Archivio mensile:novembre 2011

GRANDI NAVI IN LAGUNA

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VENEZIA COME CANDIA?

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Copertina di Venezia sull'orizzonte degli eventi

Ho finalmente letto il bel libro “Venezia sull’orizzonte degli eventi”, a cui avevo accennato nel post del 29 ottobre scorso:

http://lucioangelini.splinder.com/post/25707037/lucio-angelini-sullorizzonte-degli-eventi

Nel frattempo, ho anche conosciuto di persona l’autore Renato Pestriniero in occasione di una recente presentazione libraria alla Scoleta dei Calegheri (“VENEZIA IN GUERRA”, Quattordici secoli di storia, politica e battaglie”, dello storico veneziano Federico Moro). Nella mia copia del libro di Pestriniero figura la dedica autografa “A Lucio Angelini, con il quale mi trovo sulla stessa lunghezza d’onda”. La lunghezza d’onda a cui l’autore si riferisce, ovviamente, è quella della mia sconsolata lettera al Gazzettino del 25 giugno scorso, riportata pagina 142 del libro, con la SUPPLICA AGLI AMMINISTRATORI VENEZIANI (vedi il post del 29 ottobre 2011).

Pestriniero, infatti, mi annovera tra i “veneziani che questa città la amano ancora, veneziani stanchi, delusi, che si sentono impotenti di fronte a una politica estranea alle loro necessità, alla razionalità, al buon senso”. Chissà se Pestriniero apprezzerebe quest’altra mia lettera, ancora più drammatica:

https://salviamovenezia.wordpress.com/2011/10/21/venice-ou-les-malheurs-de-la-vertu/

In “Venezia sull’orizzonte degli eventi” Pestriniero si interroga sui destini della città nel marasma degli sconvolgimenti economici, tecnologici e socio-politici attualmente in corso. “Gli astrofisici – ci ricorda la quarta di copertina – chiamano così [orizzonte degli eventi] la barriera immateriale che circonda il mistero dei Buchi Neri al di là della quale gli elementi sui quali abbiamo fondato la nostra identità non hanno più valore né significato. Oltre quel limite c’è l’ignoto, nulla è comprensibile, nemmeno lo spazio e il tempo sono gli stessi. Venezia, città dell’Uomo minuscola ma internazionale, unica utopia realizzata, non appartiene solo a interessi particolari ma all’umanità intera. In realtà, all’inizio del terzo millennio essa si trova dinanzi a un orizzonte di imprevedibilità, stritolata tra realtà opposte alla sua natura e filosofie socio-politiche che invocano rivitalizzazione ma provocano sradicamento e degrado.” Il libro si avvale di due prefazioni, la prima a firma di Ivo Prandin (“L’Utopia che vive”), la seconda del docente universitario Alessandro Scarsella (“Venezia Anno Domini”), da cui riporto quanto segue: “… Venezia permane sotto assedio come lo fu senza speranza Creta, la veneziana Candia, dall’avanzata turca. Resistette dal 1647 AL 1669. Ma l’azione a tenaglia del nemico appare ora irrefrenabile: con il Mose e la subway metropolitana in agguato, stritolando il territorio lagunare sulla diagonale nord-est sud-ovest Alberoni-Lido e Tessera-Fondamente Nove, lascia temere che non saranno concessi ventidue anni di attesa. Del resto l’accerchiamento e la distruzione delle catene di difesa esterne è un principio elementare della strategia noto a qualsiasi adolescente esperto di risiko, con la piccola differenza che qui si gioca “a soldi” e la posta finale è la resa senza condizioni di Venezia”. Naturalmente i mali che Pestriniero passa in rassegna sono ben noti: il degrado urbano (“è come se un diamante fosse tenuto in un sacco per le immondizie”), le porte della città spalancate al mondo senza alcuna regolamentazione (“venghino venghino! più gente entra più soldi arrivano!”); i 21 milioni di turisti annuali “che producono ciascuno in media un chilo di immondizia al giorno” a fronte di uno spopolamento residenziale sempre meno contrastato (= assoluta mancanza di una seria politica della casa), il mancato rispetto dell’ambiente lagunare, gli inauditi sperperi di danaro pubblico per opere di pura speculazione (molte perplessità anche sul progetto di dighe mobili alle bocche di porto conosciuto come “Mose”), le maxinavi da crociera fatte passare a pochi metri da San Marco e via discorrendo.

