Archivio mensile:aprile 2015

CAMPAGNA AVAAZ. IL DISASTRO DI VENEZIA

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(Foto di Selina Zampedri)

Cari avaaziani,

Stiamo distruggendo una delle meraviglie del mondo, Venezia,  per il profitto di pochi che vogliono portarci navi grandi il doppio del Titanic, a costo di devastarne l’ecosistema, le fondamenta, e metterne a rischio i simboli, come Piazza San Marco, alla prima manovra sbagliata.

Il Governo è sotto pressione da parte della lobby delle crociere affinché dia il via libera alla costruzione del nuovo canale tra pochi giorni. Ma dopo le dimissioni del Ministro delle Infrastrutture Lupi, deve dimostrare che  è finita l’era delle grandi opere e delle grandi tangenti, fatte contro cittadini e ambiente.

Domenica ci sarà il momento della verità: Renzi sarà a Venezia. Dobbiamo agire subito.

Firma e condividi con tutti: raggiunte le 100mila adesioni, le consegneremo ai candidati a Sindaco e Presidente della Regione che saliranno con lui sul palco, affinché lo costringano a ritirare l’appoggio del Governo al progetto:

https://secure.avaaz.org/it/italy_save_venice_1_1/?boEtbib&v=57601

Pochi giorni fa  l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale ha dato parere negativo allo scavo del canale Contorta, che permetterebbe l’accesso a queste gigantesche navi da crociera. La comunità scientifica è unanime nel sostenere che la laguna, l’unica cosa che difende Venezia dalla furia del mare, semplicemente non esisterà più se il progetto verrà approvato.

Ma se formalmente la questione è in mano alla Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale, tutti sanno che la decisione è politica, e spetta al Governo. L’Autorità portuale addirittura aveva già annunciato, nonostante i noti problemi per l’ambiente, di essere sicura dell’approvazione finale grazie all’appoggio dell’ex ministro Lupi. Ma con le sue dimissioni torna tutto in gioco. E domenica li possiamo fermare.

C’è chi sostiene che il progetto dello scavo del canale della Contorta sia fondamentale per il turismo a Venezia. Ma quello che non dicono è che esistono 2 progetti alternativi, che consentirebbero di coniugare ambiente, lavoro e sviluppo, facendo fermare le enormi navi da crociera fuori dalla laguna e poi trasportando i turisti su imbarcazioni più piccole.

La questione ormai va avanti da anni, e la campagna elettorale in corso è finalmente il momento che aspettavamo: semplicemente ci dovranno ascoltare se non vorranno perdere i loro elettori.  Firma subito e condividi con tutti:

https://secure.avaaz.org/it/italy_save_venice_1_1/?boEtbib&v=57601

Stiamo distruggendo le meraviglie del nostro paese (non solo Venezia, pensate ai numerosi crolli a Pompei di questi anni) per l’incuria dei politici, gli interessi degli speculatori, ma anche per il nostro silenzio. Ora abbiamo l’occasione per riscattarci e difendere la nostra storia, il nostro territorio, il nostro ambiente.

Forza!

Luca, Luis, Francesco e tutto il team di Avaaz

ULTERIORI INFORMAZIONI

Canale Contorta bocciato da Ispra, le associazioni: “Disastro lagunare” (Venezia Today)
http://www.veneziatoday.it/cronaca/canale-contorta-parere-negativo-ispra.html

Il canale che minaccia Venezia (La Repubblica)
http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2014/10/07/news/grandi_navi_venezia-97545935/

Il premier Renzi sarà a Venezia il 3 maggio (La Nuova Venezia)
http://nuovavenezia.gelocal.it/venezia/cronaca/2015/04/22/news/il-premier-renzi-sara-a-venezia-il-3-…

Venezia, nave da crociera sfiora piazza San Marco: il pericoloso inchino dello scorso agosto (Il Messaggero)
http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/CRONACA/venezia_nave_da_crociera_sfiora_piazza_san_marco_pericoloso_inchino/notizie/350896.shtml

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APPELLO AL MONDO DELL’ARTE E DELLA CULTURA

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#9M APPELLO AL MONDO DELL’ARTE E DELLA CULTURA 

Basta grandi opere! Fuori le grandi navi!

