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ADDIO LAGUNA SUD…

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Immagini più eloquenti di mille parole …. le grandi navi fanno male alla Laguna.
La Laguna Sud è MORTA, non esiste più, non c’è più una barena dal ponte della Libertà fino a Chioggia …. la media di fondale è 1,5 metri, la salinità equivalente a quella marina, grazie all’erosione 50ennale legata al passaggio delle nani nel Canale dei Petroli.
E se anche il traffico grandi nani (8-12 passaggi a weekend) sarà deviato lungo quel canale, la situazione si aggraverà utleriormente…
L’unica soluzione accettabile è TENERLE FUORI DALLA LAGUNA.
(Ah, Noi sappiamo che la Laguna finisce oltre le linee tra i 2 fari delle bocche di porto, non prima)
E punto.

ANDREINA ZITELLI SUI TANTI NO

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“A proposito dei tanti NO. Da Genova quale lezione?

L’unico NO certo nelle motivazioni, che può riscuotere una universale adesione in sede nazionale e internazionale ( a parte qualche fautore di una Venezia sempre e comunque grande sui mari, sempre più “moderna”,… e sempre più sfruttata) ë il ” NO alle grandi navi nella Laguna di Venezia” .

Un NO indiscutibile nella palese evidenza della sua necessità , una proibizione peraltro sostenuta e codificata dalle norme di Tutela dei Beni Storici Architettonici e Ambientali di valenza nazionale e speciale, dal ben noto Decreto Clini Passera, oltre che dalle procedure, quelle regolari e non arbitrarie, che sono state attivate dalle Delibere assunte dal CIPE, dalla Conferenza Stato Regioni, dal Comitato dei Ministri per Venezia. Delibere, discese a valle dell’OdG del Senato votato all’unanimità e predisposto anche dai Senatori del M5S, che hanno valore di Atto di Ìndirizzo vincolante.

E’ un NO facile e dagli effetti positivi incommensurabili se messi a confronto anche solo con l’idea che un minimo incidente dentro la Laguna possa sempre succedere e di cui, in termini teorici – un vero caso di scuola costi/ benefici -, possono essere analizzati tutti gli aspetti e impatti, a cominciare dall’immagine di un’ Italia nemmeno più in grado di proteggere la più singolare Città del mondo, a prescindere dalla sua storia, quell’unicum urbanistico che é Venezia e la sua Laguna.

Da Genova quale lezione?

Genova, l’altra grande Repubblica marinara, mostra con la tragedia del ponte Morandi, ( quale sia la causa del crollo) la follia dello sviluppo non pianificato, illimitato nello sfruttamento del territorio, nella mono – modalità del sistema di trasporto, e dove la crisi economico-sociale, che aspetta la città, sarà sicuramente ardua da superare.

Venezia si aspetta da questo Governo un NO alle Grandi Navi a tutela di Venezia e della sua Laguna.

Venezia con il MOSE e il CVN, raggruppamento di imprese private, nonché Concessionario unico dello Stato, ha già dato.

Prof. Andreina Zitelli”

CHE FARE???

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ngn

Purtroppo il 10 giugno ero fuori Venezia, ma l’altro ieri sera al TG3 hanno accostato la manifestazione No Nav alla sagra di Sant’Antonio a Castello… come dire che ormai anche l’annuale No Nav Pride è considerato una sorta di appuntamento folkloristico-fisiologico… il che è un bruttissimo segnale. In effetti, dopo tante manifestazioni, sul piano pratico non è cambiato assolutamente nulla. Le maxi navi da crociera continuano a squassare tranquillamente i fondali lagunari e a passare a un pelo da piazza San Marco. Lo dico con dolore e senza voler nulla togliere a quanti si sono mobilitati con tanta generosità. Occorrerebbe una svolta, ma di che tipo? :- (

P.S. Continuo a trovare proponibile la vecchia trovata di VENEZIA DUE: https://salviamovenezia.wordpress.com/2013/06/14/venezia-storica-e-venezia-due/

