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IL PROGRAMMA DELLE DUE GIORNATE (23-24 settembre 2017)

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duegiornate

GIORNATE PER LA DIFESA DEI TERRITORI, LA GIUSTIZIA AMBIENTALE E LA DEMOCRAZIA
sabato 23 settembre 2017

@S.a.L.E. Docks
Magazzini del Sale, Dorsoduro 265, Venezia
h. 15.00, WORKSHOP e ASSEMBLEA PLENARIA

A Venezia, mentre combattiamo il passaggio delle grandi navi da crociera, sentiamo immediatamente di essere impegnati in qualcosa di più di una “semplice” lotta ambientalista. In questa città, dove le strade sono fatte d’acqua, battersi per la salvaguardia dell’ecosistema lagunare significa automaticamente battersi per il diritto alla città, per la difesa del suo spazio pubblico, per evitare la distruzione di uno stile di vita unico che è prezioso patrimonio comune.

h. 20.00, CENA SOCIALE @fondamenta di fronte a Sale Docks.
PER PRENOTAZIONI! mandare solo un SMS(non telefonare!) al numero +39 3207281156, indicando: Nome, Cognome e numero di persone.

MENU PER TUTTI I GUSTI! vegetariani,veganiintolleranti al glutinecarnivoritroveranno cibo adatto alle proprie esigenze.
Offerta minima 15 euro.

domenica 24 settembre 2017

@Zattere riva e Canale della Giudecca
h. 15.00, ACTION DAY! Manifestazione in acqua e sulle rive. Blocchiamo le grandi navi! Giustizia ambientale per tutti i territori d’Europa!
Ci sarà un PALCO ACQUEO in cui si alterneranno musica e interventi dei vari comitati ambientali.

Dalle 15.00 in poi con il seguente ordine…
BUM BALATON
CISCO (MODENA CITY RAMBLERS)
CORO DELLE LAMENTELE
PHARMAKOS

99 POSSE
 

DOMENICA 24 SETTEMBRE
INVITIAMO TUTTE LE PERSONE CHE POSSIEDO UN’IMBARCAZIONE AD UNIRSI ALLA FLOTTA PER MARE!
Si va par mar e par tera!
Annunci

DUE GIORNI DI FESTA A VENEZIA

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Due gg

Due giorni di festa per ribadire che la tutela della laguna e dei suoi abitanti è più importante dei ricavi delle multinazionali crocieristiche

Pubblicato da Riccardo Bottazzo 16 settembre 2017

“Grandi Navi e Mose non sono altro che due facce della stessa medaglia”. L’ambientalista Cristiano Gasparetto apre l’incontro di presentazione della Due Giorni contro le Grandi Opere, in programma sabato 23 e domenica 24 settembre, prendendo spunto dalla sentenza del processo per lo scandalo del Mose. “Dopo la condanna al ministro Altiero Matteoli, ci chiediamo perché si è arrivati ad un sistema di corruzione così diffuso. La risposta è semplice: perché senza un diffuso sistema di corruzione il Mose non sarebbe mai stato approvato. Le Grandi Navi, e tutte le Grandi Opere in generale, funzionano con lo stesso principio. Senza la corrutela, non avrebbero ragione di esistere”.

Gasparetto ricorda che una nave all’ormeggio produce inquinamento pari di un cementificio e le conclusioni di Paolo Costa, al tempo provveditore al porto sono state: “non è il porto ad essere nella posizione sbagliata ma le abitazioni”. Come dire: prima vengono i “schei” e dopo la salute e il benessere dei cittadini.

Sotto una pioggia battente, nella sede dei No  Navi, ai piedi del ponte sul Ghetto Novo, si è svolta questa mattina alle 11 l’incontro con la stampa per presentare le giornate europee dei movimenti per la difesa dei territori, la giustizia ambientale e la democrazia.

 

Tommaso Cacciari, portavoce del Laboratorio Morion, ha fatto il punto delle adesioni all’iniziativa. A Venezia confluiranno nutrite rappresentanze dei No Tav dalla Valdisusa, No Muos siciliani, Stop Biocidio campani e No Tap dal salento. Inoltre, parteciperanno i tedeschi del movimento contro Stuttgard 21, Ciutat per a qui l’habita Palma delle isole Baleari, i portoghesi di Academia Cidadã e il Comitè francese contre la construction de l’aereporte de Notre Dame des Landes. A questo link potete leggere la lista in continuo aggiornamento delle adesioni.

Punto focale del programma sarà la manifestazione alle Zattere, domenica 24 pomeriggio, dove sul palco galleggiante si esibiranno musicisti come i 99 Posse, Cisco dei Modena City Ramblers e altri.

“Abbiamo presentato da tempo la richiesta di uno spazio acque all’autorità portuale, proprio come abbiamo fatto in altre occasioni, – spiega Cacciari – e devono ancora risponderci. Ma in ogni caso, la festa si farà. Sarà una festa per terra e per mare con tantissime barche in canale. Sarà una festa per tutti i veneziani e per chi ha a cuore Venezia. Ai signori politici che dopo  5 anni e mezzo devono ancora prendere una decisione, chiediamo solo che la smettano di prenderci in giro”.

