesta i «benefici» economici portati alla città dal crocerismo. Costa ha già pronto un intervento in cui rilancerà la necessità di scavare il nuovo canale Contorta Sant’Angelo, per far arrivare le navi in Marittima senza passare da San Marco. «Con i fanghi scavati», dice, «potremo costruire delle barene artificiali per proteggere la laguna e fermare la perdita dei sedimenti». Musu, da sempre vicino a Costa, parlerà delle opportunità del nuovo porto off shore e della necessità di regolamentare l’attività turistica. Ortalli delle navi «fuori scala» che certo non rappresentano la continuità con la tradizione marinara della Serenissima. «Le navi di oggi sono troppo grandi», insiste D’Alpaos. «E non possiamo adattare la laguna a queste mavi sempre più grandi. Mi pare che si dovrebbe fare l’esatto contrario».(a.v.)
12 ottobre 2013”
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AGGIORNAMENTO DAL CORRIERE DEL VENETO DEL 25 NOVEMBRE 2013

“PROFESSORI BOCCIANO IL CONTORTA”

Sono preoccupati che si scavi un nuovo canale senza gli adeguati e hanno scritto ai Ministri, alla Direzione per i beni culturali, al Magistrato alle acque, al Porto e al Comune perché l’estromissioni delle grandi navi da San Marco va realizzata al più presto ma nel rispetto della laguna. Gli esperti della Commissione di studio sui problemi della città e della laguna di Venezia dell’Istituto Veneto per le scienze prendono posizione sulle scelte del tavolo romano. E bocciano lo scavo del Contorta Sant’Angelo. «La Commissione segue con viva preoccupazione l’evoluzione del dibattito sui progetti per consentire alle grandi navi da crociera di approdare alla Stazione Marittima senza passare in bacino di San Marco», si legge nella lettera a firma del presidente Gian Antonio Danieli, del professore Luigi D’Alpaos (Università di Padova), di Ignazio Musu (Università Ca’ Foscari), di Gherardo Ortalli (Università Ca’ Foscari) e di Andrea Rinaldo (Università di Padova e Politecnico di Losanna).

«La tematica non può non essere inserita nella più ampia sfida che riguarda uno sviluppo sostenibile di Venezia e che richiede un modello di sviluppo economico compatibile – continua il documento -. In attesa di una soluzione che estrometta le grandi navi dalla laguna, acquistano grande importanza le scelte di più breve periodo, si parla con insistenza dello scavo di un nuovo canale (il Contorta Sant’Angelo, ndr), la Commissione ritiene che non sia pensabile ripetere l’errore del canale Malamocco-Marghera, realizzato con progettazione carente rispetto a idraulica e morfologia della laguna e senza verifica delle criticità indotte». Ai ministri Maurizio Lupi (Infrastrutture), Andrea Orlando (Ambiente) e Massimo Bray (Cultura) i professori chiedono dunque di approfondire bene la questione, si rischia altrimenti di danneggiare il delicato ecosistema veneziano.

Inoltre, nella loro lettera, propongono che sia adottato un metodo di lavoro scientifico. Vanno cioè confrontate le diverse soluzioni, vanno definite le dimensioni delle navi compatibili, vanno fatte valutazioni di carattere idraulico e morfodinamico e vanno studiati correnti, fondali e processi erosivi. «Per non ripetere l’esperienza del Malamocco-Marghera», scrivono. Bocciato anche il progetto di creare una scogliera di 7,5 chilometri con casse di colmata e barene «traslate» proposto da Porto e Magistrato alle acque e che sarà discusso in Salvaguardia il prossimo 28 novembre. «Semmai queste strutture dovranno realizzarsi ripetendo le forme tipiche lagunari», conclude la lettera.

25 novembre 2013