ARIDATECE SILVIO TESTA!!!

Standard

lager

Sogno un movimento NO GRANDI NAVI libertario e inclusivo, al posto della Chiesa di Scientology che il gruppo sta diventando per colpa di uno zoccolo stalinista ancora fermo agli anni Quaranta…

Per aver evidenziato l’assurdità di definire nazisti e/o fascisti i nonavi di impronta Cinquestelle, sono stato estromesso dalla mailing list dei nograndinavi. E’ bene ricordare loro che il nazismo è anche soppressione di opinioni divergenti. Se preferiscono parlarsi addosso…

Dopo l’epurazione, Silvio Testa, ex PORTAVOCE del Movimento, ha precisato:

“Io non sono d’accordo, non mi piace assolutamente che una o due persone si arroghino il diritto di cancellare chicchessia dalla mailing list generale. Chi ha dato loro questo mandato? Ripeto: mi ricorda tempi bui, le epurazioni non mi piacciono, nei confronti di chiunque vengano decise. Oppure c’è un padrone del vapore? Un pensiero unico da rispettare? [cut] Nel caso specifico Lucio è un attivista della prima ora, anche se pure lui, come me del resto, è da tempo più defilato, credo per le medesime mie ragioni. Interviene tante volte, è vero, ma ho controllato nella posta arretrata e per almeno tre quarti delle occasioni lo ha fatto replicando ad attacchi circostanziati oppure semplicemente ingiuriosi e provocatori nei confronti del movimento 5 stelle e non vedo perché, se qualcuno ritiene di utilizzare la mailing list del Comitato per attaccare a torto o a ragione (non entro nel merito) una forza politica, qualcun altro non possa dire la sua sul medesimo argomento.”

Forse, se il Movimento non cresce di numero (le manifestazioni sono ferme a 1000 partecipanti da anni), la colpa è della piccola cupola Minculpop che dà del nazista a chiunque non la veneri.

Ho scritto alla tipa responsabile della cancellazione: “Cara marchigiana di Senigallia, non ti facevo così ‘nazista’ (per proseguire il gioco,- in verità assai INFANTILE e CRETINO – di chiamare nazisti tutti quelli che non ci piacciono). Saluti da Fano.”

Spesso, sono proprio le persone sempre pronte a dare del nazista o del fascista a chiunque non penda dalle loro labbra a comportarsi da veri e propri ducetti del cazzo.

Annunci

UNA LETTERA APERTA DI ARMANDO DANELLA

Standard

30settembre

Lettera Aperta

Prima di tutto vogliamo ringraziare le moltissime persone di tutte le età che hanno partecipato alla bellissima e grande manifestazione del 30 settembre 2018 contro le grandi navi da crociera nelle acque del canale della Giudecca dove c’erano più di 70 imbarcazioni di tutti i tipi (stimiamo oltre 300 persone in barca) e più di mille persone nella riva delle Zattere.

Vogliamo ribadire alcune considerazioni sul tema delle grandi navi da crociera:

Il “governo del cambiamento” sul tema delle grandi navi da crociera a Venezia sta annaspando in uno stato confusionale che contraddice quel mandato elettorale in cui il movimento 5 stelle indicava la loro fuoruscita dalla Laguna.

Oggi il movimento 5 stelle conta ben 3 ministri con competenze determinanti in materia ( Infrastrutture – Ambiente – Cultura e Beni Ambientali ) che possono adottare immediati provvedimenti attuativi volti a risolvere l’annosa questione in un contesto di riferimento che, oltre a prendere atto di tutti gli accadimenti procedimentali che si sono succeduti in questi oltre 5 anni trascorsi dal decreto Clini-Passera , dovrà, con particolare riferimento al ruolo rivestito dal ministro Toninelli:

– dimostrare la non subalternità agli interessi delle compagnie armatoriali spalleggiate dalla lobby portuale veneziana che ha caratterizzato il governo precedente

-respingere ogni ipotesi di transito all’interno del corpo acqueo Lagunare con le motivazioni normative, tecniche e scientifiche che da anni il Comitato NoGrandiNavi sostiene e che per memoria abbiamo recentemente ricordato ed inviato anche al fine di evitare inutili e dilatori ulteriori tavoli tecnici