Liberiamoci da mafia e corruzione

Costruiamo una grande manifestazione per liberarci dalla cricca delle grandi opere inutili, dannose e imposte, il            

                                                                         9 maggio!

Venezia è patrimonio dell’umanità. Dal Medioevo fino ad oggi questa città è stata sinonimo di cultura, cosmopolitismo e libertà d’espressione garantita, nel corso dei secoli, a centinaia di intellettuali altrove considerati “scomodi”. In laguna si è sviluppata una delle tradizioni artistiche più importanti del Rinascimento italiano e qui, ancora oggi, tutto il mondo dell’arte si da’ convegno.

La stessa esistenza di Venezia può essere considerata come una vera e propria opera d’arte di equilibrio tra uomo ed ecosistema, tra artificio e natura. Bene, questo “capolavoro” vivente ha bisogno essere difeso, poiché esso è minacciato sia materialmente che culturalmente.

Le grandi navi da crociera continuano ad “inchinarsi” di fronte a Piazza S. Marco, perpetrando un gravissimo danno ambientale al delicato sistema lagunare, inquinando l’aria e contribuendo a diffondere un modello di turismo “mordi e fuggi” socialmente insostenibile per una piccola città che sopporta circa 30 milioni di visitatori l’anno.

L’autorità portuale, grande sponsor delle crociere, è legata a doppio filo con la cricca del Mose, quell’intreccio imprenditorial-politico che, in nome del proprio privato profitto, ha corrotto e dirottato miliardi di euro verso un’opera obsoleta, rapinando fondi alle politiche sociali, all’arte e alla cultura. Che cosa è cambiato dopo gli arresti che hanno sconvolto la città? Non molto purtroppo, se pensiamo che il Porto ha proposto lo scavo di un enorme nuovo canale lagunare, il Contorta S.Angelo (oggi poco più di un sentiero d’acqua, profondo circa 2 m.) che dovrebbe diventare una vera “autostrada navale” larga 150 e profonda 10. Ancora manomissione dell’ecosistema, ancora una grande opera a tutto beneficio degli imprenditori della cricca. La stessa cosa dicasi per Expo Venice, dove a giovarsi della costruzione del polo fieristico a Marghera, è stata, ancora una volta, una ditta del famigerato Consorzio Venezia Nuova, il grande corruttore della vita pubblica della città.

Per questo chiediamo al mondo dell’arte, della cultura e della ricerca di firmare l’appello alla mobilitazione del 9 maggio, promossa dal Comitato No Grandi Navi, un comitato indipendente di cittadini e cittadine.

Chiediamo a tutti di essere presenti al corteo, di testimoniare la propria posizione in una fase così cruciale, ma anche di inviarci una fotografia o un piccolo video di sostengo all’iniziativa.

Vogliamo essere gli artefici di questo capolavoro chiamato Venezia.

Aderisci all’appello, manda la tua fotografia o il tuo video a: info@nograndinavi.it

Comitato No Grandi Navi

CANTAMI, O MOSE…

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Da “La nuova Venezia”:

Già una letteratura sullo scandalo Mose, ma nulla cambia

   A soli 10 mesi da quel 4 giugno 2014, sulla corruzione legata al Mose esiste già una vera e propria letteratura.

Pubblicato da nuovadimensione nel dicembre 2014 “La grande Retata”, il bello e documentatissimo libro dei giornalisti del Gazzettino G. Amadori, M. Andolfato e M. Dianese, che ha fatto seguito a “Corruzione a norma di legge” di G. Barbieri, giornalista dei quotidiani veneti del gruppo l’Espresso, e di F. Giavazzi, economista  della Bocconi ed editorialista del Corriere della Sera, pubblicato da Rizzoli.

