LA MANIFESTAZIONE NOGRANDINAVI DEL 12 GIUGNO 2016

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Comunicato NOGrandiNavi  e Associazione AmbienteVenezia

CI RISIAMO !!!

SONO QUATTRO ANNI CHE DOPO TUTTE LE MOBILITAZIONI E MANIFESTAZIONI DEL COMITATO NOGRANDINAVI SI MINACCIANO DENUNCE, MULTE, RINVII A GIUDIZIO.

I responsabili delle forze dell’ordine forse erano distratti e si son persi la sentenza del 10 giugno 2016 del Tribunale di Venezia  che ha assolto 47 attivisti del Comitato NOGrandiNavi per un’analoga manifestazione del settembre 2012 dove eravamo accusati  anche di non aver rispettato le prescrizioni del Questore;

alla fine di questo assurdo processo il Giudice ha assolto tutti con la formula “Il fatto non sussiste!  il Fatto non costituisce reato!”. 

I nostri avvocati nelle arringhe hanno ribadito che:

-esiste il Diritto di Resistenza in molte Costituzioni, anche nella nostra; Resistenza contro atti percepiti come ingiusti e per ribadire il diritto di manifestare pacificamente in difesa della nostra citta’, in difesa dell’ambiente, per ribadire il diritto di vivere in un ambiente salubre e non inquinato!”

Ribadiamo che il Tribunale di Venezia ha deciso per l’assoluzione in formula piena “perché il fatto non sussiste o non costituisce reato”, riconoscendo anche sul piano giuridico il “diritto di resistenza” per chi lotta contro la devastazione ed il saccheggio dei territori.

Sulle eventuali multe ventilate per aver infranto il divieto di balneazione;

Ricordiamo a tutti che il divieto di balneazione è richiamato e ne viene minacciata l’applicazione solo quando tentano di reprimere le nostre mobilitazioni in Difesa della nostra Città, della nostra Laguna e in Difesa della nostra Salute!

Per esempio Domenica 5 giugno 2016 questo divieto di balneazione è stato snobbato bellamente da tutte le autorità preposte,

si è permesso che la gara di Triathlon si svolgesse e la prima parte era la prova di nuoto

alla quale hanno partecipato più di 800 persone,

con una nuotata collettiva con partenza dalla riva di San Giobbe e arrivo alla punta San Giuliano …..

un percorso di oltre 3,8 KM di acque lagunari con divieto di balneazione…

Si dovrebbe invece perseguire e punire chi non attua il Decreto Clini Passera del 2 marzo 2012;   Questa è una gravissima omissione!

Ricordiamo cosa diceva il Decreto per Venezia:

…….Considerata la particolarissima sensibilita’ e vulnerabilita’ ambientale della Laguna di Venezia ove sono presenti ecosistemi continuamente posti a rischio anche tenuto conto dei rilevanti aumenti del traffico marittimo;

…..Art 2 …. Comma 1) e’ vietato il transito nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca delle navi adibite al trasporto di merci e passeggeri superiori a 40.000 tonnellate di stazza lorda; ….”

Cogliamo l’occasione per ringraziare pubblicamente le centinaia di persone che hanno risposto all’invito ed hanno partecipato alla Festa della Laguna dalla riva delle Zattere.

UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE ALLE RAGAZZE ED AI RAGAZZI CHE PER SONO RIMASTI PER MOLTO TEMPO NELLE ACQUE DEL CANALE DELLA GIUDECCA, VICINO ALLE TRE BOE-NOGRANDINAVI

Di seguito riportiamo il volantino che è stato distribuito alla Festa della Laguna

Venezia, la Laguna e le grandi navi

I devastatori della Laguna insistono con i loro folli progetti!!

Dopo il progetto del canale  Contorta, bloccato in Commissione VIA Nazionale da centinaia di osservazioni e dai pareri negativi degli organismi tecnici; hanno presentato, (sbagliando platealmente la procedura burocratica), il progetto Tresse Nuovo  che di fatto dovranno ripresentare spendendo una vagonata di soldi pubblici….

Di fronte a queste sconfitte “il Fronte del Porto” che sembrava compatto si sgretola… e alcuni riesumano progetti già bocciati o abbandonati in partenza come il porto crocieristico a Porto Marghera o al Dogaletto…..

Ma perché allora l’Autorità Portuale, la Venice Terminal Passeggeri e le varie lobby continuano ad insistere per far arrivare tutte le navi da crociera nella stazione Marittima di Venezia e su banchine portuali esistenti???

