UNA KAABA DI FANGO A VENEZIA

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Per far transitare le grandi navi da crociera dalla bocca di Porto di Malamocco, Canale dei Petroli, canale Vittorio Emanuele e arrivare alla stazione Marittima di Venezia si stima che si dovranno scavare dai 6 ai 7 milioni di metri cubi di fanghi (alcuni dei quali molto inquinati).

È difficile rendersi conto di quali siano i reali volumi di cui si parla!

Nella foto qui sopra troverete uno dei vari modi in cui lo illustra e lo rappresenta Giulio Grillo del Comitato NoGrandiNavi :

un maxicubo di quasi 200 metri di lato in Piazza San Marco

oppure un nuovo campanile di San Marco alto 48.611 metri…

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NO AL VITTORIO EMANUELE!!!

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(Immagine: il canale Vittorio Emanuele III, che congiunge Marghera con la Marittima, diverrebbe la parte finale di un percorso di 24 km dentro la Laguna che le grandi navi dovrebbero affrontare per raggiungere gli ormeggi a Venezia). I dati che seguono sono importanti e vanno riportati. Secondo una comunicazione di due docenti universitari veneziani l’adattamento del canale Vittorio Emanuele ai bisogni del transito delle grandi navi da crociera (come proposto dall’attuale sindaco e dal ministro delle Infrastrutture) creerebbe gravissimi danni alla laguna, danni già ritenuti eccessivi dalla commissione Via (Valutazione d’impatto ambientale) quando riferiti al canale Contorta, che pure era d’impatto minore. In particolare, segnaliamo che il canale Vittorio Emanuele (lungo circa 4 km) dovrebbe passare da una profondità di circa 6 metri a una di almeno 10,50 e da una larghezza di 20 – 30 metri a una di 160 (con una cunetta di almeno 100 metri). Altre gravi alterazioni sono messe in luce nell’articolo della Nuova Venezia che riportiamo qui sotto.

[Da: http://www.italianostravenezia.org/2017/05/17/perche-non-si-dica-che-nessuno-lo-sapeva/ ]

 

REFERENDUM DEL 18 GIUGNO 2017: QUESITO RIFORMULATO

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TUTT* A VOTARE!

Sono passati 5 anni da quando il decreto Clini-Passera ha teoricamente “vietato” il passaggio alle navi superiori alle 40.000 tonnellate di stazza lorda.
Era il 2 marzo 2012. Da allora nulla è cambiato.
Le compagnie armatoriali hanno dimostrato di contare ben più dei ministri e dei loro decreti, della Città e della salute dei suoi abitanti, del buon senso.

Ogni giorno Venezia continua ad essere violentata dal passaggio di navi (se così vogliamo chiamare quei palazzoni ambulanti) che superano le 100.000 tonnellate di stazza. Rive e fondali sono danneggiati, la Laguna erosa inesorabilmente ad ogni passaggio, l’aria avvelenata.

In questi 5 anni la mobilitazione di migliaia di donne, uomini e bambini ha imposto il tema all’opinione pubblica nazionale ed europea spaventando soprattutto i galoppini locali della lobby crocieristica mondiale, preoccupati di perdere la lucrosa concessione delle banchine in marittima.

È solo questo, infatti, il motivo di tanta animosità contro l’ovvia soluzione di tenere questi giganti fuori dalla nostra Laguna: la paura di perdere la rendita garantita da un monopolio. Prima il “Contorta”, poi il “Tresse” (entrambi clamorosamente bocciati) ed ora il “Vittorio Emanuele”. Non sono soluzioni: mantengono le navi nel cuore della Città Storica, a pochi metri dalle case ed hanno tutti in comune il fatto di prevedere enormi scavi. Collegando il “canale dei petroli” al cuore della città questi progetti mettono ancora più a rischio il nostro già provato equilibrio idro-morfologico.

Il governo dice di aver “già deciso”. Ancora una volta, come fu per il Mo.S.E., la politica romana decide senza chiedere l’opinione dei cittadini. Per questo abbiamo deciso di indire un referendum popolare, per far sentire chiara la voce di chi Venezia la vive e la ama, per impedire nuovi scavi e tenere i mostri galleggianti lontano dalla Città.
Una voce di cui il governo dovrà tener conto.

18 GIUGNO: DUE REFERENDUM IN UNO

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A mio modestissimo e ininfluente avviso, il testo del referendum (che in realtà chiede un unico sì a due quesiti differenti) è piuttosto azzardato:

1.Vuoi che le navi da crociera restino fuori dalla Laguna di Venezia

e

2. .. .si fermino in un nuovo terminal alle bocche di porto del Lido?

Vota SÍ!