VERSO IL 10 GIUGNO

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10giugno18

COMUNICATO COMITATO NO GRANDINAVI – LAGUNA BENE COMUNE

Si è deciso di organizzare per il 10 giugno a Venezia una manifestazione intitolata “Marcia per la dignità di Venezia” alla quale invitiamo la popolazione attiva, le associazioni e i comitati ad aderire e partecipare

Per la città storica e per la terraferma – Per estromettere le grandi navi da crociera dalla Laguna-

Per Salvare Venezia dallo spopolamento e dalla turistificazione

Parliamo di casa, di ripopolamento del centro storico, di qualità dell’aria in terraferma e in Laguna, di trasformazione di Mestre, con l’edificazione di nuovi alberghi ed ostelli,

in “dormitorio” per il turismo “mordi e fuggi”,

parliamo della cessazione della svendita del patrimonio pubblico, del rispetto dell’ambiente, della fine del consumo di suolo, dei diritti al lavoro e al reddito

e dei conflitti di interessi del sindaco.

Di seguito ed in allegato trovate il documento che lancia la manifestazione

Evidenziamo inoltre che le nostre lotte e le nostre mobilitazioni veneziane fanno parte di una serie di iniziative che si terranno nei prossimi giorni in Europa e in Italia In difesa dell’ambiente del territorio, in difesa delle nostre città dei nostri Diritti promosse da diverse associazioni e Comitati :

il 15 maggio a Parigi presso la sede del Ministero dell’Ambiente Francese la seconda conferenza sul trasporto marittimo del Mediterraneo – Riduzione dell’inquinamento atmosferico dalle navi nel Mar Mediterraneo, organizzata da France Nature Environnement, il ministero dell’Ambiente francese, NABU, Cittadini per l’aria, ed altre associazioni ambientaliste di altri paesi del Mediterraneo. Diversi comitati ed associazioni delle città portuali italiane (comitato NOGrandiNavi compreso) hanno aderito alla richiesta di espandere le zone SECA per il maggior controllo per le emissioni di zolfo alle acque del Mediterraneo nel corso della conferenza verranno presentate le nuove campagne autogestite di monitoraggio dell’inquinamento navale, programmate nei principali porti del Mediterraneo (tra i quali diversi porti italiani Venezia compresa).

il 15 maggio a Genova alle ore 17.30 IL POPOLO INQUINATO DAI FUMI E DAI RUMORI DEL TRAFFICO MARITTIMO, STUFO E ARRABBIATO, SCENDE SUI MOLI DEL PORTO DI GENOVA

Tutti i genovesi costretti a convivere con i fumi e i rumori prodotti dall’attività portuale, manifesteranno di fronte ai varchi doganali della Stazione Marittima di Genova. La manifestazione è organizzata dal Comitato Tutela Ambientale Genova Centro Ovest , e da Progetto Genova , con l’adesione e la partecipazione di: Altra Liguria, Ecoistituto Reggio Emilia-Genova, Associazione Comitato Acquasola, Circolo Nuova Ecologia di Legambiente, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Officine Sampierdarenesi.

Obiettivi della protesta (rivolti a Capitaneria, armatori, Comune e Regione, Parlamento Italiano ed Europeo): maggiori controlli per il rispetto della normativa vigente – adeguamento della flotta di navi, che attraccano a Genova , alle normative vigenti e future a tutela dell’ambiente e della salute – monitoraggio della qualità dell’aria e del rumore, mirato a stimare l’impatto delle emissioni portuali – adeguamento delle Leggi sulle emissioni navali a requisiti ambientali più restrittivi, sul modello di quelle attualmente vigenti nei porti del Nord Europa.

il 18 e 19 maggio a Barcellona promosso dalla rete SET – Città del Sud Europa secondo forum sull’impatto della turistificazione ( Fòrum Veïnal sobre Turisme). Si parlerà della difesa delle città e dei cittadini dalle diverse problematiche legate all’ impatto turistico, di grandi navi e della rete SET. Alcune associazioni di Venezia hanno sottoscritto il Manifesto della rete Set e una rappresentante veneziana sarà presente a Barcellona e farà intervento.

Il manifesto di SET, che trovate in allegato, sta girando moltissimo e per l’Italia le ultime adesioni arrivano da: Genova, Cinque Terre, Firenze, Napoli… è importantissima la condivisione di problematiche (legate all’impatto del turismo), analisi e riflessioni e iniziative.