In questi anni di lotta per la tutela della laguna, sono saltate fuori come conigli dai cappelli dei più improbabili prestigiatori, pretestuose “soluzioni” come lo scavo del Contorta, il porto a San Leonardo, il canale Tresse, il Vittorio Emanuele e persino scavare un nuovo canale dietro la Giudecca.

“Manca solo che qualcuno proponga di sostituire il, ponte della Libertà con uno levatoio per dirottare le navi a Murano e siamo a posto con la lista delle idiozie – conclude Cacciari -. La realtà è che non sanno dove sbattere la testa e prendono tempo perché altro non sanno fare. Puntualmente, ogni tre mesi, salta fuori qualcuno con una soluzione nuova. L’ultima è quella di spostare il porto a Marghera. Dico solo: fateci vedere i progetti e ve li smontiamo scientificamente come abbiamo fatto per il Contorta. Perché qualsiasi soluzione che non preveda l’allontanamento delle Grandi navi dalla laguna non può essere compatibile con la sua tutela”.

SETTEMBRE, ANDIAMO, È TEMPO DI REAGIRE…

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grandinavi

VENEZIA 23-24 SETTEMBRE 2017

APPELLO EUROPEO AI MOVIMENTI PER LA DIFESA DEI TERRITORI, LA GIUSTIZIA AMBIENTALE E LA DEMOCRAZIA

Venezia è, da oltre mille anni, città simbolo dell’equilibrio tra uomo e natura, la sua magia origina e vive nella e della straordinaria compenetrazione di artificio e natura, pietra e acqua, città e Laguna.

Questo fragile equilibrio è seriamente minacciato dalla macchina del turismo di massa, di cui le grandi navi da crociera sono una delle peggiori espressioni: navi fuori scala, inquinanti, pericolose per l’incolumità di una città patrimonio Unesco, simboli galleggianti dell’arroganza delle multinazionali e della corruzione di una classe politica piegata alla difesa dei profitti privati a scapito del bene comune.

Ma Venezia è viva, contrariamente a ciò che vorrebbero le compagnie croceristiche, il ministro dei trasporti Del Rio, l’autorità portuale e il sindaco Brugnaro. 

Da molti anni la città, grazie al Comitato No Grandi Navi, combatte contro il passaggio nella Laguna -e si sottolinea nella Laguna- di questi mostri e contro l’ipotesi di scavo in questa di nuovi canali (immaginate la costruzione di un’autostrada in una riserva naturale). 

Il caos istituzionale è totale! In questi ultimi anni sono stati presentati diversi progetti che il Comitato ha contrastato in tutti i modi e che sono stati bocciati dalla commissione VIA (Valutazione Impatto Ambientale). Nonostante questo il ministro dei trasporti, l’autorità portuale e il sindaco insistono nella presentazione di due progetti, ipotesi assurde e devastanti volte a mantenere le grandi navi da crociera dentro la Laguna: il progetto del Canale Vittorio Emanuele che prevede di scavare fino a raddoppiare larghezza e profondità di un vecchio canale del 1925 -abbandonato da più di 30 anni- per far arrivare le navi da crociera, ancora una volta, all’interno della città, ed il progetto di nuovi approdi per le grandi navi da crociera nell’area industriale di Porto Marghera. V’è poi l’ipotesi di una soluzione mista tra le due sopra descritte.

Ambedue i progetti comporterebbero lo scavo di oltre sei milioni di metri cubi di fanghi inquinati ed inquinanti, il rischio di incidenti chimici con il passaggio delle navi da crociera in zone (l’area industriale di Porto Marghera) sottoposte ai piani di Protezione Civile e alle Direttive Seveso.

Ambedue i progetti interferiscono in maniera negativa con le attività produttive e le attività portuali commerciali presenti a Porto Marghera e nel Canale Malamocco –Marghera.

Ambedue i progetti erano stati presentati in passato e furono travolti da una marea di pareri tecnici negativi da parte di diversi enti ed istituzioni.

Ambedue i progetti innescheranno nuovi effetti devastanti nel delicatissimo ecosistema lagunare. 

Il comitato si opporrà con tutte le sue forze a queste ennesime vergogne e come sempre dirà: fuori le grandi navi da crociera dalla Laguna!!

La nostra Laguna è stata già coinvolta in un’altra grande opera inutile e devastante che, per di più, ha creato un vortice infinito di tangenti e corruzione: il sistema MOSE!

Venezia è una città unica, certo, ma è al contempo un simbolo globale. 

Vorremmo che la nostra città divenisse per due giorni la cassa di risonanza di tutte quelle lotte che oggi, in Italia e in Europa, sono condotte per la difesa dei territori, per la giustizia ambientale e per la democrazia decisionale. 