Pestr

(Renato Pestriniero

Devo dire, a consolazione mia e, spero, anche dello stesso Pestriniero, che in città qualcosa si sta muovendo. Stiamo assistendo, negli ultimi tempi, a un proliferare di movimenti e associazioni di cittadini tutt’altro che rassegnati a subire passivamente l’arroganza e la malafede di certi politici e amministratori, più sensibili al fascino dei profitti immediati che a quello di una duratura tutela della città e dello specialissimo ambiente in cui è inserita. Long live Venice, dunque, e la più breve vita possibile alle mafie che la stanno accerchiando per affrettarne la RESA ai propri interessi privatistici:

https://salviamovenezia.wordpress.com/2011/11/16/una-voce-per-il-lido/

UNA VOCE PER IL LIDO

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Si intitola “Traffici” lo spettacolo teatrale, a cui seguirà dibattito, che il Coordinamento delle Associazioni ambientaliste del Lido e Progetto3, in collaborazione con Legambiente Venezia e Libera, promuovono sabato 19 novembre 2011 alle ore 17 al Lido di Venezia presso il Teatro del Patronato di San Pio X (Riviera Santa Maria Elisabetta 3).

Traffici non solo di parole ma anche di idee, di persone, di fatti: un rapporto sulla società, quella italiana e quella veneta, legate dai fili sottili degli scambi, delle vendite, degli acquisti, degli affari loschi e delle ingiustizie ai danni di chi non ne sa niente. O non ne vuol sapere. Una narrazione civile, che ha l’obiettivo di rendere partecipe la cittadinanza e sviluppare un approccio critico e costruttivo per l’interesse comune, utilizzando  il teatro, mezzo di comunicazione collettiva per eccellenza.

Lo spettacolo, rappresentato nei mesi scorsi in un alcuni Campi del Centro storico, sbarca ora al Lido dove ben viva è la voglia di conoscere, di partecipare e anche di dire basta a progetti-traffici passati al di fuori del confronto democratico e delle normali autorizzazioni. Progetti che solo il puntuale e critico lavoro del Coordinamento ha reso noti nelle pieghe della loro non conformità e del loro negativo impatto. Progetti che favoriscono i “soliti” privati, che cementificano pesantemente luoghi di grande valore artistico, storico e naturalistico (quali il Parco delle Rose, il Forte di Malamocco, l’ex Ospedale al Mare, la spiaggia di San Nicolò, ecc.), impoverendo nel contempo gli indispensabili servizi sanitari. E tutto partendo da un’esigenza ora nemmeno più rivendicata: un nuovo Palazzo del Cinema e dei Congressi da realizzare per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Di questo, come noto e tristemente visibile, è rimasto solo un grande buco, la morte di 130 alberi e un enorme sperpero di denaro pubblico.

Questa piéce teatrale di Progetto3, frutto di un lavoro di ricerca e confronto sui temi della legalità e delle mafie purtroppo presenti anche al Nord, si inquadra in un’iniziativa più ampia che culminerà in un momento di unione tra la cittadinanza e le attività proposte da artisti ed esperti, per fondere conoscenze-personalità-visioni, sotto il tema unico della legalità e dell’informazione.

 

 “La lotta alla mafia, il primo problema da risolvere nella nostra terra bellissima e disgraziata, non doveva essere soltanto una distaccata opera di repressione, ma un movimento culturale e morale che coinvolgesse tutti e specialmente le giovani generazioni, le più adatte a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità” (Paolo Borsellino) 

PROGETTO3

Il gruppo nasce dalla voglia di unire competenze ed interessi affini lungo le differenti traiettorie che ogni componente persegue. I diversi ambiti in cui ciascuno lavora, unito ai vari punti di vista che questo produce, favoriscono e avviano una fertile e vivace varietà tanto di opinioni come di approcci che permettono al gruppo di cimentarsi con gli argomenti proposti applicando ciascuno le relative competenze.

Progetto3 è composto da: Alessia Rosada, Rita Visonà e Sabrina Poli.