2020: PRIMA GLI ITALIANI!!!!!

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Nuova-Zelanda-2020

CAUTION: post dichiaratamente razzista. Ogni 31 dicembre, quando il tg delle 13 annuncia agli italiani che i buzzurri della Nuova Zelanda sono già entrati nell’anno successivo (mentre a noi tocca aspettare la mezzanotte), mi incazzo come una iena e grido: “Non è giusto!!! Prima gli ITALIANI!!!!!!!”… poi mi ricordo di non essere un terrapiattista:-)

NASCE IL GRUPPO FREE VENICE

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FreeVenice

Leggo in FACEBOOK: “Siamo un piccolo gruppo di veneziani che non vogliono arrendersi.Per questo abbiamo scritto un manifesto – che vogliamo condividere con voi. Perché Venezia appartiene al mondo. Ecco il manifesto di #FreeVenice ”

FREE VENICE: Manifesto per Venezia

1. Liberare Venezia dall’abbraccio mortale con la terraferma

Venezia non ha un’amministrazione comunale propria da quando nel 1926 con un decreto fascista è stata unita a Mestre senza consultare la popolazione. Il comune unico vide la luce sotto il governo di Mussolini, progettato da un gruppo di industriali che accorpò forzatamente Venezia alla città industriale di Marghera e alla colonia operaia che sorgeva a Mestre. Ai tempi di Mussolini, sulla terraferma vivevano soltanto 40.000 persone, a Venezia invece quasi 200.000. Oggi il rapporto si è capovolto e la conseguenza è che quando si vota per il sindaco, questo non viene scelto dai 79.000 abitanti di Venezia insulare, ma dai 180.000 abitanti della terraferma che vivono tra Mestre, Marghera, Favaro, Campalto, Chirignago e Zelarino in una realtà completamente diversa da quella di Venezia. Il sindaco di Venezia e il consiglio comunale sono quindi da anni espressione delle istanze della terraferma e non di Venezia. Questa emergenza democratica è alla base di ben cinque referendum: nell’ultimo il 66,11 per cento dei votanti dell’intero Comune si sono espressi per l’autonomia di Venezia e Mestre, a Venezia la percentuale del Sì all’autonomia è stata oltre l’80 per cento. Parallelamente mostrando scarso rispetto per il valore di un fondamentale istituto di democrazia diretta com’è il referendum l’attuale sindaco e la gran parte dei partiti e ex sindaci hanno invitato all’astensione non consentendo al referendum di raggiungere il quorum previsto. In nessuna democrazia si invita a non votare.

2. Specificità e Statuto Speciale

Il ripristino del rapporto tra il nome della città di Venezia e la sua coerente e specifica morfologia territoriale è la premessa indispensabile per ambire ad uno Statuo Speciale che risponda alle peculiari problematiche del vivere a Venezia. Lo Statuo Speciale in base al Trattato di Lisbona fino ad ora non è ottenibile perché due terzi del comune si trovano in terraferma, ovvero Venezia è di fatto omologata ad un territorio “normale” che essendo prevalente all’interno del Comune cancella la specificità di Venezia. Grazie allo Statuto Speciale, la città potrebbe ottenere esenzioni e sgravi fiscali tesi a ridare a Venezia la dignità di città completa di residenti, mestieri, servizi e funzioni. Una città che abbia di nuovo una visione prospettica del suo futuro rompendo così la deriva negativa che da anni la vede trasformarsi in una sorta di periferia storico-turistica senza vita, anima e identità. Lo Statuto Speciale è quindi lo strumento necessario per difendere e promuovere la residenza e i mestieri, ma anche per attrarre in città aziende che creino posti di lavoro qualificati andando oltre la monocultura turistica nel rispetto della delicatezza dell’ambiente. La richiesta di uno Statuo Speciale per Venezia sintetizza la nostra lotta per la sopravvivenza di una cultura millenaria che rischia d’essere travolta dalla banale mercificazione della nostra vita quotidiana.

3. Tutela per la laguna

Non si può salvare Venezia con i suoi beni culturali senza salvare la laguna: lottiamo per una rinaturalizzazione della laguna che rappresenta il nostro polmone e la difesa della nostra salute: Venezia è la città portuale più inquinata d’Italia e va protetta da decisioni i cui interessi sono altrove (lo scandalo MOSE insegna). Ed invece oggi, nonostante le acque alte eccezionali che si ripetono con sempre maggior frequenza, si riparla del porto crocieristico stabile in Marittima con scavo del canale Vittorio Emanuele, nonostante tutta la comunità scientifica abbia confermato che lo scavo dei canali determina danni alla morfologia lagunare.

4. Laboratorio per il futuro

Come nessun’altra città al mondo, Venezia si confronta con due sfide epocali e globali: il clima e l’overtourism, ovvero il sovraffollamento turistico. Invece di sprofondare sotti i piedi di 33 milioni di turisti ogni anno, Venezia potrebbe essere la sede ideale di un’agenzia internazionale per l’ambiente.