Consigliamo inoltre di vedere il bellissimo documentario di Arte sul mare Mediterraneo si parla di navi da crociera, di turismo di massa, di inquinamento, cementificazione e altri problemi.

https://www.arte.tv/fr/videos/075834-000-A/la-mediterranee-va-t-elle-passer-l-ete/

(è visibile fino al 16 giugno)

Marcia per la dignità di Venezia

10 giugno 2018 h 14.30

concentramento a Piazzale Roma

Il Comitato No Grandi Navi invita le abitanti e gli abitanti della città storica e della Terraferma, chi ci vive o vi lavora da pendolare, il mondo associativo e le organizzazioni a mobilitarsi per restituire dignità alla città di Venezia, mai come oggi minacciata dall’operato di chi la governa.

Partiamo come sempre da noi, dalla richiesta di estromettere le grandi navi dalla laguna, ma oggi non basta più, sentiamo la necessità di andare oltre.

La recente vicenda dei tornelli, al di là della ridicolaggine, è grave non tanto perché rappresenti l’inerzia dell’amministrazione di fronte all’invasione da parte di un turismo insostenibile e al relativo spopolamento, quanto piuttosto perché essa esemplifica il vero programma di Brugnaro e della sua giunta: trasformare, in nome del profitto, la città storica in un grande parco a tema che abbia nella Terraferma una nuova succursale low cost. A cosa possono servire i tornelli se si sta pianificando la costruzione di 20.000 posti letto in ostelli od hotel a Mestre nei prossimi anni?

Il 10 giugno saranno in piazza tutti coloro che vogliono, costruiscono e mettono in pratica un altro programma per Venezia, tutti coloro che, con il conflitto sociale, alludono ad un’altra idea di città.

E’ necessario ripopolare la città storica con politiche a misura di residente, riaprire le centinaia di case pubbliche chiuse, offrire vere opportunità di social housing, fermare la costruzione di nuovi hotel, frenare i cambi d’uso, l’utilizzo di AirBnB e simili, favorire l’affitto ai residenti e le operazioni di autorecupero.

Sono questi problemi che non riguardano più solo la città insulare, ma che preoccupano anche gli abitanti di Mestre e Marghera, dove i prezzi degli affitti sono già aumentati esponenzialmente rispetto a pochi mesi fa.

Bisogna invertire la ricetta di questa giunta che taglia i servizi di welfare, licenzia il personale precario e svende il patrimonio pubblico.

Questo è il vero degrado.

Il Comune deve invece farsi carico di quei servizi che consentano a tutte e tutti di vivere degnamente.

Servono servizi moderni, efficienti e all’avanguardia.

Oggi accade tutto il contrario. Si deve dunque investire in welfare e contemporaneamente si deve favorire quel tessuto sociale ed associativo che (a costo quasi zero) recupera spazi, li autogestisce, li strappa all’abbandono, alla privatizzazione o alla semplice messa a rendita.

Venezia deve tornare ad essere città viva, con un tessuto produttivo diversificato, non può essere spianata dalle rendite di posizione speculative che troppo velocemente distruggono la sua biodiversità urbana.

La monocoltura turistica sta distruggendo la città portando ricchezza solo a pochi, con attività tra l’altro basate spesso su lavoro precario e sfruttamento.

Invece Venezia può essere sede di attività legate anche alla cultura e alla ricerca, agli studi e all’innovazione produttiva ecocompatibile, garantendo reddito e distribuendo ricchezza a tutti.

Il 10 giugno invitiamo a scendere in piazza tutti coloro che vedono nell’ambiente una parte imprescindibile della città e non qualcosa di estraneo, magari sacrificabile sull’altare di un modello di sviluppo suicida.

La nostra piazza dirà che quando si distrugge l’ambiente, si distrugge la città. Per questo le navi devono stare fuori dalla laguna, per questo non vogliamo nuovi scavi, per questo dobbiamo prendere misure che diminuiscano l’inquinamento dell’aria da traffico urbano, ma anche marittimo, e limitare il consumo di suolo (che spesso porta con sé speculazioni e conflitti di interesse a cui il sindaco non è estraneo).