Ora sempre Rizzoli pubblica “Il male italiano. Liberarsi dalla corruzione per cambiare il Paese”, libro intervista di Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale Anticorruzione, con G. De Feo, giornalista dell’Espresso, recensito da G. Barbieri nella Nuova di mercoledì 8 aprile.

A parte la considerazione che i libri bisognerebbe scriverli prima, non quando “i buoi sono già scappati dalla stalla” e i libri potevano essere intere enciclopedia se solo qualche case editrice mainstream avesse tenuto da conto i materiali autoprodotti dalle associazioni ambientaliste, dai tecnici indipendenti e dal movimento NoMose, che da trent’anni denunciavano lo scandalo della grande opera inutile,  dannosa e foriera di corruzione, mi sembra che non stia cambiando niente, all’insegna dell’italico gattopardesco motto: che tutto cambi perché nulla cambi.

Nel libro di Cantone è posto l’esempio di Venezia nella lotta al malaffare dei colletti bianchi: L’Anticorruzione ha infatti chiesto e ottenuto dalla Prefettura di Roma, nell’ottobre scorso, il Commissariamento del Consorzio Venezia Nuova, concessionario unico dei lavori per la salvaguardia della Laguna.

Ma quali sono i risultati di questo commissariamento?

Il provvedimento è stato preso per finire l’opera, ma dalle risultanze dell’inchiesta emerge con chiarezza che il CVN, la cupola del Mose, non aveva alcun bisogno di pagare tangenti per vincere gli appalti dei lavori, avendone – per legge – la concessione unica, cioè il monopolio degli studi, delle sperimentazioni, delle opere e persino dei controlli sulle opere. I fondi neri, le mazzette, le retrocessioni di fatture false, le sponsorizzazioni e regalie, servivano in realtà per pagare i preposti al rilascio di pareri ed autorizzazioni (i vari via libera delle Commissioni regionali VIA e di Salvaguardia, i silenzi del Magistrato alle Acque, i vari passaggi tecnici ai ministeri e i via libera ai pagamenti del Cipe), nonché comprarsi il consenso in città.

Lo scandalo del Mose non è, o almeno non è solo, una storia di ordinaria corruzione.

Il progetto Mose è stato scelto dal monopolista non perché il migliore, a confronto con altri, ma perché è il più costoso, nonché il più impattante sull’ambiente, e perché richiede una manutenzione la più costosa.

Numerose sono le criticità sul suo funzionamento che non sono state accertate: dalle cerniere al fenomeno della risonanza delle paratie, alla manutenzione stessa, segnalate da studi indipendenti e prestigiosi (la società francese Principia ad esempio).   Cosa stanno facendo i due commissari del Mose? Stanno accertando queste criticità? Hanno letto le migliaia di pagine dell’inchiesta della Magistratura (o solo le pagine della “Grande Retata”, il bel libro dei cronisti del Gazzettino) con gli interrogatori dei costruttori che, per pagare la cupola del CVN, “giocavano” sul ferro e sul cemento dei cassoni e sui sassi dall’Istria per le scogliere e le lunate, travolte dalla prima mareggiata? Stanno accertando che i lavori siano stati realizzati a regola d’arte? Faranno un resoconto trasparente di quanto hanno trovato al CVN? Vige tuttora il 12% di oneri del concessionario riservati al CVN sul prezzo di ogni lavoro, una vera e propria tangente legalizzata per la cupola del Mose? Oppure i commissari chiederanno al Governo che almeno sia ridotto al 6%? Nomineranno un’Authority indipendente costituita da tecnici e scienziati super partes per un ispezione su quanto hanno fatto e sulla possibilità di eventuali varianti in corso d’opera che evitino le criticità sul funzionamento delle paratie?   Oppure dobbiamo solo incrociare le dita e sperare che funzioni, dimostrando che sono stati sostituiti i vertici del malaffare, ma nulla ancora una volta cambia?

O quando scopriremo che il Mose era un bidone ed avevano ragione gli ambientalisti dovremmo consolarci con un altro libro?