5. Venezia appartiene al mondo

Venezia è storicamente una delle capitali mondiali della cultura, una città da sempre cosmopolita in cui da secoli vivono, lavorano e studiano persone provenienti da ogni parte del mondo, senza contare gli ingenti fondi investiti da comitati privati stranieri per il restauro di tanti edifici veneziani. Ed è per questo abbiamo bisogno del vostro sopporto. Noi facciamo appello a tutti quelli che hanno a cuore Venezia: aiutateci a ridare a Venezia un futuro di città completa, se perdiamo Venezia sarà una sconfitta sociale e culturale per il mondo intero.
Solo con l’aiuto della comunità internazionale è possibile salvare Venezia nella sua integrità: ovvero il mirabile insieme delle sue architetture, il contenitore, insieme al tessuto socio-economico che è il contenuto che dà senso e autenticità alla bellezza di Venezia.

VENEZIA, LE SARDINE E GLI SQUALI

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sardineveneziane

All’annuncio della donazione di poco più di mille euro alla causa dell’emergenza acqua alta veneziana (somma raccolta nel recente raduno delle sardine veneziane) ho commentato:

“1157 euro? Sufficienti per uno spritz tra i comunali. Non credo sia compito delle sardine sacrificare la paghetta settimanale per finanziare la salvaguardia della laguna, bensì pretendere che i politici e lo stato provvedano alla stessa… … e che i giudici sbattano in galera i ladri di danaro PUBBLICO.”

Sardine Venezia: Donati 1.157€ al comune di Venezia per l’emergenza acqua alta

MAXINAVI A TRIESTE. ECCO QUALCOSA CHE SI PUÒ DECIDERE SUBITO.

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barca

In questi giorni di tregenda le maxinavi da crociera sono state dirottate a Trieste. Perché non continuare così? Ecco qualcosa che si può decidere subito…

https://www.corriere.it/cronache/19_giugno_05/venezia-grandi-navi-come-tsunami-fondali-laguna-massacrati-crocieristi-d1a3f7c8-8770-11e9-b851-9738da749704.shtml?fbclid=IwAR0NUAJkBffZs_WmBK7dPu14GRfvPTrOFjmW-nuna_5eqGaZ2SvhDK3-HHU

DICKENS A VENEZIA

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DickensGenova

«[…] La realtà sontuosa e stupefacente di Venezia è al di là della fantasia del più audace sognatore. Nemmeno l’oppio potrebbe far sorgere un luogo simile, e un incantesimo sfumarlo poi in visione. Tutto quello che ho sentito dire, o letto in descrizioni realistiche o romanzate, o immaginato su di essa, viene scavalcato di migliaia di miglia. E tu sai che, quando mi aspetto troppo da un luogo, è facile che ne resti poi deluso: ma Venezia è al di sopra, al di là, al di fuori della portata di ogni immaginazione umana. Non la si è mai decantata abbastanza. A vederla, ti commuoveresti fino alle lacrime. Quando sono arrivato in barca qui la notte scorsa (dopo cinque miglia di voga in gondola, cosa cui, in un modo o nell’altro, non ero affatto preparato) e quando, dopo aver visto la città galleggiare sull’acqua distante nella sua luce, come una nave, sono poi arrivato sciabordando per i canali deserti e silenti, mi è parso quasi che i palazzi fossero realtà e l’acqua febbre-delirio. E quando ancora, stamattina, ho sostato nella piazza nella luce chiara, tersa, tonificante del giorno, per Dio, la gloria del luogo era insostenibile! E passando da essa alla malvagia tetraggine delle sue terribili prigioni, giù, sotto il livello dell’acqua, nelle camere di processo, attraverso le porte segrete, nei recessi carichi di morte, dove la fiamma delle torce che porti con te pare ribellarsi come se non riuscisse a sopportare l’aria in cui le spaventose scene hanno avuto luogo, e ritornando poi alla luce nella raggiante, diafana Magia della città, e ancora immergendomi nella penombra di vaste chiese, di vecchie tombe, una sensazione nuova, una nuova memoria, pensieri nuovi mi hanno assalito. Da oggi, Venezia è parte della mia mente […]» (pp. 76-77);

«[…] Che dire degli infiniti dettagli di questi sontuosi palazzi? I grandi, pesanti balconi di pietra, uno sull’altro, file su file, e, qua e là, uno più grande degli altri, a dominarli, come un’enorme piattaforma di marmo; i vestiboli privi di porte, le finestre a pianterreno massicciamente sbarrate da grate, le immense scalinate pubbliche, le spesse colonne di marmo, le robuste arcate dall’aspetto di anfratti sotterranei, le stanze cupe, sonnolente, sonore, dai soffitti a volta, fra le quali l’occhio continua a perdersi, man mano che un palazzo segue un altro; i giardini a terrazza tra casa e casa, con verdi pergolati di viti, boschetti di alberi d’arancio e oleandri rosati in piena fioritura, venti, trenta, quaranta piedi al di sopra della strada; i muri dipinti, coperti di muffa e di chiazze e rovinati negli angoli più umidi, e invece ancora brillanti di splendidi colori e voluttuosi disegni nelle parti più asciutte; le sbiadite figure all’esterno delle case, reggenti ghirlande e corone, svolazzanti in alto, in basso, o erette all’interno di nicchie, qua e là più sbiadite e stinte che altrove, in contrasto con qualche piccolo vivido Cupido che, su una porzione di facciata decorata più di recente, stende quella che sembra aver l’aria di una copertina, ma che in realtà è una meridiana […]» (pp. 190-191).

Passi citati qui:

http://www.treccani.it/magazine/lingua_italiana/recensioni/recensione_169.html?fbclid=IwAR3x2f-lKvwF5L0OhTQ-QRzzAMQSK1rDbYCkRj6bN4CdJK3JVeg5Nqt_EQw