– garantire la continuità delle procedure di legge che riguarda un unico progetto alla bocca di Lido (a tutt’oggi inspiegabilmente bloccato preso il Ministero delle Infrastrutture) che selezionato sulla base di iter autorizzativi delle autorità competenti ha ottenuto un parere favorevole dalla Commissione VIA ( oltre ad una ulteriore legittimazione da una recente sentenza del Tar Veneto ). Un progetto di un terminal fuori dalla Laguna, a Venezia, che riesce a coniugare la salvaguardia del riequilibrio lagunare con il mondo del lavoro, individuando altresì quella “disponibilità di vie di navigazioni praticabili alternative” per cui rende possibile una deroga al passaggio delle grandi navi crociera per tutto il tempo necessario alla sua realizzazione

– chiarire certe incaute affermazioni di parlamentari penta stellati locali che ritengono che l’allocazione del nuovo terminal alla bocca di Lido oltre il Mose non sia fuori della laguna , mentre invece, diversamente da quanto affermato, bisogna prendere atto che il Mose stesso ha segnato ormai definitivamente una netta separazione tra ambiente marino ed ambiente lagunare ( la cui morfologia è caratterizzata da canali, bassifondi, barene, chiari, ghebi del tutto inesistenti dove insiste il terminal) talché gli stessi cippi napoleonici della conterminazione lagunare , in quella zona, perdono il loro significato originario per assumerne uno meramente storico-documentale.

Se a fronte di quanto sopra il governo ritiene, come esternato da alcuni esponenti del movimento 5 stelle, che le grandi navi crociera non debbano non solo non attraccare alla bocca di Lido , ma neanche a Venezia, emetta un decreto che vieti nell’immediato il transito di tutte le navi crociera superiori alle 40.000 tonn. di stazza; ( magari spiegandolo bene anche ai lavoratori del settore ).

In assenza di questi doverosi e chiarificatori atti comportamentali continuerà il transito delle grandi navi crociera attraverso il bacino di San Marco ed il canale della Giudecca rendendo esplicita la connivenza anche di un governo con dentro i 5 stelle con quel processo di un sistema economico che continua a far prevalere l’interesse ed il profitto privato a scapito della tutela e salvaguardia di quel bene inestimabile di proprietà collettiva demaniale qual’é la nostra Laguna.

Armando Danella del Comitato NOGrandiNavi e dell’Associazione AmbienteVenezia

MIO COMMENTO PERSONALE:

Non si tratta di “annaspare in uno stato confusionale”, ma di dover continuamente tener conto delle posizioni della Lega (come ognuno sa, il governo non è in mano ai 5 stelle, ma a Lega + 5 stelle, e non per colpa loro, ma degli elettori che continuano a non dare mai carta bianca – ovvero il 51%dei voti – a NESSUN PARTITO). Sicuramente, poi, il governo riceve lettere analoghe, ma di segno contrario, da parte del Fronte del Porto e dei Crocieristi, non meno numerosi del Movimento No Nav, fermo da anni a circa 1000 simpatizzanti. Purtroppo la politica è l’arte del possibile, non il libro dei sogni. Sono certo, comunque, del fatto che qualche passo avanti verrà compiuto, malgrado i 5 stelle siano sotto tiro da parte di tutti, in Italia e in Europa. Ovviamente condivido APPIENO il contenuto della lettera di Danella.

ADDIO LAGUNA SUD…

Standard

Immagini più eloquenti di mille parole …. le grandi navi fanno male alla Laguna.
La Laguna Sud è MORTA, non esiste più, non c’è più una barena dal ponte della Libertà fino a Chioggia …. la media di fondale è 1,5 metri, la salinità equivalente a quella marina, grazie all’erosione 50ennale legata al passaggio delle nani nel Canale dei Petroli.
E se anche il traffico grandi nani (8-12 passaggi a weekend) sarà deviato lungo quel canale, la situazione si aggraverà utleriormente…
L’unica soluzione accettabile è TENERLE FUORI DALLA LAGUNA.
(Ah, Noi sappiamo che la Laguna finisce oltre le linee tra i 2 fari delle bocche di porto, non prima)
E punto.

ANDREINA ZITELLI SUI TANTI NO

Standard

nonavi

“A proposito dei tanti NO. Da Genova quale lezione?

L’unico NO certo nelle motivazioni, che può riscuotere una universale adesione in sede nazionale e internazionale ( a parte qualche fautore di una Venezia sempre e comunque grande sui mari, sempre più “moderna”,… e sempre più sfruttata) ë il ” NO alle grandi navi nella Laguna di Venezia” .