Non mancano certo le opere inutili e dannose, ma non mancano nemmeno meravigliosi esempi di resistenza: ci si batte contro linee ferroviarie ad alta velocità, la costruzione di aeroporti, le trivellazioni e le industrie del petrolio, contro l’inquinamento del suolo, dell’aria, dell’acqua, contro la cementificazione del territorio, l’uso speculativo di terremoti e altre catastrofi, l’estrazione del carbone e l’industria mineraria e molto altro ancora. Ci si batte, quindi, di fatto, anche per un modello di sviluppo che tenga conto della giustizia climatica e per un’idea diversa di società, basata sul rispetto della volontà di chi abita i territori e non sul soddisfacimento degli appetiti di chi li vuole sfruttare a costo di distruggerli per profitto o calcolo politico.

Il 18 giugno abbiamo indetto un referendum popolare autogestito che in nove ore ha visto la partecipazione di oltre 18.105 persone: un successo clamoroso di cui hanno parlato tutti i media nazionali ed internazionali come esempio di democrazia diretta dal basso! 17.874 persone hanno votato SI all’estromissione delle grandi navi da crociera dalla Laguna e al divieto di nuovi scavi in Laguna. 

Il 23 e il 24 settembre Vi aspettiamo dunque a Venezia per incontrarci, per confrontarci, per costruire una strategia comune, per agire, perché da qui può partire un nuovo ciclo europeo di lotte.

PROGRAMMA

23 settembre 2017 –  dalle ore 17 alle ore 20

Sala San Leonardo – Cannaregio 1584

Workshop and Plenary Session

“La Difesa dei Territori, la giustizia ambientale, la democrazia”

24 settembre 2017 – dalle ore 15 alle ore 21

Rive e Canale della Giudecca

Action Day! Blockade!

Blocchiamo le grandi navi da crociera! Chiediamo giustizia ambientale per tutti i territori d’Europa!

Venezia, 15 luglio 2017

COMITATO NO GRANDI NAVI – LAGUNA BENE COMUNE

Per adesioni: 

   

VENICE  23rd. – 24th. September 2017

 

APPEAL TO EUROPEAN MOVEMENTS FOR THE DEFENCE OF TERRITORIES,

ENVIRONMENTAL JUSTICE AND DEMOCRACY

For more than a thousand years Venice has been the city symbol of the balance between Man and Nature; its magic comes from and lives in the extraordinary co-penetration of art and nature, stone and water, city and Lagoon.  This fragile equilibrium is seriously threatened by the industry of mass tourism, of which the mega cruise ships are one of the worst aspects: over-sized polluting ships, dangerous for the safety of the city which is Unesco heritage.  They are floating symbols of the arrogance of multi-national companies and of the corruption of a political class enslaved in the defense of private profit to the detriment of the common good.

But Venice is alive, quite differently from the wishes of the cruise companies, the Minister of Transport, Mr. Delrio, the Port Authorities and the Mayor, Mr. Brugnaro.  Thanks to the Committee ‘No Grandi Navi’, the city has been fighting for many years against the passage of these monsters in the Lagoon – and ‘in the Lagoon’ is specifically emphasized – against the hypothesis of excavations in the Lagoon of new canals (imagine the construction of a motorway in a nature reserve.)

Institutional chaos is absolutely total!  In these last few years several different projects have been presented which the Committee has opposed in every possible way; all these projects have been rejected by the VIA Commission (Environmental Impact Assessment).  In spite of this, the Minister of Transport, the Port Authority and the Mayor insist on the presentation of two projects – absurd and devastating hypotheses aimed at keeping the mega cruise ships inside the Lagoon: the Vittorio Emanuele Canal project which foresees excavations so as to double the width and depth of an old canal dated 1925, abandoned more than thirty years ago , to allow the mega cruise ships to arrive, once again, within the city; and the project of new wharves for the mega cruise ships in the industrial area of Porto Marghera.  There is also the hypothesis of a mixture of the two solutions just described.

Both projects  would necessitate the excavation of more than six million cubic metres of  polluted and polluting mud, the risk of chemical accidents with the passage of the mega cruise ships in zones (Port Marghera industrial area) subject to Civil Defense Plans and the Seveso Directives.  Both projects interfere very negatively with the productive activities and the commercial port activities present in Porto Marghera and in the Malamocco-Marghera Canal.  Both projects have already been presented in the past and were crushed by an oceanic torrent of negative expert, technical opinions given by several agencies and institutions.  Both projects would trigger new and devastating effects in the truly delicate Lagoon eco-system.

The ‘No Grandi Navi’ Committee will oppose this umpteenth shame with all its strength, and – as always – will say Mega Cruise Ships Out of the Lagoon!!

Our Lagoon has already been involved in another useless and devastating Public Work which, moreover, created an unending vortex of bribes, rake-offs and corruption: the MOSE system!

Venice is a unique city, certainly, but at the same time it is a global symbol.  We want our city to become the sounding box for two days of all those battles, in Italy and in Europe, which are being fought for the defense of territories, for environmental justice and democratic decisions.  Most surely, useless and damaging works exist but also wonderful examples of resistance exist: the battles against the high-speed railway lines, the construction of airports, drilling and the petrol industries,  against pollution of the ground, the air and water, against the cementation of the land, the speculative use of earthquakes and other natural disasters, the extraction of coal and the mining industry, and many others as well.  The fight, therefore, is real, also for a model of development which keeps in mind climatic justice, for a different idea of society, one based on respect of the wishes of those who inhabit the territory and not on the satisfaction of the appetites of those who only want to exploit and destroy for profit or political return.