La risposta è molto semplice l’Autorità Portuale di Venezia senza alcuna gara ha dato in concessione trentennale (che dovrebbe scadere nel 2024) la gestione delle Banchine della Stazione Marittima di Venezia a VTP; se dovesse passare il progetto di una nuova struttura portuale alla bocca del Lido la gestione di queste nuove banchine dovrebbero passare attraverso un bando europeo e così VTP rischia di perdere il monopolio assoluto sulla gestione del crocierismo a Venezia.

Sulla vicenda della vendita di alcuni pacchetti azionari della VTP si è dimostrato che gli enti locali sono asserviti ai voleri delle lobby delle compagnie delle navi da crociera che tentano di avere in controllo assoluto sulla gestione delle banchine veneziane; questa è una vera e propria operazione speculativa  dove ci rimetteranno come al solito i cittadini  che pagano le tasse. 

Noi riteniamo che tutti i progetti  che prevedono di mantenere il transito di grandi navi all’interno della Laguna di Venezia saranno devastanti !!!

Lo scavo negli anni ’60 del Canale Malamocco Marghera (chiamato da tutti “canale dei Petroli”) e le conseguenze che ha avuto sulla Laguna Centrale sono sotto gli occhi di tutti.

Le correnti di marea e l’effetto del passaggio delle navi dirette a Porto Marghera hanno devastato la Laguna centrale, trasformandola in un vero e proprio braccio di mare.

Con questi progetti il canale dei Petroli verrà collegato direttamente con la Marittima ed il Canale della Giudecca; quali saranno gli effetti sulla velocita e direzioni delle correnti e sulle maree???

Quali saranno gli effetti cumulativi, oltre alle navi commerciali e ai traghetti, del passaggio delle grandi navi da crociera che dovrebbero percorrere quasi tutto il Canale dei Petroli e poi arrivare alla Marittima tramite questo nuovo ed immane scavo?

Abbiamo trovato all’interno del progetto De Piccoli-Duferco una interessante tabella dove vengono quantificati i milioni di metri cubi d’acqua spostati dal transito delle grandi navi da crociera in un anno tipo:

In un anno  712 passaggi di grandi navi causano lo spostamento d’acqua di 32.434.944 metri cubi

Nella settimana di punta 34 passaggi  causano lo spostamento d’acqua di 1.620.696 metri cubi

Nella giornata di punta  10 passaggi  causano lo spostamento d’acqua di 519.419 metri cubi

Questi passaggi supplementari di navi nel canale dei Petroli  ed i milioni di metri cubi spostati quali effetti avranno sull’ambiente Lagunare ???

Lo si può facilmente prevedere leggendo:

  • quanto scrive e dice da molti anni il prof Luigi D’Alpaos
  • una recente tesi di laurea del 2014 fatta sulle campagne di monitoraggio di marzo e aprile del 2014 del CNR-ISMAR sulle onde da depressione provocate dal traffico navale nel Canale dei Petroli  e degli effetti erosivi causati nei tratti di laguna vicina al canale.

Gli effetti devastanti del Canale dei Petroli e del suo traffico verranno aumentati, accelerati ed estesi anche in altre zone in maniera inesorabile ed irreversibile!!!!

Un disastro annunciato che ripeterà il copione del canale dei petroli!!!

Le eventuali opere di “mitigazione” che sono state proposte in questi anni con altri progetti prevedono la costruzione di chilometri di muraglioni di massi lungo i bordi del canale dei petroli e la costruzione di barene artificiali (che sono vere e proprie discariche dove depositare i fanghi scavati), faranno perdere definitivamente alla Laguna Centrale quelle caratteristiche che l’avevano resa un patrimonio ambientale unico al mondo.

RicapitolandoTutti i progetti e le idee progettuali interni alla Laguna di Venezia:

– omettono di constatare il grave processo erosivo che ormai da tempo interessa l’intera Laguna di Venezia,

compromettono il delicato ecosistema lagunare,

– contrastano con i principi fondanti dell’idraulica e della morfodinamica lagunare rendendo incompatibile la grande stazza ( dislocamento ) di queste navi con la navigazione interna alla laguna,

– presentano forti elementi di contrasto con la legislazione speciale per Venezia e saranno verosimilmente oggetto di infrazione da parte della Comunità Europea ai sensi della direttiva sulle acque che interessa tutta la nostra Laguna.

Insistere per queste soluzioni appare tanto più incomprensibile dal momento che esistono soluzioni alternative fuori della Laguna che prevedono l’attracco delle grandi navi crociera alla bocca del Lido.