A vedere l’operato di questa giunta, pare che le tradizioni di questa città richiamino ad un’identità escludente, chiusa e definitivamente provinciale.

Mai operazione fu più revisionista.

Venezia è stata nei secoli città del mondo, e nel mondo ha fatto la sua fortuna, commerciale e culturale.

E’ stata, all’apice della sua traiettoria storica, un’interfaccia tra civiltà diverse, uno snodo internazionale di genti, affari, culture e arti.

Non dimentichiamoci di questa eredità.

Non lasciamo che chi ci governa riduca tutto ad un’attrazione con i suoi orari di apertura e chiusura.

Contro le dichiarazioni e le prese di posizione maschiliste e razziste di chi ci governa, vogliamo invece riaffermare Venezia come aperta e multiculturale, luogo di cultura antirazzista e antisessista.

Per tutte queste ragioni saremo in piazza Domenica 10 Giugno.

Per una città diversa, per restituire dignità a Venezia

Comitato NoGrandiNavi – Laguna Bene Comune

Per le adesioni scrivere alla mail nobigship@gmail.com

oppure scrivere alla pagina dell’evento su facebook https://m.facebook.com/events/204425737027229

Prime adesioni:

Ambiente Venezia

ASC

Lisc collettivo universitario

Sale docks

Opzione zero

Gruppo 25 aprile

OPA! Officina Pensiero Azione

Andrea Martini – Presidente Municipalità Venezia Murano Burano

Unione inquilini Venezia

CAAL – Comitato Ambientalista Altro Lido

10giugno18

S.O.S. LAGUNA. LE NUOVE DOLENTI NOTE DI LUIGI D’ALPAOS.

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2018 03 18 Gazzettino su Dibattito in Sala San Leonardo SOS LAGUNA

Venezia. Sala San Leonardo. Il prof. D’Alpaos ha di nuovo evidenziato le criticità del Mose e una grave prospettiva per la portualità veneziana: nel giro di qualche lustro, a causa dell’innalzamento del livello del medio mare, si dovranno sollevare le eventuali barriere alle bocche di porto della laguna anche per sei mesi l’anno:- /

QUANDO LE ETICHETTE CAMBIANO, MA LA SOSTANZA RESTA LA STESSA.

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Mi spiace, non ci sono giustificazioni. Pestare a sangue un ventenne, ancorché CASAPOUND, solo per averlo incontrato, per giunta in CINQUE contro UNO, fa capire che spesso fascisti e antifascisti – in teoria sideralmente lontani – si pongono allo stesso livello. Concentriamoci sui programmi di miglioramento della società e abbandoniamo le fottute ideologie.

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DECONGESTIONARE VENEZIA, GRAZIE.

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pantegana

“In questi mesi assistiamo ad una serie di interventi senza più regole:
rive d’acqua, con scalinate, che vengono ostruite da passerelle/pontili privati che ne impediscono l’utilizzo pubblico,
rive pubbliche che vengono chiuse per farne spazi acquei a pagamento,
rive pubbliche che sono occupate da plateatici di ristoranti,

Per noi abitanti è sempre più difficile muoversi in barca e trovare delle rive dove poter svolgere le attività quotidiane.
Ogni riva d’acqua infatti, ha una sua precisa funzione di sevizio nell’area in cui è presente e rappresenta un punto fondamentale dello scambio fra la viabilità pedonale e la viabilità acquatica.

Per questo noi tutti cittadini veneziani siamo contrari alla chiusura delle rive perché queste rive con le scalinate per agevolare le operazioni con le variazioni di marea, sono utilizzate quotidianamente da trasportatori, artigiani, trasporto malati ed anziani, mezzi di soccorso, servizi pubblici, corrieri e dai cittadini con le loro imbarcazioni da diporto.

Riteniamo che una riva pubblica, con tutte le funzioni ed i servizi agli abitanti che garantisce, abbia un valore sociale, urbano e di qualità della vita non cedibile a qualsivoglia privato.

Le rive sono sempre state vincolate ad uso pubblico e così devono rimanere.

