Archivio mensile:ottobre 2012

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LIDO DI VENEZIA TRA CEMENTO E RINASCIMENTO

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Riprendo dal Gazzettino del 4 ottobre 2012 questa significativa lettera di Paolo Fumagalli:

TRA CEMENTO E RINASCIMENTO

Parliamo delle opere di arredo urbano del Piazzale Santa Maria Elisabetta e del Gran Viale. Perché i presenti in municipalità alla presentazione del progetto si sono sono indignati, disgustati e infuriati? Perché non ci credono più e hanno ragione! Come si può credere ad un progetto che ha avuto tutti i suoi precedenti fallimentari? E si fa presto ad elencarne qualcuno: il Blue Moon orribile e inadattata costruzione mangiasoldi; la pavimentazione del Gran Viale prima scivolosa poi sgretolata; il ponte della Vergogna (via Lepanto) inutile spreco di danaro pubblico; il terminal Actv spropositato, antiestetico, inadatto al Lido, intralcio alla vista panoramica di Venezia; il nuovo Palazzo del cinema che non c’è ma ha già sperperato 40 milioni di euro e 130 alberi. E poi le opere previste che si spera non andranno mai in porto: darsena da 900 barche in mare di fronte alla spiagge; cementificazione dell’area dell’ex Ospedale al Mare e del forte di Mala-mocco; cemento al posto del Parco delle Rose e della Favorita ecc. Non bisogna, quindi, meravigliarsi quando, da un sondaggio personale, la gente vuole solo un innalzamento della pavimentazione del piazzale, nessun cambiamento nella viabilità, cura dell’esistente e riciclo con nuovi alberi in Gran Viale. Ci dicono che i soldi ci sono e bisogna spenderli. Ci sono perché il Comune ha chiesto un prestito all’Europa e che dovrà restituire con gli interessi! Non sono stati regalati come si vorrebbe far credere. Ma ormai se ci sono questi soldi perché non vanno spesi per priorità più importanti, ad esempio piste ciclabili per ridurre morti e feriti al Lido? Mentre tutto continua ad andare avanti con la parola d’ordine “Rinascimento”. Per favore non parlate più del nuovo rinascimento del Lido. Non ne possiamo più. E’ stato un tormentone che abbiamo sentito per anni. Io quando sento “Rinascimento” penso subito a “Cemento” e non perché fa rima, ma perché con questa parola si vuole mascherare una riprovevole trasformazione di verde in cemento. Paolo Fumagalli”