On 18th. June 2017 we held a popular referendum, organized by volunteers, which in only nine hours saw the participation of more than 18,105 people – a clamorous success –  taken up by national and international media as an example of direct, grass-roots democracy!  17,874 people voted ‘SI’ to the banning of the mega cruise ships from the Lagoon, and to the banning of new excavations in the Lagoon.

The 23rd. and 24th. September, therefore, we shall be waiting for you in Venice, to meet you, to talk to you, to construct a common strategy, to act and react, because it is from here that a new European cycle of battles will begin.

PROGRAMME

23rd. September, 2017  17.00 – 20.00  Sala San Leonardo, Cannaregio 1584

Workshop and Plenary Session

‘The Defense of Territories. Environmental Justice, Democracy’

24th. September, 2017   15.00 – 21.00

Giudecca Canal and canal banks

Action Day!  Blockade!

We will block the mega cruise ships! We will demand environmental justice for all the territories of Europe!

 

Venice, 15th. July, 2017

 

COMITATO NO GRANDI NAVI    LAGUNA BENE COMUNE

 

VENEZIA 23-24 SETTEMBRE 2017

APPELL EUROPEEN AUX MOUVEMENTS  POUR LA DEFENSE DES TERRITOIRES, LA JUSTICE ENVIRONNEMENTALE ET LA DEMOCRATIE

Depuis plus de mille ans Venise est la ville symbole de l’équilibre entre les hommes et et la nature. Sa magie naît et vit dans l’extraordinaire harmonie entre artifice et natura, terre et eau, ville et Lagune

Cet équilibre très fragile est gravement menacé par l’industrie du tourisme massif et ces immenses paquebots, très polluantes, et dangereux pour la préservation d’une ville classée patrimoine mondiale de l’Unesco. Les paquebots sont le symbole de l’arrogance de multinationales et de la corruption d’une classe plotique cédée à la sauvegarde de profits privès au détriment du bien commun.

Venise est toutefois vivante, contrairement à ce que veullent les compagnies de croisière, le ministre des transports Del Rio, l’autorité portuaire et le maire Brugnaro.

De plusieurs années, les Venitiens se réunis avec le collectif “Comitato No Grandi Navi” pour se battre contre le transit des ces monstres à l’interieur de la Lagune et contre les projets de croisement et de développements des nouveaux canaux à l’interieuer de la Lagune même (il faut s’imaginer qu’on puisse batir une nouvelle autoroute dans une réserve naturelle).

Le chaos institutionnel est total! Depuis quelques annés plusieurs projet on été présentés. Tous entravés par le “Comitato” et rejetés par la Commission EIE (Estimation d’impact environnemental).

Malgré tout cela, le ministre des transports, l’autorité portuaire et le maire persistent dans la presentation de deux projets absurds et dévastateurs avec le but de garder les paquebots à l’interieur de la Lagune: 1) elargir et creuser le vieux Canal Vittorio Emanuele, daté au 1925 et inutilisé depuis plus de trente ans, pour permettre, encore une fois,  aux paquebots d’arriver à l’interieur de la ville; 2) le  projet de construction du nouveau port des croisière dans la zone industrielle de Porto Marghera.

Et aussi un trosième projet qui combine les deux décrits ci-dessus.

Le conséquences écologiques et humanies de ces deux projets sont très graves:

  • creusement des plus de six million de mètres cubes de boues pollués et polluants;
  • menace d’accidents chimiques avec le transit des navires dans les zones soumies à la protection civile et aux Directives Seveso;
  • interférence négative pour les activités productives et portuaires commerciales de Porto Marghera;
  • production de nouveaux effects devastatuers pour le très délicat écosystème de la Lagune.

En effet, les deux projets, présentés auparavant, ont été rejetés par nombreux espertises techniques negatives.

Contre ces projets le “Comitato” continue à s’opposer et à répéter: “Sortez, les paquebots de la Lagune!”

Notre Lagune a été deja compromise par un projet autant superflue et dommageable, celui du MOSE arrosé de corruption et de pots-de-vin.

Venise est une ville uniqe, et aussi un symbole mondial.

Rejoignez le “Comitato” le 23 et 24 semptembre 2017 pour que Venise devienne la caisse de résonance des luttes d’aujourd’hui, en Italie comme en Europe, pour protéger nos territoires, et obtenir justice environnementale et democratie.

S’il ne manque pas des travaux publiques superflues et dommageable, il ne manque pas non plus de merveilleux examples de resistence: contre le réseau ferroviaire à grande vitesse, la construction d’aéroports, le forage et l’industrie pétrolière, la pollution des sols, de l’aire et de l’eau et la dégradation du territoire avec son bétonnage effréné. Lutte contre l’exploitation du territoire après un tremblement de terre ou après d’autres catastrophes, l’extraction du charbon et l’exploitation minière et bien plus encore.

Lutte pour un nouveau modèle de développement qui tienne compte de la justice climatique et pour une idée différente de société, qui se fonde sur le respect des vouloirs de citoyens et non pas sur l’accomplissement des appétits des ceux qui veulent exploiter les territoires au prix du profit ou du calcul politique.

