Archivio mensile:gennaio 2013

ANCHE IN AUSTRALIA LO SANNO…

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Riporto da:

http://www.smh.com.au/travel/travel-news/cruise-ship-monsters-create-controversy-in-venice-20130115-2cqmo.html

A year on from the Costa Concordia cruise ship disaster, the luxury liners that ply the waters just in front of St Mark’s Square in Venice are stirring unease in the world-famous lagoon.

The debate pits conservationists who are up in arms about the environmental damage caused by the giant ships against supporters who say they bring the city much-needed revenue from passengers.

“It’s impossible that there could be another Concordia in Venice,” Massimo Bernardo, head of the Venice Cruise Committee, said in an interview.

“An order from Venice coast guards states that two pilots and two tug boats have to be deployed during the manoeuvre as well as the captain,” he said.

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“In order for there to be an accident, everyone would have to go mad all of a sudden!”

The ships regularly steer in close to the city’s most famous monuments in a “salute” manoeuvre similar to the one performed by the infamous captain Francesco Schettino on the Costa Concordia.

For all the assurances, the sight of cruise ships as tall as apartment blocks just a few metres from St Mark’s Basilica is an arresting one.

“They’re a bit of a hassle,” said Mattia Florian, a 29-year-old water taxi driver.

“They really are too big to pass here but they bring a lot of tourists to Venice,” he said.

Official figures from the European Cruise Council show that the cruise industry brought some 536 million euros ($A629 million) in revenue to Venice last year and employs 5,470 people in the city.

The ECC also said that cruisegoers represent some 20 percent of the tourist traffic in the city, which has just 58,000 inhabitants but more than 20 million tourists visiting every year.

“It’s clear that these resources are ever more necessary at a difficult time on the employment market,” said Roberto Perocchio, director of the Cruise Ship Passenger Terminal at the port.

“It’s very important to keep the economic and social fabric of the city alive,” he said.

One widespread fear among Venetians is that their city is well on the way to becoming a museum as residents are forced to leave to find jobs.

The arguments from cruise ship supporters fails to convince Cristiano Gasparetto, a local architect and campaigner for conservation group Italia Nostra who has taken a leading role against the cruises.

He said the ships are “monsters” that disfigure his beloved city and they add an extra burden to the local budget because of the damage they cause.

“A ship of this size displaces a huge amount of water under the surface even when it is going slowly. That means that the quays along the lagoon constantly have to be renovated,” Gasparetto said.

Gasparetto said the cruises also damage the foundations of ancient buildings and contribute to atmospheric pollution since even when they are docked they can produce the equivalent of emissions from 15,500 cars every day.

“Cruise ships are unaesthetic, polluting and destroy the ecosystem of the lagoon,” he said, adding that within a few years the waters of Venice will be unable to clean themselves as they do now.

Given Venice’s global status as an architectural treasure, the debate has foreigners riled up too.

World cultural figures including Turkish writer Orhan Pamuk and US writer Bill Viola signed a petition to the Italian government in October asking for restrictions to be enforced.

The signatories said they were “surprised and shocked” that a restriction imposed in March which banned ships of over 40,000 tons from entering the area around St Mark’s Square had been suspended.

The ban on cruise ships sailing too close to the coast in Venice and in nature reserves was imposed after the shipwreck of the Costa Concordia.

The letter slammed “the increasing, invasive and uncontrolled presence of enormous cruise liners.”

AFP

Read more: http://www.smh.com.au/travel/travel-news/cruise-ship-monsters-create-controversy-in-venice-20130115-2cqmo.html#ixzz2IPaWClaS

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VENEZIA NUOVA ROTTERDAM

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Comunicato inviato oggi agli organi di stampa locali e ai consiglieri comunali dal COMITATO NO GRANDI NAVI – LAGUNA BENE COMUNE

I giornali di oggi ci raccontano di un Porto arrembante che, indifferente e sordo all’ampio dibattito che si svolge in città, procede come uno schiacciasassi nel suo disegno di trasformare Venezia in Rotterdam: terminali off shore, piattaforme logistiche, crescite esponenziali dei traffici e delle dimensioni delle navi, autostrade del mare, parcheggi (!) lungo il canale dei petroli per grandi navi in attesa di uscire dalla futura conca di navigazione, devastanti scavi di canali lagunari, nuove banchine e nuove stazioni passeggeri in Marittima, parcheggi a San Basilio. Neppure Marinetti, che pure voleva asfaltare il Canal Grande, avrebbe potuto immaginare un tale macello ambientale!