La nostra denuncia evidenzia che, l’ ufficio preposto alla difesa e conservazione delle rive d’acqua, l’Ufficio Spazi Acquei del Comune di Venezia, non sta svolgendo il proprio lavoro per garantire la funzionalità e l’uso pubblico di questi beni.

Riteniamo inoltre che sia doveroso che un bene pubblico possa essere utilizzato da tutti nel modo più rispettoso e più corretto per gli altri.
La riva pubblica è la testimonianza che la vita a Venezia è sempre stata svolta sull’acqua. Oggi invece, il normale cittadino è sempre più impossibilitato dalla normativa vigente a vivere sull’acqua con la propria piccola imbarcazione. C’è un bisogno assoluto di poter muoversi per fare la spesa, per un piccolo trasporto, per andare a trovare una persona cara con la propria imbarcazione.
Le imbarcazioni però vanno ormeggiate e si deve poter avere lo spazio e la possibilità di farlo in maniera temporanea.

A tal fine si chiede che siano predisposti degli spazi acquei ad hoc utilizzabili a ore, davanti all’ospedale, davanti al cimitero, davanti al Comune (Cà Farsetti), a P.le Roma, alla Ferrovia e al Tronchetto. Non è possibile che gli enti pubblici non prevedano che un veneziano, con la propria barca, possa ormeggiarsi, un’ora al cimitero o all’ospedale in caso di bisogno, alla Ferrovia per accompagnare qualcuno al binario, a P.le Roma per una serena operazione di carico e scarico. Nel caso specifico del Tronchetto e P.le Roma, bisogna dare al più presto la possibilità di lasciare l’imbarcazione per qualche ora (max 8-12 ore ad esempio) per poter prendere l’auto, sbrigare le dovute faccende in terraferma, e poi avere la possibilità di eseguire un eventuale carico/scarico merci. Tutte queste piccole cose cambierebbero le nostre vite, rendendole più semplici, più serene e contribuirebbero a rendere più appetibile la residenza in città.
Domandiamo:

al Comune di Venezia di intervenire immediatamente per cambiare questo modo di operare dell’Ufficio Spazi Acquei,

alla Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio di vigilare con più solerzia sulla trasformazione /occupazione di queste rive d’acqua pubbliche.

A tutti gli Enti Pubblici di prendere in considerazione in modo serio ed efficace il grande bisogno di poter vivere Venezia per com’è, non una città d’acqua ma, LA CITTÀ D’ACQUA PER ECCELLENZA.”

FIRMA ANCHE TU!!!!!

https://www.change.org/p/luigi-brugnaro-rive-pubbliche-libere-per-venezia-citta-d-acqua

 

IL COMITATO NOGRANDINAVI INCONTRA LUIGI DE MAGISTRIS

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2018 01 31 LUIGI DE MAGISTRIS-1

2018 01 31 incontro con LUIGI DE MAGIS2018 01 31 incontro con LUIGI DE MAGISTRIS 

[Luigi de Magistris, sindaco di Napoli, incontra il Comitato NO Grandi Navi di Venezia.

Modera: Egidio Giordano: Stop Biocidio – Coordinamento demA

Abbiamo intitolato questo incontro “dalla città oltre la città”, perché i temi che hanno incarnato l’esperienza municipalista partenopea sono quelli cari al comitato no grandi navi e a quanti si battono per la giustizia sociale ed ambientale. Parliamo di tutela dei beni comuni, del primato dei diritti sociali e di un’idea di gestione del territorio che ha sposato le battaglie della rete Stop Biocidio. DemA si è tenuto alla larga dalla prossima tornata elettorale, ma non rinuncia a parlare al paese. Un libro di recente uscita, “Demacrazia” (Fandango Libri), del giornalista Giacomo Russo Spena, racconta il progetto di de Magistris, quello del prossimo lancio del suo movimento (previsto per le elezioni europee del 2019) su scala nazionale. L’incontro sarà dunque l’occasione giusta per incalzare il sindaco sui contenuti di questo progetto e sulla sfida dell’allargamento del modello di co-gestione che ha caratterizzato il recente “rinascimento partenopeo”. ]