Molti potrebbero essere d’accordo solo sulla prima richiesta e non sulla seconda… (per esempio preferire che i Condomini Galleggianti vadano a Trieste o comunque altrove)… e di conseguenza negare l’assenso o astenersi… Mah, bah, vediamo un po’ come va a finire. Speremo ben…

 

AGGIORNAMENTO

Pare che il quesito verrà così riformulato:

“Vuoi che le navi da crociera restino fuori dalla Laguna di Venezia e che all’interno della stessa non vengano effettuati ulteriori scavi?”

[La lobby della croceristica, dopo la clamorosa bocciatura del progetto Contorta, ora propone di allargare e approfondire i resti del Canale Vittorio Emanuele, abbandonato da anni, per far arrivare le grandi navi alla Marittima, attraverso la bocca di Malamocco e il canale dei Petroli,
un progetto già bocciato dalla Capitaneria di Porto e dalla stessa Autorità Portuale.

Diciamo no ad un progetto che prevede:
– Lo scavo di oltre 6 milioni di metri cubi di fanghi tossici;
– L’attraversamento della zona industriale di Marghera, area a rischio di incidenti rilevanti (direttive Seveso);
– Una commistione di traffici che andrebbero a penalizzare le attività del Porto commerciale di Marghera; 
– Un percorso lungo 25 chilometri, con effetti devastanti per la morfologia della Laguna, a causa delle erosioni dei bassi fondali prodotto dal dislocamento del passaggio delle navi; 
– Un progetto che non potrà mai essere approvato dalla commissione VIA e per questo i proponenti cercheranno di evitare la valutazione di impatto ambientale e far passare la questione come una semplice “manutenzione”.

E tutto questo mentre il Ministro Del Rio non fa quello che dovrebbe fare:
BLOCCARE QUESTA PROPOSTA E DAR CORSO ALLE CONCLUSIONI DELLA COMMISSIONE VIA CHE HA BOCCIATO IL CONTORTA E PROMOSSO IL TERMINAL ALLA BOCCA DI LIDO, CON PRESCRIZIONI CHE MIGLIORANO IL PROGETTO.]

 

 

RENDIAMO ANCHE VENEZIA PARCO PROTETTO

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PARCO

Ricevo e pubblicizzo:

Se pensi di andare prima o poi in Karakorum al K2, ai Gasherbrum, al Broad Peak ed al Nanga Parbat (che sorge dove si incontrano nelle profondità della Terra le faglie che spingono e modellano le tre grandi catene dell’Hindu Kush, dell’Himalaya e del Karakorum); se vuoi visitare Chitral e le sue profonde valli, o il Parco Nazionale del K2 (CKNP) o quello del Deosai con il suo immenso altipiano verde, le marmotte e gli orsi… allora il 5 maggio, ore 16.00  al MUSE, non devi mancare al convegno “Mountains, energy for the planet: the K2 region” a sentire il Chief Minister della provincia del Gilgit Baltistan, i suoi collaboratori e gli amici italiani che in questi anni hanno aiutato il Pakistan e questa regione a diventare la zona a maggiore densità di aree protette al mondo: il 47% del proprio territorio.

Come non molti sanno, da quelle parti è nata da pochi anni la Provincia Autonoma del Gilgit Baltistan, con regole e norme speciali anche per il turismo che sta diventando una realtà importante soprattutto per l’afflusso internazionale asiatico e quello interno. In 5 anni i turisti pakistani che hanno visitato le montagne di casa loro sono passati da 30.000 a un milione e la crescita è esponenziale.

Lì, dove la storia e la leggenda vuole che Alessandro Magno abbia portato i suoi macedoni, una cultura millenaria si è radicata, mutando nella forma, ma rimanendo ancorata alla sostanza di una natura possente e severa che ha modellato i visi e il carattere dei popoli che vi abitano. Da quelle parti vive la popolazione Hunza, leggendaria per la sua longevità. Quella è la terra dell’Agha Khan, che ha certamente scoperto e valorizzato la Costa Smeralda, ma che a casa sua ha costruito ospedali, università, resort turistici di grande prestigio, come la catena degli hotel Serena recuperando egregiamente forti e castelli tra le montagne del Karakorum.

Ad introdurre il dibattito le suggestioni di Kurt Diemberger, che racconterà il suo amore per i ghiacciai del Baltoro, insieme all’alpinista Daniele Nardi.

Alpinisti, trekker, appassionati di viaggi e cultura internazionale delle montagne quello del 5 maggio al Film Festival di Trento è un appuntamento da non perdere.