Le 18 juin le “Comitato” a organisé un référendum populaire autogéré. Le succes a été massif et immédiat. En neuf heures seulement, plus de 18.105 citoyens ont participé. Tous les media nationaux et internationaux ont parlé de cette journée comme exemple de démocratie directe. 17.874 citoyens on voté OUI à l’éviction des paquebots de la Lagune et à l’interdiction des nouveaux creusements et élargissements dans la Lagune.

Le “Comitato” vous attende le 23 et le 24 septembre à Venise pour se rencontrer, débattre des revendications et concevoir une stratégie. Ensemble nous serons plus forts. Commençons une nouvelle saison européenne de lutte et de mobilisation.

PROGRAMME

23 septembre 2017 – de 17h à 20h

Atelier et session plénière

“La Difesa dei Territori, la giustizia ambientale, la democrazia”

24 septembre 2017 – de 15h à 21h

Rive et Canal de la Giudecca

Action Day! Blockade!

Bloquons nous les paquebots! Et demandons justice environnementale pour tous les territoires d’Europe!

VENEDIG 23.-24. SEPTEMBER 2017
AUFRUF AN DIE EUROPÄISCHEN BÜRGERBEWEGUNGEN FÜR DIE VERTEIDIGUNG VON
TERRITORIEN, UMWELTGERECHTIGKEIT UND DEMOKRATIE
Seit mehr als tausend Jahren ist die Stadt Venedig ein Symbol für das Gleichgewicht zwischen
Mensch und Natur; ihre Magie entsteht und lebt von der außergewöhnlichen Verbindung
zwischen dem Künstlichen und der Natur, zwischen Stein und Wasser, zwischen Stadt und
Lagune.
Ernsthaft bedroht wird dieses fragile Gleichgewicht durch die Maschinerie des
Massentourismus; und einer ihrer schlimmsten Aspekte sind die Mega-Kreuzfahrtschiffe:
überdimensional große, umweltverschmutzende Schiffe, welche die Unversehrtheit der
UNESCO-Welterbe-Stadt bedrohen. Es sind schwimmende Symbole der Arroganz der
multinationalen Konzerne und der Korruption einer Politikerklasse, welche persönlichen Profit
über den Schutz des Gemeinguts stellt.
Aber Venedig lebt, im Gegensatz zu dem, wie die Kreuzfahrtgesellschaften, der
Verkehrsminister Del Rio, die Hafenbehörde und der Bürgermeister Brugnaro die Stadt gerne
hätten.
Seit vielen Jahren kämpft die Stadt mithilfe der Bürgerbewegung „Comitato No Grandi Navi –
Keine grossen Schiffe“ gegen die Durchfahrt dieser Monster durch die Lagune – mit besonderer
Betonung auf die gesamte Lagune – und gegen mögliche Grabungen neuer Kanäle in derselben
(vergleichbar mit dem Bau einer Autobahn in einem Naturschutzgebiet).
Bei den zuständigen Institutionen herrscht totales Chaos! In den letzten Jahren wurden
verschiedene Projekte vorgestellt, gegen die die Bürgerbewegung mit allen Mitteln opponiert
hat und die von der VIA-Kommission (Kommission zur Bewertung von Umweltauswirkungen)
allesamt abgelehnt worden sind.
Nichtsdestotrotz bestehen der Verkehrsminister, die Hafenbehörde und der Bürgermeister auf
der Präsentation zweiter Projekte – absurde und zerstörerische Hypothesen, deren Ziel es ist,
die Mega-Kreuzfahrtschiffe in der Lagune zu behalten: das Projekt Kanal Vittorio Emanuele, das
vorsieht, einen alten, seit mehr als 30 Jahren ungenutzten Kanal aus dem Jahr 1925 in doppelter
Breite und Tiefe auszuheben, um die Kreuzfahrtschiffe erneut in der Stadt ankommen zu lassen,
sowie ein Projekt für neue Anlegestellen für die großen Kreuzfahrtschiffe im Industriegebiet des
Hafens von Marghera. Zudem gibt es die Hypothese einer gemischten Lösung aus den beiden
oben beschriebenen Projekten.
Beide Projekte würden Grabungen von mehr als 6 Millionen Kubikmetern verunreinigtem und
umweltverschmutzendem Schlamm erfordern und bergen außerdem das Risiko chemischer
Unfälle durch die Durchfahrt der Kreuzfahrtschiffe durch Zonen (Industriegebiet des Hafens von
Marghera), die Zivilschutzplänen und der Seveso-Richtlinie unterliegen.
Beide Projekte hätten negative Auswirkungen auf gewerbliche und Handels-Geschäfte im Hafen
von Marghera und im Kanal Malamocco-Marghera.
Beide Projekte wurden bereits in der Vergangenheit präsentiert und von einer Riesenwelle
ablehnender Expertisen und Meinungen von Technikern verschiedenster Behörden und
Institutionen hinweggespült.
Beide Projekte würden neue zerstörerische Auswirkungen auf das empfindliche Ökosystem der
Lagune haben.
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Die Bürgerbewegung „No Grandi Navi“ wird sich mit ganzer Kraft gegen diese neuerlichen
Schandtaten wehren und wie immer sagen: große Kreuzfahrtschiffe raus aus der Lagune!!
Unsere Lagune wurde bereits in ein anderes großes, unnützes und zerstörerisches, öffentliches
Bauvorhaben involviert, welches vor allem einen unendlichen Strudel an Bestechungsgeldern
und Korruption verursacht hat: das MOSE-System!
Venedig ist eine einzigartige Stadt, das steht fest; sie ist aber gleichzeitig auch ein globales
Symbol.
Wir wünschen uns, dass unsere Stadt für zwei Tage zum Resonanzboden wird für all jene
Widerstandskämpfe unserer heutigen Zeit, die in Italien und in Europa für die Verteidigung der
Territorien, für ökologische Gerechtigkeit und Basisdemokratie ausgefochten werden.
Es gibt mehr als genug unnütze und gefährliche Projekte, aber zugleich fehlt es auch nicht an
wundervollen Beispielen des Widerstands: gekämpft wird gegen HochgeschwindigkeitsBahnstrecken,
gegen den Bau von Flughäfen, gegen Bohrungen und die Erdölindustrie, gegen
Boden-, Luft- und Wasserverschmutzung, gegen die Zubetonierung der Landschaft, gegen die
spekulative Ausnutzung von Erdbeben und anderen Naturkatastrophen, gegen den Kohleabbau
und die Bergwerksindustrie und gegen vieles mehr.
Gekämpft wird also in der Tat auch für ein Entwicklungsmodell, welches Klimagerechtigkeit und
eine andere Vorstellung von Gesellschaft beinhaltet, welches den Willen der Bewohner der
betroffenen Gebiete respektiert und nicht nur die Profitgier und politische Berechnung
derjenigen, die diese Gebiete ausbeuten wollen und sie dadurch zerstören.
Am 18. Juni 2017 haben wir eine selbstorganisierte Volksabstimmung durchgeführt. In 9
Stunden haben mehr als 18.105 Personen teilgenommen: ein überwältigender Erfolg, über den
in allen nationalen und internationalen Medien berichtet wurde, als Beispiel für direkte
Basisdemokratie! 17.874 Personen haben mit Ja gestimmt für eine Verbannung der großen
Kreuzfahrtschiffe aus der Lagune und für ein Verbot neuer Grabungen in der Lagune.
Am 23. und 24. September erwarten wir Euch daher in Venedig, um uns zu treffen, uns
auszutauschen, eine gemeinsame Strategie zu entwickeln und um zu handeln, denn von hier
kann ein neuer europäischer Zyklus des Widerstand ausgehen.
PROGRAMM
23. September 2017 – von 17 bis 20 Uhr
Sala San Leonardo – Cannaregio 1584
Workshop and Plenary Session
„Verteidigung von Territorien, Umweltgerechtigkeit, Demokratie“
24. September 2017 – von 15 bis 21 Uhr
Canale della Giudecca und Kanalufer
Action Day! Blockade!
Wir blockieren die Mega-Kreuzfahrtschiffe! Wir fordern ökologische Gerechtigkeit für alle
Territorien in Europa!
Venedig, 15. Juli 2017 COMITATO NO GRANDI NAVI – LAGUNA BENE COMUNE
Um teilzunehmen, schreiben Sie bitte eine E-mail: nobigship@gmail.com