Venezia, 8 aprile 2015

Stefano Micheletti

Associazione AmbienteVenezia

APRILE, ANDIAMO, È TEMPO DI MANIFESTARE…

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DACAMPO

Basta grandi opere! Fuori le grandi navi! 
Liberiamoci da mafia e corruzione
 
Appello alle associazioni e ai cittadini del Veneto per una grande manifestazione per liberarci dalla cricca delle grandi opere inutili, dannose e imposte, il 9 maggio!
 
 Inizia la stagione croceristica 2015 senza che le autorità preposte abbiano ottemperato a quanto previsto dal Decreto Clini Passera in merito al passaggio delle grandi navi da crociera in Bacino San Marco. 
 La Marittima non ospiterà le mega navi di stazza superiore alle 96 mila tonnellate, così come previsto da una Ordinanza della Capitaneria di Porto poi annullata dal TAR, ma tutte le altre, ugualmente enormi e non sostenibili per il delicato equilibrio lagunare e per la sicurezza e la salute della città di Venezia e degli altri insediamenti lagunari, riprenderanno ad entrare dalla Bocca di Porto del Lido e a passare davanti all’area marciana e per il Canale della Giudecca, giungendo alla stazione marittima, a ridosso di quartieri densamente abitati, con il loro carico inquinante di fumi tossici e radiazioni elettromagnetiche nocive.
 
 Sono tre anni ormai che la soluzione alternativa viene rinviata, per una precisa responsabilità dell’Autorità Portuale, la quale, invece di accettare l’evidenza che navi sempre più grandi e insostenibili per l’equilibrio idrodinamico e morfologico della laguna, debbano attraccare fuori in un avamporto alla Bocca del Lido, si intestardisce a voler imporre un’altra grande opera inutile e dannosa quale il canale Contorta Sant’Angelo, per far entrare le navi da crociera dalla Bocca di Porto di Malamocco, per giungere alla Marittima senza passare davanti a San Marco (come se il problema fosse solo questo e non l’estromissione di navi che provocano erosione dei fondali e la trasformazione della Laguna in un braccio di mare).
E’ nota a tutti, con la conferma del mondo scientifico, la devastazione provocata dal Canale dei Petroli in laguna centrale, eppure si vuole ancora insistere con la manomissione ambientale ed idraulica, raddoppiando in pratica il Canale dei Petroli portandolo, con il Contorta, direttamente in centro città.
 
Un’altra grande opera, un canale largo 150 metri e profondo 10 dove ora c’è un  piccolo canale navigabile profondo 2 metri e mezzo, per soddisfare gli appetiti dei soliti noti, della cricca affaristica e criminale che la grande retata del Mose del 4 giugno 2014 ha solo fermato, ma non certo sradicato, visto che tutto sta continuando come prima, dopo aver cambiato i vertici e qualche nome, ma mantenendo sostanzialmente integro il “sistema”, sostituendo qualche “mela marcia”, ma mantenendo integro “l’albero” del malaffare.
Ogni mese un’indagine della Magistratura svela la realtà delle grandi opere inutili e imposte, che sia l’EXPO, il Mose, la Tav o la Romea Commerciale: tangenti, corruzione, malaffare, vere e proprie associazioni a delinquere colluse con la Politica, con la mafia, con i servizi segreti (inchiesta Mose docet).
Eppure nulla cambia, all’insegna dell’italico gattopardesco motto: che tutto cambi perché nulla cambi.
Questa pervicacia poi dell’Autorità Portuale a voler imporre un’opera devastante quale il Contorta sta seriamente danneggiando anche il settore croceristico.   L’ostinazione della A.P. nel proporre un progetto non accettabile sul piano procedurale, tecnico e ambientalista, non rispettoso della specificità della laguna e del suo ambiente tanto da aver sollevato numerosissimi rilievi, difficilmente superabili, ha allungato oltremisura i tempi di approvazione del progetto con il serio pericolo che le compagnie croceristiche abbandonino Venezia danneggiando economia e occupazione.
Questo quando altre soluzioni praticabili di avamporto alla bocca del Lido, potrebbero garantire la permanenza e anzi lo sviluppo del settore, mantenendo le navi di stazza insostenibile fuori della Laguna, conservando la Marittima quale terminal e comunque come attracco delle navi più piccole.
 