 

Info: “Mountains, energy for the planet: the K2 region”
venerdì 5 maggio, ore 16.00
presso il MUSE, Corso del Lavoro e della Scienza 3 – Trento
www.trentofestival.it/mountains-energy-for-the-planet-the-k2-region 

VENEZIA E L’ANTELOPE CANYON

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L’Antelope Canyon nella terra Navajo vicino Page, Arizona, è talmente bello che ormai vi arrivano visitatori da tutto il mondo. Purtroppo non può accoglierne milioni, ma solo un certo numero. Per scoraggiare le richieste, il ticket d’ingresso è stato gonfiato fino a quasi 40 dollari, ma non è servito. Tutti vorrebbero percorrere il magico slot… (io, nel 2015, me la cavai con qualche ora d’attesa). E’ un po’ lo stesso destino di Venezia: tutti vorrebbero venirci e intasarne le anguste calli. Al momento le amministrazioni paiono seguire la politica del “Più ne arrivano, meglio è!” (via terra, via maxinave…), senza alcuna preoccupazione per la vivibilità della città e la conservazione dei suoi tesori, ma prima o poi l’assalto turistico di massa dovrà pur essere contrastato in qualche modo…

[Foto tratta da Love Arizona, Facebook]

ANDREINA ZITELLI SCRIVE AL MINISTRO DEL RIO

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Andreina_Zitelli

Lettera aperta al Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio

Grandi Navi : dare esecutività al Terminal alla Bocca di Lido, fuori dalla Laguna.

Mi appello al Ministro delle Infrastrutture, a che il Governo dia seguito alla realizzazione della soluzione individuata per l’allontanamento delle Grandi Navi dalla Laguna di Venezia senza porre altro tempo in mezzo alla ricerca di altre ipotetiche soluzioni, dando seguito alle procedure che lo stesso governo ha predisposto, e secondo quanto la legge prevede.

Sono passati 5 anni dalla tragedia del Concordia dalla quale discendono gli obiettivi di sicurezza e tutela del decreto 2 marzo 2012 n.79 , detto Clini Passera, “ Disposizioni generali per limitare o vietare il transito delle navi mercantili per la protezione di aree sensibili…”, ed ancora, Lei, Signor Ministro non adisce agli atti che competono al suo Ministero e alla Capitaneria di Porto per realizzare l’unico progetto che ha ottenuto il Provvedimento di Compatibilità Ambientale, tra “quelli già raccolti e presentati e sottoposti a VIA” (Atto di Indirizzo del Governo Comitato dei Ministri per Venezia, 8 agosto 2014).

Il 7 marzo scorso, il Ministro Galletti Le ha trasmesso il Provvedimento di Compatibilità Ambientale al progetto Venis Cruise 2.0 Nuovo terminal crociere alla Bocca di Lido,.
E Lei, a Milano, proprio nello stesso giorno, quasi a disconoscere il valore di quel Provvedimento, annunciava che era intenzionato a proporre : “ con il Ministero dell’Ambiente e quello dei Beni Culturali, una soluzione che permetta agli operatori turistici di tutto il mondo di programmare le crociere senza incertezze”..
Lei si riferiva chiaramente ad un’altra soluzione, diversa dal Contorta, diversa dal Tresse Nuovo, e cioè lo scavo del percorso Bocca di Malamocco, canale dei Petroli, canale Industriale, canale V. Emanuele. Le Sue parole facevano preconizzare un ricominciare daccapo la ricerca della soluzione come se, in questi 5 anni dal Decreto Clini Passera, nulla fosse accaduto a proposito.

Mi permetto di farLe notare, che con la trasmissione, da parte del Ministro dell’Ambiente a Lei, del Provvedimento di Compatibilità Ambientale al Progetto Venis Cruise 2.0 Nuovo terminal crociere alla Bocca di Lido, si è conclusa la ricerca della soluzione alternativa al transito delle grandi navi da crociera per il Bacino di San Marco e che l’opera da realizzare è disponibile.

Il decreto Clini Passera ( 2 marzo 2012) ha esclusive e mirate finalità di sicurezza della navigazione e di tutela ambientale, e si incardina sulla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare (Montego Bay dicembre 1982), ratificata e resa esecutiva in Italia con la legge 2 dicembre 1994, n. 689.

Per la Laguna di Venezia, dichiarata dalla Legge Speciale del 1973 di preminente interesse nazionale, il Decreto Clini Passera. considerata “ la particolarissima sensibilita’ e vulnerabilita’ ambientale della laguna di Venezia ove sono presenti ecosistemi continuamente posti a rischio anche tenuto conto dei rilevanti aumenti del traffico marittimo”, vieta il transito nel Canale di San Marco e nel Canale della Giudecca delle navi merci e passeggeri superiori a 40.000 t di stazza (art 1) e stabilisce che il divieto si applica a partire dalla disponibilità di vie di navigazione praticabili alternative a quelle vietate, come individuate dall’Autorità marittima con proprio provvedimento (art 3).