Un NO indiscutibile nella palese evidenza della sua necessità , una proibizione peraltro sostenuta e codificata dalle norme di Tutela dei Beni Storici Architettonici e Ambientali di valenza nazionale e speciale, dal ben noto Decreto Clini Passera, oltre che dalle procedure, quelle regolari e non arbitrarie, che sono state attivate dalle Delibere assunte dal CIPE, dalla Conferenza Stato Regioni, dal Comitato dei Ministri per Venezia. Delibere, discese a valle dell’OdG del Senato votato all’unanimità e predisposto anche dai Senatori del M5S, che hanno valore di Atto di Ìndirizzo vincolante.

E’ un NO facile e dagli effetti positivi incommensurabili se messi a confronto anche solo con l’idea che un minimo incidente dentro la Laguna possa sempre succedere e di cui, in termini teorici – un vero caso di scuola costi/ benefici -, possono essere analizzati tutti gli aspetti e impatti, a cominciare dall’immagine di un’ Italia nemmeno più in grado di proteggere la più singolare Città del mondo, a prescindere dalla sua storia, quell’unicum urbanistico che é Venezia e la sua Laguna.

Da Genova quale lezione?

Genova, l’altra grande Repubblica marinara, mostra con la tragedia del ponte Morandi, ( quale sia la causa del crollo) la follia dello sviluppo non pianificato, illimitato nello sfruttamento del territorio, nella mono – modalità del sistema di trasporto, e dove la crisi economico-sociale, che aspetta la città, sarà sicuramente ardua da superare.

Venezia si aspetta da questo Governo un NO alle Grandi Navi a tutela di Venezia e della sua Laguna.

Venezia con il MOSE e il CVN, raggruppamento di imprese private, nonché Concessionario unico dello Stato, ha già dato.

Prof. Andreina Zitelli”

CHE FARE???

Standard

ngn

Purtroppo il 10 giugno ero fuori Venezia, ma l’altro ieri sera al TG3 hanno accostato la manifestazione No Nav alla sagra di Sant’Antonio a Castello… come dire che ormai anche l’annuale No Nav Pride è considerato una sorta di appuntamento folkloristico-fisiologico… il che è un bruttissimo segnale. In effetti, dopo tante manifestazioni, sul piano pratico non è cambiato assolutamente nulla. Le maxi navi da crociera continuano a squassare tranquillamente i fondali lagunari e a passare a un pelo da piazza San Marco. Lo dico con dolore e senza voler nulla togliere a quanti si sono mobilitati con tanta generosità. Occorrerebbe una svolta, ma di che tipo? :- (

P.S. Continuo a trovare proponibile la vecchia trovata di VENEZIA DUE: https://salviamovenezia.wordpress.com/2013/06/14/venezia-storica-e-venezia-due/

VERSO IL 10 GIUGNO

Standard

10giugno18

COMUNICATO COMITATO NO GRANDINAVI – LAGUNA BENE COMUNE

Si è deciso di organizzare per il 10 giugno a Venezia una manifestazione intitolata “Marcia per la dignità di Venezia” alla quale invitiamo la popolazione attiva, le associazioni e i comitati ad aderire e partecipare

Per la città storica e per la terraferma – Per estromettere le grandi navi da crociera dalla Laguna-

Per Salvare Venezia dallo spopolamento e dalla turistificazione

Parliamo di casa, di ripopolamento del centro storico, di qualità dell’aria in terraferma e in Laguna, di trasformazione di Mestre, con l’edificazione di nuovi alberghi ed ostelli,

in “dormitorio” per il turismo “mordi e fuggi”,

parliamo della cessazione della svendita del patrimonio pubblico, del rispetto dell’ambiente, della fine del consumo di suolo, dei diritti al lavoro e al reddito

e dei conflitti di interessi del sindaco.

Di seguito ed in allegato trovate il documento che lancia la manifestazione

Evidenziamo inoltre che le nostre lotte e le nostre mobilitazioni veneziane fanno parte di una serie di iniziative che si terranno nei prossimi giorni in Europa e in Italia In difesa dell’ambiente del territorio, in difesa delle nostre città dei nostri Diritti promosse da diverse associazioni e Comitati :

il 15 maggio a Parigi presso la sede del Ministero dell’Ambiente Francese la seconda conferenza sul trasporto marittimo del Mediterraneo – Riduzione dell’inquinamento atmosferico dalle navi nel Mar Mediterraneo, organizzata da France Nature Environnement, il ministero dell’Ambiente francese, NABU, Cittadini per l’aria, ed altre associazioni ambientaliste di altri paesi del Mediterraneo. Diversi comitati ed associazioni delle città portuali italiane (comitato NOGrandiNavi compreso) hanno aderito alla richiesta di espandere le zone SECA per il maggior controllo per le emissioni di zolfo alle acque del Mediterraneo nel corso della conferenza verranno presentate le nuove campagne autogestite di monitoraggio dell’inquinamento navale, programmate nei principali porti del Mediterraneo (tra i quali diversi porti italiani Venezia compresa).

