Archivio mensile:ottobre 2016

A PROPOSITO DI OPZIONE ZERO…

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Sul tema delle Grandi Navi in Laguna ci sono opinioni diverse. ITALIA NOSTRA non le vuole più né dentro la laguna, né alla bocca di porto del Lido (Opzione Zero). Il Comitato No Grandi Navi, invece, ha assunto una posizione che STEFANO MICHELETTI ha provato a spiegare:

Io sarei per l‘opzione zero.  No grandi navi non solo a Venezia, ma in tutto il globo terraqueo. Il gigantismo navale è insostenibile dal punto di vista ambientale. Anche se tutte le grandi navi usassero carburanti a bassissimo tenore di zolfo, filtri antiparticolato e tutte le migliori e più avanzate tecnologie sarebbero lo stesso insostenibili. Pensiamo solo alla CO2 che producono (e non è neppure conteggiata negli accordi di Kyoto o COP21: le emissioni di navi ed aerei non appartengono ad alcun Stato nazionale).

Senza contare il modello di turismo all’insegna del consumismo e del lusso low cost. Le mega navi stanno trovando opposizione un po’ in tutto il mondo, dai fiordi norvegesi, a Barcellona ai Caraibi, all’Istria e alla Dalmazia.   E tutti stanno guardando Venezia per le lotte che stiamo facendo e per l’appeal della Serenissima in tutto il mondo.

Non mi sembra però che attualmente abbiamo i rapporti di forza per chiedere l’”abolizione”  del gigantismo navale. 

Il tutto attiene ad un diverso modello di sviluppo sostenibile da far vivere dentro i conflitti sociali e pure agli stili di vita delle persone (dei croceristi in primis, che amano un modello di turismo del genere). Mi pare che chiedere che le grandi navi da crociera non entrino in Laguna di Venezia, ma almeno si fermino in un avamporto alla bocca di porto del Lido, sia un obiettivo praticabile e sul quale si può pure vincere dando forza anche alle altre situazioni; pure a Savona, dove un gruppo di cittadini attivi chiede almeno l’elettrificazione delle banchine contro l’insostenibile inquinamento dell’aria, un po’ come noi che chiediamo che almeno le grandi navi non entrino in un ecosistema particolare, una laguna (che non è un braccio di mare).

Italia Nostra ha tutta la legittimità di sostenere l’opzione zero, auspicando che le grandi navi vadano in altri porti (Trieste in particolare, anche se non so cosa pensa di questo Italia Nostra di Trieste).   Lega questa ipotesi al Turismo che ormai a Venezia è diventato insostenibile (anche se i croceristi che oltre ad imbarcarsi – Venezia è Home Port – visitano la città sono meno dei croceristi totali).   Siamo d’accordo, ma se si riuscisse a vincere sull’avamporto comunque anche i croceristi dovrebbero far parte di quei visitatori da contingentare nelle visite in centro storico, dentro ad una gestione sostenibile dei flussi turistici (e l’apporto di Italia Nostra con il suo recente dossier mi sembra molto interessante).

Italia Nostra è un associazione che naturalmente può avere tutte le idee e visioni del mondo che vuole, il movimento no grandi navi invece – dentro al quale ovviamente c’è pure Italia Nostra od altri – è un movimento che vorrebbe cambiare lo stato delle cose e quindi dovrebbe guardare anche ai rapporti di forza per imporre certe scelte con le mobilitazioni popolari; mi pare che chiedere l’abolizione del gigantismo navale o l’opzione zero a Venezia, non corrisponda agli attuali rapporti di forza.

In questa fase molto delicata dove la controparte (lobbies potentissime e corporations multinazionali con le mani in pasta dappertutto) è in difficoltà nel trovare un’alternativa credibile al passaggio davanti all’area marciana (che non è il nostro obiettivo, bensì l’estromissione dalla laguna) secondo me è pure pericoloso: crea altra confusione rilanciando opzioni zero poco credibili, dividendo un movimento che finora ha giocato con intelligenza con contenuti, livelli di comunicazione, forme di lotta ed alleanze (parte dei lavoratori del porto in primis).

Chiedere un avamporto alla bocca del Lido mi pare un obiettivo raggiungibile.

Non abbiamo mai “sposato” il progetto e De Piccoli.   Certo che il progetto Duferco – De Piccoli ha raggiunto uno stadio avanzato e ha già avuto pre-pareri positivi in sede di Via nazionale e positivo in sede di Via Regionale, mentre altri progetti sempre in bocca del Lido sono purtroppo solo in una fase di ideazione o quasi.

C’è un nuovo Comitato sorto a Punta Sabbioni contro il progetto De Piccoli.   Di sicuro ci dobbiamo incontrare con loro.

Da quello che ho visto (Power Point per l’assemblea costitutiva) non sono del tutto informati.   Di sicuro potevano pure svegliarsi prima.   E’ 4 anni che c’è un movimento internazionale contro le grandi navi in Laguna e sono molti anni che le grandi navi passano davanti a Punta Sabbioni con i loro fumi tossici che inquinano pure loro.

Senza parlare del passato, quando ad esempio sulla devastazione del Mose non hanno battuto ciglio, si sono limitati a formare comitati per chiedere risarcimenti per monetizzare i danni del Mose.

Cosa propongono? di non avere le grandi navi nel loro giardino? dove propongono di metterle? Anche loro fanno parte della Laguna.

Noi non vogliamo certo spostare il problema. E’ per questo che la soluzione Marghera non ci va bene.

 Il progetto De Piccoli è molto cambiato rispetto le prime ipotesi.   Non è questa la sede per un confronto tecnico, penso che il Comitato di P. Sabbioni potrebbe chiedere a De Piccoli di illustrarlo.

Non si fidano?   Pensano che tutti gli aspetti chiamiamoli green (l’elettrificazione delle banchine, ed altro) siano solo un imbroglio e che rischiano di trovarsi con le mega navi con i fumi, le onde elettromagnetiche, i rumori e le vibrazioni che gli abitanti di S. Marta, Sacca Fisola e tutta Venezia sopportano?   Certo in questo caso saremo al loro fianco.

Il progetto De Piccoli a breve dovrebbe avere la VIA nazionale definitiva, basiamoci su questa e sulle importanti prescrizioni che saranno definite dall’organismo tecnico del Ministero dell’Ambiente.

Stefano Micheletti

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