Una di queste soluzioni ( progetto Dufferco ) ha già avuto un parere tecnico preventivo positivo della commissione nazionale V.I.A., a differenza delle criticità emerse per tutte quelle altre soluzioni interne alla Laguna.  I contenuti dell’articolata definizione progettuale può rappresentarla come  soluzione definitiva.

E’ ormai dimostrato che queste grandi navi crociera alla bocca di Lido,

non intaccano minimamente l’equilibrio lagunare,

salvaguardano pienamente l’occupazione e, anzi, la aumentano,

valorizzano gli investimenti finora effettuati in marittima,

prevedono tempi e costi di realizzazione inferiori a tutte quelle soluzioni prospettate all’interno della Laguna,

eliminano la ricaduta del pesante inquinamento atmosferico in città.

Consentono i trasbordi dei passeggeri tra la marittima e il nuovo terminal che avverrà con motonavi ecocompatibili di nuova generazione a doppio scafo per ridurre al minimo il moto ondoso e a propulsione ibrida: solo elettrica nel bacino di S. Marco e nel canale della Giudecca con emissioni e rumori zero. I crocieristi potranno così vedere Venezia dall’acqua attraversando con questi mezzi ecocompatibili il bacino San Marco ed il canale della Giudecca.

Venezia, la Laguna e l’inquinamento atmosferico prodotto dalle navi e da imbarcazioni minori ( pubbliche e private)

Su questo il Comitato NOGrandiNavi assieme all’Associazione tedesca NABU ha fatto emergere, con una campagna di monitoraggi indipendenti, una situazione veramente critica e pericolosa per tutti (cittadini, lavoratori, turisti e monumenti)

Chiediamo che vengano introdotte con urgenza le seguenti Misure antiinquinamento:

Deve essere progettata e predisposta una nuova rete di rilevazione per il controllo e monitoraggio del traffico acqueo cittadino e lagunare con l’istallazione di un adeguato numero di centraline fisse e di nuova strumentazione per rilevazioni mobili per controllare gli inquinanti atmosferici più pericolosi per la salute umana (polveri ultrasottili comprese) nelle vicinanze delle zone a maggior traffico e nelle aree di ricaduta degli inquinanti.

Tutte le navi ed imbarcazioni che navigano e stazionano all’interno della Laguna di Venezia e nelle prospicenti acque territoriali esterne alla Laguna devono usare carburanti con contenuti di zolfo inferiori allo 0,1%.

Tutte le navi ed imbarcazioni minori (trasporto pubblico e privato, taxi acquei, imbarcazioni da trasporto cose e merci varie) che navigano nelle acque Lagunari e nelle prospicenti acque territoriali esterne alla Laguna  devono  dotarsi di filtri antiparticolato , catalizzatori per gli ossidi di azoto  e della migliore tecnologia disponibile per ridurre al massimo i vari inquinanti presenti dei carburanti e/o prodotti dalla combustione dei motori marini.

Il Comitato NOGrandiNavi – Laguna Bene Comune  e l’Associazione AmbienteVenezia

COMUNICATO DELL’ASSOCIAZIONE AMBIENTE VENEZIA

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Bignave3

 

COMUNICATO AMBIENTE VENEZIA

Da troppo tempo sul tema del transito delle grandi navi crociera a Venezia si sta assistendo ad una continua manomissione delle procedure previste dal nostro ordinamento che unitamente a dichiarazioni improvvide, false e prive di  alcuna verifica di fattibilità pretendono di prefigurare nuovi tracciati all’interno della laguna forzando così verso soluzioni ( che  si riveleranno irrealizzabili  con conseguenti perdite di tempo e dispendio di risorse) quali quelle del canale Contorta-S.Angelo  o del Tresse Nuovo.  E in tale contesto di attesa, di colpevoli assenze e confusione  artatamente volute si ventila l’idea che il Governo   vari un nuovo decreto legge transitorio che , nelle more della ricerca e approvazione del nuovo progetto definitivo, fissi nuovi criteri ( non più stazza, ma per esempio  anno di costruzione ) per continuare con il transito delle grandi navi crociera in bacino S.Marco e canale della Giudecca. E tutto ciò pur in presenza di una soluzione progettuale  alla bocca del Lido  che non presenta le criticità del Contorta e delle Trezze e riesce a coniugare in un’ottica di visione strategica la permanenza della crocieristica anche di nuova generazione a Venezia,   ambiente e lavoro .