 

RICORDANDO MARINA ZANAZZO…

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marina

Grave lutto tra le fila del movimento che si batte per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna: è mancata l’editrice Marina Zanazzo, il cui prezioso contributo alla causa è la rigorosa collana di volumetti bianchi “OCCHI APERTI SU VENEZIA”, Corte del Fontego Editore.

elechiamano

 

Ciao Marina, grazie di tutto, non ti dimenticheremo.

IL PUNTO SULLE GRANDI NAVI A VENEZIA

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crociera

SUL PROBLEMA DELLE GRANDI NAVI DA CROCIERA A VENEZIA

La permanenza a Venezia delle grandi navi crociera va mantenuta tenendo presente soprattutto il provvedimento del Governo Italiano (decreto interministeriale Clini-Passera del 2 marzo 2012 n. 79) che dopo la tragedia della Costa Concordia poneva per Venezia gli obiettivi della tutela e salvaguardia dell’ambiente lagunare e la sicurezza della navigazione. Nella laguna di Venezia, considerata la “particolarissima sensibilità e vulnerabilità ambientale ove sono presenti ecosistemi continuamente posti a rischio anche tenuto conto dei rilevanti aumenti del traffico marittimo “viene vietato il transito nel canale della Giudecca e nel bacino di S. Marco delle navi superiori alle 40.000 tonn. di stazza e viene stabilito che tale divieto si applica a partire dalla disponibilità di vie di navigazione praticabili alternative a quelle vietate, come individuate dall’Autorità Marittima con proprio provvedimento”.

A distanza di 5 anni quella soluzione praticabile alternativa il Governo Italiano non l’ha ancora voluta individuare perché tuttora la rotta delle grandi navi crociera attraversa il bacino di S. Marco, il canale della Giudecca per attraccare al terminale della Marittima.