INARRESTABILE EMORRAGIA DI ABITANTI A VENEZIA…

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NEL 2012 PERSI ALTRI 722 ABITANTI
DA CITTA’ VISSUTA A PARCO TURISTICO

“All’inizio del nuovo anno, le statistiche ufficiali forniscono i dati demografici del 2012. A Venezia si è registrata ancora una perdita di residenti, passati dai 58.991 di un anno fa ai 58.269 di oggi.
L’amministrazione comunale non sembra preoccupata del fenomeno, come si evince dal fatto che non fa nulla per arrestarlo o invertirlo.

Essa sembra soddisfatta, anzi entusiasta, dall’aumentare della “popolazione equivalente” (come la chiamano gli uffici del centro di ricerche comunale COSES), calcolata in circa 80.000 persone al giorno già nel 2007 (dei quali circa 50.000 turisti al giorno di media). Secondo i nostri dati, le presenze turistiche sono salite a 83.000 al giorno nel 2011 e sono probabilmente vicine alle 90.000 nel 2012. Rispetto ai 52.000 abitanti, tali presenze provocano la vendita di molti cappuccini e bottigliette d’acqua, un certo numero di pasti a prezzo fisso contrattati con i tour operator e poi una serie di nefaste conseguenze.
I negozi cosiddetti di vicinato stanno scomparendo: non esiste più la massa di “vicini” da rifornire. La vera massa è quella dei turisti “escursionisti”, sempre nuovi e sempre in cerca di ricordini: la maglietta, il vetrino di Murano, la mascherina. Cambiano ogni giorno, perciò non occorre servirli bene: domani ne verranno altri. Invece che opporsi a questo fenomeno, l’amministrazione, votata in gran parte da piccoli commercianti e altri operatori che vivono di piccolo turismo, favorisce il prolificare di bancarelle e terrazze di bar e ristoranti; quando può, vende addirittura cinquecenteschi palazzi sul Canal Grande perché siano trasformati in centri d’acquisto per turisti di passaggio.
I giovani preferiscono, quando mettono su casa, trasferirsi a Mestre. La casa ereditata dai genitori preferiscono affidarla a un’agenzia perché venga affittata a settimana (ma spesso a giornata), a un prezzo che va dai cento euro in su per ogni notte. I turisti che vi abitano non hanno bisogno di negozi “di vicinato”, che continuano a scomparire.
Poiché tutto s’impernia sul turismo di massa, il fenomeno si autoalimenta e fa valanga. Non ha senso abitare in una città, per quanto bella (un tempo), le cui strade centrali sono perennemente intasate da curiosi, i cui mezzi di trasporto sono superaffollati con abbondanza di zaini pronti a colpire i vicini sulla faccia.
Basta fare due passi in questi (peraltro benedetti) giorni di Gennaio, in cui il turismo rallenta leggermente la presa, per vedere un numero strabiliante di finestre chiuse e di case deserte: sono le seconde case e i moltissimi reali o finti bed & breakfast. Da abitanti ormai ce ne sono pochissimi.
Il turismo ha soffocato anche le possibilità lavorative. Chi abitando a Venezia ha dei figli all’Università li vede abbandonare la città subito dopo la laurea. Qui c’è posto solo per camerieri, commessi, lavapiatti, cuochi, tassisti, gondolieri, piloti di lance gran turismo, rivenditori di paccottiglia turistica. Ma se siete laureati in fisica, in biologia o in ingegneria meglio andarsene a Udine o Trieste; città che senza tanto turismo sono riuscite a diventare molto più prospere della sempre più misera Venezia, che con tutte le sue navi da crociera e le sue “autostrade del mare” non riesce da molti anni a chiudere i conti neppure in pareggio.
Nell’articolo della Nuova Venezia che accludiamo qui sotto troverete anche un utile quadro statistico che riepiloga i dati sulla popolazione dal 1931 ad oggi.
Leggi l’articolo completo sulla Nuova Venezia.”

(Articolo di Paolo Lanapoppi, pubblicato qui:

http://www.italianostra-venezia.org/index.php?option=com_content&view=article&id=1284%3Avenezia-lagonia-continua&catid=53%3Acat-lesodo-e-come-arrestarlo&Itemid=76&lang=it )