 E’ per questo che questo nostro appello è rivolto pure ai lavoratori del Porto e dell’indotto del settore croceristiconon fatevi ingannare dalle sirene della cricca delle grandi opere, che intende mettere i lavoratori contro i cittadini e le associazioni ambientaliste, solo per avere il via libera per un’altra grande opera inutile e devastante quale il Contorta, con tutto li corollario di tangenti e malaffare.
 
Venezia è scossa e umiliata dallo scandalo del Mose: un’intera città e i suoi abitanti commissariati ed espropriati di democrazia.
Il Comune è amministrato da un Commissario prefettizio che governa per nome e per conto del Governo, operando tagli agli stipendi dei lavoratori comunali e ai servizi del welfare municipale, nonché la svendita di palazzi comunali ed altri beni comuni, come se il buco in bilancio fosse responsabilità dei lavoratori e degli utenti dei servizi comunali e non delle politiche di austerità e di un patto di stabilità che sta soffocando tutti gli enti locali, mentre la cricca del Mose ha rubato e sperperato ben un miliardo di euro sui cinque che finora è costato il Mose, un’opera per la quale esistono forti dubbi sulla sua efficacia e che comunque, con una manutenzione da 30 e passa milioni di € l’anno, condannerà al debito permanente le future generazioni.
 
E’ per questo che questo nostro appello è rivolto pure ai lavoratori del Comune in lotta per la difesa dei servizi comunali e del loro stipendio, ai cittadini e ai settori sociali che stanno pagando queste politiche di austerity sulla casa e sui servizi: è dai primi anni del 2000 che tutti fondi della Legge Speciale per Venezia per la manutenzione fisica e per la salvaguardia socio-economica e le politiche per la residenza, vengono dirottati al Mose; pure nei parametri per il rispetto del Patto di Stabilità del Comune ci stanno ancora i fondi della Legge Speciale che non ci sono più; beffa nella beffa: il Comune sta rischiando il default anche per i soldi del Mose che la cricca del Consorzio Venezia Nuova ha rubato.
 
FERMIAMO IL CONTORTA E LE GRANDI OPERE NEL VENETO
RIPRENDIAMOCI LA CITTA’
 
E’ per questo che questo nostro appello è rivolto ai giovani, agli studenti e ai precari perché si riprendano la possibilità di vivere e ripopolare Venezia, dopo aver scalzato la cricca del malaffare, la cupola del Mose e delle grandi opere volte al profitto per pochi e alla devastazione ambientale e sociale per tutti.
 
SABATO 9 MAGGIO
 NO GRANDI NAVI – NO GRANDI OPERE
BASTA MAFIA E CORRUZIONE
ore 15.30 C.po Santa Margherita – corteo fino a
CAMPO SANT’ANGELO con dibattito – spettacoli e concerto
 

COMITATO NO GRANDI NAVI
Laguna bene Comune

Venerdì 10 aprile 2015 ore 17.30

sala San Leonardo

Cannaregio 1584 –Venezia

Presentazione del Libro Bianco

Venezia, la laguna, il porto

e il gigantismo navale

Libro Bianco sul perché le grandi navi

debbano stare fuori della laguna 

Interventi e relazioni:

degli autori Gianni Fabbri e Giuseppe Tattara

Jan van der Borg (Università  di Venezia Ca’Foscari & KU Leuven)

Domenico Luciani (già Direttore della Fondazione Benetton – Studi e Ricerche)

Francesco Vallerani (Università di Venezia Cà Foscari)

 

A seguire DIBATTITO

moderatore: Luciano Mazzolin (AmbienteVenezia) 

l’iniziativa è organizzata e promossa dal Comitato NOGrandiNavi –Laguna Bene Comune