il 15 maggio a Genova alle ore 17.30 IL POPOLO INQUINATO DAI FUMI E DAI RUMORI DEL TRAFFICO MARITTIMO, STUFO E ARRABBIATO, SCENDE SUI MOLI DEL PORTO DI GENOVA

Tutti i genovesi costretti a convivere con i fumi e i rumori prodotti dall’attività portuale, manifesteranno di fronte ai varchi doganali della Stazione Marittima di Genova. La manifestazione è organizzata dal Comitato Tutela Ambientale Genova Centro Ovest , e da Progetto Genova , con l’adesione e la partecipazione di: Altra Liguria, Ecoistituto Reggio Emilia-Genova, Associazione Comitato Acquasola, Circolo Nuova Ecologia di Legambiente, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Officine Sampierdarenesi.

Obiettivi della protesta (rivolti a Capitaneria, armatori, Comune e Regione, Parlamento Italiano ed Europeo): maggiori controlli per il rispetto della normativa vigente – adeguamento della flotta di navi, che attraccano a Genova , alle normative vigenti e future a tutela dell’ambiente e della salute – monitoraggio della qualità dell’aria e del rumore, mirato a stimare l’impatto delle emissioni portuali – adeguamento delle Leggi sulle emissioni navali a requisiti ambientali più restrittivi, sul modello di quelle attualmente vigenti nei porti del Nord Europa.

il 18 e 19 maggio a Barcellona promosso dalla rete SET – Città del Sud Europa secondo forum sull’impatto della turistificazione ( Fòrum Veïnal sobre Turisme). Si parlerà della difesa delle città e dei cittadini dalle diverse problematiche legate all’ impatto turistico, di grandi navi e della rete SET. Alcune associazioni di Venezia hanno sottoscritto il Manifesto della rete Set e una rappresentante veneziana sarà presente a Barcellona e farà intervento.

Il manifesto di SET, che trovate in allegato, sta girando moltissimo e per l’Italia le ultime adesioni arrivano da: Genova, Cinque Terre, Firenze, Napoli… è importantissima la condivisione di problematiche (legate all’impatto del turismo), analisi e riflessioni e iniziative.

Consigliamo inoltre di vedere il bellissimo documentario di Arte sul mare Mediterraneo si parla di navi da crociera, di turismo di massa, di inquinamento, cementificazione e altri problemi.

https://www.arte.tv/fr/videos/075834-000-A/la-mediterranee-va-t-elle-passer-l-ete/

(è visibile fino al 16 giugno)

Marcia per la dignità di Venezia

10 giugno 2018 h 14.30

concentramento a Piazzale Roma

Il Comitato No Grandi Navi invita le abitanti e gli abitanti della città storica e della Terraferma, chi ci vive o vi lavora da pendolare, il mondo associativo e le organizzazioni a mobilitarsi per restituire dignità alla città di Venezia, mai come oggi minacciata dall’operato di chi la governa.

Partiamo come sempre da noi, dalla richiesta di estromettere le grandi navi dalla laguna, ma oggi non basta più, sentiamo la necessità di andare oltre.

La recente vicenda dei tornelli, al di là della ridicolaggine, è grave non tanto perché rappresenti l’inerzia dell’amministrazione di fronte all’invasione da parte di un turismo insostenibile e al relativo spopolamento, quanto piuttosto perché essa esemplifica il vero programma di Brugnaro e della sua giunta: trasformare, in nome del profitto, la città storica in un grande parco a tema che abbia nella Terraferma una nuova succursale low cost. A cosa possono servire i tornelli se si sta pianificando la costruzione di 20.000 posti letto in ostelli od hotel a Mestre nei prossimi anni?

Il 10 giugno saranno in piazza tutti coloro che vogliono, costruiscono e mettono in pratica un altro programma per Venezia, tutti coloro che, con il conflitto sociale, alludono ad un’altra idea di città.