Ora dopo 5 anni la disponibilità della soluzione alternativa esiste.
La selezione ha seguito un lungo iter, è passata: per il preesame delle proposte richiesto dal Ministro dell’Ambiente (2013), per l’ODG del Senato (febbraio 2014), per l’istruzione comparativa delle diverse proposte raccolte da parte dell’Autorità marittima (marzo 2014 d’intesa con la Autorità portuale e il Magistrato alle Acque), per l’iscrizione nel DEF degli Interventi per la sicurezza dei traffici delle grandi navi nella Laguna di Venezia, inseriti nell’Allegato XI delle Opere Strategiche di interesse nazionale, per la Conferenza Stato Regioni ( aprile 2014).
A seguito dell’ Intesa ex L. 443/01, gli Interventi per la sicurezza dei traffici delle grandi navi nella Laguna di Venezia, sono inseriti in Legge Obiettivo, opere strategiche di pubblico interesse.
Il Comitato dei Ministri per Venezia, da Lei presieduto l’8 agosto 2014, raccomanda infine di procedere, con sollecitudine a sottoporre a VIA il progetto relativo al Canale Contorta Sant’Angelo, e altri progetti tra quelli già presentati che raggiungano un adeguato livello di definizione, così chiudendo il perimetro della procedura da seguire per l’individuazione della soluzione, tra quelle già presentate, che dovrà essere ambientalmente compatibile.
Due soli progetti sono stati presentati alla VIA. L’esito è noto.

Solo il Progetto Preliminare Venis Cruise 2.0 Nuovo Terminal Crociere di Venezia – Bocca di Lido proponente Duferco Sviluppo S.r.l. e DP Consulting S.r.l ha ottenuto il Parere Positivo di Compatibilità Ambientale. Provvedimento che Le è stato trasmesso, in base alla norma, dal Ministro dell’Ambiente.
Il progetto approvato, anche con parere positivo della regione Veneto, è una soluzione extra lagunare, sposta il terminal delle grandi navi da crociera alla Bocca di Lido, è del tutto compatibile con le esigenze di salvaguardia e tutela della laguna, non interferisce con il Mose, è a distanza di sicurezza dai centri abitati, utilizza la Marittima come home port, conferma la tutela dell’occupazione del settore. Il progetto risponde pienamente alle raccomandazioni dell’ UNESCO votate nell’Assemblea generale di Istanbul (luglio 2016).

L’altro progetto Adeguamento via acquea di accesso alla stazione marittima di Venezia e riqualificazione delle aree limitrofe al Canale Contorta Sant’Angelo proposto dall’ Autorità Portuale di Venezia, individuata nel 2013 dalla Capitaneria di Porto come la soluzione, non ha superato la VIA ed è decaduta.
Spetta ora all’Autorità Marittima, la Capitaneria di Porto, previo una grave omissione di individuare con proprio decreto la nuova unica, soluzione resasi disponibile e regolare di conseguenza il transito per il Bacino di San Marco per il tempo necessario alla realizzazione. In base all’ODG del Senato, infatti si devono “effettuare nel più breve tempo possibile, utilizzando la normativa vigente, i lavori conseguenti”.

Signor Ministro, spetta a Lei a che vadano istruite dal MIT le fasi susseguenti ex Lege 443/01: e segnatamente: l’invio al Consiglio Superiore dei LL.PP. del Progetto preliminare approvato per il parere di competenza; l’ inoltro al CIPE del progetto preliminare corredato dei Pareri di VIA positiva e del Cons. Sup LL.PP.

Ogni altra iniziativa volta e rimettere in campo ipotetiche soluzioni intra-lagunari, comunque formulate, non hanno luogo di fronte alla soluzione extra-lagunare approvata. Non garantirebbero infatti gli scopi del Decreto Clini Passera di sicurezza e tutela per la Laguna di Venezia, interferirebbero con i traffici commerciali, richiederebbero scavi ingenti e sistemazioni rilevanti, interferirebbero con le aree ad alto rischio di incidente rilevante della zona industriale Non avrebbero la possibilità di superare la Valutazione di Impatto mentre avrebbero, il certo e solo scopo di procrastinare, nel tempo, il passaggio delle grandi navi davanti San Marco.

Semmai le raccomandazioni di allontanamento dei transito da San Marco e dalla Laguna andrebbero rafforzate rapportandole alle esigenze di massima sicurezza anche verso pericoli insorgenti da atti dolosi, come i recenti fatti fanno vedere.

C’è, Signor Ministro, ancora molto da fare e non bisogna perdere altro tempo.

Prof. Andreina Zitelli
Venezia