In questo lasso di tempo si sono avvicendate soluzioni progettuali che, per la loro natura, devono seguire una procedura di legge che prevede il parere obbligatorio della Commissione Nazionale di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) e che hanno presentato sia tracciati interni alla laguna (tutti con ingresso dalla bocca di Malamocco per poi attraccare alla Marittima o a Marghera), sia esterni alla laguna con terminali crocieristici ubicati nella bocca di Lido. (Terminali previsti oltre le paratoie del MOSE lato mare).

In tale contesto tutti i tracciati interni alla laguna con terminali previsti alla Marittima o a Marghera, (canale Contorta-S.Angelo, canale Nuove Trezze, canale Vittorio Emanuele, Marghera, alcuni con veri e propri elaborati progettuali, altri annunciati come semplici ipotesi progettuali) presentano criticità strutturali tali da rendere pressoché impossibile una loro verosimile realizzazione, come si evince dai combinati disposti espressi in diverse occasioni da fonti ufficiali quali la Commissione Nazionale VIA, l’ Autorità Marittima (Capitaneria di Porto), l’ Autorità Portuale di Venezia.

Per i due progetti presentati esterni alla laguna solo quello relativo al ”Nuovo terminal crociere di Venezia-bocca di Lido Venis Cruise 2.0 – DufercoSviluppo s.r.l. e DP Consulting s.r.l.“ ha avuto parere positivo dalla Commissione Nazionale VIA, che ha peraltro indicato diverse prescrizioni che lo migliorano dal punto di vista ambientale (in particolare rispetto all’inquinamento atmosferico prodotto dalle navi e dai natanti di collegamento ); mentre l’altro che prevedeva un terminal galleggiante sempre alla bocca di Lido si è fermato in sede di scoping dalla stessa Commissione VIA per non aver potuto documentare tutti gli aspetti essenziali del progetto.

Le pesanti criticità relative a tutte le soluzioni interne alla laguna si possono così riassumere:

– Erosione- Un percorso di 25 km (50 km. andata e ritorno!) all’interno della laguna (tale è la accessibilità nautica dalla bocca di Malamocco alla Marittima, con doppio rimorchiatore e doppio pilota) produrrebbe effetti devastanti per la morfologia lagunare a causa dell’erosione dei bassi fondali prodotta dal dislocamento delle navi. Il dislocamento di queste grandi navi crociera si manifesta in strutture confinate limitate quali sono i canali navigabili in laguna e sui bassi fondi che costeggiano il canale; il volume ed il peso della massa d’acqua spostata dalle loro carene distruggono i fondali causando la sospensione di sedimenti fini che le correnti di marea convogliano verso il mare incrementando così quel processo erosivo del bacino lagunare che invece la legislazione speciale per Venezia ed il riequilibrio lagunare vogliono impedire;

– Scavi – Il volume degli scavi, che può oltrepassare i 6 milioni di mc. di sedimenti molti dei quali tossici, va calcolato sull’intero percorso, considerato che una nave lunga 300 metri, larga 40-45 metri, con pescaggio 8,5 metri e franco chiglia richiede una profondità in canale di almeno 10,50 metri, una cunetta larga 100 metri ed una scarpata di pendenza 1 a 3;

– Commistione di traffico – Mercantili anche con merci pericolose, traghetti, chiatte, crociere ecc, comporteranno continue congestioni ed interferenze, considerato che la navigazione lungo tutto il tragitto è in convoglio ed a senso unico e che si dovrà dare priorità ai transiti delle navi passeggeri. Una commistione di traffici che oltre che ad abbassare il livello di sicurezza, penalizzerà inevitabilmente le attività del Porto Commerciale di Marghera. Una penalizzazione che la Città ed i lavoratori non possono permettere;

– Rischio di incidenti rilevanti – Il tracciato con terminals previsti sia in Marittima che sulla gronda lagunare di Marghera attraversa aree dichiarate ad elevato rischio di incidenti rilevanti ai sensi del Piano della Protezione Civile del Comune di Venezia che recepisce la Direttiva dell’Unione Europea Seveso II;

– Interferenze con il Mose -(ipotizzando che venga ultimato e che funzioni) – Secondo il 4°Rapporto IPCC presentato alla Conferenza sui cambiamenti climatici di Parigi (dicembre 2015) la previsione sui livelli marini è di un aumento di 20 cm. nel medio periodo ( 20-25 anni ). Considerati i soli eventi di marea del 2014 nel periodo 2 aprile – 30 novembre (stagione crocieristica) nella fascia oraria 8.00 -18.30 (arrivo e partenza delle navi) il numero delle interruzioni alla bocca di Malamocco risulterebbe essere di 85. Interruzioni che diventerebbero 187, elevatissime, con un aumento di +30 cm. verso il 2050.