E’ necessario ripopolare la città storica con politiche a misura di residente, riaprire le centinaia di case pubbliche chiuse, offrire vere opportunità di social housing, fermare la costruzione di nuovi hotel, frenare i cambi d’uso, l’utilizzo di AirBnB e simili, favorire l’affitto ai residenti e le operazioni di autorecupero.

Sono questi problemi che non riguardano più solo la città insulare, ma che preoccupano anche gli abitanti di Mestre e Marghera, dove i prezzi degli affitti sono già aumentati esponenzialmente rispetto a pochi mesi fa.

Bisogna invertire la ricetta di questa giunta che taglia i servizi di welfare, licenzia il personale precario e svende il patrimonio pubblico.

Questo è il vero degrado.

Il Comune deve invece farsi carico di quei servizi che consentano a tutte e tutti di vivere degnamente.

Servono servizi moderni, efficienti e all’avanguardia.

Oggi accade tutto il contrario. Si deve dunque investire in welfare e contemporaneamente si deve favorire quel tessuto sociale ed associativo che (a costo quasi zero) recupera spazi, li autogestisce, li strappa all’abbandono, alla privatizzazione o alla semplice messa a rendita.

Venezia deve tornare ad essere città viva, con un tessuto produttivo diversificato, non può essere spianata dalle rendite di posizione speculative che troppo velocemente distruggono la sua biodiversità urbana.

La monocoltura turistica sta distruggendo la città portando ricchezza solo a pochi, con attività tra l’altro basate spesso su lavoro precario e sfruttamento.

Invece Venezia può essere sede di attività legate anche alla cultura e alla ricerca, agli studi e all’innovazione produttiva ecocompatibile, garantendo reddito e distribuendo ricchezza a tutti.

Il 10 giugno invitiamo a scendere in piazza tutti coloro che vedono nell’ambiente una parte imprescindibile della città e non qualcosa di estraneo, magari sacrificabile sull’altare di un modello di sviluppo suicida.

La nostra piazza dirà che quando si distrugge l’ambiente, si distrugge la città. Per questo le navi devono stare fuori dalla laguna, per questo non vogliamo nuovi scavi, per questo dobbiamo prendere misure che diminuiscano l’inquinamento dell’aria da traffico urbano, ma anche marittimo, e limitare il consumo di suolo (che spesso porta con sé speculazioni e conflitti di interesse a cui il sindaco non è estraneo).

A vedere l’operato di questa giunta, pare che le tradizioni di questa città richiamino ad un’identità escludente, chiusa e definitivamente provinciale.

Mai operazione fu più revisionista.

Venezia è stata nei secoli città del mondo, e nel mondo ha fatto la sua fortuna, commerciale e culturale.

E’ stata, all’apice della sua traiettoria storica, un’interfaccia tra civiltà diverse, uno snodo internazionale di genti, affari, culture e arti.

Non dimentichiamoci di questa eredità.

Non lasciamo che chi ci governa riduca tutto ad un’attrazione con i suoi orari di apertura e chiusura.

Contro le dichiarazioni e le prese di posizione maschiliste e razziste di chi ci governa, vogliamo invece riaffermare Venezia come aperta e multiculturale, luogo di cultura antirazzista e antisessista.

Per tutte queste ragioni saremo in piazza Domenica 10 Giugno.

Per una città diversa, per restituire dignità a Venezia

Comitato NoGrandiNavi – Laguna Bene Comune

Per le adesioni scrivere alla mail nobigship@gmail.com

oppure scrivere alla pagina dell’evento su facebook https://m.facebook.com/events/204425737027229

Prime adesioni:

Ambiente Venezia

ASC

Lisc collettivo universitario

Sale docks

Opzione zero

Gruppo 25 aprile

OPA! Officina Pensiero Azione

Andrea Martini – Presidente Municipalità Venezia Murano Burano

Unione inquilini Venezia

CAAL – Comitato Ambientalista Altro Lido

10giugno18

S.O.S. LAGUNA. LE NUOVE DOLENTI NOTE DI LUIGI D’ALPAOS.

Standard

IMG_0089IMG_0094 (2)IMG_0092IMG_0090IMG_0093

2018 03 18 Gazzettino su Dibattito in Sala San Leonardo SOS LAGUNA

Venezia. Sala San Leonardo. Il prof. D’Alpaos ha di nuovo evidenziato le criticità del Mose e una grave prospettiva per la portualità veneziana: nel giro di qualche lustro, a causa dell’innalzamento del livello del medio mare, si dovranno sollevare le eventuali barriere alle bocche di porto della laguna anche per sei mesi l’anno:- /