Ipotesi di una transitorietà  assolutamente da respingere, pena il discredito del Governo  non solo a Venezia , ma anche  di fronte al mondo, perché a distanza di oltre 4 anni dal decreto Clini-Passera non può esistere alcun spazio per l’emanazione di un decreto di proroga o integrazione che consenta la continuità del transito delle grandi navi crociera dentro la città senza che si sia prima decisa ed approvata la nuova soluzione definitiva dell’ubicazione del terminal crocieristico ( che la salvaguardia della laguna pretende fuori dalla laguna ). Senza  soluzione definitiva , la grande crocieristica va bloccata.

Con le nostre mobilitazioni , che si intensificheranno se permarrà questo inconcludente   groviglio politico-istituzionale, consigliamo il Governo e soprattutto il ministro Del Rio di prestare grande attenzione per le possibili strumentalizzazioni che l’Autorità Portuale, e non solo,  opera nei suoi confronti dichiarando accordi concordati con il suo ministero su presunte corsie  preferenziali  su un pasticcio progettuale denominato prima Contorta-S.Angelo e poi Tresse Nuovo. Una vicenda in cui copiose dosi di irresponsabilità , arbitrarietà e scarsa trasparenza sulle risorse impiegate delineano un pericoloso “ traffico di influenze”.

Informiamo il Ministro della sorprendente  esternazione alla stampa locale del nuovo responsabile della Capitaneria di Porto di Venezia che ritiene il  Tresse  Nuovo una valida soluzione. Comincia male il nuovo arrivato. Qualcuno dovrebbe spiegargli, come sarà sicuramente  reso noto al Ministro dagli organismi          ufficiali di valutazione,:

-che esiste una legislazione speciale per la salvaguardia di Venezia e della sua laguna;

– cos’è il dislocamento  di una grande nave crociera nei canali interni lagunari con gli effetti erosivi sulle sponde e la perdita di sedimenti su un percorso di ben  22 km ( tanta è la distanza tra la bocca di Malamocco e la Marittima );

-che il Tresse Nuovo si  deve leggere allargamento del canale Vittorio Emanuele , aumento dei raggi di curvatura dei bacini di evoluzione e marginamento del canale di petroli nel tratto S.Leonardo-Marghera con scavi per  oltre 8,5  milioni di mc.;

-che esistono test di simulazione per verificare l’indice di occupazione ed il grado di sicurezza del canale Malamocco-Marghera che tenga conto della commistione del traffico crocieristico ,traghetti, petrolifero, containers , rinfuse e con l’ottica di lungo periodo anche  del traffico indotto dalle “ mamma wessel “ del porto off-shore;

-che interferisce con la zona industriale di Marghera definita area ad alto rischio di incidente rilevante ( RIR );

-che il raggio di curvatura del canale all’interno dell’isola delle Tresse non consente il mantenimento della rotta della nave in condizione di sicurezza ( angolo di deriva, scarroccio non compensato, condizioni meteo marine ,sistema complessivo del convoglio  nave più rimorchiatori, acqua a disposizione dei rimorchiatori ecc. );

-che la darsena della Marittima è troppo stretta per assicurare l’ormeggio delle grandi navi crociera nella prospettiva di medio-lungo periodo;

-che presenta una accessibilità nautica pressocchè insostenbiile dal momento che il suo tracciato interessa un tratto di laguna condizionato dal funzionamento del Mose e un tratto in un canale artificiale di 22 km   a senso unico con doppio pilota e con l’assistenza di due rimorchiatori, per la durata di circa 2 ore di navigazione;

-che vanno  prese in considerazione le interruzioni al transito delle navi crociera alla bocca di Malamocco dovute all’innalzamento delle paratoie mobili del MOSE in riferimento al 4° rapporto IPCC presentato alla Conferenza di Parigi sul clima  nel dicembre 2015.

A questo punto riteniamo che solo il Governo con immediate decisioni competenti da noi condivise possa smentire quella consolidata impressione in città dell’esistenza di una sorta di cricca delle crociere che per personaggi, posizioni e comportamenti può ricordare un  deja vu del sistema Mose.

ASSOCIAZIONE AMBIENTE VENEZIA                7 maggio 2016

LE MAXI-AFFISSIONI CONQUISTANO IL PONTE DI RIALTO

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rialto

Nel novembre scorso pubblicai questo post:

https://salviamovenezia.wordpress.com/2015/11/10/con-brugnaro-le-maxi-affissioni-c0nquistano-linterno-della-citta/

La brutta notizia del giorno è la conquista del ponte Diesel, ex Rialto…

Povera città. Poveri veneziani. Povera bellezza continuamente stuprata da affaristi senza scrupoli. Rimando all’articolo:

https://salviamovenezia.wordpress.com/2011/10/21/venice-ou-les-malheurs-de-la-vertu/