Tutto ciò accade mentre l’unico progetto che ha ottenuto un parere positivo dalla Commissione Nazionale di Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) è quello che prevede un nuovo terminal crociere alla bocca di Lido: un progetto fuori dalla laguna, tecnologicamente avanzato e del tutto compatibile con le esigenze di salvaguardia del riequilibrio lagunare; mantiene la funzione di home-port; assicura la separatezza dei due comparti, quello commerciale e quello crocieristico; è a distanza di sicurezza dai centri abitati; utilizza nella logistica la Marittima; non interferisce con il Mose; garantisce ed incrementa le forze occupazionali in campo con una previsione a medio e lungo termine; risponde pienamente alle raccomandazioni dell’UNESCO votate nell’Assemblea generale di Istanbul (luglio 2016).

Un progetto che dopo 5 anni dimostra che la soluzione alternativa esiste.

Temporeggiare ulteriormente

• dopo lo strepitoso successo di un referendum popolare autogestito a Venezia che si è espresso con 17.894 persone che hanno votato in poche ore perché le grandi navi da crociera restino fuori dalla laguna e perché non vengano effettuati nuovi scavi all’interno della laguna stessa; ultimo episodio di una mobilitazione cittadina che dura da oltre 5 anni e che ha coinvolto migliaia di donne, uomini e bambini che ha imposto il tema all’opinione pubblica nazionale ed internazionale,

• dopo direttive europee sulle acque che non consentono interventi che alterano l’ecosistema lagunare,

• dopo i pronunciamenti dell’Unesco e di quanto già afferma la legislazione speciale per Venezia,

• dopo soprattutto che la Commissione Nazionale di valutazione di impatto ambientale (VIA) ha espresso un parere positivo su un nuovo terminal crocieristico alla bocca di Lido;

• dopo la denuncia dei lavoratori portuali e dei rappresentanti delle industrie di Marghera che affermano il pericolo della commistione di traffico in tracciati interni alla laguna;

è quanto mai irresponsabile voler ignorare una soluzione oggi disponibile che risolve il problema delle grandi navi crociera a Venezia.

Si sta così rivelando il vero disegno della lobby della crocieristica (a cui fa buon gioco la connivenza di troppe autorità istituzionali) che è quello di far perdere tempo con la ricerca di vie alternative che si riveleranno non fattibili per poter nel frattempo continuare il passaggio per il bacino di S.Marco ed attraccare su terminals che garantiscono loro una lucrosa rendita monopolistica, incurante di una possibile ricaduta negativa sulla tutela del lavoro delle stesse imprese veneziane operanti in porto.

27 giugno 2017

Armando Danella per l’Associazione AmbienteVenezia

APPELLO DEL FAI AL GOVERNO

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A2

REFERENDUM POPOLARE AUTOGESTITO DEL 18 GIUGNO

ECCO I RISULTATI 

Votanti: 18.105 in una sola giornata di raccolta schede, dalle 9 di mattina alle 18 di sera.

Favorevoli all’allontanamento delle Grandi Navi dalla Laguna 17.874 votanti pari al 98,7 %.

Contrari all’allontanamento delle grandi navi dalla laguna           180 votanti pari allo 1%

Schede Nulle                                                                                            51 votanti pari allo 0,3%.

 

 

COMUNICATO DEL FAI:

“All’indomani della conta dei voti raccolti dal referendum spontaneo indetto domenica scorsa dai comitati sulle Grandi Navi nella Laguna di Venezia, preso atto dell’inaspettata affluenza alle urne (oltre 18 mila persone, solo 20% di turisti) e del risultato schiacciante del NO (98,72% dei voti), il FAI – Fondo Ambiente Italiano si rivolge al Governo – al Presidente del Consiglio Gentiloni e ai Ministri delle Infrastrutture Graziano Delrio, dei Beni e delle attività culturali e del turismo Dario Franceschini, dell’Ambiente Gian Luca Galletti – perché non ignori ancora una volta il forte allarme che Venezia e i suoi cittadini lanciano alle istituzioni.

Urge una decisione, una soluzione alternativa al passaggio delle Grandi Navi nel canale della Giudecca e nella Laguna, ma nessuno si muove. Di fronte al silenzio e all’immobilismo delle istituzioni chiamate a decidere – il cosiddetto Comitatone avrebbe dovuto riunirsi a giugno, e invece latita – i cittadini si auto-organizzano e trovano mezzi come questo referendum – non istituzionali ma di certo democratici – per manifestare la propria insofferenza e la propria opinione, che in questo casoemerge netta e chiara a favore del NO.

18 mila cittadini si sono espressi in questo voto ed è un segnale che non può essere sminuito, né ignorato, e che giunge peraltro a seguito di altri gravi allarmi, tutti ignorati. Primo tra tutti quello lanciato dall’Unesco con un ultimatum che scadeva a luglio (purtroppo recentemente rimandato al 2019), seguito dall’allarme  sui temi dell’inquinamento atmosferico: “Una nave da crociera emette agenti inquinanti pari a 5 milioni di automobili. Le emissioni sul ponte di una nave da crociera sono 19 volte superiori a quelli di una strada urbana trafficata.” (Ass. Cittadini per l’Aria e NABU – Organizzazione tedesca per la tutela ambientale)

Venezia lancia un messaggio forte a Roma e al Governo, perché finalmente prenda in carico la decisione che gli spetta e su cui i veneziani e gli italiani non possono più attendere.

Martedì 20 Giugno 2017″