DICKENS A VENEZIA

Standard

DickensGenova

«[…] La realtà sontuosa e stupefacente di Venezia è al di là della fantasia del più audace sognatore. Nemmeno l’oppio potrebbe far sorgere un luogo simile, e un incantesimo sfumarlo poi in visione. Tutto quello che ho sentito dire, o letto in descrizioni realistiche o romanzate, o immaginato su di essa, viene scavalcato di migliaia di miglia. E tu sai che, quando mi aspetto troppo da un luogo, è facile che ne resti poi deluso: ma Venezia è al di sopra, al di là, al di fuori della portata di ogni immaginazione umana. Non la si è mai decantata abbastanza. A vederla, ti commuoveresti fino alle lacrime. Quando sono arrivato in barca qui la notte scorsa (dopo cinque miglia di voga in gondola, cosa cui, in un modo o nell’altro, non ero affatto preparato) e quando, dopo aver visto la città galleggiare sull’acqua distante nella sua luce, come una nave, sono poi arrivato sciabordando per i canali deserti e silenti, mi è parso quasi che i palazzi fossero realtà e l’acqua febbre-delirio. E quando ancora, stamattina, ho sostato nella piazza nella luce chiara, tersa, tonificante del giorno, per Dio, la gloria del luogo era insostenibile! E passando da essa alla malvagia tetraggine delle sue terribili prigioni, giù, sotto il livello dell’acqua, nelle camere di processo, attraverso le porte segrete, nei recessi carichi di morte, dove la fiamma delle torce che porti con te pare ribellarsi come se non riuscisse a sopportare l’aria in cui le spaventose scene hanno avuto luogo, e ritornando poi alla luce nella raggiante, diafana Magia della città, e ancora immergendomi nella penombra di vaste chiese, di vecchie tombe, una sensazione nuova, una nuova memoria, pensieri nuovi mi hanno assalito. Da oggi, Venezia è parte della mia mente […]» (pp. 76-77);

«[…] Che dire degli infiniti dettagli di questi sontuosi palazzi? I grandi, pesanti balconi di pietra, uno sull’altro, file su file, e, qua e là, uno più grande degli altri, a dominarli, come un’enorme piattaforma di marmo; i vestiboli privi di porte, le finestre a pianterreno massicciamente sbarrate da grate, le immense scalinate pubbliche, le spesse colonne di marmo, le robuste arcate dall’aspetto di anfratti sotterranei, le stanze cupe, sonnolente, sonore, dai soffitti a volta, fra le quali l’occhio continua a perdersi, man mano che un palazzo segue un altro; i giardini a terrazza tra casa e casa, con verdi pergolati di viti, boschetti di alberi d’arancio e oleandri rosati in piena fioritura, venti, trenta, quaranta piedi al di sopra della strada; i muri dipinti, coperti di muffa e di chiazze e rovinati negli angoli più umidi, e invece ancora brillanti di splendidi colori e voluttuosi disegni nelle parti più asciutte; le sbiadite figure all’esterno delle case, reggenti ghirlande e corone, svolazzanti in alto, in basso, o erette all’interno di nicchie, qua e là più sbiadite e stinte che altrove, in contrasto con qualche piccolo vivido Cupido che, su una porzione di facciata decorata più di recente, stende quella che sembra aver l’aria di una copertina, ma che in realtà è una meridiana […]» (pp. 190-191).

Passi citati qui:

http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/recensioni/recensione_169.html?fbclid=IwAR3x2f-lKvwF5L0OhTQ-QRzzAMQSK1rDbYCkRj6bN4CdJK3JVeg5Nqt_EQw

VENEZIA: PRENDITORI INGORDI, TECNICI E POLITICI SENZ’ANIMA…

Standard

schianto

Mi scrive un irriducibile fautore delle maxinavi da crociera in laguna in un gruppo fb: “Volevate per forza che fosse un disastro, dopo anni di gufamento, ma stando ai numeri non è successo niente che possa impressionare, il ma , il se, il forse, lasciano il tempo che trovano, c’é tempo per il palazzo ducale… lo so, siete scontenti che non ci siano morti, anche i feriti si sono inventati, rimandati a casa dopo un cordiale, solo una vecchietta, caduta per il colpo o lo spavento, ha ricevuto trattamento sanitario. Sarà per un’altra volta.”

CHE DIRE??? FACCIAMO RISPONDERE IL PROFESSOR D’ALPAOS con il suo ultimo lavoro: “SOS LAGUNA: SALVIAMO VENEZIA E LA SUA LAGUNA DAI PRENDITORI INGORDI E DAI TECNICI E POLITICI SENZ’ANIMA”.

D'Alpaos

IL RANTOLO DELLA TERRA. BIENNALE 2019

Standard

Opera lirica per 13 voci. Immagina una spiaggia – tu sei lì, in questa scena, o, anche meglio, la osservi dall’alto –, il sole cocente, creme solari, costumi dai colori sgargianti, palmi e gambe sudati. Arti stanchi, distesi oziosamente su un mosaico di teli da mare. Immagina gli occasionali schiamazzi dei bambini, risate, il rumore del furgoncino dei gelati in lontananza. Il ritmo musicale delle onde che si infrangono, un suono calmante (su questa spiaggia, non su qualsiasi altra).
Il crepitio dei sacchetti di plastica che turbinano nell’aria, il loro fluttuare silenzioso, come una medusa, sotto il pelo dell’acqua. Il boato di un vulcano, un aereo o un motoscafo. Poi un coro di canti: canti della vita di tutti i giorni, canti di preoccupazione e di noia, canti di quasi nulla. E subito sotto il lento scricchiolio di una Terra esausta, ansimante.
Curata da Lucia Pietroiusti

A BRUGNARO E ZAIA UNITI NELLA LOTTA

Standard

BruZaia

C’è posta per voi.

“Dopo la lettera di richiesta di incontro urgente urgente inviata ai Ministri competenti il 16 febbraio, abbiamo inviato questa mattina una lettera aperta al Presidente della Regione Veneto Zaia e al Sindaco Brugnaro.”

LETTERA APERTA AL PRESIDENTE DELLA REGIONE VENETO LUCA ZAIA
ED AL SINDACO DEL COMUNE DI VENEZIA LUIGI BRUGNARO

Dalla stampa abbiamo appreso che martedì 19 febbraio è convocato un incontro con il ministro Toninelli in cui sarà illustrata una proposta di ripristino del canale Vittorio Emanuele III° attualmente dismesso per consentire l’arrivo delle grandi navi da crociera alla Marittima attraverso la bocca di Malamocco.
Un progetto la cui paternità sarebbe della società VTP che gestisce il terminal crociere e che si dichiara disponibile a finanziare il costo degli investimenti per decine di milioni di euro.
Registriamo che dopo la bocciatura del progetto Contorta, l’abbandono del progetto Trezze Nuovo ed ora il positivo accantonamento del progetto di Marghera, si vuole insistere nella stessa logica di individuare un’alternativa al divieto di transito nel bacino di San Marco solo con vie navigabili interne alla laguna.
Le criticità di questa ennesima proposta sono evidenti e in questi anni sono state sollevate non solo dai movimenti ambientalisti e da autorevoli riscontri scientifici contrari a soluzioni interne alla laguna, ma anche dalla stessa Autorità Portuale e soprattutto dal parere contrario della Capitaneria di Porto per motivi di sicurezza della navigazione.
Le criticità si possono così riassumere:
-Scavi di milioni di tonnellate di fanghi inquinati per portare le attuali quote del canale largo 40 m profondo mediamente 6 m ad una larghezza di 110 m. alla cunetta e profondità di 11 m. per un tratto lungo 4000 m.
-Allargamento del bacino di evoluzione davanti alla raffineria dell’Eni e l’isola dei depositi di carburante;
-Interferenze con il funzionamento delle barriere del Mo.S.E. le cui chiusure saranno sempre più frequenti e penalizzanti per la portualità lagunare a seguito dell’innalzamento del livello marino come confermano i recenti studi dell’ENEA;
-Navigazione a senso unico per 25 km lungo il canale Malamocco Marghera e Vittorio Emanuele III con dislocamenti esiziali per l’equilibrio idraulico e morfodinamico lagunare;
-Penalizzazione logistica ed economica dei traffici industriali e commerciali interessanti i terminals di Marghera;
– lunghi tempi di realizzazione considerato che il progetto dovrà essere sottoposto alla valutazione di impatto ambientale e alla revisione del Piano regolatore portuale;
– Incompatibilità di nuovi scavi in laguna con le direttive del ministero dell’Ambiente e dei Beni Culturali per la redazione del nuovo Piano morfologico della laguna.
Chiediamo al presidente Zaia ed al sindaco Brugnaro: per quale motivo dovrebbero avallare una proposta del genere, così devastante per la laguna e penalizzante per i traffici portuali di Marghera, finalizzata solo a tutelare gli interessi economici delle Compagnie crocieristiche?
O il vero obiettivo è prendere tempo, avanzando continuamente nuove proposte al fine di continuare a passare davanti San Marco, nonostante siano già trascorsi sette anni dall’emanazione del Decreto dello Stato che ne dispone il divieto?
Chiediamo pertanto al presidente Zaia ed al sindaco Brugnaro:
-di non avallare la proposta di raddoppio del canale Vittorio Emanuele III;
-di aprire un trasparente e pubblico confronto con tutte le componenti della città prendendo in considerazione proposte alternative che vanno nella direzione di estromettere le grandi navi crociera dalla laguna a partire dall’unico progetto che a tutt’oggi è stato valutato positivamente dal ministero l’Ambiente- commissione VIA nazionale -oltre che dalla stessa commissione VIA regionale;
-di evitare inutili perdite di tempo per soffermarsi su pseudo schede progettuali che non hanno alcuna consistenza tecnica né giuridica.
Venezia 18 febbraio 2019
Armando Danella per
Il Comitato NOGrandiNavi e l’Associazione AmbienteVenezia”